29 novembre 2023 14:25
Come già anticipato al momento dell’annuncio della sua apertura, il nuovo 5 stelle Ara Maris, che debutterà a Sorrento la prossima primavera, farà parte della collezione Lux del network Preferred Hotels & Resorts. “L’ingresso in Preferred è un grande onore e privilegio considerando quanto sia selettivo il processo di accettazione – sottolinea a questo proposito il general manager, Fulvio Gaglione -. Siamo entusiasti di far parte di questa prestigiosa rete globale di hotel di lusso indipendenti. Questa affiliazione ci permetterà di offrire ai nostri ospiti un’esperienza ancora più esclusiva e di garantire un livello di servizio impeccabile che è sinonimo del nostro marchio”.
La struttura disporrà in particolare di un totale di 49 camere. Il design, curato dallo studio di architettura Spagnulo mira a catturare l’essenza della destinazione, con i suoi colori vivaci e i profumi intensi. Fiore all’occhiello dell’hotel sarà in particolare l’ampia zona relax con piscina e solarium, immersa nel verde e progettata per garantire uno spazio in cui disconnettersi dal mondo e concentrarsi sul proprio benessere. L’hotel offrirà anche uno Skybar situato sulla terrazza all’ultimo piano, che ospiterà un cocktail bar e una zona lounge esclusiva con vista panoramica sul golfo di Napoli e sul mare. Il Bistrot farà vivere poi un’esperienza a tavola limitata solo ai sapori e al gusto del territorio con quanto di naturale offre a chilometri zero: piatti preparati con ingredienti provenienti dai monti Lattari fino ad arrivare al mare che bagna la costa.
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[post_content] => Un totale di 305 milioni di passeggeri entro il 2035, rispetto agli attuali 230 milioni: è l'orizzonte verso il quale si muove il nuovo Piano nazionale aeroporti per il 2026-2035, che include la creazione di 13 sistemi integrati per sostituire gli attuali 41 scali italiani.
Il progetto, illustrato ieri al Mit e affidato all’Enac - alla presenza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e dei rappresentanti istituzionali, operatori del settore e parti sociali - si ispira esplicitamente all'esperienza della regione Puglia ed è destinato a rivoluzionare il sistema dei trasporti italiani.
Capacità
Il perno della strategia ruota attorno al superamento del concetto di bacino di utenza puntando alle capacità degli aeroporti anche minori, salvaguardando le realtà locali. Sostenibilità, digitalizzazione e innovazione tecnologica completano poi il piano, che lascia spazio all'integrazione intermodale con il sistema ferroviario per migliorare l’accessibilità e ridurre l’impatto ambientale.
Diverse le aree strategiche messe in evidenza dal piano: Nord Est, Nord Ovest, Milano con gli scali di Linate e Malpensa, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Roma Fiumicino, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia occidentale e orientale e Sardegna. Particolare attenzione è dedicata allo sviluppo del traffico cargo, oggi concentrato soprattutto su Milano Malpensa, con l’obiettivo di estenderlo anche agli aeroporti di Brescia, Grottaglie, Roma e Bologna.
Modello Puglia
Fondamentale, quindi, il riconoscimento del percorso intrapreso dalla Puglia, dove gli scali regionali - Bari, scalo di rilevanza internazionale, Brindisi, Foggia e Taranto-Grottaglie - hanno adottato da anni, primi in Italia, un modello di gestione sinergica.
«Il fatto che il modello Puglia, prima e unica rete aeroportuale italiana, venga assunto come riferimento per l’evoluzione della rete nazionale in 13 sistemi integrati aeroportuali è motivo di orgoglio, perché certifica la validità della scelta compiuta anni fa - ha commentato il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile -: mettere in rete gli aeroporti pugliesi secondo logiche di cooperazione, sviluppo della sostenibilità, intermodalità, digitalizzazione e innovazione, superando definitivamente una visione frammentata degli scali. Essere oggi l’unica rete aeroportuale italiana riconosciuta come modello nazionale ci ha consentito di rafforzare la competitività della Puglia e di costruire un sistema capace di affrontare le sfide future del trasporto aereo».
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[post_content] => Protocollo d’intesa firmato oggi a Roma tra l’Anci e l’Associazione Dimore storiche italiane sottoscritto dal presidente dell'Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi e dalla presidente nazionale delle Dimore storiche, Maria Pace Odescalchi. L’accordo punta a riconoscere le dimore storiche come parte integrante dell’identità culturale italiana e come leva strategica per la crescita economica, sociale e turistica dei territori, in particolare nei borghi e nei comuni delle aree interne.
