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9 gennaio 2012 10:21
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OFFRO COLLABORAZIONE ESTERNA, PER AVVIO STRUTTURA RICETTIVA, START-UP, CONSULENZA. SICILIA.
Tel. 334 3896199.
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La guerra nel Golfo non ha soltanto fatto lievitare il prezzo del cherosene per gli aerei, ma ha anche influenzato il costo dei servizi accessori che, come rileva il Corriere della Sera, vengono acquistati da circa il 40% dei passeggeri sulle low cost e dal 5-10% dei viaggiatori sulle aviolinee tradizionali. Se questa logica potrebbe avere una sua spiegazione nel caso di bagaglio addizionale, che fa aumentare il consumo di jet fuel, altrettanto non si può dire per la semplice scelta della poltrona.
Quel che è certo è che, in base alle analisi effettuate dal Corriere della Sera su dati forniti dalle piattaforme specializzate, la tariffa media su scala globale (considerando i voli interni, internazionali e intercontinentali) è superiore del 24% di quella di un anno fa. Il tema è però anche quello dei servizi ancillari. Nei giorni scorsi Lufthansa ha annunciato l’introduzione della tariffa che non prevede il bagaglio a mano, ma solo uno zainetto.
Il peso delle ancillary
Tracciare l’andamento delle "ancillary" non è immediato. A differenza delle tariffe base che si possono trovare anche sulle piattaforme specializzate, gli ancillary vengono acquistati solo su richiesta del cliente, spesso in un secondo momento. Non solo: come per le tariffe anche nel caso di questi servizi extra il loro costo varia nel tempo.
La simulazione effettuata dal Corriere della Sera, che copre voli low cost su circa 200 rotte intra-europee, restituisce un quadro allarmante. Questa primavera l’imbarco prioritario risulta più caro del 17% rispetto a un anno fa (e a parità di rotta), facendo una media tra Ryanair, easyJet, Wizz Air, Volotea e Vueling. Sono rincarate in modo più deciso le voci relative al bagaglio in stiva: quello piccolo del 24%, quello grande del 21%. Ma è in particolare la selezione del posto - opzione che non ha impatti sul consumo di cherosene - a mostrare i rincari maggiori, tra il 33 e il 40%.
Le low cost ribattono che questi servizi aggiuntivi non sono obbligatori. Certo è che aiutano le casse dei vettori: secondo una stima di IdeaWorksCompany «rappresentano ora il 15,7% del fatturato totale delle compagnie».
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Ad un mese dalla prima rilevazione, il mercato del turismo organizzato italiano registra un deciso peggioramento, con un passaggio da fase di difficoltà a fase di contrazione diffusa e strutturata.
È quanto emerge dall’aggiornamento dell’Osservatorio Aidit Federturismo Confindustria, realizzato il 21 aprile 2026 su un campione di 336 agenzie di viaggio distribuite su tutto il territorio nazionale. Ricordiamo che le agenzia in Italia sono 8000, quindi 336 sono un campione abbastanza residuale sul quale fare dichiarazioni così forti.
I dati evidenziano deterioramento rapido e generalizzato rispetto alla precedente rilevazione: il 94,3% degli operatori segnala un calo del business (era l’83,5%); il 70,3% registra un calo marcato, contro l’11,5% rilevato poche settimane prima nessun operatore (0%) prevede una crescita nel 2026
Un’evoluzione che, come evidenziato nell’analisi dell’Osservatorio, segna il passaggio da una fase di incertezza a una condizione di difficoltà consolidata del mercato .
Oltre alle vendite in contrazione, all’aumento di richieste di sicurezza e garanzie (26,4%), emerge il fenomeno del rallentamento delle decisioni da parte dei clienti. Il posticipo delle decisioni di acquisto è stato riscontrato dal ben il 61% delle agenzie. Non si tratta quindi di una crisi della domanda, ma di una crisi di fiducia, che coinvolge il 67,5% dei clienti.
Il cliente continua a desiderare il viaggio, ma lo affronta con una logica difensiva, valutando ogni scelta in termini di rischio.
Uno degli elementi più critici emersi nell’aggiornamento riguarda l’impatto dell’informazione, in particolare sul tema del carburante aereo. La disinformazione e l’allarme jet fuel hanno esercitato un tragico effetto amplificatore.
Il 53% dei clienti manifesta preoccupazioni legate al jet fuel, più che per il conflitto in se (30,4%) e per l’aumento dei costi (15,7%).
Nel complesso, i clienti appaiono più confusi (63,7%), più prudenti (15,4%) e con una accresciuta esigenza di consulenza generale (14,5%).
