18 September 2021

A Venezia extralberghiero a picco nei primi undici mesi del 2020

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Stefano Bettanin Property Managers Italia

Stefano Bettanin

Un crollo del 63,74% rispetto all’anno precedente. E’ quello che registrato il fatturato dell’extralberghiero a Venezia nei primi undici mesi del 2020. Il giro d’affari del turismo residenziale in Laguna si è infatti fermato a quota 70,2 milioni di euro. Lo rivela un’analisi Otex, primo osservatorio ad hoc sull’extralberghiero in Italia, che ha avviato una serie di studi per avere una visione più completa e corretta del fenomeno in un momento molto delicato per il settore del turismo.

Dopo i numeri positivi del primo bimestre (+5,15% a gennaio, +27,5% a febbraio anno su anno), il trend del fatturato 2020 a Venezia è stato negativo da marzo in poi, con la flessione più cospicua nel mese di maggio (-80,53%). Il mercato, all’ultimo aggiornamento, presenta inoltre una riduzione dell’offerta di annunci di oltre 1.620 unità. “In percentuale stimiamo un decremento delle unità attive nel mercato del 22,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”, spiega Marco Nicosia, data analyst di Otex. “Venezia è stata colpita prima dall’acqua alta e poi dal Covid. Ora ci troviamo con una città completamente vuota – gli fa eco Stefano Bettanin, presidente di Property Managers Italia -. Oggi c’è la necessità di aiuti concreti, di un sistema di semplificazione che consenta di rilanciare il turismo extralberghiero. Il primo settore che ripartirà una volta esaurita l’emergenza sarà questo, e rimetterà in moto altre attività che oggi sono ferme. Non è né giusto né utile puntare il dito, come è stato fatto anche a Venezia, contro un settore che ha permesso alle città di vivere, e che le altre città europee, pensiamo per esempio a quanto accade in Francia, si stanno muovendo per incentivare”.

 




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