1 settembre 2025 10:12
Un esercito di 15 mila hotel europei si prepara a una battaglia legale contro Booking.com dopo che migliaia di sostenitori si sono registrati nelle ultime settimane.
Hotrec, che sta conducendo questa class action insieme alla fondazione Stichting Hotel Claims Alliance, lavorerà ora per garantire che i tribunali olandesi si pronuncino a favore dei querelanti, che cercano di recuperare le perdite subite nell’arco di due decenni a causa dell’uso di clausole di parità da parte dell’Ota.
Alexandros Vassilikos, presidente di Hotrec, sottolinea che “la risposta travolgente degli hotel europei alla class action dimostra che il settore è unito e chiede che l’attore dominante cambi il suo comportamento sul mercato e si assuma la responsabilità della sua condotta scorretta”.
L”iniziativa è stata accolta molto bene in tutta Europa, il maggior numero di partecipanti proviene da Italia, Germania, Paesi Bassi, Grecia e Austria ma anche da Islanda, Paesi Bassi, Liechtenstein, Lussemburgo e Irlanda.
Marie Audren, ceo di Hotrec, spiega che “nelle prossime settimane i dati dell’hotel saranno consolidati e convalidati e verrà preparato il reclamo”. “L’obiettivo è presentare la class action presso il tribunale distrettuale di Amsterdam entro la fine dell’anno”, aggiunge.
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Si è appena concluso il mega fam trip promosso da Mauritius Tourism Promotion Authority (Mtpa) che ha visto la partecipazione di oltre 80 professionisti del settore fra tour operator, agenti di viaggio e giornalisti provenienti da tutto il mondo. L’evento ha messo in luce Mauritius non solo come destinazione di mare ma soprattutto come meta culturale e naturalistica fruibile in ogni periodo dell’anno.
Nel 2025 sono stati 1.436.250 i turisti che hanno visitato Mauritius, dato che attesta una crescita del 3,9% rispetto al 2024. Il numero sancisce un record assoluto per l’isola e conferma una solida ripresa post-pandemia, seppur «con un ritmo di crescita più graduale rispetto ad altre destinazioni concorrenti», rivela Dinesh Burrenchobay, chairman di Mtpa. «Il nostro obiettivo, prima dell’aggravarsi della situazione in Medio Oriente, era di arrivare ad accogliere 1,5 milioni di turisti nel 2026». Nonostante il rallentamento registrato ad aprile (-4,4%) e nella prima metà di maggio (-1,8%), nei primi cinque mesi del 2026 sono stati 525.524 gli arrivi totali sull’isola, evidenziando un incremento del 3.2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Con riferimento al mercato italiano, sono stati 34.864 gli italiani a visitare il Paese nel 2025, rappresentando una crescita del 18,2% rispetto al 2024. Guardando ai primi mesi del 2026, invece, dal 1° gennaio al 15 maggio gli italiani sbarcati a Mauritius sono stati 11.864.
Riposizionare la destinazione
In termini di strategia di posizionamento di Mauritius come destinazione turistica, se nel breve periodo ciò che appare di primaria importanza alla luce di quanto sta accadendo in Medio Oriente è assicurare che l’isola è una destinazione sicura, nel medio termine l’obiettivo è collegato in particolare al riposizionamento della destinazione: «Credo ci sia un gap importante tra quello che le persone pensano di Mauritius prima di venire qui, ciò che vedono una volta arrivati sull’isola e le impressioni che rimangono una volta tornati a casa – sostiene Burrenchobay -. È importante sapere come appare Mauritius negli occhi dei turisti stranieri». A lungo termine, invece, la strategia sarà di rebranding.
Oltre al già annunciato volo diretto per Mauritius con Ethiopian Airlines, ci sono ulteriori novità in merito ai collegamenti aerei con l’isola. Turkish Airlines dal 1° giugno ha aumentato la frequenza da 7 a 10 voli settimanali, South African Airways opererà con due voli al giorno da Johannesburg a partire dal 1° dicembre 2026 fino al 31 gennaio 2027 e Airlink dal 2 dicembre contribuirà a favorire la connessione con il Sud Africa con due voli a settimana da Cape Town. L’Europa si conferma intanto un mercato chiave nella strategia della destinazione, con novità in arrivo sul fronte della connettività aerea.