L'informazione
Il 100% degli operatori segnala un impatto significativo dei media sulla domanda (il 77% gli attribuisce un ruolo determinante nel calo delle vendite), il 93% dichiara di dover correggere informazioni errate o distorte.
Si evidenzia quindi un fenomeno nuovo: il cliente arriva già informato, ma spesso su basi non corrette, con un effetto diretto sulla propensione all’acquisto.
Relativamente alla nuova geografia turistica, oltre all’annullamento pressoché totla del Medioriente, soffrono in particolare l’Egitto (45%) e la Turchia (37,8%). Non recupera posizioni neanche il Nord America, la destinazione USA resta molto sottotono (10,5%), contrariamente a quello che ha da sempre rappresentato per il turista italiano.
Pur non riuscendo a compensare i cali sulle destinazioni penalizzate, risultano in crescita soprattutto: Italia (57,7%), Europa - short break – 18,1%, crociere 12,9%.
Si consolida quindi una scelta orientata a prossimità e stabilità percepita. In questo contesto, emerge con forza il ruolo della distribuzione organizzata: cresce la richiesta di supporto e accompagnamento il 96,1% degli operatori richiede strumenti mediatici per contrastare la disinformazione
«I dati evidenziano un peggioramento netto e rapido del mercato, ma anche una chiave di lettura precisa: non siamo di fronte a una crisi della domanda turistica, ma a una crisi di fiducia che blocca il processo decisionale - dichiara Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria - In questo contesto, l’esposizione mediatica su temi come il jet fuel sta contribuendo ad amplificare l’incertezza, generando percezioni non sempre allineate alla realtà operativa. Il risultato è un cliente più informato, ma anche più disorientato.»
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[post_content] => Con l’Italia al secondo posto tra i mercati esteri nei primi due mesi del 2026, Lloret de Mar ha scelto Milano per fare il punto su dati, offerta e strategia: «Si tratta di una destinazione che lavora tutto l’anno», afferma Elizabeth Keegan, direttrice del turismo, un posizionamento su cui Lloret de Mar sta costruendo la propria strategia di medio periodo.
I numeri supportano l’approccio. Nel 2025 la Catalogna ha registrato 1,42 milioni di turisti italiani, 6,33 milioni di pernottamenti e una spesa media giornaliera di 156,15 euro: Italia quinto mercato estero. Nei primi due mesi del 2026 l’accelerazione è netta: 190.600 turisti italiani, 1,15 milioni di pernottamenti, permanenza media di 6,02 giorni e Italia che sale al secondo posto tra i mercati esteri, con 4 milioni di posti aerei offerti su 21 aeroporti collegati con quelli strategici per Lloret de Mar, ovvero Barcellona (80 km) e Girona (30 km).
Quinta destinazione in Spagna per il segmento sole e spiaggia in termini di posti letto alberghieri e terza in Catalogna per gettito fiscale turistico, Lloret de Mar conta oltre 1,2 milioni di viaggiatori l’anno e 29.000 posti di alloggio distribuiti lungo 9 chilometri di costa. L’offerta combina sette spiagge - tra cui la Cala Sa Boadella, riconosciuta tra le European Best Destinations - con 32 kmq di superficie boschiva, sentieri costieri e un programma outdoor strutturato che raggruppa 12 operatori specializzati sotto il marchio Lloret Adventure.
Le linee strategiche presentate si articolano su quattro assi: riqualificazione, sostenibilità, accessibilità e valorizzazione della comunità. Lloret è tra le sole otto Destinos Turísticos Inteligentes in Spagna, la prima destinazione ad aver adottato il sistema Sgd Destinos di Bioscore — con 59 spazi certificati — e collabora dal 2018 con la Fundació Alícia per sviluppare una strategia volta a promuovere una proposta gastronomica sana e per tutti (Associació Celíacs de Catalunya).
Il turismo sportivo è un segmento consolidato, con la Ryder Cup 2031 come appuntamento di riferimento sul lungo periodo. Il Lloret Convention Bureau presidia invece il Mice, con 18.000 posti letto in 4 e 5 stelle, tre centri congressi, un auditorium da 1.000 delegati e oltre 80 sale riunioni.
Sul fronte del calendario, il 2026 porta in Catalogna una serie di eventi con un forte richiamo internazionale: Barcellona Capitale Mondiale dell’Architettura, centenario della morte di Gaudí con il completamento architettonico della Sagrada Família, Grand Départ del Tour de France e inaugurazione del nuovo Spotify Camp Nou.
