27 June 2026

AccorInvest presenta my contactless menu: food & beverage dal proprio smartphone

AccorInvest, società internazionale presente in 31 paesi con 904 hotel gestiti dal gruppo alberghiero Accor, sceglie per le sue strutture in Italia My Contactless Menu, il pacchetto di servizi a valore aggiunto per la digitalizzazione della ristorazione creata dall’italiana HealthyFood.

«Il nostro gruppo è consapevole che per affrontare un momento simile nel settore dell’hotellerie sia fondamentale investire in innovazione e prepararsi a un contesto ormai mutato. Per questo abbiamo scelto My Contactless menu per la sua semplicità ed efficacia: una immediatezza utile e sicura sia per i nostri dipendenti sia per i nostri clienti – commenta Gianluca Crespi, Executive Kitchen chef Economy & Midscale Managed Hotels Italy & Greece presso AccorInvest – Facile da implementare e aggiornare in ognuna delle nostre strutture, consente ai nostri clienti di ordinare con il proprio smartphone il food & beverage desiderato, nel pieno rispetto delle nuove normative di sicurezza, visualizzando i menu del giorno direttamente nella lingua madre impostata nello smartphone del cliente. Sono 60 le lingue infatti immediatamente disponibili: un servizio che è stato da subito apprezzato a tal punto da adottarlo rapidamente in tutte le nostre strutture».

«Sono molto orgoglioso di questa innovazione pensata in tempi non sospetti e che ha rivelato nel periodo del Covid tutte le sue amplissime potenzialità – commenta Pietro Ruffoni, fondatore di HealthyFood. – Abbiamo superato in questi giorni il milione di utilizzi: una conferma che la nostra visione di innovazione del mondo della ristorazione è pienamente centrata, tanto da incontrare sempre più spesso il favore di gruppi internazionali come Accor. Siamo già al lavoro per rilasciare nuove funzionalità che renderanno My Contactless Menu sempre più fruibile e oserei dire, imprescindibile: per il mondo qualificato dell’horeca come Accor e per ognuno dei clienti, sempre più esigenti, che si accostano all’ospitalità di qualità».

 

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