12 June 2026

British Airways: tariffe di business class più elevate per recuperare i costi del fuel

british airwaysBiglietti in business class più cari per chi sceglie di volare con British Airways: è questa una delle iniziative del gruppo Iag che tenta di recuperare parte dei 2 miliardi di euro di costi aggiuntivi per il carburante, causati dal conflitto con l’Iran.

Secondo quanto specificato dal gruppo in occasione della presentazione dei risultati del primo trimestre 2026, le tariffe per le cabine premium e le rotte a lungo raggio di British subiranno aumenti “più elevati” rispetto a quelli di altri vettori come Aer Lingus e Iberia. L’aumento delle tariffe e il taglio dei costi contribuiranno a recuperare circa il 60% dei 2 miliardi di euro di perdite subite a causa dell’impennata del prezzo del jet fuel.

La società ha spiegato che il conflitto avrà un «impatto sostanziale» sull’andamento del 2026 e inciderà sugli utili, pur avendo registrato un aumento del 77% degli profitti al lordo delle imposte nei primi tre mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo 2025.

Iag ha ritirato le previsioni di utile annuale durante la presentazione dei risultati dell’intero esercizio, lo scorso febbraio.

Intanto, la scorsa settimana, il gruppo aereo ha dichiarato di aver coperto circa il 70% del carburante necessario per l’anno, ma di prevedere un aumento dei costi complessivi a 9 miliardi di euro, rispetto ai 7 miliardi previsti in precedenza.

Attualmente il gruppo non prevede alcuna interruzione dei voli estivi a causa della carenza di carburante. «Prevediamo di operare tutti i voli previsti dall’operativo estivo», ha affermato Gallego, che però ha avvertito: «Se l’attuale conflitto continuerà a limitare i flussi sia di petrolio greggio che di carburante per aerei dal Medio Oriente, esiste il rischio che le forniture di carburante per aerei subiscano restrizioni a livello globale».

Intanto, gli utili al lordo delle imposte tra gennaio e marzo sono saliti a 422 milioni di euro, dai 239 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso; i ricavi sono aumentati dell’1,9% a 7,2 miliardi di euro e nei tre mesi sono stati trasportati 26 milioni di passeggeri, con un aumento inferiore all’1%. 
«Sebbene il primo trimestre sia stato relativamente poco influenzato dal conflitto in Medio Oriente, prevediamo che questo avrà un impatto più sostanziale nel corso del resto dell’anno, man mano che l’aumento del costo del carburante inizierà a manifestarsi». 

Iag ha ridotto le previsioni di crescita della capacità, dal 3% all’1% nel secondo trimestre, per poi passare al 2% nel terzo.

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L’iniziativa sarà fondamentale per rafforzare le competenze locali e innalzare ulteriormente la qualità complessiva dell’offerta turistica».\r\n\r\nTre le direttrici principali: la promozione istituzionale, lo sviluppo aeroportuale e l’evoluzione dell’offerta territoriale. Di pari passo lo sviluppo dei collegamenti aeroportuali sarà concentrato su precisi mercati chiave: Regno Unito, Germania, Francia e Spagna oltre al mercato domestico. Resta da vincere la sfida storica della destagionalizzazione, la radicata mentalità commerciale che spinge molti operatori a chiudere i battenti a fine estate. Per scardinare queste resistenze è già in programma l’attivazione di corsi di formazione specifici per gli operatori locali. 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