12 gennaio 2026 10:23
Le tensioni geopolitiche nelle Americhe hanno nuovamente gettato il settore turistico internazionale in uno scenario incerto. Joan Trian Riu, amministratore delegato e direttore operativo per le Americhe di Riu, parla delle difficoltà che potrebbero ripercuotersi sui flussi turistici a Cuba, in Colombia e nel Messico.
In un’intervista rilasciata a Última Hora e riportata da Preferente, l’imprenditore riconosce che le minacce del presidente degli Stati Uniti «aggiungono ulteriore incertezza, ma per il momento l’unica cosa che possiamo fare è continuare a lavorare normalmente”.
«Pensavo avessimo già raggiunto il massimo livello di incertezza possibile, e ora mi rendo conto che non è così. Cosa potrebbe succedere a Cuba come destinazione turistica? Potrebbe implodere? Non lo so» afferma il dirigente. Tuttavia, il manager chiarisce che, a parte il giorno dell’operazione militare in Venezuela, che ha portato alla chiusura dello spazio aereo su una parte dei Caraibi, «al momento non stiamo riscontrando cancellazioni. Il ritmo delle prenotazioni non ne risente e la situazione è normale», anche se «a livello aziendale continuiamo a vedere tutto con incertezza».
I risultati 2025
Interrogato sui risultati 2025, Trian Riu ha spiegato che «a livello globale, bisogna dire che se non fosse stato per l’uragano in Giamaica, sarebbe stato sicuramente un anno da record, e ora la situazione è ancora incerta. La verità è che è stato un anno migliore nelle regioni del Mediterraneo e dell’Atlantico rispetto alle Americhe, che hanno sofferto maggiormente dell’incertezza legata ai dazi di Trump. In Europa, il 2025 è stato un anno da record, e sembra che il 2026 sarà almeno altrettanto buono».
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[post_content] => «Il nostro prodotto è l'esperienza che offriamo al pubblico, la relazione che si crea tra le persone e il servizio offerto» ha affermato Maurizio Crisanti, direttore di AssoParchi Federturismo, introducendo alla Bit il panel “Parchi divertimento: la relazione al centro dell’esperienza.
I dati dell’Osservatorio AssoParchi sul pubblico di oggi e di domani”. L’industria dei parchi di divertimento rappresenta un elemento significativo dell’offerta turistica in Italia, con un rilevante impatto economico e culturale sul settore. Grazie alla varietà di attrazioni, spettacoli e servizi, i parchi sono degli attrattori turistici che influenzano l’economia locale.
«Walt Disney disse “Se puoi sognarlo, puoi farlo”: fu l'inventore dei parchi di divertimento e del turismo esperienziale. Oggi è una tendenza, ma già nel 1955, quando aprì Disneyland, Walt Disney aveva capito che, con la fantasia, si possono proporre emozioni ed esperienze capaci di rendere una giornata memorabile. - prosegue Crisanti - Come rilevato dall’associazione Iaapa, il settore di parchi di divertimento continua a crescere a livello globale e crescerà del 10,55% fino al 2032, contribuendo in modo significativo al Pil delle nazioni. I parchi hanno un pubblico locale e internazionale che viaggia, pernotta, consuma cibo e visita le attrazioni turistiche, recando benefici a tutta la filiera.
Ogni parco è progettato per essere unico e la tipologia di esperienza è legata al marchio del parco, alla sua realtà e alla proprietà. Noi non siamo servizi, ma industria, perché come industria ci muoviamo, investiamo e reclutiamo migliaia di lavoratori. Anche in Italia i parchi crescono, cresce il numero di visitatori, e crescono i fatturati.
Ci sono delle aree come il Lago di Garda o la Riviera Romagnola, dove i parchi hanno un pubblico internazionale che in alcuni casi arriva al 50% del totale. Invece i parchi che sono in aree meno vocate a raccogliere turisti stranieri, svolgono un ruolo fondamentale a livello di economia locale e di attrazione turistica per i visitatori. In questo periodo si parla molto dello sviluppo delle aree interne: i parchi contribuiscono a questo.
