9 febbraio 2026 09:12
Oceania Cruises in pista nella realizzazione di Oceania Sonata, la nave di ultima generazione che verrà costruita presso lo stabilimento Fincantieri di Marghera. Prima di una serie di quattro navi di classe Sonata, questo progetto illustra l’ambizione della compagnia nel segmento del lusso marittimo. La recente posa della chiglia, come riporta Le Quotidien du Tourisme, ha segnato l’avvio ufficiale dei lavori.
«Oceania Sonata apre un nuovo capitolo nella nostra storia di ridefinizione del viaggio di lusso. Celebrare oggi questo importante traguardo è per noi motivo di orgoglio e rafforza la nostra posizione nel settore – ha dichiarato Jason Montague, chief luxury officer di Oceania Cruises -. Questo traguardo è il risultato dell’eccezionale dedizione e competenza dei team di Fincantieri: costruttori navali, ingegneri, progettisti e molti altri talenti, il cui know-how e la cui passione danno vita alla nostra visione».
Un piano ambizioso
I vertici di Oceania Cruises, Norwegian Cruise Line Holdings e Fincantieri si sono riuniti per celebrare questo passo strategico, simbolo di una cooperazione industriale incentrata sull’innovazione e sull’eccellenza. «La posa della chiglia di Oceania Sonata segna un passo decisivo, non solo per Oceania Cruises e Fincantieri, ma per l’intero settore delle crociere di lusso», ha sottolineato Luigi Matarazzo, direttore generale navi mercantili di Fincantieri.
«Questa nave è la massima espressione dell’innovazione e della maestria artigianale che alimentano la nostra partnership di lunga data con Oceania Cruises. Forte dell’esperienza e dell’eccellenza tecnica acquisite con la classe Allura, siamo orgogliosi di creare ancora una volta una nave all’altezza della visione di Oceania Cruises» ha aggiunto l’amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero.
Con entrata in servizio prevista per agosto 2027, Oceania Sonata segna una nuova fase di sviluppo per la compagnia. Seguiranno tre navi gemelle: Oceania Arietta nel 2029, e altre due unità previste per il 2032 e il 2035.
Con una stazza lorda di 86.000 tonnellate e una capacità limitata a 1.390 passeggeri , Oceania Sonata privilegia spazio, comfort ed esclusività. Quasi un terzo degli alloggi è costituito da suite, tra cui quattro nuove Owner’s Suite con due camere da letto, completate da Horizon Suite e Penthouse Deluxe Suite. L’offerta gastronomica si arricchisce inoltre di due nuovi concept: La Table par Les Maîtres Cuisiniers de France, presentata come l’esperienza di alta cucina più esclusiva in mare, e Nikkei Kitchen, dedicata alla fusione dei sapori peruviani e giapponesi.
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Affacciato direttamente sul Mar Egeo e a pochi passi dall’imbarco per Antiparos, Pounda Resort Paros combina il fascino autentico delle Cicladi con servizi pensati per un soggiorno all’insegna del relax. Gli ospiti possono vivere l’atmosfera dell’isola tra sapori mediterranei, un pool bar con vista sul mare e una piscina esterna di 200 metri quadrati.
Un'isola affascinante
L’apertura di Pounda Resort Paros si inserisce nel momento di grande crescita che sta vivendo l’isola, oggi tra le destinazioni più desiderate del Mediterraneo. Sempre più apprezzata dai viaggiatori internazionali, Paros conquista per il suo equilibrio tra autenticità greca, paesaggi mozzafiato e un’offerta sempre più orientata a esperienze lifestyle, vacanze balneari, sport acquatici e itinerari tra le isole delle Cicladi.