(Elisa Biagioli)
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La Regione Toscana ha ufficialmente riconosciuto il Distretto rurale e del cibo della Versilia, che entra così a far parte della rete dei distretti rurali regionali, portando a quattordici il numero complessivo dei territori riconosciuti. Nei prossimi giorni il nuovo distretto sarà iscritto anche nell’elenco nazionale dei Distretti del cibo, consolidando ulteriormente il ruolo della Toscana come laboratorio di sviluppo sostenibile e di integrazione tra economia, ambiente e comunità locali.
Il Distretto interessa un’area che comprende i territori comunali di Camaiore, Forte dei Marmi, Massarosa, Pietrasanta, Seravezza, Stazzema e Viareggio, una realtà caratterizzata dall’incontro tra costa, pianura, collina e montagna, dove attività agricole, tradizioni marinare e vocazioni turistiche convivono da secoli in un equilibrio unico.
A rendere particolarmente significativo il riconoscimento è il patrimonio produttivo e paesaggistico che il distretto rappresenta: 439 aziende agricole attive e oltre 1.500 ettari di superficie agricola utilizzata, custodi di un territorio segnato da oliveti collinari, muretti a secco, aree bonificate storiche e alpeggi montani. Un sistema che trova espressione anche nella filiera corta locale, capace di unire le produzioni agricole dell’entroterra con la tradizione marinara della costa.
Il Distretto rurale e del cibo della Versilia nasce da un accordo sottoscritto da soggetti pubblici e privati che operano in maniera integrata all’interno del sistema economico locale. Tra i firmatari figurano i comuni di Camaiore, Forte dei Marmi, Massarosa, Pietrasanta, Seravezza e Stazzema, la Camera di Commercio Toscana Nord Ovest, il Parco regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, il Parco regionale delle Alpi Apuane, le principali organizzazioni di categoria del mondo agricolo, artigiano, commerciale e turistico, oltre a Slow Food Versilia.
«Con il Distretto della Versilia la Toscana vuole valorizzare un modello di governance straordinario - spiega il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani - Qui la terra sposa il mare e l’agricoltura di qualità diventa presidio di un territorio fragile, trasformando la grande attrattività turistica della costa nel motore trainante delle piccole e preziose comunità artigiane e agricole della collina e della montagna. È la Toscana del futuro: sostenibile, coesa e fiera delle proprie radici».
«Il nuovo Distretto rurale e del cibo - aggiunge l ’assessore regionale all’economia e al turismo, Leonardo Marras - rappresenta un'opportunità importante per rafforzare la competitività del territorio e creare nuove sinergie tra agricoltura, turismo, commercio e filiere locali. In un’area che già esprime una forte capacità attrattiva a livello nazionale ed internazionale, il distretto può diventare uno strumento efficace per generare valore aggiunto, sostenere gli investimenti delle imprese e favorire nuova occupazione. La connessione tra produzioni di qualità, paesaggio e accoglienza turistica costituisce un elemento distintivo che può contribuire a una crescita equilibrata e duratura, capace di valorizzare tanto la costa quanto le aree collinari e montane della Versilia».
Il riconoscimento rappresenta un importante strumento per favorire la programmazione territoriale, attrarre risorse e sostenere progetti condivisi tra istituzioni, imprese ed associazioni, rafforzando la competitività delle produzioni locali e la tutela del paesaggio, in una delle aree più rappresentative e particolari della Toscana.
«Siamo orgogliosi che Camaiore abbia voluto intraprendere questo percorso da capofila – sottolinea il sindaco Marcello Pierucci - riuscendo a riscuotere un’ampia convergenza da enti e associazioni che rappresentando l’intero territorio della Versilia. Una collaborazione mirata a valorizzare le nostre peculiarità che corrisponde alla volontà comune di lavorare in sinergia e in condivisione per una nuova realtà di promozione e sviluppo. La Versilia è un luogo dalla forte vocazione produttiva, turistica e agroalimentare, e le prospettive di crescita in questi settori che si aprono grazie al Distretto non hanno uguali nella storia».