Il dato più recente sul numero dei visitatori dei parchi di divertimento italiani si riferisce al 2024: a partire dai sistemi di biglietteria rileva 21,1mln di visitatori, con un aumento del 7,4% rispetto all’anno precedente. I ricavi di biglietteria hanno raggiunto i 306,6mln di euro. Il dato del ‘25 uscirà tra due mesi e sappiamo che sarà in linea con quello precedente, perché ogni anno registriamo un importante incremento. I parchi in Italia sono circa 190: più di cento sono parchi acquatici, poi abbiamo i parchi a tema, quelli faunistici, ai quali si sommano 250 parchi avventura con zipline estreme e ponti tibetani. In tutti i territori, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, riusciamo ad offrire delle belle giornate e un tempo libero di qualità, che offre emozioni e socialità, offre un tempo protetto dalle interruzioni - soprattutto quelle digitali - e valorizza il territorio.
Offriamo tempo per migliorare la qualità delle relazioni consolidando i legami e creando momenti indimenticabili. Offriamo un divertimento attivo, perché in una giornata in un parco vengono fatti dai 10.000 ai 18.000 passi! È importante anche l’impatto territoriale sull'occupazione, sul benessere dei territori, sull’indotto. Un parco utilizza i prodotti a km.0, offre lavoro alle aziende del territorio occupando migliaia di professionisti e ingaggia decine di artisti per realizzare gli spettacoli. Un parco è espressione di un turismo sostenibile e integrato con tutte le altre realtà: dai trasporti, all'ospitalità, alla ristorazione.
Il ruolo dell’Osservatorio Permanente di AssoParchi
Da pochi mesi è nato l’Osservatorio Permanente AssoParchi, sviluppato in collaborazione con la società di ricerca Grs Research & Strategy. «Facciamo ricerca e strategia in tutti i contesti dove c'è un'esperienza da vivere. - afferma Maria Chiara Nicoletti, european regional manager di Grs - Analizziamo, viviamo l'offerta del parco e comprendiamo quali siano le metodiche dell'esperienza affinché chi la realizza e progetta possa sviluppare delle strategie con dei dati numerici e comportamentali.
Per AssoParchi abbiamo fatto un'attività di ricerca su un campione di 705 residenti in Italia, rappresentativi della popolazione, che non necessariamente frequentano i parchi ma che fruiscono di diverse attività. Abbiamo realizzato un censimento per comprendere l'impatto economico del settore e abbiamo misurato l'esperienza che avviene all'interno del parco di divertimento. Il perimetro della ricerca prevede un'analisi su 28 categorie molto diverse e di 93 brand; questo ci ha consentito di comprendere quali siano le leve di impatto che entrano in campo e che permettono di attivare delle direzioni di crescita.
Sulle 28 categorie è stato analizzato l’Indice di Impatto di Presenza (Ipi), che si muove su 4 dimensioni: l’impatto emotivo, la connessione, la crescita personale e il significato. L'Impatto Emotivo riguarda le emozioni che si vivono, la Connessione è il lusso di interagire con altre persone. Crescita Personale vuol dire che le attività che noi viviamo devono arricchire. Il Significato, infine, è un concetto innovativo, è il sentirsi parte di un qualcosa di più grande.