«Paros è oggi una delle destinazioni insulari più affascinanti del Mediterraneo, apprezzata per la sua straordinaria bellezza naturale, il suo autentico spirito mediterraneo e il crescente interesse da parte dei viaggiatori internazionali - afferma Joep Peeters, chief operating officer franchise Emea di Radisson Hotel Group -. Pounda Resort Paros incarna perfettamente l’essenza di Radisson Individuals: hotel dal carattere distintivo, profondamente legati al luogo che li ospita e capaci di offrire esperienze autentiche. Siamo felici di accogliere questa struttura nel nostro portfolio e di invitare gli ospiti a scoprire un nuovo indirizzo fronte mare, dove vivere il fascino rilassato e senza tempo di una delle isole più suggestive della Grecia».
«La riapertura del resort dopo l’importante intervento di rinnovamento rappresenta una tappa significativa per noi - aggiunge Angelos Gaviotis, hotel manager di Pounda Resort Paros -. Abbiamo voluto creare un ambiente contemporaneo e accogliente che esprimesse l’anima rilassata di Paros, arricchendola con standard di ospitalità e servizio all’altezza dell’esperienza Radisson Individuals».
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Un hotel antico, ma con forme di accoglienza molto moderna. Uno degli Swiss Historic Hotels, eppure dotato di un sistema di riscaldamento sostenibile e parte del programma Swisstainable promosso da Svizzera Turismo. Una struttura dotata di 68 camere modulabili per formare appartamenti con cucina e bagno su richiesta, con un’attenzione per tutte le esigenze alimentari. Un hotel che accoglie fino a 6000 ospiti nei mesi più affollati e oggi si riempie anche a gennaio grazie al World Economic Forum della vicina Davos. «La storia del Kurhaus Hotel Bergün inizia nel 1903, con la costruzione della Ferrovia Retica. - racconta Christof Steiner, managing director dell’hotel -. Il paese di Bergün, a 1400 metri di altitudine, era un importante punto di passaggio per le carrozze che attraversavano il passo dell’Albula trasportando beni e persone. Ma quando venne costruita la ferrovia tutti i trasporti a cavallo si fermarono, perché il treno era più conveniente e rapido. Un gruppo di imprenditori locali capì, però, l’importanza del passaggio di una rete ferroviaria internazionale: bisognava dare a chi arrivava a Bergün un motivo per fermarsi».
Anno 1906
«Venne allora costruito il Kurhaus Hotel: era il 1906. Inizialmente venne aperto come Grand Hotel di lusso destinato all’alta borghesia. C’erano la luce elettrica e l’acqua calda corrente, un sistema di riscaldamento centralizzato e anche qualche camera oscura per sviluppare le fotografie. Ma le cose non andarono bene: il treno era troppo conveniente, poi esplose la Prima Guerra Mondiale, seguita dalla Depressone degli anni Venti e dalla Seconda Guerra Mondiale. Bergün non riuscì mai a decollare. Nel 1949 un incendio devastò parte dell’hotel e fu la sua fine. Allora la comunità di Bergün acquistò l’edificio, lo rimise in ordine e lo vendette a una compagnia specializzata in family-holiday. L’hotel venne suddiviso in appartamenti di diverse dimensioni. C’erano addirittura 200 letti e, per aggiungerne altri, venne eliminato anche il ristorante; il progetto ha funzionato per 50 anni, fino al 2002».
«A causa della mancanza di fondi, non è mi stata fatta manutenzione, quindi l’edificio si è ben preservato - continua Steiner –. Risale al 2002 la trasformazione successiva: i proprietari non erano più in grado di mantenere l’hotel e lo vendettero agli ospiti che lo frequentavano con le loro famiglie. Questi formarono una s.p.a. e vendettero le azioni. Ancora oggi il Kurhaus Hotel è una s.p.a. condivisa da 900 azionisti che prendono insieme ogni decisione. L’obiettivo comune è quello di preservare una forma di accoglienza fondata su tre pilastri: l’Hotel, i Family Apartments e la Location dove organizzare per eventi di ogni tipo. Le nostre 68 camere, che possiamo trasformare in appartamenti da 3,4 spazi, sono le stesse di 120 anni fa: semplici ma autentiche. Abbiamo poi 30 cucine che si possono aggiungere alle camere. Durante le vacanze scolastiche lavoriamo soprattutto con ospiti che usano l’hotel come family-apartments: possono accedere al nostro ristorante o servirsi della cucina (nelle vicinanze c’è un supermercato); è come avere un appartamento, ma all’interno di un hotel di cui si possono usare i servizi. Abbiamo per l’86% ospiti svizzeri, per il resto olandesi, italiani e britannici; per la maggior parte sono ospiti europei - conclude Steiner -. Durante l’anno chiudiamo solo ad aprile - perché il tempo non è bello - e due settimane a novembre».
