26 agosto 2025 09:28
Nuovo maxi investimento sulla flotta per Korean Air che ha ordinato 103 aeromobili di nuova generazione da Boeing, 19 motori di ricambio da GE Aerospace e Cfm International e un programma completo di manutenzione dei motori con GE Aerospace.
Lo stanziamento totale è stimato in circa 50 miliardi di dollari, dei quali 36,2 miliardi per gli aeromobili Boeing, 690 milioni di dollari per i 19 motori di riserva e ulteriori 13 miliardi di dollari per il contratto di manutenzione dei motori della durata di 20 anni.
Nel dettaglio, l’ordine formalizzato ieri a Washington D.C. comprende 20 Boeing 777-9, 25 Boeing 787-10, 50 Boeing 737-10 e otto aerei cargo Boeing 777-8F. La consegna dei velivoli è prevista in più fasi per concludersi a fine 2030.
L’investimento supporta la crescita a lungo termine di Korean Air a seguito dell’integrazione con Asiana Airlines: il piano della compagnia aerea si estende fino alla metà-fine degli anni 2030 e riflette i ritardi nelle consegne che stanno interessando il settore dell’aviazione globale.
La strategia di ampliamento della flotta prevede un’ottimizzazione delle operazioni a lungo termine attorno a cinque famiglie di aeromobili altamente efficienti: i Boeing 777, 787 e 737, insieme all’Airbus A350 e A321-neo. Questa mossa dovrebbe garantire una crescita stabile della capacità, ottenere economie di scala attraverso la semplificazione della flotta, migliorare l’efficienza del carburante, ridurre le emissioni di carbonio e migliorare l’esperienza complessiva dei clienti.
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Detroit cambia pelle e punta sul mercato italiano ed europeo. Lo racconta Claude Molinari, President & ceo di Visit Detroit, in un'intervista rilasciata durante un press trip organizzato per raccontare la nuova immagine della città, lontana dallo stereotipo del declino industriale e della criminalità dilagante. Una città che ha saputo rinascere e rinnovarsi, fino a diventare una delle destinazioni più interessanti per il futuro.
Un nuovo skyline, nuova economia
Dalla fine della pandemia sono nati cinque nuovi grattacieli nello skyline di Detroit, tra cui la Huntington Bank Tower, sede dell'undicesima banca più grande degli Stati Uniti. Nella città hanno sede anche il secondo hub più grande al mondo di Delta Airlines, dopo Atlanta, le due maggiori società di mutui del Nord America e l'intero comparto automotive, compreso Stellantis, gruppo che affonda le radici nella famiglia Fiat di Torino.
«Questa città è cambiata moltissimo negli ultimi dieci anni – spiega Molinari –. Ci sono stati miliardi di dollari di investimenti in rinnovamento urbano». Tra gli interventi più significativi, la riconversione del Book Tower, rimasto chiuso per trent'anni e oggi trasformato in albergo. Trentamila persone in più lavorano oggi in città, che secondo Molinari registra una crescita demografica dopo anni di calo, con un livello di criminalità ai minimi storici dagli anni Cinquanta.
Mobilità e sicurezza nel centro città
Il centro di Detroit è interamente percorribile a piedi ed è servito da una metropolitana leggera gratuita con 13 fermate. Nel raggio di pochi isolati si concentrano gli stadi delle squadre di baseball, football, hockey e basket, una combinazione che secondo Molinari non ha eguali in nessun'altra città al mondo. Anche il tram è gratuito mentre i bus sono a pagamento.
Il legame con l'Italia e la strategia europea
Per Molinari, il mercato italiano ed europeo rappresenta una priorità della nuova strategia di promozione internazionale di Visit Detroit. «Non ci aspettiamo che i visitatori restino qui per dieci giorni, ma vogliamo essere parte del loro itinerario», ipotizzando soggiorni di tre-cinque giorni abbinati a tappe come Toronto, Chicago o Memphis.
