27 June 2026

La crisi rivoluziona la Strip di Las Vegas: Sands vende il Venetian Resort

Una vera icona della Strip di Las Vegas passa di mano: lo storico Venetian Resort è infatti destinato a essere ceduto insieme al Sands Expo and Convention Center. La Las Vegas Sands Corporation, che molte delle sue fortune deve proprio al Venetian, ha infatti siglato un accordo per la vendita delle proprietà e delle società operative che gestiscono i due complessi rispettivamente a Vici Properties, spin-off real esatte di Caesars Entertainment, e ad Apollo Global Management. Il tutto per una cifra complessiva di 6,25 miliardi di dollari, di cui 4 miliardi per la parte immobiliare e 2,25 miliardi per la parte operativa.

Il Venetian Resort è un complesso che include tre torri-hotel, dotate di oltre 7 mila suite, di più di 130 mila metri quadrati di spazi per il gioco e retail, nonché di oltre 185 mila metri quadrati di spazi meeting. Il Sands Expo Center, invece, include 23 sale conferenze per oltre 185 mila metri quadrati di aree congressuali. L’accordo dovrebbe perfezionarsi nel quarto trimestre dell’anno, lasciando la Sands Corporation ancora con cinque proprietà a Macao e una a Singapore. L’attenzione della compagnia si sposterà quindi decisamente verso Est, anche se il management non ha escluso la possibilità di valutare eventuali nuove opportunità di investimento che dovessero emergere negli Stati Uniti.

“Il Venetian ha cambiato il volto dell’industria dei casinò, facendo diventare Sheldon Adelson (il fondatore di Sands, venuto a mancare lo scorso 11 gennaio all’età di 87 anni, ndr) una delle persone più influenti nella storia del gioco d’azzardo e dell’ospitalità – ha dichiarato l’attuale presidente e ceo di Las Vegas Sands, Robert Goldstein -. Con l’annuncio della vendita del Venetian Resort noi rendiamo omaggio all’eredità di Adelson, allo stesso tempo iniziando un nuovo capitolo nella storia della compagnia”.

L’accordo prevede anche che, al perfezionamento della transazione, Vici Properties dia in in locazione entrambe le proprietà alla Apollo Global Management per un affitto pari a 250 milioni di dollari all’anno, indicizzato ai tassi di inflazione e della durata di 30 anni con due ulteriori opzioni di rinnovo ogni dieci anni. Sands ha inoltre accettato (e qui si avvertono decisamente gli effetti della crisi innescata dalla pandemia) di garantire in prima persona il pagamento delle fee di locazione fino al 2023, oppure fino al raggiungimento di determinati obiettivi di revenue.

Gli investimenti della Apollo Global Management spaziano in molti settori, inclusa l’industria dei viaggi e dell’ospitalità. L’anno scorso la società è tra l’altro per esempio entrata nel capitale di Expedia, Swissport e Aeromexico. Più indietro nel tempo ha inoltre investito in compagni quali  Sun Country Airlines, Norwegian Cruise Lines e Vail Resorts.

 

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Riprotezioni Un altro fronte riguarda la riprotezione in caso di cancellazione o forte ritardo. Le nuove regole mirano a garantire alternative più rapide, anche quando il vettore originario non riesce a offrire una soluzione adeguata in tempi brevi. Per i passeggeri significa meno incertezza negli aeroporti e maggiori possibilità di arrivare comunque a destinazione. Il tema è centrale soprattutto nei periodi di picco, quando scioperi, maltempo o problemi operativi possono bloccare migliaia di persone. Il capitolo più sensibile resta quello del trolley gratuito. Il Parlamento europeo si era espresso a favore del diritto a portare a bordo un oggetto personale e un piccolo bagaglio a mano senza costi aggiuntivi. Tuttavia, il testo in discussione non sembra imporre in modo definitivo il trolley gratuito per tutti: la gestione continuerà in larga parte a dipendere dalle politiche commerciali delle compagnie, soprattutto low cost. 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Negli ultimi anni l’ecosistema del turismo bianco ha vissuto una profonda trasformazione a cause dei repentini cambiamenti climatici, della digitalizzazione e delle nuove abitudini di consumo. L'Andamento del Settore: Tra Nuovi Trend e la Certezza Svizzera Il settore sciistico sulle Alpi oggi viaggia a due velocità: se da un lato, infatti, le stazioni a bassa quota soffrono dell’innalzamento della quota neve media, che negli ultimi trent’anni è aumentata di circa 200-230 metri, dall’altro, e come conseguenza, le località d’alta quota stanno vivendo un vero e proprio boom. Fino a poco più di un decennio fa molte delle stazioni oltre i 2000 metri costituivano la meta ideale per lo sci estivo, mentre oggi risultano molto gettonate anche per il periodo di bassa stagione che va da novembre a Natale, potendo assicurare nevicate frequenti e abbondanti anche in questo momento dell’anno. 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