27 March 2026

Fabbroni, Geco: i costi delle Ota spingono il ritorno degli hotel al canale agenziale

Se è vero che delle agenzie online non si può ormai più fare a meno, è altrettanto vero che compito di chi presidia i canali distributivi di un albergo sia oggi anche quello di diversificare le fonti di revenue. Il tutto sforzandosi di trovare alternative meno costose alle Ota, le cui commissioni ormai arrivano a oscillare tra il 22% e il 28% della tariffa camera. “E’ per questo motivo che abbiamo creato un dipartimento di digital marketing appositamente dedicato allo sviluppo delle vendite dirette delle strutture nostre partner, il cui costo medio a regime si aggira attorno al 7% – 8% del valore della vendita”, racconta il ceo di Geco, Marco Fabbroni.

Ma non è solo una competizione tra Ota e vendite dirette. Nel gioco va inserita anche la distribuzione organizzata tradizionale, che può rappresentare una risorsa altrettanto importante per gli hotel: “Gli operatori offline lavorano tradizionalmente su target specifici, selezionando i clienti in base a una serie di corrispondenze tra ospite e hotel – spiega sempre Fabbroni -. Si crea in questo modo un rapporto di fiducia, una fidelizzazione che spesso si trasferisce automaticamente alla struttura prescelta, senza al contempo in alcun modo scavalcare la relazione originaria tra adv e cliente”. E i costi per gli alberghi rimangono decisamente più abbordabili per le strutture ricettive: “Si parla di un range oscillante tra il 20% e il 26% per i to, ma soprattutto tra l’8% e il 12% per le agenzie partner“, conclude ancora Fabbroni.

 

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