(Chiara Ambrosioni)
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“Ozmo per Lia 30 – Dentro la collezione” è dedicata a uno dei protagonisti dell’arte pubblica e pittura contemporanea italiana, Gionata Gesi, in arte OZMO, chiamato a confrontarsi con il patrimonio storico-artistico del Museo Lia attraverso un progetto site specific pensato per questo importante anniversario. Non solo, OZMO realizzerà anche quattro opere inedite che saranno acquisite dal Comune della Spezia ed entreranno a far parte della collezione civica.
«Il Museo Civico 'Amedeo Lia' rappresenta uno tra i più importanti patrimoni culturali della nostra città – spiega Pierluigi Peracchini, sindaco della Spezia - custodisce opere di straordinario pregio artistico. Il traguardo dei trent'anni ci offre l'occasione per rinnovare la nostra profonda gratitudine alla famiglia Lia che, grazie al nuovo accordo, ha permesso di conservare e condividere nel nostro territorio un patrimonio di valore internazionale. Per celebrare questo importante anniversario abbiamo scelto di guardare al futuro, mettendo in dialogo la grande tradizione custodita dal Museo con i linguaggi dell'arte contemporanea, creando un confronto vivo e stimolante tra capolavori del passato e nuove espressioni artistiche. Con questo nuovo progetto Ozmo torna a confrontarsi con la nostra comunità e con uno dei luoghi simbolo della cultura spezzina, realizzando opere che entreranno a far parte del patrimonio civico, a testimonianza della volontà dell'Amministrazione di continuare a investire nella cultura”.
La mostra, a cura di Andrea Marmori ed Anna Costantini, con allestimento di Emanuele Martera, sarà ospitata al Museo Lia dal 3 luglio al 3 dicembre, data di inaugurazione del museo nel 1996, e rappresenta l’appuntamento centrale delle celebrazioni per i trent’anni del Museo, insieme al restyling dell’ingresso museale e il ripensamento degli spazi dell’ex Info Point che saranno trasformati nel “Lia Next”, un luogo dedicato alla formazione, alla divulgazione, alla tecnologia e alla sperimentazione visiva.
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[post_content] => L'estate 2026 offre l'occasione per scoprire Finale Ligure attraverso "Estate nei Castelli", il nuovo progetto che unisce Castel Gavone, Forte San Giovanni e Castelfranco in un unico itinerario culturale fatto di spettacoli, concerti, visite guidate, cinema all'aperto, mostre ed esperienze immersive.
Il viaggio comincia da Castel Gavone, antica residenza dei Marchesi Del Carretto e simbolo del potere del Marchesato del Finale.
Pochi chilometri più a valle, lungo l’antica Strada Beretta, si incontra Forte San Giovanni, possente fortezza seicentesca costruita durante la dominazione spagnola per difendere uno snodo fondamentale dei collegamenti tra il Mediterraneo e il Ducato di Milano.
Castelfranco rappresenta invece il capitolo genovese della storia del Finale. Costruita nel Trecento dalla Repubblica di Genova per controllare il porto e contenere l'influenza del Marchesato, la fortezza è stata nei secoli oggetto di ampliamenti e trasformazioni che ne hanno accompagnato l'evoluzione da presidio medievale a moderna struttura difensiva costiera.
