27 March 2026

Accor: migliorano i conti dell’operatività alberghiera, ma il rosso rimane profondo

La stagione estiva ha portato un po’ di respiro alle casse di Accor, ma i conti della compagnia transalpina rimangono in profondo rosso, mentre, nonostante l’ottimismo ostentato dal ceo Sébastien Bazin, la situazione continua a rimanere estremamente complicata per il comparto alberghiero.

Nel terzo trimestre di quest’anno, i ricavi del gruppo sono stati in particolare pari a 329 milioni di euro, in calo del 68,7% rispetto allo stesso periodo del 2019, e del 63,7% su base omogenea (like-for-like). Al medesimo tempo, il principale indice di performance alberghiera, il revpar (ricavo medio per camera disponibile) è diminuito del 62,8%. Il dato, pur negativo, segna comunque un miglioramento rispetto al secondo trimestre dell’anno, quando il revpar degli hotel Accor era sceso dell’88,2% rispetto a 12 mesi prima.

Le nostre performance del terzo trimestre indicano una netta ripresa delle attività durante la stagione estiva“, è stato quindi il commento di Bazin, che ha mostrato tuttavia un ottimismo al momento un po’ troppo sopra le righe, probabilmente con l’intento di tranquillizzare i mercati, che stanno mettendo sotto costante pressione i titoli delle compagnie dei viaggi: “Il peggio della crisi è ormai alle nostre spalle, ma i nostri principali mercati sono ancora sostanzialmente influenzati dalle misure messe in atto per combattere la crisi sanitaria. Solo la Cina registra performance solide e dovrebbe recuperare rapidamente il livello di attività pre-crisi”.

L’incertezza che caratterizza il periodo è testimoniata anche dalla mancata comunicazione degli obiettivi sui margini operativi lordi (ebitda). Un annuncio che il gruppo è solitamente abituato a fare in occasione della presentazioni della semestrale e dei risultati del terzo trimestre. Accor ha però tenuto a precisare che la compagnia beneficia di una solida liquidità propria, tale da superare, a fine settembre, i 4 miliardi di euro. Ha confermato inoltre che il grado di sensibilità dell’ebitda alle variazioni per punto percentuale del revpar rimane inferiore ai 20 milioni di euro.

Nonostante le difficoltà del momento, non si è infine fermata la politica di espansione di Accor che nel terzo trimestre ha aperto 57 nuovi hotel per 7.800 camere. Cifre incoraggianti, in linea con quelle del primo trimestre (58 hotel e 8 mila camere). A fine settembre il gruppo disponeva quindi di un parco alberghiero di 750.135 camere (5.121 hotel), con una pipeline di 208 mila camere (1.192 hotel), per il 75% situate nei mercati emergenti. Sempre alla fine dello scorso mese, il 90% degli hotel Accor era aperto al pubblico.

 

 

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