5 February 2026

Dirotta da Noi: un Agosto non da tutto esaurito e non solo per colpa del pricing

“Diamo sempre colpa al pricing non competitivo per la mancata vendita delle vacanze in Italia, ma non è solo questa la colpa” – asserisce Sara Calabrese, Ceo e Founder di Dirotta da Noi“.

Il settore della villaggistica in Italia, ha da sempre a che fare con un costante bisogno di evoluzione ed innovazione. Mentre le città d’arte fanno da trainante grazie alle loro bellezze storico-culturali che spingono il segmento ricettivo ad un’evoluzione obbligata poiché accolgono in gran parte il mercato straniero, il settore ricettivo nelle località balneari in Italia, incentrate sul turismo domestico, faticano nell’evoluzione.

Un esempio lampante è l’analisi del sentiment della domanda per i soggiorni estivi nel periodo “Covid”, in cui le bellezze turistiche del nostro Paese hanno regnato sovrane durante la stagione estiva, e quello odierno.

“Si evince che gran parte del settore ricettivo delle località balneari italiane non ha colto l’opportunità di “fidelizzare” la grande ondata del turismo domestico, deluso nelle sue aspettative a livello di servizio ricevuto paragonato al prezzo pagato – continua Calabrese – Per non parlare delle infrastrutture per raggiungere le varie località balneari del Sud Italia, molte di esse irraggiungibili dal Nord con trasporti comodi, ma solamente dopo 6-8 ore di viaggio, che sia treno o auto”.

Di conseguenza già da questa stagione 2023 ritorna l’eterna competizione con il prodotto medio- raggio soprattutto nell’alta stagione, in cui l’Italia ha sempre sofferto uscendone spesso lesa. I dati parlano chiaro: dall’apertura delle frontiere ad oggi gran parte del turismo domestico ha cambiato meta delle proprie vacanze optando per località estere.

“Per far fronte a questo trend, la politica di Dirotta da Noi è stata quella di rendere sempre più accessibile alle famiglie italiane il prodotto turistico Made in Italy, scavalcando l’ostacolo delle variabili imprevedibili a cui veniamo sottoposti ogni giorno (inflazione, caro energia, incremento del costo della vita). Così facendo stiamo comunque registrando buoni numeri ad agosto, ma non il tutto esaurito”.

“Inoltre, i villaggi in esclusiva Dirotta da Noi Club conciliano perfettamente i concetti di qualità e prezzo, variabili sulle quali gli italiani affidano l’intera vacanza, ed è nostra responsabilità accontentarli, offrendo ciò che va oltre le loro aspettative”.

La stagione estiva è ancora lunga e con le giuste strategie e sinergie di tutto il comparto si potranno raggiungere risultati positivi.

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Dati, tendenze e sfide future emergono dall’infografica “Cortina 2026: numeri e tendenze del nuovo turismo di montagna”, realizzata da VRetreats, brand dell’ospitalità italiana di alta gamma.\r\n\r\nSecondo i dati analizzati, il turismo alpino ha mostrato tassi di crescita superiori alla media nazionale già nel periodo post-pandemico. Dopo il crollo del 2020 (-50% delle presenze), le località montane hanno recuperato rapidamente, superando i livelli pre-Covid già nel 2023. Nel 2024 l’Italia ha registrato 458,4 milioni di presenze turistiche complessive, mentre il 2025 conferma un trend positivo, trainato anche dalla montagna.\r\n\r\nTra il 2019 e il 2025 la Valle d’Aosta è passata da 3,6 a 4,01 milioni di presenze (+11%), il Trentino da 6,9 a 7,75 milioni (+12%) e l’Alto Adige da 35 a 37,1 milioni (+6%). 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Cresce l’interesse per un’offerta che unisce lusso e sostenibilità: aumentano le strutture 4 e 5 stelle, le certificazioni green e la domanda di esperienze legate al benessere e alla natura.\r\n\r\nMa sono le Olimpiadi invernali 2026 a rappresentare il vero punto di svolta:  98 interventi complessivi tra impianti sportivi e infrastrutture di trasporto, per un valore di 3,4 miliardi di euro, con una forte componente di legacy permanente per i territori. Secondo le stime Isnart e Unioncamere, il 2026 sarà l’anno di un picco storico per il turismo alpino, con 513.000 arrivi nelle aree olimpiche, 1,8 milioni di presenze e 281 milioni di euro di spesa turistica diretta. Le ricadute economiche complessive, considerando lavori e indotto, sono stimate in oltre 5,3 miliardi di euro.\r\n\r\nL’impatto si estende anche al mondo del lavoro. 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