Secondo i dati raccolti gli utenti si aspettano di trovare vivere nel parco il divertimento (55%), la sicurezza e il comfort (39%), la riconnessione con la natura e la spiritualità (32%), l’autenticità (32%), la riflessione e la crescita personale (30%), la condivisione e l’identità culturale (29%). La notizia positiva è che quasi il 70% degli italiani vuole vivere delle esperienze con una maggiore frequenza. Allora ci siamo chiesti cosa gli impedisca di farlo e le ricerche compiute dicono che le principali barriere alla partecipazione sono la mancanza di tempo (48%), i costi elevati (42%) e la distanza e le difficoltà logistiche (34%)». Nicoletti conclude la sua presentazione indicando quali siano i “messaggi chiave per target”: se tra i 16 e i 24 anni la dimensione preponderante è l’impatto emotivo, dai 25 ai 34 anni si cerca il significato, dai 33 ai 54 la connessione, quindi la crescita personale.
I parchi di divertimento come asset strategico per il territorio
«Nell’attuale ecosistema di grandi sfide strategiche, dove i consumi sono più complessi e c’è grande competizione, il ruolo dei parchi è molto articolato. - sottolinea Andrea Pirola, co-founder e ceo di Whitemc - Sono delle infrastrutture che rappresentano un asset strategico di posizionamento per il turismo esperienziale.
Sono luoghi nei quali costruire esperienze e agire su una dimensione sociale e umana. I parchi sono importanti generatori di valore economico e territoriale. AssoParchi è diventata una piattaforma di sviluppo strategico per l'intero comparto e l'intera industria. Detterà le traiettorie verso le quali orientarsi, perché in un mercato sempre più fluido bisogna conoscere se stessi e capire quali siano i bisogni dei pubblici attuali e di quelli prospettici, contaminandosi anche con il digitale.
L'Osservatorio Permanente di AssoParchi è un percorso, un'infrastruttura evolutiva all’interno dell’associazione che guarda a nuovi scenari e nuove opportunità comprendendo quali siano le realtà costitutive, ovvero gli attori dell’industria del divertimento, dell'esperienza vissuta attraverso il divertimento. Si parla di modelli operativi e di posizionamento e si operano delle ricerche sulla customer experience, sui bisogni del consumatore e anche sulle barriere che gli impediscono di scegliere l'esperienza-parco come un momento di fruizione del proprio tempo libero.
Il futuro di questa industria è fatto di un approccio nuovo, strategico, strutturato, con la capacità di conoscere i bisogni dei nuovi target che dovranno essere conquistati, di comunicare con le giuste modalità e con i giusti linguaggi per essere attrattivi: perché i parchi sono il luogo per tante categorie di persone. - conclude Pirola - Luoghi nei quali vivere un'esperienza fortemente umana, nella quale tutti i sensi vengono coinvolti in una logica immersiva e dove la dimensione digitale può essere un abilitatore».
Chiara Ambrosioni
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[post_content] => Compatta nelle dimensioni ma ricca di contenuti, Malta è una delle destinazioni mediterranee più frequentate e al tempo stesso più chiamate a gestire in modo responsabile i propri flussi turistici. La destagionalizzazione, da obiettivo strategico, sta diventando una componente strutturale del modello di sviluppo. Ne parliamo con Ester Tamasi, Direttore Italia di VisitMalta.
Malta è una destinazione molto concentrata: la destagionalizzazione è ormai una necessità strutturale?
I numeri confermano una crescita anche nei mesi oltre l’estate, rafforzando la vocazione di Malta come destinazione ideale per tutto l’anno. In soli 316 km² l’arcipelago concentra una varietà di prodotto rara: clima mite, logistica semplice, strutture alberghiere di alto livello, un calendario eventi molto ricco e un’offerta MICE in forte espansione. Questa ricchezza compatta rende la destagionalizzazione concreta e praticabile, perché in ogni periodo dell’anno Malta offre diverse motivazioni di viaggio.
A questo si aggiunge un patrimonio storico e culturale che copre oltre 8.000 anni di civiltà, dai templi megalitici ai Cavalieri di Malta fino all’età contemporanea. Un intreccio di identità, paesaggio e comunità che incide profondamente sulle scelte del viaggiatore. Più che una risposta contingente, la destagionalizzazione rappresenta quindi la naturale evoluzione dell’identità turistica maltese.
