30 luglio 2025 11:05

L'allerta tsunami nelle diverse aree del Pacifico
Il terremoto di magnitudo 8.8 che questa mattina ha colpito la penisola della Kamchatka, nella parte nord orientale della Russia, ha fatto scattare l’allarme tsunami in diverse aree del Pacifico, dagli Stati Uniti al Giappone.
Il sisma, tra i sei più potenti mai registrati sul pianeta, è successivo alla serie di forti scosse verificatesi all’inizio di luglio nella stessa regione.
Secondo quanto riferisce Euronews, che cita la Cnn, il Centro di allerta tsunami del Pacifico avverte che onde tra 1 e 3 metri sopra il livello del mare potrebbero interessare le coste di Hawaii, Cile, Giappone e Isole Salomone. In Russia e in Ecuador, si temono onde superiori ai 3 metri.
Il Centro nazionale di allerta tsunami con sede in Alaska ha lanciato l’allerta per alcune zone delle Isole Aleutine, mentre le autorità americane raccomandano cautela anche lungo la costa occidentale, inclusi California, Oregon, Washington e tutte le isole Hawaii.
Il ministero delle Risorse naturali cinese ha deciso di emettere l’allerta di livello giallo in seguito al violento terremoto. Lo riferiscono i media statali di Pechino, secondo cui la misura interessa la costa orientale del Paese.
La Farnesina, attraverso il sito Viaggiare Sicuri, raccomanda “ai connazionali presenti in queste aree (della Federazione Russa, ndr) di esercitare la massima prudenza e di seguire le indicazioni delle autorità locali, evitare le zone costiere e rimanere aggiornati tramite i canali ufficiali. Si invitano tutti i connazionali a segnalare la propria presenza nel Paese registrandosi sul sito https://www.dovesiamonelmondo.it/home.html oppure scaricando la App “Viaggiare Sicuri” con geolocalizzazione attiva”.
Le medesime raccomandazioni sono valide per coloro che si trovano in Giappone, dove l’allerta tsunami è stata diramata dall’Agenzia meteorologica del Paese “per un’ampia area lungo la costa pacifica, da Hokkaido fino a Kyushu”.
I viaggiatori al momento negli Stati Uniti, possono far riferimento anche al sito Noaa (U.S. Tsunami Warning Centers).
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La crisi del Golfo continua a proiettare le sue ombre sul turismo. Ombre a cui da ieri si è aggiunta l’incertezza derivante dalle dimissioni del ministro Santanché, elemento di ulteriore destabilizzazione per gli addetti ai lavori, che proprio di recente si erano rivolti alle istituzioni per chiedere interventi immediati a sostegno delle perdite finanziarie subite in queste settimane, tra rimpatri e cancellazioni.
Aiav ha condotto un’indagine presso un campione rappresentativo di agenzie di viaggio distribuite in tutta la Penisola per fotografare l’andamento delle prenotazioni e le dinamiche del settore, tra aumento dei prezzi, rallentamento della domanda e ricerca di destinazioni alternative.
La prima evidenza è che la crisi impatta sul turismo principalmente sul piano economico: le stime per l’estate segnano un aumento medio del 5-6% sui costi delle vacanze in Italia rispetto al 2025, cui si aggiungono i rincari già visibili sui trasporti aerei dovuti al costo del carburante.
Quanto alle destinazioni, proiettando i dati raccolti su scala nazionale, si stimano tra le 6.000 e le 7.000 prenotazioni ancora in essere per i Paesi del Golfo, da riproteggere su località alternative. Un'attività resa oggi più agevole dalla progressiva riapertura delle rotte da parte delle compagnie aeree, che ha restituito agli agenti un ventaglio quasi completo di mete proponibili. La scelta è calibrata caso per caso, in funzione del percepito del cliente, del budget, del clima e del tipo di vacanza desiderata.
Per il lungo raggio crescono Stati Uniti, Canada e Far East, con la Thailandia che mantiene il suo tradizionale appeal. Ma è soprattutto l'Italia a imporsi come meta dominante, tornando al centro della domanda turistica nazionale. Non mancano purtroppo gli annullamenti: accanto a quelli legittimi relativi ai pacchetti verso le destinazioni del Golfo, si registrano anche richieste di cancellazione verso mete non interessate dalla crisi, motivate da un diffuso clima di incertezza. In questi casi, il rimborso, ai sensi del Codice del Turismo, non è previsto.
