13 May 2026

Debutto italiano ufficiale in Salento per la Handwritten Collection. Prossima tappa Piemonte

La notizia era già stata anticipata lo scorso gennaio, in occasione della presentazione alla stampa del nuovo soft brand di casa Accor, Handwritten Collection. Ma ora arriva l’ufficializzazione del rebranding. Il salentino relais San Martino è la prima struttura italiana della collezione. Situato nella località di Taviano, a circa 5 chilometri da Gallipoli, l’albergo è un edificio storico del 1700 ristrutturato nel rispetto della tradizione architettonica locale. Dispone di 31 camere, tra cui cinque suite, una junior suite e due residenze appartamento (superior e deluxe).

Fa parte della struttura anche un’area wellness con piscina all’aperto, idromassaggio, fitness boutique e un agrumeto della meditazione. Presente pure un ulteriore spazio fitness situato sulla terrazza del relais. L’offerta f&b si declina nel ristorante A Casa Tu Martinu di Chiara Murra, che propone agli ospiti i piatti dell’autentica cucina pugliese. Dal 2021 è cominciata inoltre un’interessante sperimentazione, che prevede l’utilizzo dell’acqua di mare anche in cucina con un menu completo e comprensivo di dolci. Ciò ha permesso tra l’altro l’eliminazione del sale dalla preparazione dei piatti.

Ma la pipeline italiana della Handwritten Collection prevede già un’ulteriore apertura nel 2024: l’hotel Savona di Alba è una struttura di 92 camere, che la proprietà, la famiglia Morra, ha dato in gestione alla white label company francese Atalante Hotels, anch’essa destinata a fare il proprio ingresso nella Penisola con l’albergo piemontese. L’hotel è attualmente in fase di ristrutturazione completa di camere, spazi meeting e area fitness. Nei piani c’è anche la creazione di un nuovo locale f&b.

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Il bollettino diffuso dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea apre quindi al “Jet A”, normalmente impiegato negli Stati Uniti e in Canada: gli aeroporti e le compagnie europee operano storicamente con il “Jet A-1”, ma la scarsità del prodotto sta spingendo Bruxelles e le autorità del settore a valutare soluzioni alternative per evitare ulteriori problemi al trasporto aereo.\r\n\r\nC'è però da considerare gli avvertimenti dell'Easa, secondo la quale il documento non rappresenta un’autorizzazione generalizzata né un invito ad abbandonare il carburante tradizionale. Si tratta piuttosto di una misura temporanea e operativa, destinata a gestire l’emergenza almeno fino alla prossima stagione invernale, salvo eventuali modifiche in base all’evoluzione delle forniture.\r\nLe deroghe di Bruxelles\r\nParallelamente anche la Commissione europea è intervenuta con alcune indicazioni rivolte al comparto dei trasporti. Bruxelles ha infatti previsto deroghe temporanee alle regole del programma ReFuelEu Aviation, in particolare all’obbligo di imbarcare almeno il 90% del carburante previsto negli aeroporti di partenza. L’obiettivo è alleggerire la pressione sugli scali che stanno registrando carenze di cherosene e consentire alle compagnie di gestire con maggiore flessibilità le rotte considerate più critiche.\r\n\r\nSecondo l’Easa il problema non riguarda tanto l’utilizzo del Jet A in sé, quanto il rischio di confusione in un sistema europeo costruito da anni attorno al Jet A-1. Se equipaggi, tecnici o operatori aeroportuali dovessero pianificare un volo pensando di avere a bordo un carburante con determinate caratteristiche, mentre nei serbatoi fosse presente un prodotto diverso, potrebbero emergere problemi operativi e di sicurezza.\r\n\r\nL’Agenzia parla apertamente di possibili criticità legate all’aeronavigabilità, alla comunicazione tra operatori e ai cosiddetti “fattori umani”, cioè errori derivanti da procedure non aggiornate o da informazioni incomplete.\r\n\r\nLe compagnie aeree preparano ogni volo utilizzando dati estremamente precisi relativi alla densità del carburante, all’autonomia prevista, ai pesi e alle temperature operative. Anche piccole variazioni nelle caratteristiche del combustibile possono modificare i calcoli del raggio d’azione dell’aereo o delle prestazioni del motore. Per questo motivo l’introduzione del Jet A richiede aggiornamenti nei software di pianificazione, nelle checklist operative e nelle comunicazioni tra aeroporti, equipaggi e società di rifornimento. Il rischio evidenziato dall’Easa è quello di un disallineamento tra il carburante realmente presente nei serbatoi e quello che i sistemi di bordo credono di avere.\r\nLa maggiore disponibilità del carburante negli Stati Uniti potrebbe aiutare il continente a superare i mesi estivi, ma non rappresenta una soluzione strutturale alla crisi del cherosene. Restano infatti i limiti legati ai trasporti transatlantici, alla capacità di stoccaggio negli aeroporti e alla necessità di mantenere separati i due tipi di carburante nei depositi e nei sistemi di distribuzione. \r\n ","post_title":"Crisi carburante: l'Ue apre al jet fuel Usa, ma l'Easa avverte sui rischi","post_date":"2026-05-11T10:18:17+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1778494697000]}]}}