13 May 2026

Concessioni balneari: il governo Meloni chiede un’altra proroga

Il presidente del consiglio, Giorgia Meloni

Concessioni balneari e Europa. Con un tempismo perfetto, allo scoccare del termine previsto dall’iter della procedura d’infrazione, il governo italiano ha recapitato , chiedendo di aggiornare la mappatura delle spiagge prorogando fino al 2025 le licenze. 

Nel documento inviato a Bruxelles, il governo auspica a più riprese una “collaborazione” capace di portare a una soluzione condivisa e al riordino di un settore che è fondamentale per il turismo italiano. E l’apertura al dialogo è da giorni predicata anche dall’esecutivo comunitario. Che tuttavia parte dall’assunto inalienabile del rispetto della direttiva Bolkestein, baluardo della libera concorrenza nel settore dei servizi.

Visioni opposte

Il problema è che le visioni sono opposte: per Roma i risultati del tavolo tecnico interministeriale istituito evidenziano che la scarsità non c’è. Mentre per l’Ue il calcolo della quota del 33% riferito alle spiagge occupate da concessioni demaniali non è corretto perché “non riflette una valutazione qualitativa delle aree” e “non tiene conto delle situazioni specifiche a livello regionale e comunale”.

E pertanto dovrebbe scattare l’articolo 12 della Bolkestein sul divieto di rinnovo automatico e obbligo di procedure di gara.
Infuria inoltre la polemica sui canoni demaniali dopo che il ministero delle infrastrutture ha deciso di tagliare del 4,5% i canoni delle concessioni balneari per il 2024. La decisione è contenuta nel consueto decreto di fine anno del Mit che, come da norma, tiene conto degli indici Istat sull’inflazione.

Nella circolare del ministero si ricorda che “che con decreto numero 389 in data 18 dicembre 2023, in corso di registrazione, è stato fissato nella misura di -4,5% l’adeguamento delle misure unitarie dei canoni per le concessioni demaniali marittime ovvero l’aggiornamento delle stesse per l’anno 2024”. “La misura minima di canone è stata adeguata nella di misura di 3.225,50 euro a decorrere dal primo gennaio 2024” spiega il decreto.

 

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