Sul fronte delle nuove prenotazioni, il sentiment generale è di attesa: “Inutile nascondere il calo delle prenotazioni, ma la sensazione è che i timori nel medio lungo termine non siano legati solo alla geopolitica, ma anche all'inflazione e al rischio di un rallentamento generale dell'economia.
Prima di prenotare le vacanze, i consumatori preferiscono comprendere se e come cambieranno i costi della vita di tutti i giorni, dalle bollette al carrello della spesa. Nell'auspicata prospettiva di una de-escalation del conflitto, siamo convinti che, dissipate le incognite economiche, la domanda potrà riprendere slancio” – ha dichiarato Fulvio Avataneo, presidente Aiav.
Sulle dimissioni del ministro del turismo, in una nota l’Associazione ha ribadito la necessità che la scelta del sostituto ricada su un profilo con competenze solide e immediatamente operativo, in grado di comprendere le specificità del settore e rispondere con efficacia alle numerose sfide che il comparto è chiamato ad affrontare.
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[post_content] => Oltre 10 milioni di euro. Questa la cifra alla quale è stata venduta Villa Joy, situata a Porto San Paolo, in Gallura, affacciata sull’isola di Tavolara. La villa, costruita a fine anni Sessanta, era appartenuta per più di cinquant’anni all’imprenditore Peppino Leone. Partito giovanissimo per lavorare nelle miniere belghe e poi negli Usa, Leone ha investito a Milano. Come si legge su Milano Finanza, per Leone il nome della villa era stato un omaggio al figlio Joy.
La tenuta in Sardegna
Villa Joy ha una piscina d’acqua salata costruita sugli scogli e ha accesso diretto a due spiagge. Non è mai stata oggetto di locazione se non in un caso: nel 2023 ha ospitato il matrimonio del figlio del re di Giordania. Sul mercato da dieci anni, la villa è stata oggetto di due questioni giudiziarie successivamente risolte.
L’acquirente è una recente conoscenza del mercato immobiliare italiano. La holding brasiliana Jhsf Capital, che fa capo all’immobiliarista José Auriemo Neto, detiene la società Tavolara Bay, che ha formalmente comprato la villa. Neto è celebre per essere il proprietario della catena di alberghi di lusso Fasano. In particolare, il Fasano di Rio de Janeiro è il punto di raccolta dei vip stranieri in visita alla città carioca.
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[post_content] => In occasione dei 20 anni di attività Emma Villas organizzerà un road show in Italia per incontrare i proprietari delle dimore di pregio che fanno parte del network.
Otto regioni coinvolte, oltre 600 ville nel portfolio e più di 200 proprietari attesi nei primi sei mesi del 2026. ll tour, iniziato con la prima tappa a Grottammare (AP), vedrà successivamente la delegazione a Roma il 10 aprile, per poi spostarsi a maggio verso il Sud Italia, tra Puglia e Sicilia, icone dell'ospitalità mediterranea. Nel corso dell'anno, gli incontri torneranno a toccare anche alta Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia, con tappe previste in Versilia, a Rimini e a Milano.
La vacanza in villa in Italia si conferma una soluzione maggiormente scelta da una clientela internazionale che desidera privacy e comfort e la possibilità di vivere il territorio in modo esclusivo.
Il mercato del vacation rental di ville di pregio continua, infatti, a essere trainato dalla domanda internazionale: nel 2025, l'85% delle prenotazioni è arrivato dall'estero, mentre la clientela italiana ha rappresentato circa il 15% del totale. Dai dati aggiornati al 2026 emerge che la Germania (17,2%), gli Stati Uniti (15,6%) e il Regno Unito (13,8%) guidano la classifica delle prenotazioni, seguiti da Italia (9,2%) e Paesi Bassi (8,3%).
Particolarmente significativa la crescita di alcuni mercati rispetto al 2025: la Germania ha registrato un aumento del +54%, gli Stati Uniti del +25% e l'Italia del +14%. Tra le nazionalità emergenti spicca inoltre l'Islanda, che negli ultimi due anni ha registrato un incremento significativo (+24% rispetto allo scorso anno), confermando l'attrattività internazionale delle destinazioni italiane per il segmento delle vacanze in villa.
