6 October 2026

Rocco Forte pronto a raddoppiare il portfolio in cinque anni

Rocco Forte

“Con ogni probabilità in cinque anni raddoppieremo il nostro portfolio”. A rivelarlo, Sir Rocco Forte, in occasione dell’edizione 2024 dell’Italian Hospitality Investment Conferenze, organizzata a Roma da Thrends e Teamwork. D’altronde l’approdo in società del fondo sovrano saudita Pif a fine dicembre, tramite l’acquisizione del 49% della compagnia, ha apportato un’iniezione di liquidità importante. Un fattore che ora consente al gruppo italo-britannico di pensare davvero in grande: “A cominciare dalle operazioni di rinnovamento delle nostre strutture già esistenti, per le quali investiremo una cifra attorno ai 45 milioni di euro, circa il doppio di quanto facevamo prima”.

In tema di sviluppo, gli ultimi tempi hanno visto inoltre una serie di annunci importanti per Rocco Forte, soprattutto sull’Italia: da Noto, terza proprietà in Sicilia, con Palazzo Castelluccio, a Napoli, con l’all suite Palazzo Caravita di Sirignano, passando per la Puglia, dove il relais del Cardinale di Fasano si aggiungerà alla masseria Torre Maizza. “E poi a Milano, dove dopo un po’ di ritardo, dovremmo inaugurare a breve il nuovo The Carlton“. Focus sull’Italia, dunque, destinazione nella quale la compagnia già genera circa la metà del proprio business e in cui non mancano ulteriori obiettivi. In fondo, il Paese vanta una sorta di primato importante per l’hotellerie, “con 12/15 grandi e piccole destinazioni in cui è possibile rimanere costantemente sopra i mille euro di tariffa media a notte“.

Ma non solo: “Noi rimaniamo una realtà internazionale. Tanto più che circa il 45% della nostra domanda proviene dagli Usa. Puntiamo quindi a espanderci anche altrove: in Francia, Spagna, ovviamente negli Stati Uniti, così come ad Abu Dhabi e in Arabia Saudita, dove oggi c’è un grandissimo fermento”. E i nuovi capitali da questo punto di vista possono pure rivelarsi utili a diversificare i modelli di sviluppo: “Io continuo a preferire i contratti di affitto, perché in questo modo si mantiene un maggior controllo sulle proprietà, ma è innegabile che avere accesso a liquidità importanti ci consente di essere più competitivi pure in tema di management contract, per cui spesso occorre contribuire con key money“.

Tutto ciò ovviamente comporterà pure delle sfide. E di questo Sir Rocco Forte è perfettamente consapevole: “Oggi la nostra è una società ancora a controllo familiare, visto che ne deteniamo il 51%. E’ certo però che il raddoppio del numero degli hotel imporrà un ripensamento dei nostri processi organizzativi, per adattare il nostro format di conduzione a trazione familiare alle nuove dimensioni“. Il tutto però, ha sottolineato il presidente della compagnia, sforzandosi di non perdere quella capacità di relazione con i singoli collaboratori che da sempre ha caratterizzato la gestione Rocco Forte: “Perché le persone amano lavorare per qualcuno che capiscono e che sentono vicino, piuttosto che per un astratto headquarter lontano “.

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La solida domanda interna ed europea, unita a un forte potere di prezzo, ha permesso al Paese di superare i competitor continentali dimostrandosi così più resiliente rispetto a mercati legati alle fluttuazioni di calendario o dinamiche temporanee.\r\n\r\nLe tensioni geopolitiche e i grandi eventi estivi, come i mondiali di calcio, hanno frenato i viaggi dal Nord America, causando una contrazione del 12% dei pernottamenti a lungo raggio dagli Stati Uniti a partire da marzo 2026, come spiegato da Pohl. Nonostante questa flessione, la crescita dei prezzi medi in Italia è stata compensata dalla domanda domestica e intra-europea, supportata dalla capacità del network Bwh Hotels di generare flussi da mercati alternativi. Le previsioni a medio termine restano ottimistiche, trainate da una domanda costante di viaggi esperienziali e di alta qualità.\r\n\r\nRisultati 2026: ricavi in crescita del 4% e occupazione stabile\r\n\r\nNel 2026 gli hotel italiani vedono ricavi in crescita del 4% e un'occupazione stabile in tre quarti delle destinazioni su oltre il 75% delle destinazioni nazionali. Il gruppo conferma, così, l'Italia come mercato prioritario con 11 hotel in via di sviluppo e l'obiettivo di raggiungere quota 20 strutture per WorldHotels nell'area Italia e Sud-Est Europa entro la fine dell’anno. «La nostra ambizione è crescere in modo selettivo, - sottolinea Pohl -. Puntiamo su strutture con un'identità forte nel Sud Italia, nelle città d'arte principali come Roma e in mete secondarie ad alto valore culturale». 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