27 June 2026

Albergo Etico: a Roma l’ospitalità che sposa la responsabilità sociale

Si chiama Albergo Etico il primo hotel di Roma che coniuga ospitalità e responsabilità sociale: aperto a tutto il turismo nazionale e internazionale, a due passi da Piazza del Popolo è un’ operazione totalmente no profit, al cui interno lavorano, e soprattutto saranno formate, molte persone portatrici di disabilità di diverso profilo, affiancate da professionisti dell’hotellerie. 
Albergo Etico è stato presentato oggi a Roma, in una emozionante e affollata conferenza in Campidoglio nella Sala della Protomoteca, da Antonio Pelosi, l’ingegnere e albergatore che l’ha pensato e realizzato insieme a una appassionata e molto varia squadra di collaboratori e supporter. In prima linea Unicredit  e il suo programma di Social Impact Banking descritto da Fabrizio Tartaglia; e Alex Toselli, presidente della Cooperativa Sociale Download che gestisce l’Albergo Etico, riuscitissimo capofila di Asti. Per il Governo è intervenuto Vincenzo Zoccaro, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per famiglia e disabilità, e per il Comune di Roma il Disability Manager Andrea Venuto.
L’operazione Albergo Etico poggia sulla convinzione dichiarata che «per abbattere i pregiudizi serve normalità, reali possibilità di indipendenza che solo il Lavoro può dare». Dunque sono cardini strutturali di Albergo Etico i principi di inclusione sociale, diritti, accoglienza. A partire dagli obiettivi condivisi e indispensabili: sostenibilità economica e sviluppo di talenti naturali e competenze reali, per professionisti che una volta formati saranno inseriti nelle imprese della ricettività romana e nazionale. Anche grazie al supporto di Federalberghi Roma e Lazio, testimoniato dal direttore generale Tommaso Tanzilli.
Segnato da una esperienza personale di disabilità traumatica transitoria, Alberto Pelosi raccoglie così il testimone di esperienze analoghe realizzare oltre che ad Asti anche in Argentina, Norvegia, Spagna, Australia, Slovacchia e Stati Uniti.
Pelosi ha recuperato un edificio di utilizzo religioso in stato di semi abbandono alle spalle di Piazzale Flaminio, ristrutturandolo radicalmente per ricavarne un hotel di 18 camere con sala per meeting, bar e ristorante, bistrot aperto anche all’esterno. «Quel che ci sta a cuore – ha detto anche  Toselli – sono sostenibilità del progetto e buona prassi per una industria strategica del Paese. Fare prodotto  e profitto che sia  anche di utilità sociale. Soprattutto vorremmo venire copiati, speriamo che il nostro esempio venga raccolto da molti». 
Emozionanti infine le testimonianze dei ragazzi già formati. «Ero invisibile – ha detto Cristina, un dono per le lingue –  nell’Albergo Etico non lo sono più».
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