Attorno a queste architetture si sviluppa oggi un grande museo diffuso all'aperto fatto di sentieri storici, antiche strade militari e panorami che spaziano dalle Alpi Liguri al Mediterraneo. È in questo scenario che prende vita “Estate nei Castelli”, trasformando gli antichi luoghi della difesa e del potere in spazi dedicati alla cultura contemporanea.
Castel Gavone per tutta l’estate ospita esperienze dedicate alla scoperta del monumento e del paesaggio che lo circonda. Tornano le “Storie al chiaro di luna”, le visite teatralizzate notturne a cura del Centro Storico del Finale.
Il Museo Diffuso del Finale propone invece esperienze che permettono di vivere Castel Gavone da prospettive diverse: alle visite guidate con gli archeologi “Archeologia al Castel Gavone” si affianca “Meditazione e bagno sonoro a Castel Gavone”, un percorso immersivo.
Spicca infine il nuovo progetto teatrale itinerante tratto da Becket e il suo Re di Jean Anouilh.
Forte San Giovanni diventa invece il luogo dell'incontro tra patrimonio storico, spettacolo e natura. Tra i bastioni della fortezza trovano spazio i concerti del Voxonus Festival e della rassegna Musica in Chordis. Le antiche mura si trasformano inoltre in una suggestiva arena sotto le stelle con "CinemaForte 2026".
Accanto agli appuntamenti culturali, la fortezza ospita esperienze dedicate alla partecipazione e alla scoperta del territorio.
Castelfranco si apre infine ai linguaggi contemporanei, trasformando la fortezza affacciata sul mare in uno spazio dedicato all'arte, alla creatività e al benessere. Le mostre curate da Qui Arte dialogano con la storia del luogo attraverso percorsi che spaziano dalla ricerca contemporanea ai temi del simbolo, della memoria e della sostenibilità, affiancando le esposizioni dedicate all’artista Nenne Sanguineti Poggi e al progetto Riciclickamente.
Realizzata in collaborazione con Musei Nazionali Genova – Direzione Regionale Musei Nazionali Liguria, Centro Storico del Finale, MUDIF – Museo Diffuso del Finale, Museo Archeologico del Finale, associazioni culturali e operatori del territorio, la rassegna rappresenta uno dei progetti centrali di "Summer Vibes 2026", il calendario che coordina gli eventi della stagione estiva finalese.
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[post_content] => La madrina di Explora III sarà Cristina Ozores, educatrice marina, istruttrice subacquea ed educatrice del National Geographic. In qualità di sostenitrice della conservazione degli oceani, porterà una voce del mondo marino al lancio di Explora III, la prima nave della flotta Explora Journeys alimentata a gnl.
Riconosciuta per il suo contributo all’alfabetizzazione oceanica e alla conservazione marina, Cristina Ozores ha sviluppato programmi innovativi che avvicinano le persone al mare attraverso esperienze dirette, promuovendo la responsabilità ambientale e un impegno duraturo nella salvaguardia del Mediterraneo e degli oceani del mondo per le generazioni future. Dal 2024, Vellmarí collabora con la Msc Foundation su progetti di restauro delle praterie di posidonia e iniziative educative, sottolineando un impegno condiviso verso l’alfabetizzazione oceanica e il coinvolgimento delle comunità, entrambi fondamentali per favorire una gestione sostenibile a lungo termine degli ambienti marini.
«Attribuire a Cristina Ozores il ruolo di madrina nella Giornata mondiale degli oceani è per noi significativ - ha dichiarato Anna Nash, presidente di Explora Journeys -. La sua dedizione all’educazione e alla tutela degli oceani riflette valori profondamente importanti per il nostro brand e per la filosofia dell’"Ocean state of mind" che ci guida. Il suo lavoro ispiratore e il suo legame con il mare la rendono una scelta naturale per questo ruolo».
