27 June 2026

Chia Laguna Resort, Ferrandino nominato direttore commerciale

Danilo‭ ‬Ferrandino‭ ‬è‭ ‬il‭ ‬nuovo‭ d‬irettore‭ c‬ommerciale‭ ‬del‭ ‬Chia‭ ‬Laguna‭ ‬Resort, il complesso alberghiero sardo situato a 40 minuti da Cagliari.‭ Dopo ‬un‭’‬esperienza‭ ‬decennale‭ ‬nella‭ ‬direzione‭ ‬vendite‭ di ‬Club‭ ‬Med,‭ ‬Ferrandino‭ ‬approda‭ ‬al‭ ‬Chia‭ ‬Laguna‭ ‬per‭ ‬consolidare‭ ‬la‭ ‬presenza‭ ‬sul‭ ‬mercato‭ ‬italiano‭ ‬di‭ ‬un‭ ‬progetto‭ ‬turistico‭ che prevede nei prossimi quattro anni investimenti per ‬50‭ ‬milioni‭ ‬di‭ ‬euro. «In‭ ‬Italia,‭ ‬che‭ ‬oggi‭ ‬rappresenta‭ per Chia ‬il‭ ‬principale‭ ‬mercato‭ ‬di‭ ‬riferimento, investiremo‭ ‬in‭ ‬particolar‭ ‬modo‭ ‬sul‭ ‬trade‭ ‬per‭ ‬aumentare‭ ‬la‭ ‬notorietà‭ ‬del‭ ‬resort.‭ ‬L’obiettivo‭ ‬sarà‭ ‬quello‭ ‬di‭ ‬rafforzare‭ ‬le‭ ‬sinergie‭ ‬con‭ ‬gli‭ ‬operatori‭ ‬del‭ ‬settore‭ ‬e‭ ‬sviluppare‭ ‬nuovi‭ ‬accordi‭ ‬commerciali» dichiara Ferrandino. «Con‭ ‬le‭ ‬ristrutturazioni‭ eseguite ‬nel‭ ‬2011‭ ‬e‭ ‬quelle‭ in programma ‬nel‭ ‬2012,‭ ‬quali‭ ‬il‭ ‬nuovo‭ c‬entro‭ c‬ongressi,‭ ‬avremo‭ ‬un‭ ‬prodotto‭ ‬fortemente‭ ‬competitivo‭ ‬e‭ ‬unico‭ ‬nel‭ ‬panorama‭ ‬dell‭’‬isola,‭ ‬sia‭ ‬per‭ ‬posizione‭ ‬che‭ ‬per‭ ‬qualità‭ ‬dei‭ ‬servizi».

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Più cresce la qualità gastronomica, più diventa necessario lavorare con prodotti locali, stagionali, riconoscibili. Il rapporto con agricoltori, pescatori, allevatori e viticoltori non è quindi un dettaglio narrativo, ma una condizione strutturale dell’esperienza.\r\n\r\nIl dialogo tra Italia e Francia, in questo scenario, assume un valore particolare. Due culture gastronomiche diverse per origine — più popolare quella italiana, più legata alle grandi case nobiliari quella francese — ma oggi unite da una stessa missione: difendere i prodotti locali, l’arte del servizio, il vino come parte dell’esperienza e la cucina come patrimonio vivo. «Non ha senso parlare di gerarchie», ha chiarito Gardinier. «Abbiamo molte cose comuni da difendere».\r\n\r\nLa gastronomia diventa così anche una leva geopolitica. Gardinier ha parlato apertamente di soft power, ricordando come sempre più Paesi vedano nella scena gastronomica uno strumento per cambiare percezione internazionale, attrarre viaggiatori, sviluppare infrastrutture e generare ricadute economiche. Una destinazione capace di raccontarsi attraverso chef, ristoranti, prodotti e ospitalità può modificare il modo in cui viene immaginata e scelta.\r\n\r\nPer il turismo, il messaggio è chiaro: il futuro dell’ospitalità di alto livello non si gioca solo sulla perfezione del servizio o sulla spettacolarità degli spazi, ma sulla capacità di restituire un senso. Il viaggio gastronomico non è più un complemento del soggiorno. È una motivazione di viaggio, un linguaggio culturale e, nei casi più riusciti, una forma di diplomazia gentile.\r\n\r\nRelais & Châteaux con questa visione intende anche valorizzare il proprio ruolo di osservatorio privilegiato sull’evoluzione del luxury travel:  più identità, più relazione, meno prodotto, più progetto. 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