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[post_content] => Gli italiani non rinunciano a partire ma cambiano prospettiva: meno viaggi frammentati, più ricerca di serenità, semplicità organizzativa e luoghi capaci di far sentire protetti senza rinunciare alla scoperta. È l'anno della 'Soul-stay': la vacanza dell'anima, un modello che mette al centro il benessere interiore, la riscoperta del territorio e luoghi capaci di far sentire protetti senza rinunciare alla scoperta e al sicuro dallo scenario internazionale incerto.
In questo contesto, l'Italia torna centrale. In parallelo, si afferma un bisogno di protezione: flessibilità nelle prenotazioni (77,6%), assicurazioni (72,5%) e assistenza professionale (69,9%) diventano elementi sempre più decisivi nella scelta della struttura e della destinazione. In questo scenario, ville e dimore di pregio si confermano una delle grandi novità del 2026, con prenotazioni in crescita del +3% rispetto a quanto lo scorso anno si registrava alla stessa data per la stagione 2025.
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«I dati del nostro Osservatorio confermano un cambiamento profondo - spiega Giammarco Bisogno, fondatore e ceo di Emma Villas - lo scenario internazionale non frena il desiderio di partire, ma orienta le scelte verso un'idea di lusso più consapevole, in cui sicurezza, qualità del tempo e benessere diventano driver sempre più centrali. Questa evoluzione trova conferma anche nei dati del nostro gestionale: a oggi registriamo una crescita delle prenotazioni. Accanto alla domanda italiana, si rafforza anche quella internazionale, con incrementi significativi da Germania (+32%) e Stati Uniti (+16%), oltre a nuovi flussi da mercati come Singapore e Cina. La spesa media per prenotazione si attesta intorno ai 6.900 euro. In questo quadro si inserisce anche la nuova funzione 'Fai la tua proposta!', che consente all'ospite di partecipare alla definizione del prezzo del proprio soggiorno su una selezione di proprietà. Un modello che trasferisce nel turismo le logiche dell'outlet, mutuate dal mondo dell'alta moda e del lusso. Dai nostri dati emerge una domanda sempre più orientata verso esperienze di qualità, autentiche e costruite su misura. In questo contesto, l'Italia torna a essere percepita come una destinazione privilegiata, capace di offrire identità, bellezza diffusa e soluzioni ideali per vacanze da condividere con la propria cerchia di amici e familiari. Non a caso, quest'anno la domanda degli italiani si orienta in media verso ville con 9/10 posti letto, confermando il desiderio di vivere il viaggio come un'esperienza collettiva, ma protetta e personalizzata».
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[post_content] => E' in calendario per il prossimo 28 novembre al porto di Le Havre il battesimo di Msc World Asia, la nuova ammiraglia del gruppo crocieristico.
Ultima arrivata della World Class, la nave presenterà raffinati elementi di design ispirati alla cultura, all’arte e ai paesaggi dell’Asia. A bordo gli ospiti potranno godere delle esperienze più amate unite a nuovi concept pensati per offrire un’esperienza top di intrattenimento, ristorazione e relax in mare.
Dallo scivolo a secco più lungo mai realizzato su una nave da crociera a oltre 40 bar e ristoranti, fino a spazi di intrattenimento immersivi capaci di offrire esperienze memorabili giorno e notte, Msc World Asia proporrà qualcosa di speciale per ogni viaggiatore.
"Le nostre navi della World Class hanno riscosso un grande successo tra gli ospiti e Msc World Asia, la terza di una serie di otto unità appartenenti a questa classe, rappresenta il prossimo passo di questo percorso - dichiara Gianni Onorato, ceo di Msc Cruises -. Guardando alla stagione inaugurale nel Mediterraneo, siamo orgogliosi di continuare a realizzare navi che incarnano la nostra visione, la nostra capacità di innovazione, l’eccellenza del design e l’attenzione all’esperienza degli ospiti, alzando ogni volta l’asticella ancora più in alto".