Riscoprire l'oceano
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«Essere scelta come madrina di Explora III non è solo un onore, ma un momento molto emotivo per me, soprattutto nella Giornata mondiale degli oceani - ha aggiunto Cristina Ozores -. Ho trascorso gran parte della mia vita lavorando sotto la superficie, studiando biologia marina, restaurando i fondali e aiutando le nuove generazioni a comprendere meglio i fragili habitat oceanici. Vedere questo lavoro simbolicamente legato a una nave che viaggerà per il mondo è profondamente significativo. Il mio auspicio è che Explora III diventi uno spazio in cui le persone possano scoprire l’oceano in modo più profondo e consapevole, riconnettendosi con la bellezza che si trova sotto la superficie».
In linea con secoli di tradizione marittima, la madrina svolge un ruolo simbolico di protezione, offrendo una benedizione di buona fortuna e sicurezza per la nave, l’equipaggio e gli ospiti. Cristina Ozores accetterà ufficialmente questo incarico durante la cerimonia dedicata a Barcellona il 1° agosto 2026, prima del viaggio inaugurale ufficiale della nave, previsto due giorni dopo.
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Il recente press tour "Visit Salerno & Cilento: Essenza Mediterranea", sviluppato dalla Camera di Commercio di Salerno in sinergia con Aeroitalia, ha tracciato la nuova rotta strategica del Destination Management Plan. L’itinerario non è una semplice successione di tappe, ma un modello di valorizzazione integrata che trasforma l'autenticità del territorio in un prodotto d'eccellenza competitivo.
L'esperienza del viaggiatore comincia da Salerno, hub urbano capace di fondere la storicità millenaria dei vicoli del centro e del Duomo con la modernità della Stazione Marittima, celebre opera a forma di conchiglia, di Zaha Hadid. Il Giardino della Minerva, antico orto della Scuola Medica Salernitana, introduce il tema del benessere e della botanica medica, collegandosi idealmente alla tappa successiva.
Il viaggio prosegue nella Piana del Sele, dove le eccellenze agroalimentari come la mozzarella di Bufala Campana Dop diventano leve di turismo esperienziale attraverso la narrazione delle filiere come alla San Salvatore. Da Agropoli, borgo marinaro, porta del Parco Nazionale del Cilento, l'itinerario si sposta via mare verso Acciaroli, piccolo comune di 400 anime, 5 Vele Legambiente, e custode della pesca delle alici di Menaica. A Pioppi, la visita al Museo Vivente della Dieta Mediterranea, patrimonio Unesco, offre ai visitatori la chiave di lettura dell'intero territorio: uno stile di vita millenario focalizzato sulla longevità e sul benessere.
L'itinerario bilancia la costa con l'entroterra del Vallo di Diano, toccando la maestosa Certosa di San Lorenzo a Padula e l'artigianalità della Ficheria Santomiele a Prignano Cilento, esempio virtuoso di agroalimentare d'élite. Il tour culmina nel Parco Archeologico di Paestum, dove la magnificenza dei templi dorici e i tesori del Museo Nazionale, come la Tomba del Tuffatore, chiudono un cerchio perfetto tra archeologia, cultura e paesaggi.
Il successo del programma sta nella sua rete. L'itinerario dimostra come l'accessibilità dello scalo di Salerno-Costa d'Amalfi e del Cilento permetta di strutturare un'offerta turistica organica e destagionalizzata capace di intercettare flussi internazionali alto-spendenti e valorizzando l'autenticità locale. Un approccio strategico che mette in moto lo sviluppo dell'intero territorio.
(Anna Morrone)
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Un microcosmo selvaggio che conserva un’anima autentica e dove in soli 15 minuti si passa dalle spiagge bianche alla montagna. E’ possibile infatti risalire i fiumi per immergersi nella foresta e poi tuffarsi nel blu del mare incontaminato.
