27 March 2026

The Maven, Denver, nuovissimo e “very contemporary”

L’esterno di The Maven

A 300 metri da Union Station, la living room di Denver, come la definiscono gli abitanti, è stato aperto un paio di mesi fa un nuovo hotel, indipendente ma con un carattere davvero marcato. Si tratta di “The Maven” ora cuore pulsante del “Dairy Block”, l’isolato nella zona di LoDo (lower downtown) che un tempo ospitava la Windsor Dairy, tradizionale latteria. La zona attorno a Union Station, a pochi passi dal centro della “Mile high city”, è costellata di recuperi di vecchi edifici in red brick in ottimo stato di conservazione dove ristoranti e locali animano le serate con dehor piacevolmente popolati.
L’ingresso del The Maven è spaziosissimo e quello che accoglie il viaggiatore è la sensazione di trovarsi a casa, grande sì, ma casa. La prima cosa che si nota è una gigantesca mano in legno appesa al soffitto, opera di Andrew Ramiro Tirado, per darti il benvenuto e ricordare quello che la mano dell’uomo può fare. The Maven è un hotel unico: boutique hotel assolutamente indipendente: “a uniquely crafted Denver hotel”, come amano definirlo. Le 172 camere sono state disegnate dallo studio, Johnson Nathan Strohe, il medesimo che ha progettato il boutique hotel The Crawford nella Union Station di Denver, poggiando il concetto su decorazioni in stile loft. L’albergo dispone anche di una spaziosa Windsor Ballroom con pavimenti di legno massiccio, pareti con mattoni a vista e legno. L’impressione che si ha è di vivere all’interno di un loft. L’arredamento basico è in legno e ferro, le porte in ferro hanno magneti al posto dei cartellini di cartone per il “non disturbare” o “per favore rifatemi la camera” e altro. I bagni sono spaziosi e curati, il wi fi incluso e potente, prese di corrente dovunque anche usb, televisione satellitare, grandi finestre nelle camere per godersi il sole di Denver. Nella hall si trova una spartana ma efficientissima reception, e un chiosco da strada color argento che la mattina serve caffè (complimentary) e un bar ben fornito, Poka Lola Social Club, dal look accattivante in fondo alla spaziosa hall, di fronte all’ingresso, che serve un drink free al giorno agli ospiti o cocktail ricercati. Adiacente all’albergo si trova il Kachina Southwestern Grill del Sage Restaurant Group, che in chiave moderna propone la cucina alla griglia del sud-ovest; quindi il, un lobby bar che serve cocktail. E poi il servizio compreso di limo, la palestra, e la vicinanza a tutti i luoghi strategici della città compreso il Coors field, sede dei Rockies (Mlb).
Con il The Maven, il gruppo Sage Hospitality gestisce quattro alberghi a Denver oltre al the Crawford, all’Oxford Hotel ed all’altrettanto nuovo Halcyon a Cherry Creek North aperto l’estate scorsa, per un totale di 20 hotel in Colorado. The Maven propone un’energia vibrante nel panorama alberghiero di Denver, offrendo “un’esperienza” a partire dal suo ambiente per finire al servizio, passando per la consistenza e l’essenza. Una lobby colma d’energia, con un mix eclettico d’arte locale e prodotti fatti a mano, presenziata da uno staff eterogeneo e molto partecipe è, di certo,  un albergo pensato anche per i Millennials.

 

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Se spesso viene etichettata come una “banca letti”, per Graziani si tratta di una visione ormai limitante. «Mi piace presentarci più come un partner tecnologico che come una semplice piattaforma di prenotazione», ha sottolineato, evidenziando il ruolo sempre più centrale nel supporto agli operatori.\r\n\r\nLa storia\r\nPer comprendere questa evoluzione, è utile guardare al percorso dell’azienda. RateHawk nasce nel 2016 all’interno di Emerging Travel Group, mentre l’ingresso nel mercato italiano risale al 2019, con un team iniziale di 5 persone. «All’inizio eravamo in pochi, con un nome difficile anche solo da pronunciare - ha ricordato - oggi invece possiamo contare su una presenza strutturata e riconosciuta».\r\nIl passaggio chiave è arrivato nel 2025, con la trasformazione in società italiana e l’apertura della sede operativa a Milano. 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