Onorato sottolinea inoltre che "il comandante Paolo Benini assumerà il comando della nuova ammiraglia, in riconoscimento della sua straordinaria leadership dimostrata a bordo di Msc Euribia, compreso il recente impiego della nave a Dubai. Entrato in Msc Crociere nel 2024 dopo una prestigiosa carriera marittima, è molto apprezzato per il suo stile di comando equilibrato e orientato alle persone, caratteristiche che lo rendono la scelta ideale per guidare questa straordinaria nuova ammiraglia."
Dopo la cerimonia ufficiale di battesimo a Le Havre, che comprenderà il tradizionale rito della rottura della bottiglia di champagne sulla prua della nave, Msc World Asia inaugurerà la sua stagione nel Mediterraneo partendo da Barcellona il 4 dicembre 2026. La nave proporrà itinerari di sette notti verso destinazioni quali Marsiglia, Messina, Civitavecchia (per Roma), Napoli e La Valletta, con possibilità di imbarco in ciascun porto.
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[post_content] => La recente interpretazione secondo cui il viaggiatore che si ammala poco prima della partenza avrebbe diritto alla restituzione delle somme versate apre interrogativi profondi sul delicato equilibrio tra tutela del consumatore e sostenibilità economica delle imprese turistiche.
Nessuno mette in discussione la difficoltà personale di chi, a causa di una malattia improvvisa, è costretto a rinunciare a una vacanza programmata e spesso attesa per mesi. Tuttavia, trasformare questa circostanza soggettiva in un costo da addossare integralmente all'agenzia di viaggio rischia di creare un precedente estremamente problematico.
L'elemento centrale della questione è semplice: la malattia del cliente non dipende dall'agenzia, non deriva da un suo comportamento, non è conseguenza di un'inadempienza contrattuale e non rientra nella sua sfera di controllo. Eppure, secondo questa impostazione, sarebbe proprio l'agenzia a dover sopportare il danno economico derivante dalla mancata partenza.
Si tratta di una logica che appare difficilmente conciliabile con i principi fondamentali dell'equilibrio contrattuale. Se il consumatore non può partire per ragioni esclusivamente personali, perché dovrebbe essere il professionista a sostenere integralmente le conseguenze economiche dell'evento?
Le adv non sono compagnie di assicurazione
Le agenzie di viaggio non sono compagnie assicurative. Esse organizzano servizi, prenotano strutture alberghiere, acquistano posti aerei, coordinano fornitori e assumono obbligazioni economiche molto prima della partenza del cliente. Quando un viaggio viene annullato all'ultimo momento, spesso i costi sono già stati sostenuti e risultano in tutto o in parte irrecuperabili.
In questo contesto, imporre la restituzione delle somme significa trasferire il rischio individuale del viaggiatore su un soggetto economico che non ha alcuna responsabilità nella vicenda. Il risultato è una penalizzazione di un comparto già sottoposto a margini ridotti, forte concorrenza internazionale e crescente pressione normativa.
Vi è inoltre un ulteriore aspetto che merita attenzione. Se il principio dovesse consolidarsi, le agenzie sarebbero inevitabilmente costrette a incorporare questo rischio nei prezzi dei pacchetti turistici. In altre parole, il costo delle rinunce individuali finirebbe per essere distribuito sull'intera clientela attraverso aumenti tariffari, con l'effetto paradossale di penalizzare anche chi non annulla mai i propri viaggi.
Da anni il mercato offre strumenti specifici per affrontare eventi di questo tipo: le polizze assicurative contro l'annullamento. Tali prodotti esistono proprio per coprire il rischio di malattia, infortunio o altri impedimenti personali. Spostare questo rischio dall'assicurazione all'agenzia significa alterare la funzione stessa di tali strumenti e creare un sistema nel quale il soggetto economicamente più esposto diventa il bersaglio naturale di ogni evento sfavorevole.