Questa è la Corsica, raggiungibile facilmente via mare grazie ai collegamenti di Corsica Ferries.
Le navi della compagnia servono la Corsica dai porti francesi di Sète, Tolone, Nizza e dai porti italiani di Livorno, Vado Ligure e Piombino. Durante i viaggi notturni o diurni a bordo delle navi di tipologia Mega è possibile usufruire di vari servizi, dal Ristorante à la carte DOLCE VITA, dove i piatti della tradizione sono rivisitati in chiave moderna al Buffet VERANDA con la formula “All you can eat”, fino ai coffee shop SWEET CAFE, il RIVIERA LOUNGE, il LIDO BEACH bar posto sul ponte solarium e il mediterraneo “pasta e pizza” GUSTO.
La ristorazione è un vero e proprio fiore all’occhiello per Corsica Ferries. Propone ingredienti di qualità, rispetta i ritmi delle stagioni e la sostenibilità in cucina.
A bordo Accoglienza pet-friendly per gli Amici a 4 zampe, con libertà, servizi e cabine dedicate; Accoglienza speciale per i Bambini, con sale giochi realizzate in collaborazione con PLAY MART, accessori e pasti che rispondono ai loro gusti; Cabine private, interne ed esterne, di differenti tipologie, ad uso esclusivo, dotate della biancheria necessaria al viaggio.
La destinazione ha moltissimi punti di forza. Non solo, ma in una situazione geopolitica con alcuni interrogativi, il viaggio di prossimità è sicuramente più facile da proporre al viaggiatore.
Gli operatori specializzati sulla Corsica evidenziano in primis la vicinanza della destinazione (4 ore e mezzo con il traghetto) e la possibilità di usufruire di tariffe molto vantaggiose. Quello che però affascina maggiormente chi sceglie la Corsica è un insieme di elementi, dalla cultura alla ricchezza del paesaggio, dalla gastronomia alle diverse attività praticabili.
“La Corsica è adatta a tutte le tipologie di vacanza e di budget – commenta Fulvia Ottonello, responsabile prodotto Corsica per Gioco Viaggi – Non offre solo mare ma anche un interno ricco di foreste, montagne, laghi e anche qualche impianto sciistico. E’ possibile fare trekking, percorsi in ebike. Molto richiesti gli itinerari legati al GR20, un percorso di trekking conosciuto in tutta Europa”. Per quanto riguarda le strutture, l’offerta comprende dai 2 ai 5 stelle. “Negli ultimi anni, grazie al cambio generazionale le strutture sono state rinnovate – continua Ottonello – Non solo, ma è molto aumentata la richiesta “luxury”. L’isola può essere proposta alla clientela di fascia alta, proprio perché dispone di hotel di lusso, ville e servizi adeguati, come trasporto in elicottero, escursioni in barche di lusso, esperienze in cantina”.
Gioco Viaggi e Travered offrono proposte per qualsiasi esigenza e target, dai gruppi alle famiglie, fino agli individuali, grazie alla conoscenza profonda dell’Isola.
“I nostri tour toccano tutta l’isola – sottolinea Ezio Mattei, direzione commerciale Travered – sia l’interno, ricco di scenari meravigliosi, che la costa con le sue spiagge ed il mare cristallino. La Corsica è ricchissima di storia e cultura: basi pensare ad Ajaccio, città sottovalutata, che a pochissimi chilometri dal centro offre spiagge bellissime. Così come Bonifacio, che risale al 600 dopo Cristo. Le 7 regioni della Corsica sono tutte diverse ma accomunate dalla capacità di aver preservato la propria storia, cultura e gastronomia”.
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Il 58% delle navi da crociera è già predisposto per collegarsi alla rete elettrica di terra e spegnere i motori una volta ormeggiata in banchina; entro il 2028, con 239 navi, la quota supererà il 75%.
