27 March 2026

Garibaldi Hotels, nonostante l’estate anomala il gruppo punta a crescere nell’autunno-inverno

Un’estate anomala che nonostante l’incertezza e le difficoltà ha lasciato segnali positivi che fanno ben sperare per l’inverno. Per il gruppo Garibaldi Hotels è tempo di bilanci sulla stagione estiva, caratterizzata da un turismo domestico e di prossimità. «Nonostante la grande sofferenza del turismo il mese di agosto ha retto bene – commenta Fabrizio Prete, direttore generale Garibaldi Hotels – portando uno spiraglio positivo  in Puglia e Sicilia, le due regioni che hanno registrato le migliori performance lato mare con il sold out nelle settimane centrali di agosto e un tasso di occupazione superiore al 90% per tutto il mese. Anche sul fronte montagna con il Trentino abbiamo registrato risultati positivi oltre le aspettative con un +7% rispetto al 2019, numeri che ci fanno ben sperare per l’inverno».

A giugno il gruppo alberghiero ha riaperto le porte  di 7 strutture su 12, con l’obiettivo di garantire la continuità operativa e in totale sicurezza per i lavoratori e clienti e al tempo stesso di essere sostenibili con scelte oculate.

 «Abbiamo lavorato – aggiunge Prete – con l’ Hotel Monzoni e Piaz in Trentino, Avalon Sikani Resort in Sicilia, 19 Resort, Campoverde Village e Albergo Diffuso Dimora Sant’Anna in Puglia, hotel San Giusto a Roma. Quest’ultimo, come tutti i city hotel,  è quello che più ha risentito della mancanza del turismo internazionale e del business travel. Ci auguriamo che il comparto del  business travel possa ripartire in autunno per salvaguardare le città e un intero settore compromesso».

Anche per il gruppo italiano il lancio del “bonus vacanze”, che inizialmente aveva fatto ben sperare, non è andato a segno: circa due miliardi e mezzo di euro stanziati ed appena il 10% dei fondi utilizzati.

 «Questo strumento – sottolinea il direttore generale – ha permesso le vacanze a molte famiglie italiane con un reddito medio-basso che hanno favorito il turismo di prossimità con week end fuori o mini-vacanze ma si è rivelato insufficiente per il settore. Auspichiamo pertanto che le risorse rimaste inutilizzate vengano indirizzate quanto prima verso soluzioni più efficaci, immediate e concrete per supportare le aziende turistiche».

 

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