11 October 2026

Garibaldi Hotels: incauto riaprire prima del tempo. Il Governo lavori sulla liquidità

Garibaldi Hotels«Stiamo vivendo un momento terribile, un evento epocale per la gravità dell’emergenza sanitaria e per la crisi economica che ne è generata; una situazione che nessuno di noi ha mai vissuto prima e che per questo motivo ha colto tutti impreparati, togliendo ogni certezza». Con queste parole interviene Fabrizio Prete, direttore generale di Garibaldi Hotels per chiedere al Governo ulteriori misure anti crisi a sostegno del turismo e del comparto alberghiero gravemente colpito dell’emergenza Covid-19.

«Condividiamo pienamente la scelta delle misure restrittive imposte dal Governo che è intervenuto tempestivamente e con senso di responsabilità per contenere e rallentare la diffusione del contagio; il lockdown, anche se doloroso, era ed è ancora oggi una misura necessaria e prioritaria per tutelare la salute a livello globale. Le prime mosse del Governo per supportare le imprese del turismo con la sospensione dei pagamenti, la cassa integrazione e i voucher sono stati dettati dalla situazione di emergenza ma non sono sufficienti per uno dei settori più colpiti con perdite ingenti già solo in questi primi mesi e una stagione oramai gravemente compromessa. Per una ripresa del comparto è fondamentale immettere liquidità nel sistema turistico e garantire un intervento mirato sugli affitti delle strutture ricettive chiuse; senza introiti non si possono fronteggiare questi costi elevati e serve comunque prima un’azione di blocco degli “impegni” dell’anno in corso e poi sicuramente ossigeno attraverso la concessione di denaro alle imprese» , continua Fabrizio Prete.

Per guardare al futuro e ad una ripresa sono necessari interventi strutturali da parte del Governo per blindare le imprese, solo garantendo la sopravvivenza delle imprese si possono salvare i posti di lavoro e pensare quindi ad una riprogrammazione delle attività. «La soluzione però non può arrivare dal paventato credito d’imposta che sarebbe un suicidio per il mondo alberghiero, non risolverebbe il problema del pagamento di un costo in assenza di un ricavo e in un anno di fermo quasi totale dell’attività non permetterebbe a moltissime aziende di sfruttare tale credito. La conversione del fitto in credito d’imposta a favore della proprietà, unitamente all’abbattimento dell’Imu e della già attuata sospensione dei mutui potrebbe invece portare un beneficio a entrambi gli attori, proprietari per l’appunto e affittuari”» prosegue Fabrizio Prete.

Le aziende del turismo devono essere messe in condizione di poter operare nel momento in cui sarà auspicabile una ripartenza che, secondo gli ultimi studi e ricerche, non arriverà prima dell’autunno.

«A differenza di moltissimi colleghi che ipotizzano una ripresa nel breve periodo noi siamo fermamente convinti che una riapertura “incauta” degli hotels determinerebbe,  oltre al dissesto già provocato dall’emergenza, una grave perdita economica sulla stagione estiva per l’impossibilità di sostenere i costi di un’apertura dinnanzi ad una prospettiva di ricavo così basso trasformando l’agonia attuale nella morte dell’azienda alberghiera. La priorità pertanto non è oggi avere una data di riapertura ma blindare le aziende, proteggerle, metterle in condizione di poter uscire da questo tunnel e salvare i propri dipendenti. La nostra visione in questo momento storico è chiara, meglio sacrificare un’estate se in gioco vi è la sopravvivenza aziendale futura», conclude Prete.

 

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La proposta parte dalle destinazioni più conosciute e richieste dal mercato internazionale, ma punta ad andare oltre i circuiti tradizionali di Roma, Firenze, Venezia e Costiera Amalfitana, valorizzando anche territori meno raccontati e realtà ad alto potenziale esperienziale.  Umbria, lago di Como, lago Maggiore, Val Camonica, Dolomiti, Langhe, Val d’Orcia, Matera, Puglia, Sicilia, Sardegna, isole minori e numerose destinazioni diffuse lungo la Penisola diventano parte di un racconto costruito sulla conoscenza capillare del territorio, dei suoi produttori, delle sue eccellenze, delle esperienze locali e di una rete di fornitori selezionati. L’obiettivo è proporre un’Italia da scoprire nella sua interezza, dal Nord al Sud, attraverso itinerari costruiti intorno agli interessi del singolo viaggiatore e non sulla logica del pacchetto standard.\r\n«Non vogliamo limitarci alle destinazioni che il cliente internazionale conosce - prosegue Gioiosa -. La forza di un dmc italiano risiede anche nella capacità di aprire nuove prospettive sulla destinazione, suggerire luoghi meno immediati e costruire esperienze difficilmente accessibili senza una conoscenza diretta e consolidata del territorio. Meraviglia vuole essere riconosciuto per questa capacità di lettura e interpretazione dell’Italia».\r\nMeraviglia si rivolge prevalentemente al mercato b2b internazionale, su scala globale. La specializzazione di Meraviglia si estende all’intera filiera del viaggio. Trasferimenti, esperienze, strutture ricettive e servizi di concierge sono selezionati secondo criteri che vanno oltre il prestigio del prodotto e considerano qualità operativa, capacità di personalizzazione, competenze linguistiche, affidabilità e attenzione al cliente. L’obiettivo è costruire una rete di partner coerente con gli standard del brand e capace di garantire continuità e qualità del servizio in ogni fase dell’esperienza.\r\nUn ruolo importante sarà riservato anche all’ospitalità: la proposta includerà le nuove aperture cinque stelle di Ag Hotels, alcune delle quali entreranno sul mercato sotto prestigiosi brand internazionali dell’hôtellerie di alta gamma. A queste si affiancherà una selezione indipendente di strutture sul territorio italiano, individuate di volta in volta in funzione del profilo, delle aspettative e dello stile di viaggio di ciascun cliente.\r\n","post_title":"Ag Boutique Journey: al via Meraviglia, il nuovo brand riservato al luxury","post_date":"2026-10-06T11:38:35+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":[]},"sort":[1791286715000]}]}}