(Micòl Rossi)
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[caption id="attachment_510621" align="alignleft" width="300"] Elie Younes[/caption]
Radisson Hotel Group continua nel percorso di crescita e sviluppo. Nel corso del 2025 la catena ha visto Radisson Blu imporsi come marchio upper-upscale in Europa, con una presenza in 154 città. Parallelamente, ha sviluppato nuove partnership strategiche, tra cui The Medlock, a Radisson Blu Hotel presso l’Etihad Stadium del Manchester City, la collaborazione con Mimco Group per The Butler e con Byron Gestion per il Radisson Hotel Cannes Seaside.
La sostenibilità e lo sviluppo responsabile si confermano centrali nella strategia di lungo termine di Radisson Hotel Group, come evidenziato dall’apertura dei primi due hotel net zero del settore: il Radisson Hotel Manchester City Centre e il Radisson Red Oslo City Centre, entrambi certificati Verified Net Zero.
«La fiducia dei nostri proprietari nei nostri brand e nel nostro team è per noi fondamentale. Continuiamo a creare valore e opportunità per investitori e ospiti in tutti i segmenti e mercati, dal midscale al lifestyle, dal lusso ai resort, fino a nuovi segmenti alternativi. Lo slancio degli ultimi anni, insieme alla competenza e alla determinazione dei nostri team, ci consentirà di rafforzare crescita, resilienza e opportunità nel 2026 e oltre» ha detto Elie Younes, executive vice president e global chief development officer di Radisson Hotel Group.
I risultati 2025
In Cina, Radisson Hotel Group ha firmato e aperto 170 hotel durante l’anno, portando il portafoglio a quasi 300 strutture. La crescita si è concentrata nei segmenti midscale e upper midscale, trainata da Country Inn & Suites by Radisson.
L’India ha continuato a distinguersi come uno dei mercati più dinamici del gruppo. Radisson Hotel Group ha superato il traguardo dei 200 hotel tra strutture operative e in fase di sviluppo.
Nell’area Emea, il gruppo ha registrato circa 70 firme e aperture, con un’attenzione continua all’Europa meridionale, al Regno Unito, alla Francia, alla Germania e alla Polonia. Tra i principali risultati figurano le firme di The Medlock, un Radisson Blu Hotel in partnership con il Manchester City Football Club; Banke Opera Paris, un Radisson Collection Hotel; Radisson Red Bucharest Old Town; Radisson Serviced Apartments Coy Sheikh Zayed City in Egitto; Prize by Radisson Osnabrück in Germania, il primo hotel Prize con il nuovo concept di interior design; Radisson Oriente Hotel Barcelona.
L’espansione guidata dal leisure ha continuato a rappresentare un fattore chiave, con il portafoglio resort di Radisson Hotel Group che ha superato le 160 strutture a livello globale. Tra gli sviluppi più rilevanti figurano Atiara Ubud Bali, un Radisson Collection Resort; Radisson Blu Resort & Spa, Çeşme;un urban resort a Bruxelles, Radisson Collection The National Hotel, Brussels.
Forte anche la crescita in Italia, con nuove aperture a Nord e Centro Italia. Tra gli sviluppi più rilevanti sotto la firma Radisson Collection figurano Palazzo San Gottardo Lake Como, a Radisson Collection Hotel e Palazzo Sanzio Rome, a Radisson Collection Hotel, mentre a Firenze è stato inaugurato il Radisson Blu Hotel, Florence.
[post_title] => Radisson Hotel Group: le tappe della crescita e il futuro
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[post_content] => AmaWaterways ha celebrato il battesimo della sua nuova nave fluviale, AmaSofia, con una cerimonia speciale sul Reno.
La celebrazione alla presenza di 1.200 agenti di viaggio è stata ospitata su tre navi della compagnia di crociere fluviali: AmaPrima, AmaVenita e AmaSofia. La madrina della nuova nave, Sarah Little, vicepresidente senior per lo sviluppo commerciale di Asta, ha battezzato ufficialmente la nave durante la cerimonia.
«Le navi prendono vita grazie alle persone, dall'equipaggio agli ospiti, fino ai consulenti di viaggio - ha dichiarato Catherine Powell, ceo di AmaWaterways -. Siamo onorati che Sarah Little sia la madrina di AmaSofia. La sua leadership e il suo impegno a favore dei consulenti di viaggio rappresentano tutto ciò che apprezziamo come azienda, ed è significativo vederla guidare AmaSofia verso il suo futuro circondata da così tanti adv».