Il Protocollo prevede iniziative congiunte per favorire il turismo sostenibile e la destagionalizzazione dei flussi turistici, attraverso l’integrazione delle dimore storiche nei piani culturali e turistici locali, la creazione di itinerari dedicati, la promozione di eventi culturali condivisi e la realizzazione di progetti con scuole e università, programmi di volontariato culturale e iniziative di apertura al pubblico.
“L’accordo tra Anci e Dimore storiche - dichiara il presidente dell'Anci Gaetano Manfredi - punta a trasformare le dimore storiche in una leva strategica per lo sviluppo sostenibile dei territori. Abbiamo un duplice obiettivo: da un lato promuovere un turismo lento e di qualità per contrastare lo spopolamento dei borghi e delle aree interne; dall’altro sensibilizzare i comuni ad adottare, laddove possibile, politiche di semplificazione e agevolazione fiscale per chi custodisce questo patrimonio. Vogliamo che palazzi, ville e giardini storici siano sempre più integrati nella vita delle comunità, diventando tappe imprescindibili di itinerari culturali che valorizzino l’intera filiera territoriale, dai musei civici alle eccellenze artigiane. Proteggere queste realtà e la memoria storica significa investire nel futuro economico e sociale dei nostri territori”.
“La collaborazione con Anci - spiega da parte sua la presidente delle Dimore storiche Maria Pace Odescalchi - nasce in modo naturale: i dati dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato evidenziano infatti che il 30% delle dimore storiche si trova in comuni con meno di 5.000 abitanti. La firma di questo Protocollo rappresenta un passo significativo per valorizzare le dimore storiche come presìdi culturali e motori di sviluppo territoriale, con l’obiettivo di metterle a sistema, sostenerle e integrarle nelle strategie di sviluppo locale e turistico, a beneficio dell’intero Paese”.
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Al via Vinova, il primo albergo diffuso esperienziale d’Europa dedicato al vino: un progetto che trasforma i vigneti italiani in destinazioni di soggiorno immersivo, sostenibile e contemporaneo.
Un nuovo modo di vivere il paesaggio vitivinicolo italiano: non più da visitatori, ma da ospiti accolti nel cuore dei filari. Il debutto è avvenuto a inizio 2026 presso l’azienda Broglia, storica cantina del Gavi docg e custode di una delle zone più luminose e armoniose del Piemonte. Le prime Wine Suites hanno trovato casa tra le colline e le vigne piemontesi.
Le Wine Suites sono piccole architetture immerse nei vigneti. Costruite in legno e disegnate con forme morbide ispirate alle botti, si inseriscono nel paesaggio con discrezione.
Gli spazi sono essenziali e raffinati: una camera intima, un bagno en suite dalle finiture contemporanee, grandi vetrate che incorniciano il vigneto.
È un’esperienza sensoriale completa: il silenzio del mattino, la luce che filtra all’alba, il profumo dell’uva al sole, il vento che muove le foglie, il tramonto che colora i filari. E, nelle
notti limpide, il cielo stellato che accompagna il riposo.
Un progetto da quattro stagioni
Le Wine Suites sono pensate per un soggiorno quattro stagioni: grazie all’isolamento naturale e alla climatizzazione moderna, ogni momento dell’anno diventa ideale per
scoprire il vigneto in una veste diversa — la quiete invernale, i germogli primaverili, la piena estate, la magia della vendemmia.
A differenza dei format outdoor collocati in contesti isolati, le Wine Suites trovano casa nel cuore delle tenute vinicole: luoghi vivi, abitati, ricchi di storie e di persone che custodiscono i ritmi antichi della terra.
La presenza delle Wine Suites porta nuova energia alle comunità rurali, valorizza la cultura del vino attraverso esperienze autentiche e crea relazioni virtuose con il tessuto del
territorio. Ogni tenuta partner racconta un mondo diverso, con il suo ritmo, la sua luce, i suoi saperi.
L'espansione
Dal 2026 Vinova inizierà a espandersi nelle principali regioni vitivinicole italiane, creando una costellazione di luoghi del vino dove vivere la natura da vicino e riscoprire il ritmo dei territori. L’obiettivo: 300 Wine Suites entro il 2030, per dare vita alla più ampia rete di ospitalità immersiva dedicata al vino in Europa. Un progetto di turismo sostenibile che nasce in Italia e guarda al mondo.