«Il roadshow 2026 ha un significato profondo perché cade nell'anno del nostro ventesimo anniversario: abbiamo scelto di festeggiare questo traguardo sul territorio, confrontandoci direttamente con chi ha reso possibile la nostra storia. È un momento fondamentale per parlare di business in vista di una stagione estiva ormai alle porte, ma anche per offrire una visione solida e rassicurante in un contesto geopolitico globale così complesso e incerto – afferma Giammarco Bisogno, ad e ceo di Emma Villas - In questi vent'anni, il nostro modello di business si è evoluto anticipando i cambiamenti del mercato e rimanendo al tempo stesso fedele al proprio dna originario. Per garantire che questo approccio unico continui a generare valore, abbiamo introdotto la figura dei Key Account: professionisti che formiamo noi stessi all'interno della nostra Emma Villas Academy. Si tratta di un investimento strategico per garantire che i valori, la cura del dettaglio e il modello di gestione che hanno portato i nostri clienti a sceglierci ogni anno vengano trasferiti con assoluta coerenza nel rapporto quotidiano con i proprietari e ospiti. Il nostro obiettivo resta quello di fornire un supporto sempre più strutturato grazie ai nostri professionisti, garantendo un'ospitalità d'eccellenza che sappia rispondere alle altissime aspettative della clientela internazionale».
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[post_content] => Flessione netta dell'advance booking sulle rotte transatlantiche per l'estate 2026: i più recenti dati analizzati da Cirium mostrano un calo delle prenotazioni dall'Europa verso gli Stati Uniti del 15,34% su base annua.
E anche dagli Usa verso il continente europeo, la diminuzione è sensibile, con un meno 11,19% su base annua. In particolare, i dati elaborati dalla società di analisi del settore aeronautico (che provengono da varie fonti terze, principalmente agenzie di viaggio online e gds, e quindi non direttamente dalle compagnie aeree) mettono a confronto i viaggi in programma nel luglio 2026 con quelli del luglio 2025, per le prenotazioni effettuate tra il 7 ottobre 2025 e il 14 marzo 2026, rispetto alle prenotazioni effettuate tra il 7 ottobre 2024 e il 14 marzo 2025.
Ad oggi si registra un leggero calo rispetto ai dati del 3 febbraio, quando le prenotazioni Europa-Stati Uniti erano in calo del 14,22% su base annua e quelle Usa-Europa del 7,27%.
Interessante anche il quadro elaborato sulle singole città americane che quest'estate ospiteranno i Campionati del mondo di calcio: in questo caso i dati sulle prenotazioni mettono a confronto i viaggi in programma nel giugno 2026 con quelli del giugno 2025, per le prenotazioni effettuate tra il 7 ottobre 2025 e il 14 marzo 2026, rispetto a quelle effettuate tra il 7 ottobre 2024 e il 14 marzo 2025.
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Il mercato globale del Tax Free Shopping chiude il 2025 con un incremento del +1%, ma è l'Europa a fare la differenza, mettendo a segno un +5% che compensa la flessione del Giappone (-12%). È quanto emerge da "Insights 2026", l'evento annuale di Global Blue, leader di settore, che si è tenuto oggi a Milano. E che ha delineato alcuni cambiamenti nelle abitudini di acquisto da tenere in considerazione.
In Italia il bilancio è positivo: la spesa cresce del +3%, con una base di shopper in espansione del +10%. A dominare il mercato sono i turisti statunitensi, che rappresentano un quarto del totale. La loro spesa è trainata dagli Ultra High Net Worth Individuals, soggetti alto spendenti, (+24%), con oltre la metà del budget orientato verso orologi e gioielli. Seguono i turisti del Golfo (10%) e i cinesi (9%), che però, pur aumentando di numero, riducono il valore medio degli acquisti del -13%.
La vera sorpresa è la Generazione Z: in Italia il numero di giovani shopper è cresciuto del +28%, con una spesa in aumento del +16%. Spiccano l'orologeria (+48%) e lo sportswear (+38%), seguiti da cosmetica (+27%) e gioielleria (+26%).