Un nuovo marchio
Come riporta TravelDailyNews, AmaSofia è la prima nave di AmaWaterways a sfoggiare il nuovo marchio e i colori rinnovati della compagnia in Europa. La nave può ospitare fino a 154 passeggeri in 76 cabine, con suite che raggiungono circa 32 metri quadrati. Gli ospiti potranno usufruire dei servizi esclusivi per cui AmaWaterways è rinomata, tra cui il design con doppio balcone e l'esperienza culinaria speciale del tavolo dello chef.
AmaSofia ha inaugurato la stagione 2026 in anticipo sul Reno, consentendo ad AmaWaterways di celebrare questo traguardo insieme ai suoi partner consulenti di viaggio. Nei mesi di aprile e maggio, la nave effettuerà escursioni sul Reno, tra cui il popolare itinerario "Castelli del Reno e Alpi svizzere".
A giugno, AmaSofia si trasferirà sul Danubio, con la sua prima partenza prevista per il 7 giugno. Durante l'anno, opererà diversi itinerari molto apprezzati, tra cui "Il Danubio Romantico", "Melodie del Danubio" e "Mercatini di Natale sul Danubio", navigando principalmente tra Budapest e Vilshofen. «Mentre continuiamo a crescere, il nostro impegno rimane lo stesso: nei confronti dei nostri ospiti e dei nostri partner agenti di viaggio - ha aggiunto Powell -. Il battesimo di oggi non riguarda solo l'accoglienza di una nave nuova sui fiumi d'Europa, ma anche la celebrazione del percorso che stiamo intraprendendo insieme».
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[post_content] => Cipro sta inevitabilmente pagando il conto del conflitto in Iran, anche sul fronte turistico, con un “calo delle prenotazioni” nei giorni successivi all'attacco statunitense-israeliano: lo conferma il viceministro del turismo del Paese, Costas Koumis, ripreso da Cyprus Mail.
E questo malgrado Cipro «sia stata, sia e sarà sempre una destinazione sicura»: secondo i dati forniti dal Statistical Service of Cyprus nel 2025 l'isola è stata visitata da 1,44 milioni di britannici, 277.000 tedeschi e quasi 375.000 polacchi.
Al momento, «Abbiamo sospeso i collegamenti verso le aree coinvolte nel conflitto ma stiamo operando alcuni voli per il rimpatrio di cittadini europei rimasti in quei territori - precisa Marzio Scamolla, international commercial manager della compagnia aerea cipriota -. Per contro, tutti i nostri voli europei, dalla Francia e dall'Italia, Parigi e Milano per Larnaca, stanno operando come da programma».
Il vettore è particolarmente attento alle esigenze del trade: «Vista la situazione, abbiamo reso la nostra regolamentazione gruppi molto più flessibile, eliminando i depositi per gruppi fino a 30 passeggeri, e autorizzando la cancellazione anche totale del gruppo 60 giorni prima della partenza. Stiamo quindi chiedendo agli operatori di inviarci o mantenere la loro programmazione in modo da monitorare la situazione ed avere il tempo di decidere senza per questo rischiare dal punto di vista economico».
Scamolla sottolinea come la compagnia continui «a monitorare la situazione per mantenere i nostri agenti e operatori sempre informati. Diversi gruppi di turisti stranieri hanno iniziato a viaggiare verso Cipro per le proprie vacanze e le cancellazioni riguardano maggiormente i turisti provenienti dalle aree colpite. Devo anche dire che la situazione è tranquilla: a parte l'episodio all'inizio del conflitto, Cipro non ha più subito alcun attacco e la vita sull'isola procede in maniera tranquilla».
I piani di sviluppo della compagnia aerea al momento non sono cambiati: «Sono stati riconfermati tutti i voli previsti per la prossima stagione estiva come Venezia e Barcellona. Inoltre annunceremo a breve l'apertura di nuovi collegamenti da Monaco e Madrid per Larnaca».
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[post_content] => Aprirà i battenti il prossimo 6 marzo la lounge totalmente rinnovata di Korean Air all'aeroporto internazionale di Los Angeles, segnando una tappa importante nel continuo investimento della compagnia aerea nell'esperienza premium dei passeggeri e nella trasformazione del marchio globale.
Progettata dalla società di design Ltw Designworks con sede a Singapore, la lounge ha richiesto 22 mesi per essere completata. Essendo la prima lounge all'estero ad essere rinnovata in vista dell'integrazione di Korean Air con Asiana Airlines, la struttura introduce la filosofia del marchio in evoluzione di Korean Air, incorporando al contempo elementi della sua ricca tradizione.
La lounge rinnovata si estende su due livelli: la First Class Lounge al 6° piano e la Miler Club & Prestige Class Lounge al 5° piano. Con una superficie totale di 1.675 metri quadrati, 1,27 volte più grande della struttura precedente, è ora la più grande lounge gestita direttamente da Korean Air all'estero.
