5 February 2026

Alpitour dà il via al roadshow Condividere, tra business e responsabilità sociale d’impresa

E’ partito lo scorso 17 ottobre il nuovo roadshow Alpitour per le agenzie di viaggio: Condividere si dipanerà in 40 tappe in diverse città italiane. All’interno di ogni singolo appuntamento saranno illustrate le caratteristiche del contratto commerciale 2023/2024, le specifiche iniziative rivolte alle adv, le promozioni riservate al cliente finale, gli adattamenti delle assicurazioni integrative e tutte le principali novità di prodotto per la stagione invernale dei singoli brand di tour operating, con un occhio rivolto già all’estate 2024.

Per la prima volta, però, il roadshow ha un duplice intento, perché oltre al business, coinvolge anche la responsabilità di impresa, che ha acquisito una rilevanza fondamentale all’interno della strategia di gruppo. Da qui, il nome Condividere, che racchiude entrambi gli obiettivi dell’iniziativa: da una parte, in continuità con il passato, si ribadisce la volontà di trasmettere ai partner distributivi gli obiettivi, le programmazioni e le attività che caratterizzeranno la prossima stagione commerciale. Dall’altra, per la prima volta, si è scelto di utilizzare spazi legati a imprese o associazioni che si occupano di volontariato come, per esempio, il centro Pime a Milano, l’associazione Per Roma nella capitale, il Sermig a Torino e la cooperativa sociale Dedalus a Napoli, sensibilizzando così i partecipanti su specifiche tematiche delicate e fortemente attuali, offrendo momenti di visibilità alle realtà coinvolte, sviluppando una rete di appuntamenti e contatti in grado di innescare un circolo virtuoso per partecipanti e associazioni verso un percorso più consapevole di responsabilità sociale. In linea con i numeri delle passate edizioni, si attende la partecipazione al roadshow di oltre 1.500 agenti di viaggio.

“L’avvio della nostra stagione invernale mostra tratti specifici che si differenziano sensibilmente da quelli degli ultimi anni, compresi quelli pre-pandemici – commenta Alessandro Seghi, direttore commerciale Alpitour -. Il momento che stiamo affrontando richiede un’elevata reattività e un allineamento delle iniziative tra la nostra società e le agenzie di viaggio. Da qui la volontà di condividere quanto più possibile le logiche commerciali e di investimento con cui stiamo costruendo la prossima stagione invernale presentandole, in molti casi, in location gestite da chi opera in ambito sociale. Anche attraverso queste scelte vogliamo accrescere gli impatti positivi del nostro gruppo, partendo da una dimensione locale per poi arrivare anche alla condivisione su larga scala di valori, non solo di fatturati, tra i nostri partner”.

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Per Francesca Marchetti, sindaca di Castel San Pietro Terme, «Palazzo di Varignana ha una rilevanza che va oltre i confini comunali» ed è un esempio concreto di come la sostenibilità, nelle politiche pubbliche, richieda «azioni integrate, non limitate alla sola dimensione ambientale».\r\n\r\nAl centro del confronto il rapporto tra agricoltura e ospitalità, inteso come filiera produttiva e culturale. «La produzione responsabile è il primo gesto di accoglienza», ha sottolineato Chiara Del Vecchio, AD delle aziende agricole del gruppo, illustrando il progetto Agrivar come strumento di valorizzazione territoriale e coinvolgimento diretto degli ospiti. Un modello circolare che si sviluppa su 700 ettari, con 265 ettari di uliveti – il più grande della regione – e una produzione a km zero che alimenta i cinque ristoranti del resort, trasformando l’agricoltura in esperienza turistica ed economia reale.\r\n\r\nDal fronte istituzionale, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha evidenziato come «il binomio agricoltura e turismo abbia una potenzialità altissima e ancora inespressa», sottolineando il ruolo crescente della dop economy nella costruzione di nuove destinazioni. «Non esiste sostenibilità ambientale senza quella economica e sociale», ha aggiunto, richiamando la formazione manageriale come pilastro per la competitività del settore. Una visione condivisa da Enzo Carella, presidente di Filiera Turismo Italia, per il quale «il turismo deve produrre economia nei territori, preservandoli», puntando su competenze, rete e “intelligenza artigianale”.\r\nA proposito di competenze, la professoressa Tassinari del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari UNIBO ha evidenziato la necessità di ripensare la formazione universitaria “ancora molto verticale sulle tematiche legate ai corsi di studio; è fondamentale invece sviluppare una formazione interdisciplinare, per potersi inserire nel mondo del lavoro”. \r\n\r\nLa riflessione di Domenico Scordari, CEO e founder di Naturalis Bio Resort, ha invitato a spostare il focus «dalla sostenibilità all’economia rigenerativa». «Il primo investimento deve essere sulle persone che lavorano in azienda: se stanno bene loro, anche il servizio e l’esperienza dell’ospite saranno all’altezza», ha spiegato, sottolineando come le imprese turistiche abbiano oggi «un impatto sociale altissimo sui territori» e come la scelta di lavorare con personale e prodotti locali possa generare sviluppo, occupazione e persino il ritorno dei giovani nelle aree interne.\r\n\r\nAmpio spazio anche al tema del benessere come fattore di sviluppo. «Non esiste sostenibilità del territorio senza sostenibilità umana», ha ricordato Annamaria Acquaviva, direttrice scientifica del resort, presentando gli Health & Wellness Retreats basati sul Metodo Acquaviva. Un approccio integrato che unisce nutrizione funzionale, movimento, riposo e gestione dello stress. Un cambio di paradigma necessario anche sul piano narrativo, secondo Cinzia Galletto, giornalista esperta di turismo del benessere: «Serve un’identità coerente: una vacanza di benessere ha valore solo se genera una trasformazione autentica». Concetto rafforzato da Maria Letizia Petroni (Unibo): «Un ambiente tutelato significa migliori condizioni di salute non solo per il turista, ma anche per chi lavora e vive quei territori».\r\n\r\nIl tema delle persone come asset strategico è emerso con forza anche nella governance. Clara Gasparri, People & Culture Manager di Four Seasons Hotels and Resorts, ha posto l’accento su «autenticità, empatia e fiducia» come basi della sostenibilità sociale, indicando welfare e ascolto come leve fondamentali per attrarre e trattenere talenti, soprattutto tra le nuove generazioni.\r\n\r\nA rafforzare il quadro, gli strumenti di policy e investimento. La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 45 milioni di euro per la riqualificazione delle strutture ricettive, confermando – come sottolineato anche da Andrea Guizzardi, presidente Clust-ER Turismo – che «il turismo è l’industria che garantisce la ricaduta più duratura sui territori», soprattutto quando pubblico e privato lavorano in modo interconnesso per destagionalizzare e distribuire i flussi.\r\n\r\nUna visione che trova riscontro anche nel percorso di Palazzo di Varignana, recentemente certificato Green Key e UNI/PdR 125. «Per noi le certificazioni non sono un punto di arrivo, ma uno strumento», ha concluso Cecilia Bortolotti, Corporate Communications & Sustainability Manager. «La sostenibilità è un patto tra visione imprenditoriale e persone: solo così può tradursi in azioni concrete e lasciare un’impronta positiva e duratura sul territorio».\r\n\r\n[gallery ids=\"506484,506485,506486,506487,506488,506489,506490,506491,506492\"]","post_title":"Palazzo di Varignana accende il confronto sulla sostenibilità che crea valore","post_date":"2026-02-04T09:40:19+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["palazzo-di-varignana","sostenibilita"],"post_tag_name":["Palazzo di Varignana","sostenibilità"]},"sort":[1770198019000]}]}}