Principio sbilanciato
Il rischio è che si affermi un principio sbilanciato: il consumatore mantiene i benefici del contratto quando può partire, mentre le conseguenze economiche degli eventi personali vengono trasferite all'operatore quando non può farlo. Un modello che finisce per trasformare il contratto turistico in un rapporto asimmetrico, nel quale una sola parte è chiamata a sopportare il peso dell'imprevedibilità.
La tutela del consumatore è un valore fondamentale, ma non può tradursi nella sistematica compressione dei diritti e degli interessi delle imprese. Un ordinamento equilibrato dovrebbe distribuire i rischi in modo razionale, attribuendoli a chi può gestirli o assicurarsi contro di essi. Nel caso della malattia improvvisa del viaggiatore, tale rischio appartiene evidentemente alla sfera personale dell'interessato e non a quella dell'agenzia di viaggio.
Per questo motivo, una giurisprudenza che imponga il rimborso integrale in simili circostanze rischia di rappresentare non un avanzamento della tutela dei consumatori, ma un arretramento dei principi di equità contrattuale e di sostenibilità economica del settore turistico.
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[post_content] => El Salvador, Guatemala e Honduras uniscono le forze per una migliore promozione congiunta di itinerari turistici multidestinazione: un'iniziativa che mira a consolidare una visione condivisa del Centro America come destinazione integrata, facilitando lo sviluppo di esperienze che colleghino attrazioni, territori e prodotti turistici di diversi paesi nell'ambito di una strategia regionale di promozione e commercializzazione.
L'intesa è stata siglata durante il III Forum Iberoamericano del Turismo, dalle autorità turistiche dei tre paesi, insieme all’Agenzia per la Promozione Turistica dell’America Centrale.
Tutti sono convinti che la competitività turistica della regione dipende sempre più dalla capacità di "costruire proposte complementari che consentano ai viaggiatori di scoprire molteplici esperienze in un unico itinerario, sfruttando la diversità culturale, naturale e patrimoniale che contraddistingue l’America Centrale".
La firma di questo accordo rappresenta un passo importante per rafforzare il coordinamento tra il settore pubblico e quello privato in materia di promozione turistica, nonché per promuovere azioni che contribuiscano a una maggiore connettività e articolazione regionale.
Per Boris Iraheta, segretario generale della Cata questo strumento riflette la volontà dei paesi di avanzare verso una promozione più integrata e in linea con le attuali tendenze del mercato internazionale.
«L’America Centrale ha l’opportunità di affermarsi con maggiore forza quando si presenta come un’esperienza complementare e interconnessa. Questo accordo ci permette di progredire verso una visione regionale che favorisce la mobilità turistica, rafforza l’integrazione e crea nuove opportunità per le nostre destinazioni», ha dichiarato Iraheta.
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I limiti e le rigidità normative sui sistemi di ticketing, che frenano la competitività internazionale dei parchi divertimento italiani, approdano alle istituzioni europee. Gli eurodeputati Georgia Tramacere, Sandro Ruotolo, Pina Picierno e Brando Benifei hanno presentato alla Commissione europea un’interrogazione parlamentare per verificare la compatibilità della legge italiana con le regole del mercato unico digitale e del commercio elettronico.
Nel dettaglio, l’iniziativa chiede alla Commissione di valutare la coerenza delle disposizioni italiane con il principio del “Paese d’origine” previsto dalla normativa Ue, in relazione alla disciplina da applicare alle piattaforme estere che vendono online i biglietti per attrazioni e attività turistiche in Italia.
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“L’interrogazione rappresenta un passaggio rilevante perché consente di riportare a livello europeo una riflessione sull’impatto delle norme esistenti in settori ingiustamente soggetti a tale disciplina. L’obiettivo è garantire un equilibrio che consenta ai parchi italiani di competere in condizioni paritarie sui mercati internazionali e di valorizzare pienamente la propria attrattività turistica”, conclude Luciano Pareschi, presidente AssoParchi.