Una trasformazione che le compagnie stanno anticipando rispetto agli obblighi normativi e a cui anche i porti si stanno progressivamente adeguando. L'allaccio elettrico è infatti già operativo in 51 scali europei, mentre in Italia i porti, sostenuti da 800 milioni di fondi europei, dovrebbero vedere una rapida accelerazione e passare, entro fine 2027, a 52 allacci.
Per valorizzare appieno questa opportunità di decarbonizzazione, diventa fondamentale affrontare in modo coordinato alcuni nodi chiave, promuovendo una collaborazione efficace tra compagnie, autorità portuali, istituzioni, fornitori di energia e terminalisti.
Il tema è stato affrontato nell'ambito di un incontro organizzato a Roma dalla Cruise Lines International Association alla presenza del direttore generale per i porti del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Donato Liguori, del vicepresidente port & terminal di Costa Crociere, Roberto Ferrarini, del senior vice president e responsabile della transizione energetica di Msc Cruises, Michele Francioni e del partner di McKinsey & Company e responsabile Blue Economy per il Med office, Filippo Gozzi.
Italia in pole position
Come afferma Liguori, «L’Italia, anche grazie ai fondi europei del Pnrr, sta anticipando la scadenza del 2030 accelerando sulla transizione energetica nei porti: oltre 800 milioni di euro tra Pnrr e Pnc per lo sviluppo del cold ironing, con 52 interventi già finanziati. Il Mit si è fortemente impegnato da ultimo nella definizione di linee guida nazionali condivise, frutto di un lavoro sinergico con gli stakeholder del cluster marittimo e dei tavoli di consultazione già avviati. Grazie al lavoro svolto, l’Italia si prepara a compiere un salto di qualità: presto la grande maggioranza dei porti sarà in grado di collegare le navi ai propri impianti di cold ironing, con 28 impianti dedicati alle navi da crociera e ai supply vessel, rendendo concreta la transizione energetica del sistema portuale un passo decisivo verso porti più sostenibili e competitivi».
«Le compagnie da crociera sono all'avanguardia dell'innovazione e della sostenibilità nel settore marittimo, ma non possono agire da sole. Per questo siamo molto soddisfatti del lavoro svolto con il ministero, che ha impresso una notevole accelerazione alla realizzazione degli impianti e alla definizione delle dei criteri e delle regole. Ad oggi ci sono in rampa di lancio numerosi progetti che, grazie ad un lavoro di sistema tra tutti gli operatori, possono portare l'Italia a diventare tra i Paesi più virtuosi d'Europa» aggiunge Francesco Galietti, direttore di Clia Italia.
«Msc Cruises - fa eco Francioni - ha acquisito una notevole esperienza nell’utilizzo del cold ironing da parte delle proprie navi in vari porti europei e mondiali con 217 connessioni nel corso del 2025, che aumenteranno a circa 450 nel 2026, confermando l’impegno della compagnia ad anticipare gli obblighi normativi del 2030, ma occorre tuttavia che si creino meccanismi di incentivazione per massimizzarne l’utilizzo garantendo al tempo stesso costi sostenibili per gli operatori»
«Lo shore power rappresenta una grande opportunità per accompagnare la transizione energetica del settore crocieristico e generare benefici concreti per i territori. Costa Crociere è attivamente impegnata nello sviluppo e nell’utilizzo di questa tecnologia, con una flotta sempre più predisposta alla connessione elettrica in banchina e un approccio orientato all’impiego del servizio dove disponibile e operativamente realizzabile. Un’evoluzione più rapida delle infrastrutture portuali, insieme a condizioni di accesso economicamente sostenibili e a linee guida chiare e condivise per l’utilizzo del servizio, può valorizzare gli investimenti già realizzati dall’industria e sostenere lo sviluppo sostenibile dei porti italiani» chiude Ferrarini.