La partnership con la Juventus, secondo Molinari, ha già prodotto risultati concreti sul fronte dei collegamenti aerei: Delta Airlines è passata da tre voli settimanali tra Roma e Detroit a un volo diretto quotidiano. Il manager sottolinea anche l'affinità industriale tra le due città: «Torino è la capitale dell'auto in Italia, noi lo siamo negli Stati Uniti».
Il target individuato da Visit Detroit comprende sia viaggiatori esperti attratti da storia e architettura, sia un pubblico più giovane interessato a sport e intrattenimento, ma anche appassionati di musica e cucina, in una città che punta a ridefinire la propria immagine internazionale attraverso prodotto turistico, cultura e connettività aerea.
Cultura, arte, mercati e cucina Michelin
Sul fronte dell'offerta culturale, Detroit può contare su asset di primo piano per il prodotto incoming: il Detroit Institute of Arts, con oltre 65.000 opere distribuite in più di 100 gallerie e il ciclo di murales "Detroit Industry Murals" di Diego Rivera; l'Henry Ford Museum, che conserva pezzi di rilevanza storica come l'autobus di Rosa Parks e la limousine dell'ultimo viaggio di John F. Kennedy; il Ford Piquette Avenue Plant Museum, il più antico stabilimento automobilistico al mondo aperto al pubblico e luogo di nascita della Model T; e il Motown Museum, con lo storico Studio A. A questi si aggiungono il Book Tower, grattacielo del 1926 rimasto chiuso per trent'anni e oggi riconvertito in hotel di lusso e residenze esclusive, e la Michigan Central Station, il simbolo della rinascita di Detroita, ex stazione del 1913 in stile Beaux Arts, riqualificata da Ford Motor Company con un investimento di un miliardo di dollari e riaperta nel giugno 2024 come hub tecnologico e culturale. All’ultimo piano della ex stazione è prevista l’apertura di un hotel di lusso. Completa l'offerta l'Eastern Market, uno dei maggiori distretti storici di mercato pubblico degli Stati Uniti, punto di riferimento per prodotti locali, artigianato e street art urbana, sempre più rilevante per il turismo esperienziale e food & beverage.
Natura a Belle Isle
Guardando invece al turismo naturalistico e all'aperto, Belle Isle, parco-isola di 985 acri sul fiume Detroit, ospita l'edificio per acquari pubblici più antico d'America(1904). Ha subito una chiusura temporanea nel 2005 ed è stato riaperto grazie a volontari e organizzazioni locali. Sull'Isola ci sono anche oltre a un giardino botanico, un museo dedicato alla navigazione sui Grandi Laghi e un tratto del Detroit Riverwalk, eletto per tre anni consecutivi miglior percorso fluviale urbano degli Stati Uniti dai lettori di USA Today.
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[post_content] => Lot Polish Airlines archivia i conti 2025 con un utile netto e un utile operativo quasi dimezzati su base annua, sebbene la compagnia affermi che i risultati siano tra i più alti della sua storia e le forniscano una "solida base" per la prossima fase di crescita.
Il vettore polacco ha riportato un utile netto di 350 milioni di Pln (93,1 milioni di dollari) e un utile operativo di 422 milioni di Pln, rispetto ai rispettivi utili netti e operativi di 688,5 milioni di Pln e 805 milioni di Pln del 2024.
Il fatturato è aumentato a 10,2 miliardi di Pln rispetto ai 9,93 miliardi dell'anno precedente, mentre il numero di passeggeri è cresciuto del 9,4% raggiungendo quota 11,7 milioni.
Lot spiega in una nota che i risultati sono stati conseguiti durante "un periodo di rapida espansione delle operazioni, sviluppo del network e preparazione per i più grandi investimenti nella flotta nella storia della compagnia".
La compagnia aerea ha ordinato 40 Airbus A220 – una combinazione di modelli -100 e -300 – nel giugno 2025, le cui consegne sono previste a partire dal prossimo anno. Continua inoltre a ricevere nuovi Boeing 737 Max 8 e 787-8. Lot ha inaugurato nove nuove rotte lo scorso anno e ne aggiungerà altre 15 nel 2026.