L’Associazione evidenzia inoltre che una maggiore apertura ai canali digitali internazionali potrebbe generare una crescita stimata tra il 3% e il 5% dei volumi complessivi del comparto, con ricadute positive sul turismo e sul gettito fiscale dei territori.
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[post_content] => Korean Air introduce il servizio di prenotazione anticipata dei pasti in prima classe anche ai voli di lungo raggio in partenza da destinazioni estere.
Il servizio esteso si applica ai voli in partenza da nove città: Los Angeles, New York, Atlanta, Boston, Chicago, Washington D.C., Parigi, Londra e Francoforte.
I passeggeri di First Class possono selezionare sia il primo che il secondo pasto tramite il sito web o l'app mobile di Korean Air da 21 giorni fino a 24 ore prima della partenza. Gli ospiti possono personalizzare la propria esperienza culinaria scegliendo tra piatti principali coreani, occidentali o vegetariani, insieme ad antipasti e zuppe selezionati con cura. Sono disponibili anche ulteriori opzioni vegetariane esclusivamente tramite il sistema di prenotazione anticipata.
La compagnia aerea della Corea del Sud ha introdotto per la prima volta il suo servizio di prenotazione dei pasti per la Prestige Class nel gennaio 2023 e lo ha esteso ai voli in First Class in partenza dalla Corea nell'ottobre 2024. Con l'ultima espansione, i passeggeri di First Class in partenza dalle principali destinazioni internazionali possono ora godere della stessa comodità e della stessa selezione garantita di pasti.
“Estendendo il nostro servizio di prenotazione dei pasti ai voli in partenza dall'estero, offriamo ai passeggeri di First Class un'esperienza culinaria più personalizzata e senza intoppi - spiega una nota del vettore - Questo servizio migliora l'esperienza dei passeggeri rafforzando al contempo la precisione e la qualità alla base dell'offerta gastronomica premium di Korean Air a bordo”.
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[post_content] => Crescita del trasporto aereo inevitabilmente condizionata da conflitti e crisi geopolitiche a inizio 2026, anno che comunque a livello italiano mostra un andamento positivo nel primo trimestre.
È quanto emerge dal rapporto annuale redatto da Iccsai, il centro di ricerca sulla competitività dei sistemi aeroportuali dell'Università di Bergamo, giunto alla ventesima edizione e illustrato a Roma, nella Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel convegno promosso da Enac dal titolo "Tra un'epoca e un'altra: verso quale trasporto aereo?".
Superati i valori del 2019 anche a livello europeo, sia per i passeggeri sia per le merci, il mercato del trasporto aereo segna un trend positivo che l'Italia potrà mantenere attraverso gli investimenti che dovranno essere tempestivi e consistenti per accompagnare uno sviluppo sostenibile, anche grazie alle nuove tecnologie.
"Come delineato anche dal Piano nazionale degli aeroporti finalizzato di recente dal ministro Salvini sulla base delle proposte di Enac, gli investimenti sono ritenuti imprescindibili per garantire la crescita prevista del traffico passeggeri: da 230 di oggi a 305 milioni di passeggeri entro il 2035, sono un obiettivo possibile con un sistema Paese più efficace e agile che renda fluidi i farraginosi passaggi burocratici che, evidentemente, frenano le realizzazioni infrastrutturali - ha dichiarato il presidente Enac, Pierluigi Di Palma -. Gli investimenti sono una linfa vitale necessaria per sostenere uno sviluppo innovativo e sostenibile, con al centro il passeggero, vero cuore del sistema. Il trasporto aereo non è solo un motore economico per business e turismo: è un servizio primario, essenziale per rispondere alle nuove esigenze della società e promuovere il benessere collettivo”.