Sul fronte geografico, Milano e Roma concentrano il 65% degli shopper, ma cresce l'attrattività di destinazioni come Firenze, Venezia, Capri e Verona, scelte dal 36% dei turisti. Taormina, Bellagio e Positano guidano invece le mete emergenti, con un tasso di crescita della spesa 2019-2025 dell'8,6%.
Capitolo a parte meritano le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026: nelle due settimane dei Giochi, la spesa nelle località olimpiche ha segnato un +22%, con Milano addirittura al +28%. Canada (+258%) e USA (+144%) hanno guidato la crescita, mentre gli articoli sportivi hanno registrato un'impennata del +361%. Un effetto volano che ha saputo intercettare ogni fascia di pubblico, Risultati che hanno sorpreso anche gli stessi redattori della ricerca, ma che indicano il successo dell'evento diffuso evidenziando impennate proprio nei luoghi in cui si sono svolte le gare.
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[post_content] => Il rallentamento nei flussi turistici internazionali diretti verso l’Italia, e il progressivo congelamento delle prenotazioni per la stagione primaverile ed estiva: questi i primi effetti del conflitto in Medio Oriente sul sistema ricettivo nazionale. Il quadro che emerge dall’ultimo monitoraggio dell’Associazione italiana Confindustria Alberghi, su un campione di aziende associate, delinea un impatto asimmetrico che colpisce in particolare le Città d’Arte e il segmento lusso, dove è forte la componente del mercato internazionale. L'analisi evidenzia una contrazione delle prenotazioni extra-UE, con il 62% degli operatori che segnala una diminuzione della domanda e un contestuale incremento delle cancellazioni.
L’analisi dei dati evidenzia l’impatto sul comparto lusso, dove la dipendenza dai mercati a lungo raggio è più forte. In particolare, il 67% delle strutture 5 stelle e il 65% di quelle 4 stelle denunciano un aumento delle cancellazioni da mercati extra-UE. Venezia, Roma e Firenze risentono della forte esposizione verso i mercati del Medio Oriente — Israele, Emirati Arabi, Arabia Saudita e Kuwait — e dell’Asia, con Cina e Giappone in testa.
Osservando il dettaglio di alcune destinazioni, Torino e Venezia mostrano i primi cali delle prenotazioni, che interessano rispettivamente l’80% e il 73% delle strutture intervistate. Diversa la situazione di Milano, dove la componente business funge da parziale ammortizzatore, pur senza restare immune al trend negativo. Anche sul fronte delle cancellazioni, Venezia e Roma registrano i primi aumenti legati alla clientela extra-UE, che interessano rispettivamente il 93% e l’80% delle strutture campionate, seguite da Milano con il 76%.
Temporaneo rallentamento
“In questa fase stiamo osservando un temporaneo rallentamento, con una parte della domanda che tende a rinviare le decisioni di viaggio e un mercato che si conferma più prudente, anche nelle dinamiche di prenotazione”, dichiara Confindustria Alberghi. “È però ancora presto per valutare con precisione quali potranno essere gli effetti sulle prossime settimane e sull’andamento della stagione, perché l’evoluzione della situazione resta incerta. Proprio per questo è importante mantenere uno sguardo realistico ma equilibrato: l’Italia continua a essere una destinazione solida e attrattiva, ma sarà necessario monitorare con attenzione l’andamento delle prenotazioni per comprendere meglio gli sviluppi futuri”.
Il quadro logistico globale appare oggi fortemente compromesso: come emerge dalle recenti analisi del World Travel & Tourism Council (WTTC), la cancellazione di oltre 43.000 voli e le pesanti restrizioni agli spazi aerei hanno innescato un’impennata dei costi operativi e delle tariffe, con riflessi critici sulla programmazione dei viaggi per la stagione pasquale ed estiva. Secondo le stime attuali dell'organismo internazionale, l’instabilità in Medio Oriente rischia di bruciare ogni giorno 600 milioni di euro a livello globale, colpendo duramente l'intera catena del valore del turismo. In questo scenario, sebbene il mercato domestico mostri una tenuta relativa con un incremento delle cancellazioni limitato al 12%, la contrazione dei flussi internazionali pone seri dubbi sulla redditività delle strutture nel breve-medio periodo.
