10 March 2026

Nascono le Factory di Stars Be Original: stage ad hoc per il mestiere di animatore

Stage in grado di testare da un punto di vista psicoattitudinale il candidato, in modo da vagliarne la reale motivazione, le qualità personali, e di conseguenza la realtà turistica più adatta a valorizzarne le skills. Li propone Stars Be Original, società specializzata nel settore animazione e intrattenimento, che fornisce il personale a importanti tour operator. La compagnia, per la verità, li chiama Factory, ossia incontri attraverso i quali riuscire a individuare le figure più idonee da inserire nelle strutture turistiche di tutto il mondo.

Il mestiere dell’animatore ha attraversato delle evoluzioni negli anni – spiega il socio fondatore di Stars Be Original, Andrea Mulargia -, ma di base rimane un ruolo strettamente legato alla sfera emotiva. E’ impossibile lavorare in un villaggio senza l’allegria nel cuore. La vera sfida è conferire la professionalità che questa attività merita le venga riconosciuta”. Le Factory si svolgono perciò in strutture ad hoc, previo colloquio conoscitivo, che consiste in una prima selezione basata sulla disponibilità del candidato a mettersi in gioco. Successivamente si aprirà una finestra su quello che sarà il lavoro vero e proprio, in una tre giorni piena di attività, emozioni e messe alla prova, col fine di arrivare a conclusione percorso sicuri di aver fatto la scelta giusta”.

Nel percorso è prevista anche la figura dello psicologo, per consentire ai ragazzi di avere un confronto con un professionista nel momento in cui dovessero presentarsi dubbi sulla sfera emozionale, che in questo mestiere è sempre protagonista. “L’animatore è prima di tutto un essere umano – conferma il socio cofondatore Manuel Ricci -. Se vogliamo che questa figura venga riconosciuta nella sua professionalità deve essere tutelata anche da un punto di vista umano e psicologico, dal momento che il suo ruolo lo porta a stare con i turisti 24 ore su 24 regalando buon umore e intrattenimento. E’ perciò assolutamente fisiologico che la preparazione debba prevedere un confronto con degli psicologi professionisti”.

La Factory è soltanto l’inizio di una formazione che si acquisisce poi sul campo. L’obiettivo ambizioso della società è quello di istituire un albo dell’intrattenitore turistico, in un’ottica di tutela del mestiere e per dare a chi lo sceglie l’opportunità di essere connotato in una rosa di professionalità che meritano il giusto riconoscimento. “L’animatore una volta era considerato il ragazzino che decideva di fare un’esperienza fuori casa per una stagione o due – spiega la consulente per l’organizzazione, Elena Usilla -. Oggi il mondo è cambiato, la società è cambiata, e dobbiamo adattarci a questi cambiamenti con entusiasmo e voglia di crescere. Di base rimane un lavoro legato al concetto di vacanza e spensieratezza ma di fatto l’animatore sarà soprattutto un attento ascoltatore che con professionalità accompagnerà l’ospite durante il periodo della sua vacanza, e avrà la possibilità di crescere sia professionalmente sia  umanamente”.

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