«Vinova nasce dal desiderio di dare una nuova voce ai paesaggi del vino italiano - spiega Elena Bisio, founder & ceo -: luoghi di una bellezza straordinaria, che meritano di essere vissuti dall’interno. Vogliamo offrire un’esperienza autentica, sostenibile e profondamente legata ai territori».
«Le Wine Suites - fa eco Filippo Boschero, co-founder & coo - rappresentano un nuovo modo di fare hospitality: design, natura e modularità si uniscono in un formato che valorizza le cantine e permette ai viaggiatori di scoprire il vino dove nasce, in ogni stagione dell’anno».
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Una «notizia positiva in uno scenario complicato». Parte da qui l'analisi della situazione attuale messa a punto dal ceo di Idee per Viaggiare, Danilo Curzi, che ha recentemente annunciato l'acquisizione dello storico marchio Cts Viaggi. «Un'operazione dettata più dal cuore che dal business - ha spiegato il manager a Milano -, voluta per mettere il marchio in sicurezza». Il futuro del brand Cts è ancora da scrivere, ma potrebbe portare alla creazione di una linea di prodotto ad hoc, che vada a intercettare quella fascia di viaggiatori che ha vissuto "l'effetto Cts" nel periodo del suo massimo splendore, a cavallo degli anni Ottanta.
L'analisi di Curzi
Cts Viaggi a parte, Idee per Viaggiare si trova come tutti i player del turismo organizzato a fare i conti con gli effetti di una crisi internazionale che si fatica a contenere. «Nei giorni immediatamente successivi allo scoppio del conflitto abbiamo istituito una task force per rimpatriare e fornire assistenza ai nostri clienti in giro per il mondo. Siamo andati ben oltre il dovuto, investendo una cifra importante per provvedere al rientro di tutti nel più breve tempo possibile. Nel periodo seguente abbiamo lasciato sul campo qualcosa come 3,5-4 milioni di euro in cancellazioni, da sommarsi ai 5 milioni di mancate conferme persi negli ultimi due mesi lato t.o.».
Inoltre, l'effetto domino creato dai problemi registrati dai tre principali vettori mediorientali - Emirates, Qatar Airways ed Etihad - ha avuto ripercussioni importanti in tutte le rotte a est, «con ad esempio cali dell'80% sulle Maldive» sottolinea Curzi. In verità, uno dei nodi principali ancora da sciogliere riguarda proprio la condotta delle compagnie aeree: «sono fuori controllo. In alcuni casi il costo dei biglietti è raddoppiato.; si è arrivati a spendere 2.500 euro per un biglietto in economy per la Repubblica Dominica. Con questi prezzi, è chiaro che il mercato ha registrato una battuta d'arresto, indipendentemente dalle tensioni geopolitiche e dalle informazioni spesso allarmistiche che hanno finito per danneggiare anche destinazioni che nulla avevano a che vedere con le zone teatro del conflitto».
Al momento, una lenta ripresa è cominciata. «Cina, Giappone ma anche l'America Latina con il Perù stanno ottenendo risultati brillanti. Anche il Canada sta riscuotendo grande interesse. Gli Stati Uniti, nostra prima destinazione, già da tempo erano in calo, anche se in numeri assoluti continuano a essere un nostro prodotto di punta. Stiamo invece spingendo sui Caraibi con attività in collaborazione con enti del turismo e vettori».
Tutto è però proiettato a dopo l'estate. «Sarà il vero spartiacque per capire come andremo a chiudere il 2026. Per intanto, confermo un'accelerazione di preventivi e prenotazioni per il prossimo inverno, che riguarda anche destinazioni attualmente un po' ferme come Emirati o Maldive». Cresce anche la quota media pratica, attualmente pari a circa 3.800 euro a persona, che potrebbe contribuire a migliorare ulteriormente il giro d'affari totale, nel 2025 pari a 160 milioni di euro
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[post_content] => Sei contee d'Irlanda a Milano, con i rispetti uffici del turismo: l'evento che la scorsa settimana ha visto protagonista la Wild Atlantic Way, ha presentato al trade una varietà di proposte che difficilmente ci si aspetta da una regione così spesso associata solo ai suoi paesaggi: si va dall’archeologia preistorica al surf agonistico, dai festival gastronomici all’osservazione delle stelle, dai fari sul mare alle distillerie di whiskey e gin.
Mary Fowley Daly, ha aperto per il Donegal, definita da National Geographic «il posto più cool del pianeta»: 1.137 chilometri di costa, le scogliere di Slieve League tra le più alte d’Europa accessibili al pubblico, 21 campi da golf e un aeroporto regionale votato come la pista di atterraggio più scenografica al mondo. Con lei, gli operatori del Fanad Lighthouse, Irish Stay Collection e Crolly Distillery.