Situata ai piani superiori del terminal, la lounge è dotata di finestre a tutta altezza e di una terrazza con balcone che offre una vista panoramica sull'interno dell'aeroporto, creando un ambiente aperto e confortevole per i passeggeri.
Oltre alla ristorazione, la lounge è stata progettata con cura per soddisfare le diverse esigenze dei passeggeri, con aree business dedicate, spazi con posti a sedere per famiglie e docce premium per rinfrescarsi prima del volo.
Con il rinnovo della lounge a Los Angeles, Korean Air mira a rafforzare ulteriormente la propria presenza come compagnia aerea leader a livello mondiale. L'aeroporto Usa funge infatti da gateway principale di Korean Air in Nord America e da hub chiave che collega Asia, Stati Uniti e America Latina.
La lounge sarà accessibile ai passeggeri Korean Air idonei e ai clienti premium che viaggiano con le compagnie aeree partner SkyTeam, offrendo ai viaggiatori internazionali l'opportunità di sperimentare l'ospitalità distintiva di Korean Air.
Dopo l'apertura della lounge a Los Angeles, Korean Air intende continuare ad ampliare e migliorare la propria infrastruttura di lounge nei principali hub globali: entro fine anno verrà inaugurata quella situata al Jfk di New York.
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[post_title] => Korean Air: operativa dal 6 marzo la rinnovata lounge all'aeroporto di Los Angeles
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[post_content] => C’è il turismo tra gli elementi focali dello sviluppo economico di Cabo Verde, che con un’incidenza di oltre 20% sul Pil nazionale - e una crescita del 16,5% nel 2024 - è sempre più foriero di ulteriori investimenti sull’arcipelago.
Questo uno dei temi al centro del Business Forum Cabo Verde-Italia 2026, che ha portato a Milano una delegazione ministeriale capoverdiana alla ricerca di partner italiani per proseguire la crescita turistica e immobiliare ma con uno sguardo aperto, che si allunga alla Blue economy come pure al potenziale posizionamento dell’arcipelago come tech hub atlantico, con infrastrutture moderne e connettività avanzata. Presenti, tra gli altri, il ministro della promozione degli investimenti e dello sviluppo imprenditoriale, Eurico Monteiro e della Console onoraria a Milano Edna Lopez, insieme al ceo di Cabo Verde TradeInvest, Jailson Oliveira.
Con circa 1,17 milioni di arrivi nel 2024, l’obiettivo dichiarato è quello che punta al raddoppio dei flussi turistici nei prossimi cinque anni. Ad oggi, il 30% dell’occupazione diretta e indiretta è legata proprio al comparto turistico.
EasyJet potenzia la Milano Malpensa-Sal
In questo quadro l’arcipelago - che conta dieci isole nell’Atlantico, con un clima ideale lungo tutto l’arco dell’anno - beneficia dei recenti investimenti di easyJet: “Da un anno e mezzo circa Cabo Verde è entrata nel network della compagnia - ha spiegato Lorenzo Lagorio, country manager Italia -, con voli dal Portogallo, dal Regno Unito e dall’Italia per un totale di 12 rotte. Una sfida per noi considerando che la durata del volo è molto più lunga rispetto ai nostri standard di medio raggio. Dal Portogallo colleghiamo - da Lisbona e Porto - le isole si Sal, Boa Vista, Praja e Sao Vicente, mentre da Uk e dall’Italia al momento voliamo solo su Sal.
La Milano Malpensa-Sal, aperta nell’ottobre 2025, "non senza scetticismo poiché Cabo Verde è vista dal mercato come una destinazione ‘da pacchetto’, ha invece prodotto risultati incoraggianti, con load factor oltre il 90%: così, dal prossimo aprile, aumentiamo in modo significativo l’offerta passando da due a tre voli alla settimana, per un totale di oltre 33.000 posti disponibili durante l’estate. Credo la destinazione abbia un potenziale tutto da esplorare dall’Italia, eventualmente con voli su altre isole, e rientra perfettamente nella nostra strategia di espansione che guarda alla destagionalizzazione dei flussi rispetto alle più tradizionali mete europee, con la proposta di località che combinano autenticità, bellezze naturali e clima ideale tutto l’anno”.
Tante le opportunità nel real estate turistico: villaggi turistici, residence, marina e progetti di ospitalità sostenibile. Il tutto agevolato da zone franche fiscali, incentivi per gli investitori stranieri e un quadro normativo stabile che rendono il Paese una meta attrattiva per i fondi immobiliari italiani.