Quali esperienze stanno trainando i flussi nei mesi primaverili e autunnali?
Negli ultimi vent’anni Malta ha costruito una nuova narrazione del proprio prodotto turistico, ampliando le opportunità e valorizzando ciò che la rende unica. Questo percorso ha favorito l’emergere di nicchie capaci di attrarre flussi anche fuori stagione. Oggi il turismo maltese è multitarget e multiesperienziale.
Tra i segmenti in crescita figurano il diving, grazie ad alcuni dei migliori spot del Mediterraneo; i percorsi di lingua inglese professionale, particolarmente richiesti fuori dall’estate; il wellness, sostenuto dal clima e dagli scenari naturali; Gozo, sempre più apprezzata per autenticità e ritmo lento; e il MICE internazionale, supportato da infrastrutture moderne, hotel di fascia alta e una logistica efficiente.
Cosa indicano i dati 2025 e quali trend prevedete per il 2026?
Il 2025 si è chiuso con una stima di circa 4 milioni di turisti, con l’Italia stabile tra i mercati principali. Il turismo rappresenta oggi circa il 30% del PIL maltese, considerando l’impatto diretto e indiretto. La crescita è stata sostenuta da una connettività aerea capillare, investimenti infrastrutturali e un’offerta di servizi di alto livello.
Guardando al 2026, la parola chiave sarà equilibrio. Le priorità riguardano il rafforzamento delle nicchie a maggior valore aggiunto, una migliore distribuzione dei flussi anche su aree meno note – come Comino, nell’ambito del Progetto Natura 2000 – e un posizionamento sempre più orientato alla sostenibilità. In questo contesto si inserisce anche l’organizzazione, nel 2026, del Global Summit del WTTC, che rafforzerà ulteriormente il profilo internazionale di Malta come destinazione responsabile e di qualità.
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[post_content] => Quarto trimestre del 2025 positivo per l'hôtellerie italiana. L'anno si è infatti chiuso con il segno più, consolidando un trend che, nell’ultimo triennio, è di costante crescita. L’incremento dei turisti internazionali, soprattutto nordamericani e asiatici, e del turismo business contribuiscono in maniera significativa a delineare questa positiva performance, che riguarda sia le top destination ma anche le città di “secondo livello” nelle quali l’internazionalizzazione del movimento turistico si accentua e consolida.
I numeri
Secondo gli indicatori di Italian Hotel Monitor, elaborato da Trademark Italia, il trend del quarto trimestre 2025 va in archivio con un risultato in crescita rispetto al 2024, sia in termini di occupazione camere (+1%) che di prezzo medio camera (+3,4%).
Questi dati, insieme a quelli dei precedenti tre trimestri, consentono di chiudere il consuntivo 2025 con numeri migliori rispetto al 2024: +0,5 punti di risultato operativo e +3,7% di adr, sintomo del positivo stato di salute dell’hospitality industry nazionale, in particolare nelle principali città d’arte e d’affari italiane.
Il settore luxury (5 stelle) si attesta al 69,4 % di r.o. (+1,3 punti sul 2024) e a 627,01 euro di adr (+2,7% sul 2024); il settore upscale (4 stelle) registra un adr di 159,49 euro (+3,1%) e un r.o. a 75% (+0,5 punti rispetto al 2023); il settore midscale (3 stelle) incrementa il r.o. di 0,4 punti fino al 73,3% e il prezzo medio camera del 2,9% fino a 73,55 euro.
Al vertice del ranking in termini di prezzo medio di vendita si conferma sempre Venezia, con un prezzo medio camera di 250,92 euro (+1,4% rispetto al 2024), davanti a Milano (208,22 euro, +3,8%), Firenze (204,86 euro, +1,1%), Roma (189,63 euro, +6,6%) e Como (167,21 euro, +3,4%).
