6 February 2026

Ryanair cresce su Milano con 3 nuovi velivoli posizionati. «Bergamo? Relazione eccellente»

Plana sull’inverno milanese Ryanair con rinnovati investimenti in termini di aeromobili, nuove rotte e più frequenze per Malpensa e, soprattutto, per Bergamo. Quella con lo scalo orobico «è una relazione eccellente – ha sottolineato Eddie Wilson, ceo di Ryanair Dac -, che risale addirittura al 2004, quando qui neppure esistevano voli commerciali. Grazie al lavoro comune di Sacbo e Ryanair, Milano Bergamo è diventato quello che è oggi, il terzo scalo italiano, dove quest’anno trasportiamo quasi 14 milioni di passeggeri». Il ceo mantiene il riserbo sul nuovo accordo commerciale siglato con la società di gestione, ma ribadisce la valenza dell’aeroporto: «Basti pensare alle 80 rotte servite, una cifra spettacolare».

E di tutto il bacino lombardo dove la compagnia intende «continuare a crescere: anche a causa dei ritardi nelle consegne da parte di Boeing, stiamo rimettendo a punto la distribuzione di quelli già in servizio per coprire tutti gli aeroporti italiani e potremmo assegnare una quota significativa di quelli in ordine (309 nei prossimi 9 anni) proprio agli scali di Milano».

Tornando alla winter, l’offerta della low cost irlandese a Milano conterà, complessivamente, 31 velivoli basati e 120 rotte, per «un inverno di crescita». Nel dettaglio si tratta di nove aeromobili posizionati a Malpensa, uno in più rispetto alla scorsa stagione, e un network di 40 rotte di cui 5 nuove per Bratislava, Goteborg, Pescara, Varsavia e Plovdiv». Si punta ai 5,4 milioni di passeggeri trasportati

A Milano Bergamo saranno 22 i velivoli basati, «due in più rispetto allo scorso inverno, che serviranno 80 rotte. Su molte di queste, una trentina, sono previsti incrementi di frequenze, come ad esempio su Amman, Trapani, Varsavia, con il ritorno di Pescara».

Nei due scali si prevede dunque il transito di 19 milioni di passeggeri all’anno, per una crescita del +4%, grazie all’aggiunta di 400.000 posti.

Ogni futuro, nuovo investimento Ryanair in Italia è comunque subordinato, oltre che alla disponibilità di velivoli, alla risposta del governo all’ormai nota proposta della low cost di abolire l’addizionale comunale, ovunque, «così da stimolare una crescita aggiuntiva del traffico, del turismo e dei posti di lavoro. Se questa tassa verrà rimossa, Ryanair risponderà con l’aggiunta di 40 aeromobili (pari a un investimento di oltre 4 miliardi di dollari), 20 milioni di passeggeri annui in più, 250 nuove rotte e 15.000 posti di lavoro aggiuntivi in tutta Italia».

Per concludere, nel 2025 Ryanair ha trasportato in Italia 65 milioni di passeggeri (20 le basi incluse la  nuova di Trapani, che sarà operativa da gennaio 2026) e 32 gli aeroporti serviti.

 

 

 

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In questa nuova fase abbiamo potenziato la gestione dei dati e delle tecnologie disponibili, a partire dall’IA, rendendo ancora più forti i comuni. Abbiamo rafforzato la collaborazione, tanto da poter parlare di una cooperativa istituzionale, capace di organizzare le funzioni della promozione in senso unitario e le funzioni di accoglienza e informazione sul territorio in maniera strutturata».\r\n\r\nLa Toscana continua ad occupare una posizione di rilievo a livello internazionale ma deve puntare sui nuovi strumenti a disposizione ed utilizzarli per orientare le scelte.\r\n\r\n«In base ai nuovi dati, che per la prima volta abbiamo disponibili a febbraio – aggiunge Marras -  la Toscana si è nuovamente assestata ai livelli del 2019. Il segno per il 2025 è positivo ma ci sono segnali che vanno interpretati, e che ci impongono di rinnovare prodotti. Cambiano continuamente i contesti: il mercato americano, per noi fondamentale, con il secondo mandato Trump subisce oscillazioni continue dovute all’andamento del dollaro e delle politiche protezioniste. Diventa importante far crescere le destinazioni meno note, e far trovare un equilibrio a quelle più affollate. Il nuovo Testo Unico è stato oggetto di impugnativa, ma abbiamo vinto, e questo ci riempie di soddisfazione perché abbiamo affrontato tante questioni non banali».\r\n\r\n «È importante – sottolinea l’assessora alla cultura Cristina Manetti  – puntare anzitutto sul confronto, premessa per un gioco di squadra. Il tutto con un’attenzione particolare ad uno dei capisaldi della legislatura, la Toscana diffusa. Stiamo lavorando perché ogni realtà, dalle isole alla montagna, non resti indietro. La spinta deve essere verso la sostenibilità: i piccoli borghi non soltanto una nicchia, ma una componente strutturale del settore. Quindi non solo una Toscana diffusa ma un turismo diffuso. 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