“Cabo Verde ha vissuto negli ultimi 20 anni una crescita economica e sociale clamorosa - sottolinea Daniele Rampini, ceo Oásis White Hotel Boavista, nel Paese da decenni con un significativo impegno nel settore immobiliare -. Un Paese forte di un cotesto accogliente per gli imprenditori, basato sulla stabilità politica e sociale, sulla sicurezza a 360 gradi, su istituzioni serie e credibili. Un mercato ideale per la crescita sostenibile”.
Cabo Verde Time: "Oltre la proposta balneare"
In questo ambito non poteva mancare la testimonianza di Cabo Verde Time: “Il 2026 è un anno importante in cui ricorrono i 30 anni dal primo volo operato con Cabo Verde Airlines - ricorda Pietro Dusi, responsabile commerciale e vendite dell'operatore del gruppo Stefanina -: lo sviluppo negli ultimi dieci anni è stato elevatissimo, grazie all’aumentata connettività dall’Europa. Ora la sfida è quella di superare il concetto di meta esclusivamente balneare, puntando sul vasto patrimonio del paese: a cominciare dalla cultura e dalla scoperta di tutte le isole, senza limitarsi alla ben nota Sal. In quest’ottica sarebbe fondamentale una migliore connessione interna tra le isole”.
Una prospettiva possibile, anche grazie all'attenzione posta allo sviluppo aeroportuale: "Nel 2022 Vinci Airports, uno dei principali gestori aeroportuali al mondo, ha ottenuto dal governo di Cabo Verde la concessione quarantennale per la gestione e per l'espansione e modernizzazione degli attuali sette scali, i 4 internazionali (Sal, Praia, Boa Vista e Sao Vicente) e i 3 domestici (Sao Filipe, Sao Nicolau e Maio)" ha sottolineato Jailson Oliveira evidenziando come, tra il 2023 e il 2025 sono già stati "investiti 80 milioni di euro, mentre tra quest'anno e il 2028 è previsto un ulteriore stanziamento da 142 milioni di euro per l'ampliamento dei terminal, interventi infrastrutturali tra cui l'allungamento della pista di Boa Vista, installazione per il trattamento dei rifiuti e delle acque reflue". L'impatto di Vinci Airport si rispecchia nel numero di passeggeri movimentati dagli scali, che nel 2025 ha segnato un incremento del 60% rispetto al 2022, successivo all'apertura di 35 nuove rotte sull'arcipelago, con il debutto anche di vettori low cost.
Sul fronte domestico, rimane per ora strategico il contributo di Lacv, Linhas aereas de Cabo Verde, "La compagnia, 100% statale, assicura la stabilità dei collegamenti nazionali per la mobilità fra le diverse isole".
Il forum ha anche puntato i riflettori sulla formazione professionale del settore turistico, dal ricettivo ai servizi: un’occasione per la diaspora capoverdiana in Italia - oltre 10.000 persone - di fare da ponte tra i due paesi.
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Il turismo conferma il suo ruolo cruciale nel tessuto socioeconomico italiano. Come evidenzia Enit, in occasione della BIT 2026 (appuntamento internazionale di riferimento per l’industria turistica che sarà inaugurata domani), il turismo nel 2025 ha avuto un impatto del 13,2% sull’occupazione e di 237,4 miliardi di euro sul Pil: numeri che le stime per i prossimi dieci anni danno ulteriormente in crescita, con previsioni per il 2035 a 282,6 miliardi di Pil e una ricaduta del 15,7% sull’occupazione (da sottolineare come il nostro Paese nel comparto turistico abbia statistiche migliori per lavoro giovanile e femminile rispetto al resto d’Europa).
Su questi dati è significativo il contributo del turismo internazionale: i viaggiatori in arrivo dall’estero, infatti, l’anno passato hanno investito per turismo ben 60,4 miliardi di euro in Italia e, da qui ai prossimi 10 anni, questa spesa potrebbe sfiorare gli 80 miliardi.
“Abbiamo chiuso il 2025 oltre le aspettative, frutto di un lavoro di squadra tra tutti gli attori coinvolti. Crescono spesa turistica e presenze, segnale dell’attrattività italiana verso i turisti esteri. Una tendenza positiva che sta trovando riscontri anche in questa prima parte dell’anno, con trend in crescita nel primo trimestre del 2026, che già registra un più 7% di arrivi negli scali aeroportuali italiani. Abbiamo un patrimonio che non è secondo a nessuno, siamo in grado di offrire esperienze per tutte le esigenze, dobbiamo solo continuare sulla strada tracciata per migliorarci costantemente, garantendo sviluppo ai territori, contribuendo attivamente alla crescita economica ed occupazionale delle nostre comunità” commenta Ivana Jelinic, ad Enit.
