13 May 2026

Dal Corso: «Romantik Hotels in Italia, puntare su sicurezza e accoglienza personalizzata»

Se è vero che il settore alberghiero italiano attende indicazioni precise in vista di una probabile riapertura delle strutture, è vero anche che gli albergatori della cooperazione italiana dei Romantik Hotels & Restaurants guardano all’immediato futuro nell’ottica della collaborazione che da sempre li contraddistingue.

«E’ un momento di riflessione e di confronto tra albergatori ed associazioni di categoria – spiega Alessandro Dal Corso, presidente della cooperazione Romantik in Italia e titolare del Romantik Hotel Villa Margherita di Mira Ponte (Ve) – che ci permette di vedere una luce fuori dal tunnel. Emerge sempre più l’importanza e il valore che hanno i rapporti umani. Sentire tanta gente vicina, dà speranza. E credo che questo sia il motore per quella che tutti chiamano la fase due». Il senso di casa, come luogo in cui si è protetti e in cui si condividono quotidianità ed emozioni con i propri cari, sembra assumere un nuovo peso, anche in prospettiva di poter fare nuovamente le valigie e partire per una vacanza.

«Saranno vacanze con spostamenti in auto e per tragitti più corti, in famiglia – aggiunge Dal Corso – Come Romantik, essendo prima di tutto abitanti delle nostre strutture, vogliamo essere case lontano da casa. Apriremo le nostre case nell’idea di proteggere e proteggerci. Si tornerà ad un’ospitalità più vera, più umana, dove l’ospite sarà accolto in modo ancora più personalizzato». Oltre ai dispositivi di sicurezza, come le mascherine e l’accurata sanificazione degli ambienti, l’idea è di aiutare gli ospiti nel vivere esperienze nel territorio, nel massimo comfort e tranquillità, magari accompagnandoli nei tour, creando negli alberghi aree indipendenti, potenziando gli spazi all’aperto – molti hotel Romantik sono circondati da parchi e giardini -, dando la possibilità di utilizzare la struttura in modo esclusivo. «Ma prima di tutto, bisogna garantire una solidità economica ai dipendenti e ai fornitori – conclude Alessandro Dal Corso – e creare una nuova concezione di hôtellerie a chilometro zero, secondo la quale i collaboratori diventano parte integrante di tutta l’attività.  Può essere un momento di ripensamento socio-economico che non ha uguali, per gettare basi solide per il futuro dei nostri figli, rafforzando i rapporti umani. Questa è la chiave».

 

 

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La compagnia ha generato ricavi in crescita a 4,9 miliardi (rispetto ai 4,7 miliardi dell’esercizio precedente), che si accompagnano a un risultato ante-imposte e un utile netto positivi.\r\n\r\nLe operazioni\r\nCome si legge su Shippingitaly, Costa Fortuna, ceduta nella primavera dello scorso anno a Margaritaville at Sea e destinata a uscire concretamente dalla flotta il prossimo settembre, è passata di mano al prezzo di 90 milioni di dollari.\r\n\r\nOltre a ciò, Costa comunica che «nell'ambito della propria strategia di sviluppo, Costa Crociere valuta periodicamente il perimetro delle proprie partecipazioni per garantire la massima coerenza con le priorità operative e di business del gruppo. Con riferimento alla partecipazione detenuta in Venezia Investimenti srl, non abbiamo ulteriori commenti riguardo a negoziazioni in corso o potenziali operazioni societarie.  Costa Crociere conferma il proprio impegno nei confronti di Venezia come destinazione nel Mediterraneo orientale e continua a operare regolarmente dallo scalo veneziano di Marghera, in coerenza con la propria programmazione di  itinerari».\r\nI dati di chiusura\r\nA proposito dell’andamento di mercato, la relazione sulla gestione riportata in bilancio spiega che «l’esercizio 2025 ha rappresentato per il gruppo Costa un altro anno molto favorevole, in cui l’utile operativo si attesta a 1,021 miliardi di euro rispetto ai 974 milioni registrato nell’esercizio precedente. Un risultato positivo, specie considerando che è stato ottenuto durante un periodo caratterizzato da condizioni macroeconomiche sfavorevoli, in particolare l’inflazione e l’incertezza geopolitica». 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