Loretta Raftery ha presentato Galway come una combinazione di paesaggi drammatici e autenticità culturale: il Connemara sul versante della Wild Atlantic Way, i borghi storici dell’East Galway per uno slow tourism più riflessivo. La delegazione includeva i gestori della Ahascragh Distillery e del suggestivo Roscommon Castle.
Il Leitrim, presentato da Sinéad McDermott, punta sulla tranquillità: cascate, il fiume Shannon, la Shannon Greenway. Solo due ore da Dublino, ancora meno da Knock. Partner presenti: Landmark Hotel, Organic Centre, Shed Distillery e Drumhierney Woodland Hideaway — un nome che già da solo dice molto del tono dell’offerta.
Lara Gallagher ha descritto il Mayo, la contea che ospita lo stesso aeroporto di Knock, come «il cuore pulsante della Wild Atlantic Way», con oltre 1.000 chilometri di costa. L’offerta spazia dalle attività adrenalinici come il surf e il ciclismo sulla Great Western Greenway all’osservazione dell’aurora boreale nel Mayo Dark Sky National Park. In lista anche i Céide Fields, tra i più antichi sistemi agricoli al mondo, e il Knock Shrine. Operatori presenti da Achill Island, Destination Westport e Portacloy.
Lisa Joy ha portato il Roscommon, «il cuore dell’Irlanda»: a quindici minuti dall’aeroporto di Knock, vanta castelli del XIII secolo, il National Famine Museum e Rathcroghan, sito con 200 siti archeologici in lista per il riconoscimento Unesco.
Aidan McCormack ha chiuso per Sligo, con una costa altrettanto spettacolare: surf, con l’Atlantic Surf School, esperienze legate al wellbeing e il festival gastronomico Taste of Sligo. «I vostri clienti lasceranno questa parte d’Irlanda sentendosi rinnovati», ha concluso McCormack. Una promessa che, ascoltando l’insieme delle sei delegazioni, suona molto più come una certezza che come uno slogan.
(Micòl Rossi)
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Ci sono luoghi che non si limitano a esistere: raccontano storie. La Costa degli Dei è uno di questi. Un litorale di 55 chilometri che si estende da Pizzo Calabro a Nicotera.
Il buen retiro in Calabria
Un tratto di Calabria affacciato sul Tirreno, che si mostra come un paesaggio che sembra avere una voce propria, fatta di vento, luce e mare. Qui le scogliere si alzano come pagine di pietra scolpite dal tempo, mentre l’acqua cambia colore di ora in ora, passando dall’azzurro lattiginoso dell’alba al blu profondo del tramonto. In questo scenario, il Baia del Sole Resort non appare come un semplice punto d’appoggio, ma come una presenza naturale, quasi inevitabile, che si fonde con le meraviglie che la natura offre. Si inserisce, quindi, nel paesaggio con discrezione, rispettandone i ritmi e amplificandone la bellezza. Dalle sue terrazze lo sguardo si perde senza ostacoli, seguendo la linea dell’orizzonte che sembra sempre un po’ più lontana.
Ideale per ritemprarsi
Chi ha voglia di staccare la spina, dopo mesi di lavoro in ufficio, frenetici e stressanti, nel resort sulla Costa degli Dei in Calabria troverà il suo buen retiro. La giornata inizia lentamente, con la luce che filtra tra le palme e il suono del mare che accompagna ogni gesto. Il tempo si dilata: una colazione con vista sul mare, una passeggiata sulla sabbia ancora fresca, il primo tuffo quando il sole è appena alto. Ogni momento è scandito da una semplicità rara, quella che non ha bisogno di essere costruita.
Anche la cucina diventa parte di questo sogno diventato realtà. Il pesce appena pescato porta in tavola il sapore autentico del luogo, senza artifici. È un’esperienza che coinvolge i sensi ma anche la memoria, perché certi sapori restano impressi come immagini.
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Palladium Hotel Group apre alla stagione estiva 2026 con tante novità nelle strutture a Ibiza, Minorca, Sicilia, Marbella e Castellón. La prossima stagione conferma la strategia del gruppo di creare vere e proprie destinazioni lifestyle che uniscono gastronomia d’eccellenza, intrattenimento, benessere ed esperienze immersive.