Incremento di vendite
Numeri che mostrano come le unicità italiane siano apprezzate in tutto il mondo, posizionando il nostro Paese davanti a competitor quali Francia e Grecia (seconda solo alla Spagna) per presenze sia internazionali, 255 milioni nei primi 11 mesi 2025, che totali, 456 milioni (sempre tra gennaio – novembre ‘25).
Dato che trova riscontri anche nel Monitoraggio Enit condotto presso i tour operator esteri, 8 su 10 hanno riconosciuto un incremento di vendite nel ’25 verso la destinazione Italia (9 su 10 addirittura tra quelli oltreoceano); gli stessi tour operator già notano un simile andamento per il primo trimestre del ’26 con circa il 60% di questi che riscontra una crescita delle prenotazioni verso le nostre mete. Mentre le proiezioni Ministero Turismo sull’intero anno indicano più di 480 milioni di presenze complessive.
“Confermiamo ancora una volta che il turismo è in costante crescita e rappresenta un contributo fondamentale all’economia e all’occupazione della nostra Nazione. Oggi, la sfida che abbiamo lanciato al Forum di Milano qualche settimana fa è chiara: dobbiamo trattare il settore turistico come un'industria vera e propria, non solo come un insieme di servizi. È essenziale sviluppare una visione per i prossimi 10 anni che valorizzi tutto il territorio nazionale, a partire dalle aree meno conosciute, per garantire una migliore distribuzione dei flussi turistici sia nello spazio che nel tempo. È al tempo stesso cruciale lavorare a un nuovo patto sociale tra imprese e lavoratori del settore, poiché il capitale umano è il fattore determinante per il successo del comparto” sostiene il ministro del turismo, Daniela Santanchè.
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Credo la destinazione abbia un potenziale tutto da esplorare dall’Italia, eventualmente con voli su altre isole, e rientra perfettamente nella nostra strategia di espansione che guarda alla destagionalizzazione dei flussi rispetto alle più tradizionali mete europee, con la proposta di località che combinano autenticità, bellezze naturali e clima ideale tutto l’anno”.\r\n\r\nTante le opportunità nel real estate turistico: villaggi turistici, residence, marina e progetti di ospitalità sostenibile. Il tutto agevolato da zone franche fiscali, incentivi per gli investitori stranieri e un quadro normativo stabile che rendono il Paese una meta attrattiva per i fondi immobiliari italiani.\r\n\r\n“Cabo Verde ha vissuto negli ultimi 20 anni una crescita economica e sociale clamorosa - sottolinea Daniele Rampini, ceo Oásis White Hotel Boavista, nel Paese da decenni con un significativo impegno nel settore immobiliare -. Un Paese forte di un cotesto accogliente per gli imprenditori, basato sulla stabilità politica e sociale, sulla sicurezza a 360 gradi, su istituzioni serie e credibili. Un mercato ideale per la crescita sostenibile”.\r\nCabo Verde Time: \"Oltre la proposta balneare\"\r\nIn questo ambito non poteva mancare la testimonianza di Cabo Verde Time: “Il 2026 è un anno importante in cui ricorrono i 30 anni dal primo volo operato con Cabo Verde Airlines - ricorda Pietro Dusi, responsabile commerciale e vendite dell'operatore del gruppo Stefanina -: lo sviluppo negli ultimi dieci anni è stato elevatissimo, grazie all’aumentata connettività dall’Europa. Ora la sfida è quella di superare il concetto di meta esclusivamente balneare, puntando sul vasto patrimonio del paese: a cominciare dalla cultura e dalla scoperta di tutte le isole, senza limitarsi alla ben nota Sal. In quest’ottica sarebbe fondamentale una migliore connessione interna tra le isole”.\r\n\r\nUna prospettiva possibile, anche grazie all'attenzione posta allo sviluppo aeroportuale: \"Nel 2022 Vinci Airports, uno dei principali gestori aeroportuali al mondo, ha ottenuto dal governo di Cabo Verde la concessione quarantennale per la gestione e per l'espansione e modernizzazione degli attuali sette scali, i 4 internazionali (Sal, Praia, Boa Vista e Sao Vicente) e i 3 domestici (Sao Filipe, Sao Nicolau e Maio)\" ha sottolineato Jailson Oliveira evidenziando come, tra il 2023 e il 2025 sono già stati \"investiti 80 milioni di euro, mentre tra quest'anno e il 2028 è previsto un ulteriore stanziamento da 142 milioni di euro per l'ampliamento dei terminal, interventi infrastrutturali tra cui l'allungamento della pista di Boa Vista, installazione per il trattamento dei rifiuti e delle acque reflue\". L'impatto di Vinci Airport si rispecchia nel numero di passeggeri movimentati dagli scali, che nel 2025 ha segnato un incremento del 60% rispetto al 2022, successivo all'apertura di 35 nuove rotte sull'arcipelago, con il debutto anche di vettori low cost.