"Nonostante il contesto competitivo e i prezzi del carburante abbiano un impatto significativo sulla redditività dell'intero settore, stiamo proseguendo le nostre attività di sviluppo", afferma il ceo di Lot, Michal Fijol, aggiungendo che la compagnia riceverà quest'anno altri 12 Boeing 737 Max 8 e due Boeing 787-8.
"Questi investimenti amplieranno la nostra capacità di lanciare nuove connessioni e ci permetteranno di trasformare Lot Polish Airlines in una compagnia aerea moderna che, entro la fine del decennio, avrà una delle flotte più giovani d'Europa".
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[post_content] => VietJet Air si prepara a lanciare una nuova compagnia aerea nazionale in Australia. Secondo quanto riportato dai media australiani, la low-cost basata in Vietnam ha già richiesto l'acquisizione di slot all'aeroporto di Sydney e intende avviare collegamenti domestici operati con Boeing 737 Max già dal 2027, con rotte che collegheranno Sydney, Melbourne e Brisbane.
Se approvata, la filiale australiana di VietJet sarebbe la prima compagnia aerea internazionale a competere direttamente sul mercato interno dal lancio di Tiger Airways nel 2007.
Secondo un articolo pubblicato dall'Australian Financial Review, VietJet ha presentato domanda all'Autorità australiana per la sicurezza dell'aviazione civile per ottenere un Coa. In seguito il vettore potrebbe aprire una filiale locale, con un nome che richiamerebbe il mercato interno australiano in cui opererà.
In flotta ci sarebbero un massimo di 10 Boeing 737 Max: VietJet sarebbe la prima compagnia aerea internazionale a sfidare direttamente Qantas e Virgin Australia sul mercato interno australiano da oltre 10 anni.
Dal debutto nel dicembre 2001, il vettore ha ampliato la sua flotta a 121 aeromobili e gestisce divisioni in Vietnam, Kazakistan e Thailandia. VietJet opera già voli internazionali da diverse località del Vietnam verso destinazioni australiane come Brisbane, Melbourne, Perth e Sydney.
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Si rinnova la collaborazione tra All Nippon Airways e The Pokémon Company con il debutto delle nuove livree degli aeromobili "Pokémon Jet Red" e "Pokémon Jet Green", i primi due dei tre velivoli previsti dall'intesa speciale che celebrare il 30° anniversario di Pokémon.
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Gli aeromobili sosterranno l’espansione in corso del network internazionale di Sas, consentendo alla compagnia aerea di potenziare le rotte esistenti ad alta capacità a livello globale e di introdurne di nuove.
«Combinando un’eccezionale efficienza economica con prestazioni ambientali migliorate, il velivolo svolgerà un ruolo chiave nella nostra strategia di flotta a lungo termine - ha dichiarato il ceo del vettore scandinavo, Anko van der Werff -. Ci consentirà di offrire ai nostri passeggeri un’esperienza eccezionale, espandere la nostra rete e garantire maggiore flessibilità e comodità ai nostri ospiti. Non vediamo l’ora di proseguire la nostra solida partnership con Airbus anche in futuro».
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[post_content] => «Il business è più difficile, la concorrenza è più agguerrita, ma nel complesso prevediamo che la domanda, al termine dell'anno fiscale (fine ottobre 2026), sarà vicina al budget, ad eccezione del costo del carburante, che è aumentato in modo significativo»: Christian Vernet, ceo de La Compagnie, rimane fiducioso sull'andamento dell'esercizio in corso - in particolare sulla Milano-Newark, caratterizzato da più di una sfida.
Dalle «preoccupazioni in materia di immigrazione e restrizioni applicate all'ingresso negli Usa degli stranieri, situazione che ha suscitato una certa reticenza da parte dei turisti, a recarsi negli Stati Uniti, ma che ora si è un po’ stabilizzata», ricorda il ceo, allo scoppio del conflitto in Iran, con le conseguenze che tutti conosciamo.