Le novità
Il traguardo più importante della stagione è l’apertura di The Site Ibiza che ridefinisce il concetto di destinazione lifestyle, unendo sistemazioni di lusso, retail esperienziale, arte contemporanea e alta gastronomia internazionale in un unico luogo. Progettato come una location in grado di unire cultura e leisure, The Site Ibiza proporrà un’offerta culinaria guidata da chef e offerta gastronomica di fama internazional. Il complesso comprenderà inoltre Ibiza Gallery, uno spazio dedicato all’arte e al retail, che ospiterà boutique di moda internazionale e mostre di arte contemporanea curate da Cardi Gallery.
Bless Ibiza The Site aprirà ufficialmente il 5 giugno e offrirà 461 camere dagli interni firmati da Lázaro Rosa-Violán Studio. L’hotel disporrà di un’offerta gastronomica di alto livello, parte integrante dell’hub culinario di The Site Ibiza, e un esclusivo centro benessere.
Bless Ibiza Cala Nova, che ha aperto la stagione il 23 aprile, offre un rifugio mediterraneo sereno, pensato per gli ospiti in cerca di un’esperienza rilassata e autentica a Ibiza. La proposta gastronomica valorizzerà ingredienti locali e sapori mediterranei, con nuovi concept come La Calita, un ristorante e lounge ispirato all’essenza mediterranea, e Tora Omakase Ibiza, un’esperienza intima di omakase giapponese.
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Una struttura nel cuore di Cotignac, borgo che ha ottenuto il titolo di “uno dei più bei villaggi di Francia", 4 ettari di giardini e 36 camere, laboratori nella natura. Lou Calen è un eco resort in Provenza, uno spazio dove è possibile riconnettersi con la natura.
Tra gli obiettivi, crescere sul mercato italiano, ma anche sul mercato canadese ed in generale su tutta l’Europa. Attualmente gli ospiti provengono principalmente da Francia, Usa, Regno Unito e Germania.
«Puntiamo ad avere un supporto per la vendita negli Usa – spiega Aurore Chainet, marketing & sales director hotel LouCalen – ed anche ad un collaboratore sul Regno Unito. Intendiamo rafforzare la nostra partecipazione alle fiere di settore e ripensare al nostro sito web con un approccio B2B. Non solo, ma vogliamo sviluppare l’offerta per le famiglie, per adattarci meglio a questo target».
Tra campi di lavanda, uliveti e vigneti, l’eco resort, che dista un’ora e mezza da Nizza, affascina per il contesto unico, da una parte la natura e dall’altra la cultura: Cotignac infatti attira moltissimi pellegrini grazie all’apparizione della Sacra Famiglia e ai tantissimi santuari della zona.
Nella primavera del 2020, il ristorante Jardin Secret ha aperto le sue porte: una residenza storica costruita più di due secoli fa, immersa nel cuore di un uliveto. Nel marzo 2023 è stato premiato con la stella verde nella guida Michelin, che distingue i ristoranti che combinano eccellenza gastronomica e rispetto per l'ambiente.
Nel luglio 2021, la tenuta Lou Calen ha inaugurato la zona Mico, segnando il ritorno degli alloggi all'interno dell'area. Questo nuovo spazio offre 12 stanze lussuose.
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Maria Carniglia
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Nata nel 2008 da un'idea di Francesco Spinosa e organizzata dall'associazione Più Napoli con la collaborazione di Scoop Travel, la crociera rappresenta un format unico nel suo genere, cresciuto anno dopo anno. Per una settimana Msc World Europa si trasformerà in un grande palcoscenico dedicato a Napoli, alla sua musica e al suo patrimonio culturale.
Durante la navigazione si alterneranno concerti dal vivo, spettacoli serali, incontri culturali, momenti dedicati alla lingua napoletana, alla storia della città, alle tradizioni popolari e alla grande canzone partenopea. Un viaggio che unirà intrattenimento e contenuti, emozione e appartenenza.
Le novità
Tra le novità annunciate spicca "Napoli on board", nuovo format dedicato alla scoperta e alla valorizzazione dei giovani talenti della musica e della tradizione napoletana, con l'obiettivo di creare un ponte tra memoria e nuove generazioni.
Nel percorso di crescita del progetto è inoltre prevista la presenza di un direttore artistico di alto profilo, figura chiamata a rafforzare ulteriormente la qualità culturale e la visione strategica della manifestazione, accompagnandone lo sviluppo nei prossimi anni. Tra gli obiettivi del prossimo triennio anche il potenziamento degli scambi culturali nei porti delle città del Mediterraneo toccate dalla Crociera della Musica, Arte e Cultura napoletana, attraverso collaborazioni con realtà locali, artisti, istituzioni e comunità territoriali, affinché ogni approdo diventi occasione di incontro tra Napoli e il mondo.