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«Abbiamo cambiato il concetto di Fiera introducendo una lettura verticale e individuando cluster di significato. Dallo sport, all'enogastronomia, allo sport, al lusso. Gli ingredienti sono buoni e la partecipazione è andata oltre le nostre aspettative. Naturalmente stiamo parlando di un progetto a medio termine, quindi le valutazioni dovremo farle nel corso del tempo».
Emanuele Guido, head of business unit home, fashion & leisure Exhibitions di Fiera Milano, ha le idee chiare su come costruire e definire la nuova Bit 2026, che inizierà il prossimo 10 febbraio.
«54 paesi saranno rappresentati con i loro stand e inoltre sul lato travel produrremo nuovi argomenti, nuove discussioni per aprire finestre su scenari non ancora sfiorati. E' una sfida interessante e complessa che ci spinge a ricercare soluzioni diverse ma nello stesso tempo stimolanti».
Insomma un rinnovato punto di vista, che si esprime anche nel nuovo calendario, dove il viaggiatore sarà ancora più protagonista: non più una sola giornata aperta al pubblico, ma tre giorni durante i quali chi il viaggio lo ama e lo vive dialogherà e si confronterà fianco a fianco con chi lo progetta, lo propone e lo racconta. Perché in questo scenario in cui sfumano i confini siamo tutti “Travel Makers”: un’unica community che trova casa a Bit 2026.
Ispirazione
«Ospitalità, tecnologia e trasporti sono presenti e presenteranno le loro iniziative e i loro progetti. Per quanto riguarda il turismo organizzato posso dire, che alcuni saranno presenti in pianta stabile, altri parteciperanno ai dibattiti, e infine altri ancora saranno solo visitatori. In questa edizione calcoliamo i benefici che si possono trarre da una nuova ispirazione. Saranno presenti , inoltre, 350 buyer internazionali, un terzo europei, ma anche asiatici, americani, sia del nord che del sud, e africani, che verranno ospitati dalla nostra organizzazione».
l cuore pulsante di BIT 2026 sarà il Travel Makers Fest, spazio culturale e relazionale in cui il viaggio viene esplorato da tutti i punti di vista. Sei arene integrate nel layout della manifestazione – quattro dedicate a tematiche verticali e due main plaza – ospiteranno centinaia di appuntamenti in tre giorni tra talk, workshop e momenti di confronto. Un’occasione imperdibile per scoprire in anteprima non solo verso dove, ma anche in che modo viaggeremo nei prossimi anni.
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Futura Vacanze ha condiviso la propria evoluzione strategica attraverso We Make Futura, una giornata che segna un punto chiave nella storia aziendale. l'operatore, che ha chiuso il 2025 con oltre 100 milioni di euro di fatturato, ha rilanciato il nuovo assetto organizzativo tripartito: un tour operator evoluto a supporto della rete alberghiera, una compagnia alberghiera per la gestione diretta delle proprietà e una società immobiliare focalizzata su asset strategici. Un'architettura che ricorda le strategie dei grandi gruppi internazionali dell'hospitality, applicata con caratteristiche distintive al mercato italiano.
«Non è una semplice riorganizzazione interna. È una risposta strutturale ai cambiamenti del settore: la trasformazione dei comportamenti di viaggio, la necessità di presidiare l'intera filiera, la competizione sempre più sofisticata» spiega Stefano Maria Simei, direttore generale di Futura Vacanze.
L’organizzazione delinea direttrici di crescita ambiziose: evoluzione del target di clientela, ampliamento del portafoglio strutture in Italia e all'estero, nuove linee di prodotto. Una strategia che intercetta tendenze significative: la difficoltà degli albergatori indipendenti nel competere con i gruppi consolidati, l'esigenza di standard qualitativi omogenei, il valore crescente del real estate turistico come investimento di lungo periodo.