«Il risultato è che la domanda non è stata così forte come ci aspettavamo» e la booking window «si è ridotta in modo piuttosto significativo: in altre parole, le persone stanno rimandando la decisione di viaggiare. E questa è la situazione attuale, cui dobbiamo adattarci. Ed è proprio quello che stiamo facendo».
L'ingresso in flotta dei nuovi aeromobili, tra il 2027 e il 2028
In questo quadro si inserisce più di un elemento positivo, a cominciare dal tanto atteso arrivo in flotta dei nuovi aeromobili: «Siamo determinati ad aumentare la nostra capacità, per offrire voli giornalieri il prima possibile. Oggi operiamo con due aeromobili A321neo. Il terzo è in arrivo: la consegna è prevista per febbraio 2027. Ci aspettavamo che la consegna avvenisse prima, ma sappiamo che oggi la situazione delle consegne è questa. Con questo velivolo potremo aprire nuove rotte in Europa da Newark. Un quarto aereo arriverà nel 2028, e sarà un A321neo Xlr che amplierà l’offerta di voli da qualsiasi destinazione da cui operiamo, in particolare in Italia, ma stiamo ancora valutando anche altre località».
I numeri della Milano Malpensa-Newark
La proposta 100% business class del vettore, abbinata a una proposta di servizi a terra e a bordo «decisamente premium» sembra avere attecchito bene sul mercato Italia, considerando che La Compagnie ha aperto la Milano Malpensa-Newark nel 2022, in pieno periodo post-Covid: «Da allora abbiamo trasportato circa 112.000 passeggeri tra le due città, e operato attorno ai 2.100 voli. Oggi proponiamo i 5-6 voli alla settimana con il traguardo di portarli a giornalieri il prima possibile, quando appunto arriverà il terzo aereo».
Il ceo evidenzia che sulla rotta da Milano il vettore «ha conquistato il 18% dei passeggeri, dato che inizia ad essere significativo, anche se penso che meritiamo di più. Aumentare la nostra brand awareness è uno degli aspetti su cui dobbiamo lavorare ulteriormente». Un traffico che per il «75% è leisure» con l'elevata componente di passeggeri americani per i quali l'Italia è destinazione di vacanza irrinunciabile.
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Da segnalare il recente inserimento al call center della compagnia di personale italiano «pronto a fornire qualsiasi tipo di risposta in lingua italiana ai passeggeri, per supportare la loro esperienza di viaggio o il prossimo viaggio che desiderano organizzare con noi. Un grande vantaggio rispetto a prima».
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[post_content] => Riyadh Air è operativa anche sulla quarta destinazione del suo network: Il Cairo. Sulla rotta vola uno dei nuovi Boeing 787-9 Dreamliner, che effettua due collegamenti al giorno. «Questa rotta fondamentale rafforza la missione della compagnia aerea di collegare il Regno con i principali hub globali e regionali e di offrire un’esperienza di viaggio e logistica di livello mondiale» afferma una nota del vettore.
Il servizio risponde infatti alla forte domanda su una delle rotte regionali più trafficate, collegando le capitali dell’Arabia Saudita e dell’Egitto.
In parallelo il vettore ha annunciato anche il debutto di una nuova rotta stagionale tra Riad e Malaga, che sarà operativa dal 14 luglio all’8 settembre 2026. Con tre voli settimanali (martedì, giovedì e sabato), questo collegamento stagionale si aggiunge a quello che unisce Riad a Madrid, già incluso nel piano iniziale del network della compagnia. Tutti i voli saranno operati con Boeing 787-9 Dreamliner.
Riyadh Air spiega che i passeggeri in partenza da Malaga potranno «collegarsi facilmente a una rete in espansione di destinazioni internazionali, tra cui Jeddah, Kuala Lumpur, Il Cairo e Dubai».