Luca Valentini, direttore commerciale Msc Crociere ha affermato: «La Crociera della Musica, Arte e Cultura napoletana è un progetto in cui Msc Crociere ha creduto fin dall'inizio. La nostra ammiraglia Msc World Europa è la cornice ideale per un evento capace di portare la cultura e l'identità di Napoli nel Mediterraneo».
La crociera è stata presentata a bordo della stessa ammiraglia di Msc Crociere nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato il consigliere delegato del sindaco di Napoli per l'industria della musica e dell'audiovisivo Ferdinando Tozzi, Luca Valentini, l'ideatore dell'evento Francesco Spinosa, il direttore d'orchestra Carlo Morelli, il presidente della fondazione Roberto Murolo, Mario Coppeto e Mimmo Barra, responsabile dei rapporti istituzionali dell'agenzia Campania Turismo, che ha portato i saluti del presidente della Terza Commissione Turismo e Attività Produttive Giovanni Mensorio e dellassessore al Turismo e alla Promozione del Territorio, Vincenzo Maraio. Presente alla conferenza anche il sindaco di Vietri sul Mare, Giovanni De Simone, che ha spiegato poi le ragioni del patrocinio: «La Città di Vietri sul Mare ha concesso il proprio patrocinio alla Crociera della Musica, Arte e Cultura napoletana, riconoscendone il valore culturale e identitario. La cittadina della Costiera Amalfitana sarà fra i protagonisti dell'edizione 2026 con le produzioni e le storie dei suoi straordinari artigiani della ceramica».
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Un viaggio che unirà intrattenimento e contenuti, emozione e appartenenza.\r\nLe novità\r\nTra le novità annunciate spicca \"Napoli on board\", nuovo format dedicato alla scoperta e alla valorizzazione dei giovani talenti della musica e della tradizione napoletana, con l'obiettivo di creare un ponte tra memoria e nuove generazioni.\r\n\r\nNel percorso di crescita del progetto è inoltre prevista la presenza di un direttore artistico di alto profilo, figura chiamata a rafforzare ulteriormente la qualità culturale e la visione strategica della manifestazione, accompagnandone lo sviluppo nei prossimi anni. Tra gli obiettivi del prossimo triennio anche il potenziamento degli scambi culturali nei porti delle città del Mediterraneo toccate dalla Crociera della Musica, Arte e Cultura napoletana, attraverso collaborazioni con realtà locali, artisti, istituzioni e comunità territoriali, affinché ogni approdo diventi occasione di incontro tra Napoli e il mondo.\r\nLuca Valentini, direttore commerciale Msc Crociere ha affermato: «La Crociera della Musica, Arte e Cultura napoletana è un progetto in cui Msc Crociere ha creduto fin dall'inizio. La nostra ammiraglia Msc World Europa è la cornice ideale per un evento capace di portare la cultura e l'identità di Napoli nel Mediterraneo».\r\nLa crociera è stata presentata a bordo della stessa ammiraglia di Msc Crociere nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato il consigliere delegato del sindaco di Napoli per l'industria della musica e dell'audiovisivo Ferdinando Tozzi, Luca Valentini, l'ideatore dell'evento Francesco Spinosa, il direttore d'orchestra Carlo Morelli, il presidente della fondazione Roberto Murolo, Mario Coppeto e Mimmo Barra, responsabile dei rapporti istituzionali dell'agenzia Campania Turismo, che ha portato i saluti del presidente della Terza Commissione Turismo e Attività Produttive Giovanni Mensorio e dellassessore al Turismo e alla Promozione del Territorio, Vincenzo Maraio. Presente alla conferenza anche il sindaco di Vietri sul Mare, Giovanni De Simone, che ha spiegato poi le ragioni del patrocinio: «La Città di Vietri sul Mare ha concesso il proprio patrocinio alla Crociera della Musica, Arte e Cultura napoletana, riconoscendone il valore culturale e identitario. La cittadina della Costiera Amalfitana sarà fra i protagonisti dell'edizione 2026 con le produzioni e le storie dei suoi straordinari artigiani della ceramica».","post_title":"Msc World Europa ospiterà la Crociera della Musica, Arte e Cultura napoletana","post_date":"2026-05-05T13:19:21+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":[]},"sort":[1777987161000]}]}}