27 March 2026

Se la Direttiva dovesse passare, ci si può rivolgere alla giustizia europea.

Direttiva pacchetti. Voglio riprendere, ma solo per rendere più evidente la situazione della nuova Direttiva pacchetti. Il 26 giusgno ci sarà la votazione finale e il quadro generale non è positiva per il turismo organizzato. Infatti solo l’Italia è contraria a questo provvedimento e e sta chiedendo  delle modifiche senza le quali si metterebbe in difficoltà il settore. Gli altri paesi, non si riesce a capirne il motivo, sono tutti schierati a favore. Per cui il giorno del voto, se le cose rimangono così, l’Italia sarà in minoranza e la Direttiva passerà.

I punti nodali

Ricordo che la Direttiva prevede  nell’articolo 5 bis il limite del 25% per gli acconti dei pacchetti turistici e la richiesta del saldo non prima di 28 giorni dall’inizio del pacchetto. E inoltre  il recesso soggettivo con il rischio che potrebbe essere interpretato per qualsiasi ipotesi di  impedimento personale del consumatore.

E questo sarebbe un modo per impedire alle agenzie e agli operatori di vivere. Perché non è compatibile con una gestione finanziaria adeguata.

Allora se la Direttiva dovesse passare le associazioni e il governo italiano hanno la possibilità. Qualora venga il provvedimento fosse ritenuto iniquo (e lo è) di rivolgersi al Tribunale dell’Unione europea o alla Corte dei giustizia di giustizia dell’Unione. Mi sa che dovremo prendere questa strada.

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