Un Manifesto valoriale
L'aspetto più innovativo riguarda la metodologia partecipativa adottata. Con il supporto di Wyde Connective School, nel corso di We Make Futura, l'intero gruppo ha lavorato alla definizione di un Manifesto valoriale, destinato a tradursi in "Golden Rules" operative. In un settore ad alta intensità di capitale umano come il turismo, la coesione organizzativa diventa fattore critico di successo.
«We Make Futura è stato un momento importante per leggere l’evoluzione che l’azienda sta vivendo e per riconoscere che solo una visione realmente condivisa può trasformarla in realtà. Insieme abbiamo messo chiaramente a fuoco che il futuro, per noi, è una responsabilità consapevole, ma anche un’ambizione collettiva, che richiede lucidità strategica e la capacità di interpretare scenari in continuo cambiamento» aggiunge Beatrice Nano, hr manager del gruppo.
L'operazione si inserisce in un contesto di consolidamento dove gli operatori di medie dimensioni affrontano scelte decisive: crescere verticalmente integrando la filiera, specializzarsi su nicchie, o rischiare la marginalizzazione. La scelta dell'integrazione verticale rappresenta una scommessa sulla capacità di presidiare qualità ed esperienza in ogni touchpoint del viaggio, garantendo economie di scala e controllo sui margini.
Nei prossimi mesi arriverà un passaggio cruciale: la presentazione del piano industriale 2026-2030. Sarà quello il momento di verifica: nuove acquisizioni, sviluppo di segmenti differenziati, performance in crescita dovranno tradurre la visione strategica in risultati concreti e misurabili.
«Vogliamo lanciare un segnale chiaro: l'epoca del tour operator "puro" cede il passo a organizzazioni più complesse, dove l'ospitalità diventa un ecosistema integrato di competenze, asset e relazioni» conclude Stefano Brunetti, amministratore unico di Futura Vacanze.
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[post_content] => Austria Tourism è partner premium del Comitato Olimpico Austriaco ai Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 per accogliere atleti e ospiti internazionali all’insegna del “Lebensgefühl".
L’Austria sente i Giochi Milano Cortina 2026 particolarmente vicini, con molti luoghi di gara a poca distanza dall’Austria, Paese nel quale gli eventi di sport invernali vengono tradizionalmente seguiti con passione dal grande pubblico che apprezzerà i meravigliosi scenari dolomitici così raggiungibili e “tangibili”.
Fulcro della presenza di Austria Tourism sarà l’Austria House, la “Casa Austria” a Cortina d’Ampezzo: dopo l'estate olimpica a Parigi, l'Austria House come luogo di incontro, di ospitalità e di eccellenza torna all'insegna dei cinque cerchi più suggestiva che mai. In occasione dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 aprirà le sue porte nella tradizionale Jägerhaus a Cortina d'Ampezzo: qui Austria Tourism in qualità di partner premium del Comitato Olimpico Austriaco metterà in scena la diversità e l'ospitalità dell'Austria all’insegna del “Lebensgefühl”, quell’inconfondibile attitudine alla vita tipicamente austriaca, che caratterizza la comunicazione di Austria Tourism.
L'Austria House fungerà da luogo d'incontro per atleti, rappresentanti dei media e ospiti internazionali, con l’obiettivo di celebrare la partecipazione e i successi sportivi e di offrire agli ospiti internazionali un assaggio dello stile di vita austriaco.
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“AlUla e Red Sea” è la nuova proposta di Viaggi del Mappamondo. Si tratta di un itinerario con partenze giornaliere dal 15 febbraio al 15 marzo, con voli Qatar Airways da Roma, Milano e Venezia, che abbina tre notti ad AlUla a tre notti nel mar Rosso saudita, dove gli ospiti soggiorneranno presso il The Red Sea Edition, struttura di categoria lusso, a Shura Island.