Nel 2025, i volumi di traffico passeggeri movimentati nei 28 Paesi dell'area comunitaria sono cresciuti complessivamente del 4% rispetto al 2024, dato ben superiore alla crescita del Pil europeo, registrando un nuovo record storico di passeggeri movimentati. La dinamica europea del settore merci aeree registra per il 2025 è simile a quello dei passeggeri, con un aumento complessivo del +3,6% e il record storico di 19,1 milioni di tonnellate movimentate. In questo quadro, l'Italia riporta un aumento del 2,4%, più contenuto rispetto al valore complessivo europeo. Da rilevare che nel primo trimestre 2026 il dato delle merci flette leggermente a Malpensa, Fiumicino e Venezia, mentre aumenta considerevolmente (+63,7%) a Bergamo, aeroporto che ha ripreso a crescere in termini di traffico passeggeri per consolidare il terzo posto dopo Fiumicino e Malpensa.
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Sempre lo scorso anno i vettori europei hanno trasportato 1.115 milioni di passeggeri, contro i 972 milioni dei vettori americani. Le tre principali alleanze mondiali hanno trasportato complessivamente circa 2,16 miliardi di passeggeri nel 2025 (2,2 miliardi nel 2019 e 2,1 miliardi nel 2024). Star Alliance è al primo posto con 869 milioni di passeggeri, seguita da SkyTeam con 688 milioni e OneWorld con 602 milioni.
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Gli investimenti sono una linfa vitale necessaria per sostenere uno sviluppo innovativo e sostenibile, con al centro il passeggero, vero cuore del sistema. Il trasporto aereo non è solo un motore economico per business e turismo: è un servizio primario, essenziale per rispondere alle nuove esigenze della società e promuovere il benessere collettivo”.\r\n\r\nNel 2025, i volumi di traffico passeggeri movimentati nei 28 Paesi dell'area comunitaria sono cresciuti complessivamente del 4% rispetto al 2024, dato ben superiore alla crescita del Pil europeo, registrando un nuovo record storico di passeggeri movimentati. La dinamica europea del settore merci aeree registra per il 2025 è simile a quello dei passeggeri, con un aumento complessivo del +3,6% e il record storico di 19,1 milioni di tonnellate movimentate. In questo quadro, l'Italia riporta un aumento del 2,4%, più contenuto rispetto al valore complessivo europeo. Da rilevare che nel primo trimestre 2026 il dato delle merci flette leggermente a Malpensa, Fiumicino e Venezia, mentre aumenta considerevolmente (+63,7%) a Bergamo, aeroporto che ha ripreso a crescere in termini di traffico passeggeri per consolidare il terzo posto dopo Fiumicino e Malpensa.\r\n\r\nIl buon andamento del traffico passeggeri ha portato otto aeroporti italiani a collocarsi, nel 2025, tra i primi 50 a livello continentale, superando la soglia dei 10 milioni di passeggeri annui; Palermo potrebbe diventare il nono già nel 2026. Le statistiche relative alle compagnie aeree in Europa vedono Ryanair al primo posto, con 206,6 milioni di passeggeri trasportati nel 2025 (circa 9,5 milioni in più rispetto al 2024 e 54,2 milioni in più rispetto al 2019). I tre principali gruppi europei, Lufthansa Group, Iag e Air France-Klm, hanno registrato un traffico rispettivamente di 135, 122 e 103 milioni di passeggeri.\r\n\r\nAnche nel 2025, i vettori low cost hanno confermato una presenza dominante nei principali Paesi europei, inclusa l'Italia, dove la quota di mercato è salita al 66% nel 2025. Valori più elevati si registrano in Regno Unito e Spagna tra i principali mercati.\r\n\r\nSempre lo scorso anno i vettori europei hanno trasportato 1.115 milioni di passeggeri, contro i 972 milioni dei vettori americani. Le tre principali alleanze mondiali hanno trasportato complessivamente circa 2,16 miliardi di passeggeri nel 2025 (2,2 miliardi nel 2019 e 2,1 miliardi nel 2024). Star Alliance è al primo posto con 869 milioni di passeggeri, seguita da SkyTeam con 688 milioni e OneWorld con 602 milioni.","post_title":"Enac: \"Aeroporti italiani verso i 305 mln di passeggeri entro il 2035\"","post_date":"2026-06-05T08:44:40+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1780649080000]}]}}