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[post_content] => In occasione della Giornata mondiale degli oceani, Costa Crociere Foundation celebra il primo anno di “Guardiani del Mare", il progetto di edutainment ambientale dedicato alla sensibilizzazione delle nuove generazioni sui temi della biodiversità marina e della tutela degli ecosistemi costieri.
Lanciato l'8 giugno 2025 e sviluppato insieme a La Fabbrica, società specializzata in progetti educativi e culturali, Guardiani del Mare ha coinvolto nel suo primo anno quasi 26.000 giovani attraverso iniziative educative online, attività a bordo e incontri in presenza.
In particolare i 3 laboratori internazionali di edutainment realizzati a bordo della flotta Costa per i giovani di diverse nazionalità: Beach Detective e EcosySTEM per bambini e OceanOlympic Games per i ragazzi. Laboratori innovativi che in un anno hanno fatto esplorare e preservare l'ecosistema marino a 14.945 bambini e 6.444 teenagers;
Il Blu Lab, laboratorio interattivo che unisce attività pratiche e strumenti digitali per far conoscere agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, il mare, i suoi abitanti e gli equilibri che li regolano e che tra dicembre 2025 e aprile 2026 ha raggiunto 149 scuole e 3.615 studenti, di cui 22 istituti provenienti da aree caratterizzate da dispersione scolastica;
Il Blu Grand Tour Show, un’esperienza immersiva che coinvolge ragazze e ragazzi che, con le proprie classi, cercano di superare 5 round di quiz, con l'obiettivo di apprendere e conoscere la biodiversità marina. Il ciclo di masterclass, ospitate su alcune navi della flotta, che ha coinvolto 692 studenti provenienti da 18 scuole, di cui 7 situate in contesti socialmente fragili.
“Guardiani del Mare” rappresenta l’evoluzione naturale del programma “Guardiani della Costa”, che in otto edizioni ha coinvolto oltre 100.000 fra studenti e docenti italiani, permettendo di raccogliere oltre 130.000 dati scientifici sulla biodiversità nel Mediterraneo, sui rifiuti marini e sull’inquinamento del mare.
Nel corso degli anni, Guardiani della Costa ha raggiunto 61.491 studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado attraverso attività educative dedicate alla conoscenza del mare e della biodiversità, e 29.998 studenti delle scuole secondarie di secondo grado con percorsi teorici e pratici finalizzati alla salvaguardia delle coste italiane.
«Con Guardiani del Mare portiamo l’educazione ambientale nelle comunità toccate dalle nostre navi, coinvolgendo le scuole dei territori visitati - anche in aree ad alta dispersione scolastica - e, allo stesso tempo, migliaia di bambini e ragazzi provenienti da tutto il mondo in vacanza a bordo. È in questo intreccio tra impatto locale e comunità internazionale che il progetto esprime il suo valore più grande: far crescere nei giovani, ovunque provengano, una cultura condivisa di rispetto e amore per il mare» spiega Sara Dotta, direttore comunicazione ed Eventi di Costa Crociere e Segretaria Generale di Costa Crociere Foundation.
Alla base di Guardiani del Mare vi è la convinzione che la conoscenza rappresenti il primo passo per sviluppare consapevolezza e responsabilità verso l'ambiente.
Per questo il progetto combina momenti educativi, attività Stem, esperienze immersive e iniziative concrete di tutela del territorio, trasformando studenti e giovani partecipanti in veri e propri esploratori dell'ecosistema marino.
Un esempio significativo è rappresentato dall'appuntamento di Genova del Blu Grand Tour Show, conclusosi con attività pratiche dedicate alla salvaguardia dell'ambiente costiero, realizzate insieme a Scuola di Robotica. Attraverso laboratori scientifici, esperienze di coding applicato alla raccolta dei rifiuti marini e una sessione di pulizia della spiaggia, gli studenti hanno raccolto complessivamente 80 chilogrammi di rifiuti, sperimentando in prima persona il valore dell'impegno ambientale.
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