19 January 2021

Human Company: l’open air tra le pochissime note positive di questo anno orribile

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L’open air è stato sicuramente uno dei pochi comparti a registrare qualche nota positiva in quello che a tutti gli effetti può essere considerato l’anno orribile dell’industria dei viaggi. Stando ai dati dell’ultima edizione dell’Osservatorio del turismo outdoor realizzato da Human Company, sono infatti cresciute la quota di mercato domestico del comparto (+26,6% di italiani in confronto al 2019), l’occupazione (+6% rispetto all’offerta ricettiva italiana) e l’indice di fiducia nei servizi offerti dalle strutture all’aria aperta (85 punti su 100).

“Molte cose sono cambiate nel settore dell’ospitalità nel corso di questo 2020 – ha in particolare dichiarato il direttore revenue della compagnia, Eugenio Cignolini, in occasione della presentazione del rapporto durante la web conference Hicon 2020 -. Sicuramente il Covid-19 ha accelerato l’adozione dei processi digitali nei diversi settori industriali, turismo compreso. L’esperienza ci ha insegnato che il last minute potrebbe essere un trend dell’immediato futuro. Noi di Human Company intendiamo opporci a questa tendenza e ribaltarla, per premiare l’early bird grazie a una maggiore customizzazione dell’offerta, ad azioni mirate e a piani tariffari dedicati. Crediamo che il digital marketing sia fondamentale per corrette azioni di revenue”.

E proprio la tecnologia digitale si è rivelata essenziale in questi mesi complicati, ha sottolineato sempre Cignolini, di fronte alla cancellazione massiccia delle prenotazioni durante il primo lockdown: la costante rilevazione e successiva lettura di smartkpi, precisi e aggiornati sui paesi geografici più attivi, sulla localizzazione in Italia in generale e sul dettaglio regionale a seconda della presenza delle strutture, ha infatti permesso a Human Company, con il supporto di Ht&t Consulting, di mettere in pratica una strategia mirata sulle nazionalità e sulle regioni maggiormente performanti in termini di roi.




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