13 May 2026

Ezhaya, Alpitour: Capo Verde e Canarie compensano le difficoltà egiziane

Alpitour, Ezhaya, contratto Abc, agenzie

Se il 2023 si è chiuso per il gruppo Alpitour con marginalità record, mentre il 2024 si sta aprendo all’insegna della positività, non si può però dire che manchino le sfide. A partire da un quadro economico e geopolitico di grande complessità. Da una parte c’è infatti l’innegabile rallentamento del pil nazionale, che inevitabilmente avrà conseguenze sul potere d’acquisto degli italiani; da un altro canto c’è poi la crisi in Medio Oriente, con le sue inevitabili ripercussioni su alcune delle destinazioni più popolari del medio raggio, in primis l’Egitto.

“Quest’ultimo è stato colpito soprattutto sino alla metà di novembre con parecchie disdette – spiega il general manager tour operating, Pier Ezhaya -. Piano, piano, però, l’ondata emotiva si andata affievolendo e l’Egitto è tornato a macinare ordini, anche se rimane ancora in ritardo di una quota compresa tra il 13% e il 15% rispetto al pari data dell’anno scorso. A livello di singole mete, Marsa Alam sta in particolare tenendo meglio di altre mete. Forse perché è più lontana alla striscia di Gaza rispetti al Sinai. Più difficile invece da leggere il trend sulle crociere sul mar Rosso. Inizialmente, allo scoppio delle ostilità, la domanda ha tenuto, senza quasi nessuna cancellazione. La ripresa degli ordini però si sta rivelando molto più faticosa”.

Canarie e Capo Verde stanno tuttavia permettendo ad Alpitour di recuperare buona parte dei volumi persi sull’Egitto, tanto che “abbiamo deciso di dirottare due dei nostri voli dal paese dei faraoni verso i due arcipelaghi atlantici, dove fortunatamente siamo posizionati molto bene anche a livello di prodotto – conclude Ezhaya -. Sta inoltre brillando in particolar modo il lungo raggio, specialmente la Repubblica Dominicana, le Maldive e l’East Africa con Kenya e Tanzania. Quest’inverno abbiamo inoltre aperto un collegamento diretto Neos con Pukhet, che sta dando ottimi risultati. Tutto ciò parrebbe smentire a prima vista le preoccupazioni relative al contesto economico. Va però tenuto conto che il lungo raggio d’inverno beneficia di una clientela tradizionalmente dotata di un budget più elevato rispetto a quella estiva”.

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