\r\n\r\nSul fronte domestico, rimane per ora strategico il contributo di Lacv, Linhas aereas de Cabo Verde, \"La compagnia, 100% statale, assicura la stabilità dei collegamenti nazionali per la mobilità fra le diverse isole\".\r\n\r\nIl forum ha anche puntato i riflettori sulla formazione professionale del settore turistico, dal ricettivo ai servizi: un’occasione per la diaspora capoverdiana in Italia - oltre 10.000 persone - di fare da ponte tra i due paesi.\r\n\r\n[gallery ids=\"507914,507913,507915\"]","post_title":"Cabo Verde chiama Italia: nuovo slancio agli investimenti turistici","post_date":"2026-02-23T09:58:12+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1771840692000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"506872","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_489899\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Ivana Jelinic, amministratore delegato dell'Enit[/caption]\r\n\r\nIl turismo conferma il suo ruolo cruciale nel tessuto socioeconomico italiano. Come evidenzia Enit, in occasione della BIT 2026 (appuntamento internazionale di riferimento per l’industria turistica che sarà inaugurata domani), il turismo nel 2025 ha avuto un impatto del 13,2% sull’occupazione e di 237,4 miliardi di euro sul Pil: numeri che le stime per i prossimi dieci anni danno ulteriormente in crescita, con previsioni per il 2035 a 282,6 miliardi di Pil e una ricaduta del 15,7% sull’occupazione (da sottolineare come il nostro Paese nel comparto turistico abbia statistiche migliori per lavoro giovanile e femminile rispetto al resto d’Europa).\r\n\r\nSu questi dati è significativo il contributo del turismo internazionale: i viaggiatori in arrivo dall’estero, infatti, l’anno passato hanno investito per turismo ben 60,4 miliardi di euro in Italia e, da qui ai prossimi 10 anni, questa spesa potrebbe sfiorare gli 80 miliardi.\r\n\r\n“Abbiamo chiuso il 2025 oltre le aspettative, frutto di un lavoro di squadra tra tutti gli attori coinvolti. Crescono spesa turistica e presenze, segnale dell’attrattività italiana verso i turisti esteri. Una tendenza positiva che sta trovando riscontri anche in questa prima parte dell’anno, con trend in crescita nel primo trimestre del 2026, che già registra un più 7% di arrivi negli scali aeroportuali italiani. Abbiamo un patrimonio che non è secondo a nessuno, siamo in grado di offrire esperienze per tutte le esigenze, dobbiamo solo continuare sulla strada tracciata per migliorarci costantemente, garantendo sviluppo ai territori, contribuendo attivamente alla crescita economica ed occupazionale delle nostre comunità” commenta Ivana Jelinic, ad Enit.\r\nIncremento di vendite\r\nNumeri che mostrano come le unicità italiane siano apprezzate in tutto il mondo, posizionando il nostro Paese davanti a competitor quali Francia e Grecia (seconda solo alla Spagna) per presenze sia internazionali, 255 milioni nei primi 11 mesi 2025, che totali, 456 milioni (sempre tra gennaio – novembre ‘25).\r\n\r\nDato che trova riscontri anche nel Monitoraggio Enit condotto presso i tour operator esteri, 8 su 10 hanno riconosciuto un incremento di vendite nel ’25 verso la destinazione Italia (9 su 10 addirittura tra quelli oltreoceano); gli stessi tour operator già notano un simile andamento per il primo trimestre del ’26 con circa il 60% di questi che riscontra una crescita delle prenotazioni verso le nostre mete. Mentre le proiezioni Ministero Turismo sull’intero anno indicano più di 480 milioni di presenze complessive.\r\n\r\n“Confermiamo ancora una volta che il turismo è in costante crescita e rappresenta un contributo fondamentale all’economia e all’occupazione della nostra Nazione. Oggi, la sfida che abbiamo lanciato al Forum di Milano qualche settimana fa è chiara: dobbiamo trattare il settore turistico come un'industria vera e propria, non solo come un insieme di servizi. È essenziale sviluppare una visione per i prossimi 10 anni che valorizzi tutto il territorio nazionale, a partire dalle aree meno conosciute, per garantire una migliore distribuzione dei flussi turistici sia nello spazio che nel tempo. 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