24 April 2026

Icelandair è tornata a fare profitti nel 2023, a dispetto dell’attività vulcanica in Islanda

Icelandair Group ha centrato un utile netto di 11 milioni di dollari per l’intero 2023 – rispetto al rosso da 6 milioni di dollari del 2022 – nonostante l’attività vulcanica in Islanda abbia pesato sui risultati degli ultimi tre mesi dell’anno.

I ricavi sono saliti del 20% a quota 1,5 miliardi di dollari mentre l’utile operativo del gruppo è stato di 21 milioni di dollari, con ricavi unitari “da record” e un aumento del 17% del numero di passeggeri a 4,3 milioni. Il vettore riferisce di una forte domanda in tutti i mercati passeggeri, ma in particolare sui servizi dal Nord America all’Islanda.

Nell’ultimo trimestre del 2023, tuttavia, la perdita netta di 38 milioni di dollari e la perdita operativa di 50 milioni di dollari sono state molto più pesanti rispetto all’anno precedente e sono state causate dalle difficoltà create dall’attività vulcanica in Islanda. Questa battuta d’arresto ha fatto seguito a “uno dei terzi trimestri più forti” della storia della compagnia, tanto che il bilancio dell’intero anno è stato comunque positivo.

Si prevede però che le conseguenze si protrarranno sui risultati del primo trimestre 2024: “L’attività sismica nel sud-ovest dell’Islanda è iniziata a novembre, con la conseguente copertura mediatica globale; la domanda si è indebolita e, di conseguenza i ricavi”, ha dichiarato il ceo del vettore, Bogi Nils Bogason.

In ogni caso il trend della domanda per l’estate è “buono”, con indicazioni che mostrano come la domanda di viaggi in Islanda stia migliorando dopo le recenti battute d’arresto.

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L’itinerario collega Oslo a Bergen combinando treni panoramici, la ferrovia di Flåm e una mini crociera sul Nærøyfjord (Unesco), in linea con la formula Spirito Libero: viaggi individuali, flessibili e con assistenza dedicata.\r\nA rafforzare  la proposta contribuisce una scelta commerciale chiara: Combotour ribadisce di non applicare adeguamenti carburante, garantendo stabilità dei prezzi anche in una fase caratterizzata da forte volatilità dei costi. Inoltre, tutti i clienti attualmente in viaggio sono seguiti anche in presenza di variazioni o cancellazioni, grazie a un’organizzazione strutturata e a un costante monitoraggio delle operazioni.\r\n«Stiamo assistendo a un cambiamento nelle modalità di scelta del viaggio: cresce l’interesse per mete più vicine, ma resta elevata la richiesta di esperienze autentiche e curate. 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Ricordiamo che le agenzia in Italia sono 8000, quindi 336 sono un campione abbastanza residuale sul quale fare dichiarazioni così forti.\r\n\r\nI dati evidenziano deterioramento rapido e generalizzato rispetto alla precedente rilevazione: il 94,3% degli operatori segnala un calo del business (era l’83,5%); il 70,3% registra un calo marcato, contro l’11,5% rilevato poche settimane prima nessun operatore (0%) prevede una crescita nel 2026\r\n\r\nUn’evoluzione che, come evidenziato nell’analisi dell’Osservatorio, segna il passaggio da una fase di incertezza a una condizione di difficoltà consolidata del mercato .\r\n\r\nOltre alle vendite in contrazione, all’aumento di richieste di sicurezza e garanzie (26,4%), emerge il fenomeno del rallentamento delle decisioni da parte dei clienti. Il posticipo delle decisioni di acquisto è stato riscontrato dal ben il 61% delle agenzie. 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In questo contesto, emerge con forza il ruolo della distribuzione organizzata: cresce la richiesta di supporto e accompagnamento il 96,1% degli operatori richiede strumenti mediatici per contrastare la disinformazione\r\n\r\n«I dati evidenziano un peggioramento netto e rapido del mercato, ma anche una chiave di lettura precisa: non siamo di fronte a una crisi della domanda turistica, ma a una crisi di fiducia che blocca il processo decisionale - dichiara Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria - In questo contesto, l’esposizione mediatica su temi come il jet fuel sta contribuendo ad amplificare l’incertezza, generando percezioni non sempre allineate alla realtà operativa. 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