«Si tratta di un viaggio che consente di combinare ad AlUla la novità Red Sea, per andare alla scoperta di un Paese che sta vivendo una profonda trasformazione e che si presenta al mercato internazionale come un nuovo polo di intrattenimento ed esperienze culturali - dichiara Andrea Mele, ceo di Viaggi del Mappamondo -. Le partenze programmate cadono sul periodo del Ramadan, che ad AlUla e Red Sea è molto meno sentito rispetto alle grandi città dell’Arabia Saudita, e questo permette oltretutto di poter approfittare di condizioni economiche migliori rispetto ad altri periodi dell’anno. Si tratta anche di una stagione particolarmente indicata dal punto di vista climatico, con un caldo piacevole ma mai eccessivo. Grazie alle connessioni Qatar Airways inoltre, l’itinerario è comodo anche dal punto di vista della connettività - spiega ancora Mele -, perchè AlUla si raggiunge da Doha, e su Doha si rientra direttamente dal Red Sea, senza scali intermedi. Il trasferimento privato in 4x4 che conduce da AlUla alla costa del mar Rosso è un altro punto di forza della proposta, perché lungo il tragitto si snodano panorami e scenari desertici di incredibile bellezza».
Le escursioni incluse
Per consentire ai clienti di assaporare tutto il fascino di AlUla, Mappamondo include due escursioni esclusive nel pacchetto di viaggio. La prima è la visita di Hegra a bordo di un 4x4, per scoprire il sito, oggi patrimonio Unesco, che era la principale città meridionale del Regno nabateo e che attualmente conta oltre 140 tombe monumentali ben conservate. La seconda escursione, conduce invece alla scoperta della Old Town dove i partecipanti al viaggio, accompagnati da un rawi (la guida-narratore), entreranno nel dedalo di viuzze della vecchia città per passeggiare in un labirinto di oltre 900 case in mattoni di fango, prima di raggiungere il Castello, testimone di quella storia che rende l’AlUla Old Town un luogo unico. Ad AlUla i clienti Mappamondo soggiorneranno presso l’Habitas AlUla Resort, di categoria lusso, struttura ispirata all’ospitalità ecosostenibile e immersa nel canyon della Valle di Ashar.
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Il presidente di Fiavet Confcommercio, Giuseppe Ciminnisi si è dimesso dalla carica. A quanto si sa le dimissioni sarebbero state presentate da qualche tempo, anche se non è stata data comunicazione. Ciminnisi ricopriva la carica dal 2022.
Adesso per Fiavet si aprono vari scenari. Continuare nella scia tracciata da Ciminnisi o cambiare completamente il corso delle cose. C'è da dire che il panorama sociale economico e politico richiederebbe una presidenza forte che sappia condurre la federazione fra queste acque agitate. Naturalmente la scelta spetta all'Assemblea generale elettiva che sicuramente sarà convocata a breve.
Il mio pensiero è che tutte le federazioni in generale stiano perdendo la forza che le caratterizzava. Ma non per demeriti di nessuno. E' il sistema che tende a schiacciare le voci di contrasto. Per questo sarebbe necessario una nuova imposizione di presenza. Una forza di dialogo e di battaglia.
Mando, personalmente, un caro saluto a Ciminnisi, sperando di vederlo presto.
Giuseppe Aloe
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[post_content] => Il cda di Xenia Hôtellerie Solution ha preso visione dei key performance indicators del quarto trimestre 2025 e dei dati preconsuntivi dell’esercizio 2025.
I ricavi 2025 sono pari a 72 milioni di euro, coerenti con la traiettoria di crescita verso l’obiettivo previsto dal piano industriale 2025-2028. L’Ebitda 2025, sebbene risenta dell’impatto dalle operazioni di crescita per linee esterne realizzate nel 2025, resta positivo ed è pari a circa 550.000 di euro. Il risultato è inferiore alle stime aggiornate in sede di approvazione della relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2025, che prevedevano un Ebitda margin target di circa il 4%. Tale risultato riflette l’accelerazione nell’attuazione del piano e il disallineamento temporale tra costi e contributo ai ricavi delle acquisizioni.
