6 February 2026

Direttiva europea. Come al solito nessun accenno alle compagnie aeree

A costo di essere ripetitivo, ma la pedagogia e la psicoanalisi ci dicono che la ripetizione è uno dei modi dell’apprendimento qualitativo, vorrei aggiungere un punto sulla direttiva appena approvata dalla Commissione europea per il mercato interno e la protezione dei consumatori. Allora partiamo dal fatto che agenzie e operatori hanno dovuto condurre una battaglia all’ultimo sangue per ammorbidire la bozza sulla quale si sarebbe deciso.

Una guerra che ha visti coinvolte tutte le associazioni (con l’aiuto del ministero) che si vedevano già sull’orlo del fallimento se fosse passata la risoluzione iniziale. Adriano Apicella aveva detto giustamente che se fosse passata quell’idea di direttiva sarebbe stata peggio del covid. E aveva ragione. Alla fine si è trovato un compromesso che ci fa dire che il bicchiere è mezzo pieno.

Vettori

Bene. Il punto è che nessuno si è accordo della grande assenza all’interno della direttiva. La grande assenza del trasporto aereo. Eppure i consumatori affollano gli aerei per andare da un posto all’altro. E negli ultimi anni i fallimenti delle compagnie sono stati parecchi. Come è possibile che la Commissione europea per il mercato interno e la protezione dei consumatori non consideri anche questa questione. 

Per quale motivi le compagnie aeree possono fare il bello e il cattivo tempo sulle spalle dei consumatori? Appena tocchi i bagagli subito la Iata con fare aggressivo e prepotente redarguisce coloro che hanno osato mettere il naso nelle loro faccende. E’ arrivato il momento di fare abbassare la testa a questi signori. I passeggeri sono consumatori, e come consumatori vanno tutelati come i clienti delle agenzie e dei to.

Una risoluzione deve essere presa. Non è più possibile che nell’epoca delle tutele solo le compagnie aeree possano fare ciò che vogliono.

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