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[post_content] => Trasportare 7.000 passeggeri circa entro la fine di ottobre, con un load factor attorno all'80%: queste le stime di Egyptair per la nuova rotta tra Venezia e Il Cairo, che ha preso il via ieri, 29 giugno, con due frequenze settimanali, il lunedì e il venerdì. Circa 10.000 i posti in vendita nell'estate, con l’obiettivo di arrivare a circa 20.000 durante la winter 2026-2027, quando i voli saranno tre alla settimana.
Salah Tawfik, general manager Italia e Malta, traccia i contorni del nuovo investimento sull'Italia, «uno dei mercati europei più strategici e a più rapida crescita per Egyptair».
Il collegamento su Venezia, terzo scalo servito dopo Milano e Roma, «è pensato per servire un bacino strategico come quello del Nord-Est, con un target molto trasversale. Da un lato intercetta la domanda leisure e culturale verso l’Egitto, dall’altro risponde alle esigenze del traffico business tra l’area del Triveneto, la Slovenia e la capitale egiziana. A questo si aggiunge il traffico Vfr e il potenziale dei passeggeri che utilizzano Il Cairo come hub di prosecuzione verso altre destinazioni del nostro network, in Africa e nel resto del mondo, con particolare attenzione anche ai collegamenti verso Medio ed Estremo Oriente».
Una domanda, quella tra Italia ed Egitto, che resiste, malgrado gli ultimi mesi siano stati segnati dalla grave crisi internazionale: «Le tensioni geopolitiche possono influenzare il sentiment dei viaggiatori e generare momenti di maggiore cautela nelle decisioni di acquisto. Tuttavia - sostiene il manager - al momento non osserviamo un calo strutturale della domanda tale da modificare la nostra strategia di crescita sul mercato italiano. Al contrario, le prospettive per il 2026 restano positive, con l’obiettivo di superare quota 300.000 passeggeri trasportati dall’Italia (rispetto ai 285.000 dell'anno precedente, ndr).»
Forte enfasi è quella riservata al trade: «Il 70% del nostro fatturato netto annuale è generato dalle agenzie di viaggio italiane, che rappresentano il nostro principale canale di vendita». Il vettore vanta partnership di lunga data con i principali tour operator italiani, «inoltre, manteniamo rapporti commerciali con le principali agenzie Iata attraverso accordi dedicati, che includono regolari commissioni upfront ad hoc e adeguamenti ad hoc della commissione standard Iata in specifici periodi dell’anno».
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L'espansione globale
Se quella su Venezia è la principale novità in Europa, il 2026 di Egyptair include anche altre new entry: «In ottobre decolleranno due nuove rotte verso Zanzibar e Birmingham. Il piano per il 2027 prevede inoltre l’aggiunta di altre quattro destinazioni: Port Sudan, all’inizio dell’anno, Abha in Arabia Saudita, Damasco e Aleppo, queste ultime subordinate alle necessarie approvazioni in materia di sicurezza».
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[post_content] => Secondo il rapporto “Baggage IT Insights” 2026 di Sita, nel 2025 circa 24 milioni di bagagli registrati in stiva sono andati persi, sono stati danneggiati o consegnati in ritardo, con un costo per le compagnie aeree di 6,3 miliardi di dollari. L’Europa è la regione più problematica, mentre l’Asia-Pacifico e il Medio Oriente traggono vantaggio da infrastrutture più recenti e dall'impiego di soluzioni tecnologiche avanzate.
Il tasso di bagagli gestiti in modo inadeguato è sceso a 4,9 per mille viaggiatori, dopo una riduzione del 23 % in un anno secondo l’edizione 2026 del rapporto, che funge da riferimento per il settore. In una prospettiva a lungo termine, il progresso è notevole: «Dal 2007, il tasso di bagagli gestiti in modo inadeguato è diminuito di circa tre quarti, mentre il traffico è raddoppiato», evidenzia Sita nella sua analisi.
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