La società proseguirà con le attività di sviluppo del perimetro industriale e con la piena messa a regime delle operations. È atteso un graduale recupero della redditività a partire dal 2026, per poi mostrare una crescita più significativa nel 2027, fino a raggiungere nel 2028 gli obiettivi del piano.
I ricavi del 2025 configurano un mix più diversificato e sostenibile, con ulteriori incrementi attesi nel 2026. Il forte impulso dato dalle acquisizioni nel corso del 2025 ha consentito di superare l’obiettivo di 16 alberghi a fine anno. Nel corso del 2025 le strutture alberghiere di Xenia hanno registrato un incremento da 10 a 17, con diverse potenziali acquisizioni previste per il 2026, avvicinandosi progressivamente al target di almeno 25 alberghi previsti dal piano per il 2028.
Nel complesso la linea di business Phi Hotels ha generato nel 2025 ricavi per 21,4 milioni di euro, per quanto il contributo delle nuove strutture acquisite sia stato solo parziale nel corso dell’esercizio per il disallineamento temporale dei vari closing. Con riferimento alle acquisizioni è confermato il focus sul Centro-nord e l’attenzione ai clienti premium, ampliando al contempo l’offerta della società anche a località marine e montane di pregio e con ulteriore potenziale di sviluppo. La linea di business accommodation ha realizzato nel 2025 ricavi per 50,60 milioni di euro.
Verso il futuro
Si prevede che le acquisizioni perfezionate nel corso del 2025 possano contribuire in modo crescente al conto economico dell’esercizio 2026. L’ammontare degli investimenti previsti per l’anno in corso è in linea con quello del 2025, in coerenza con l’impostazione del piano e con i 25 milioni di euro complessivi di investimenti previsti per il biennio 2025–2026 dal piano. È attesa una graduale normalizzazione della redditività, coerente con la fase di integrazione e sviluppo in corso.
Il compound annual growth rate dei ricavi dal 2025 al 2028 è stimato intorno al 19%, con un valore atteso di fine periodo di almeno 120 milioni di euro, ed è coerente con le assunzioni di crescita rappresentate nel piano. Confermato l’obiettivo di fine piano dell’Ebitda margin, che si attesterà tra il 10% e il 12%.
Ercolino Ranieri, amministratore delegato di Xenia, ha dichiarato:«I risultati preconsuntivi del 2025 confermano la solidità del piano industriale 2025–2028 e la capacità della società di eseguirlo. Il 2025 è stato un anno particolarmente rilevante, nel quale Xenia ha anticipato la traiettoria di crescita industriale prevista, superando alcuni obiettivi dimensionali. Prevediamo che le nuove acquisizioni del 2025 possano contribuire per oltre trenta milioni di euro di ricavi su base annua a regime e una volta completata l’integrazione. La redditività risulta temporaneamente compressa, quale fisiologica conseguenza di una fase di espansione per linee esterne e si tratta, dunque, di un effetto coerente con le scelte di accelerazione dell’esecuzione del piano effettuate dalla società. La nostra priorità resta la costruzione di valore nel medio-lungo periodo. La capacità dimostrata sin qui nell’esecuzione del piano rappresenta per noi il principale indicatore della sostenibilità dei risultati attesi a fine periodo. Anche nel 2026 Xenia intende proseguire nel consolidamento del proprio perimetro industriale ed è già impegnata su diverse potenziali operazioni. La crescita continuerà a essere guidata dalla disciplina finanziaria, che consideriamo un vincolo imprescindibile. Ogni operazione sarà valutata in modo selettivo, coerente con la struttura patrimoniale e con gli obiettivi di sostenibilità. La redditività resta un obiettivo centrale della nostra strategia, che intendiamo perseguire attraverso un posizionamento industriale solido, costruito con attenzione alla qualità e all’integrazione delle attività».
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