Confindustria Alberghi sottolinea come l’incertezza attuale stia portando a un congelamento delle prenotazioni. La criticità non riguarda solo il Medio Oriente, ma si estende anche ad altri mercati chiave come l’Australia, l’Iran e, in misura minore, gli USA, che iniziano a dare segni di contrazione. L’aumento dei costi dei voli, infatti, funge da ulteriore deterrente: i lunghi viaggi verso l’Europa diventano così meno accessibili. Un contesto complesso che l’Associazione continuerà a monitorare con attenzione per valutarne gli effetti sul settore alberghiero.
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[post_content] => Segno più per il numero di visitatori in Giappone durante il mese di febbraio: l'incremento del 6,4%, rispetto all'anno precedente, ha stabilito un nuovo record mensile, nonostante il calo dei turisti cinesi a causa del persistere delle tensioni diplomatiche in corso tra i due paesi.
Secondo l'Organizzazione nazionale del turismo del Giappone - Jnto - il mese scorso i turisti in arrivo sono stati complessivamente 3,46 milioni, mentre gli arrivi dalla Cina sono diminuiti del 45% attestandosi a 396.400.
Jnto sottolinea che queste cifre sono state in parte favoriti dal fatto che quest'anno le festività del Capodanno lunare sono cadute a febbraio, anziché a fine gennaio (come nel 2025).
Al Festival dei ciliegi in fiore di Kawazu, nel Giappone orientale, noto per i suoi ciliegi a fioritura precoce che iniziano a sbocciare all'inizio di febbraio, il calo dei turisti cinesi è stato notevole, ha affermato Hoshi Mori, direttore dell'associazione turistica della città.
Ciononostante, il festival ha attirato circa 630.000 visitatori, il numero più alto dal 2022, grazie a un aumento dei turisti nazionali e di quelli provenienti da Taiwan.
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[post_content] => Una domanda di viaggio dinamica, che si traduce in una crescita solida nelle destinazioni europee e americane: è la fotografia scattata da Civitatis sui trend delle prenotazioni per la prossima settimana di Pasqua dall'inizio del conflitto in Medio Oriente.
I dati della piattaforma specializzata nella prenotazione di tour e attività, mostrano che i viaggiatori stanno dando priorità alla sicurezza e alla ricchezza culturale di destinazioni consolidate. Senza tralasciare mete come il Giappone o il Sud-est asiatico, che continuano a raccogliere numerose prenotazioni, le aree geografiche che hanno registrato la maggiore accelerazione nell'ultima settimana sono - a livello europeo - Atene, Budapest, Siviglia o Cracovia registrano una crescita spettacolare. In Italia, Napoli, Roma, Firenze e Venezia guidano la domanda, insieme a Torino, Milano, Matera e le isole.
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Il turismo della salute come risorsa alla stagionalità e alla gentrificazione, le terme come motore di sviluppo territoriale, un sistema nazionale del benessere da costruire su nuove basi legislative e scientifiche. Alla Bmt di Napoli Federalberghi Terme ha lanciato il modello dell'economia del benessere integrata con i territori, evento aperto dall'intervento del Ministro del Turismo, Daniela Santanchè che ha richiamato anche il ruolo delle ZES come possibile strumento di valorizzazione del comparto.
Risultati positivi e incoraggianti per il settore nel 2025: il turismo termale italiano ha registrato 24 milioni di presenze per un valore complessivo di circa 5 miliardi di euro, di cui 2 miliardi legati alle strutture con alloggio e ristorazione, 2 miliardi di euro ai servizi accessori e al territorio, 1 miliardo di euro allo shopping.
Riforma strutturale
Oltre 300 stabilimenti attivi in tutta la penisola, "ma il comparto auspica una riforma strutturale, all'elevata domanda non sempre corrisponde un'offerta adeguata ai nuovi modelli di turismo e benessere - ha sottolineato Emanuele Boaretto, Presidente Federalberghi Terme - le terme devono essere destinazioni integrate capaci di rispondere ai nuovi stili di vita - inoltre, è necessario far conoscere la ricerca scientifica che c'è dietro il sistema termale e andare oltre l'offerta relax, deve diventare leva strategica per la valorizzazione delle aree interne e meno frequentate dai circuiti turistici tradizionali".
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Proposta
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(Manuela Ippolito)
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