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11 settembre 2009 08:54
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Vendesi per motivi di salute agenzia viaggi avviata in provincia di Como su strada provinciale di forte passaggio (11.000 macchine settimanali) con arredamento nuovo e ristrutturata, impianti a norma e parcheggio privato (licenza e autorizzazioni in regola). Affitto minimo euro 65.000 trattabili info@jetlagviaggi.it
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Ricavi in crescita, qualità della domanda migliore e forte performance del lungo raggio: questi tre elementi "confermano la validità delle nostre scelte strategiche, nonostante le tensioni geopolitiche, in particolare nell’area del Medio Oriente, le limitazioni di flotta e una pressione competitiva crescente".
Così Joerg Eberhart, amministratore delegato e direttore generale di Ita Airways, commenta i risultati dell'esercizio 2025 spiegando che gli stessi "hanno contribuito positivamente al rafforzamento delle performance complessive del gruppo" e che all'interno di "un contesto operativo estremamente sfidante, Ita Airways ha dimostrato nel 2025 solidità e capacità di tenuta sul piano commerciale".
Nel dettaglio, la compagnia ha registrato ricavi per 2,8 miliardi di euro, in crescita del 2,7% rispetto al 2024, a fronte di un’offerta di capacità sostanzialmente stabile. I passeggeri trasportati sono stati 16,2 milioni, con un miglioramento significativo della qualità della domanda: il load factor si è attestato all’83,4%, in aumento di 2,1 punti percentuali su base annua. Il rask (ricavo per posto-chilometro disponibile) è cresciuto del 2,8%.
Il lungo raggio si è confermato il principale driver di crescita del network. Nel 2025 i ricavi del settore intercontinentale sono aumentati del 9,1%, con un incremento dell’offerta del 6,1% e un load factor dell’85,2%. La performance positiva è stata sostenuta da una domanda solida, da un miglioramento del rask (+2,9%) e dall’ampliamento del network, con l’apertura di una nuova rotta intercontinentale nel mese di novembre.
Sul settore domestico, pur in presenza di una riduzione dell’offerta, Ita Airways ha registrato un deciso miglioramento della redditività, con un rask in crescita del 17,5% e un aumento generalizzato dei coefficienti di riempimento. Il medio raggio ha invece risentito maggiormente delle tensioni geopolitiche nell’area del Medio Oriente, mantenendo tuttavia un load factor in crescita rispetto all’anno precedente.
Particolarmente positiva la performance della classe business, che ha evidenziato un miglioramento su tutti i settori in termini di load factor, tariffa media e rask, con risultati di rilievo soprattutto sul Lungo Raggio, dove il coefficiente di riempimento ha raggiunto l’85,9%.
Eberhart sottolinea inoltre, come nel 2025 siano stati compiuti importanti passi nel percorso di integrazione nel gruppo Lufthansa, con interventi su processi commerciali, strumenti di vendita e modelli distributivi, nel rispetto dei vincoli regolatori, ponendo le basi per lo sviluppo e le sinergie attese nel 2026.
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Fincantieri ha consegnato ieri a Norwegian Cruise Line la Norwegian Luna, seconda nave della classe ampliata Prima Plus costruita per la società armatrice statunitense.
Come l’unità gemella Norwegian Aqua, consegnata da Fincantieri a Norwegian Cruise Line nel 2025, con 156.000 tonnellate di stazza lorda, una lunghezza di circa 321 metri e una capacità di circa 3.550 posti letto, Norwegian Luna è più grande del 10% rispetto alle due navi della classe Prima, Norwegian Prima e Norwegian Viva, anch’esse costruite dal gruppo italiano.
L'accordo
La consegna di Norwegian Luna, come riporta Shippingitaly, a cui negli ultimi mesi hanno lavorato a bordo nave 3mila persone tra dipendenti Fincantieri e società partner, arriva a poche settimane di distanza dall’annuncio di un importante accordo siglato tra Fincantieri e Norwegian Cruise Line Holdings Ltd. per la costruzione di tre navi da crociera di nuova generazione, tra cui un’unità che sarà costruita per il brand Norwegian Cruise Line, che va ad aggiungersi alle quattro del maxi-ordine annunciato a febbraio 2025. La consegna di queste navi è prevista tra il 2030 e il 2037.
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[post_content] => Ai Laghi Nabi, oasi naturale della Campania, sul litorale Domizio (CE), la primavera e la Pasqua offrono l'occasione per un'immersione in un regno naturale in cui vivere una vacanza originale.
Le sistemazioni del Nabi Resort & Glamping sono autentiche chicche: lodge sospesi sull'acqua con ampie vetrate e pontili privati, tenda Safari con spiaggia privata e idromassaggio, persino un’esclusiva casa galleggiante e raffinate ville con jacuzzi sul lago. Le camere con jacuzzi vista lago e le deluxe vista giardino sono la soluzione per chi preferisce l'hotel, con accesso a tutte le esperienze dell'oasi.
A Laghi Nabi l'acqua è sempre protagonista: si pagaia in canoa tra la vegetazione, si pedala lungo percorsi che di notte si illuminano magicamente grazie alle pietre speciali della pista luminescente, si pratica yoga a bordo lago e meditazione. Uno dei momenti più suggestivi arriva al calar del sole, quando ci immerge nella Wellness Pool a sfioro – riscaldata a 35 gradi – per ammirare il tramonto.
Il cuore del percorso benessere è la Nabi Water Spa, con bagno turco, docce emozionali, vasche idromassaggio affacciate sul lago e sauna finlandese.
Il viaggio continua a tavola, al ristorante Res, le cui ampie vetrate panoramiche incorniciano il lago e il suo paesaggio.
Con il pacchetto Pasqua ai Laghi Nabi è compreso il soggiorno nelle esclusive tende e lodge del glamping o nelle camere dell’hotel, colazione al ristorante Res, cadeau e prosecco in camera, accesso illimitato alla Wellness Pool, yoga, meditazione, uso di bici, kayak, pedalò e parcheggio. Il prezzo al Nabi Resort & Glamping è a partire da 379 euro a coppia a notte, al Plana Resort da 279 euro. L’offerta Pasqua ai Laghi Nabi Long Stay (minimo 2 notti) propone il 15% di sconto, con prezzo a partire da 601 euro al glamping e da 389 euro in hotel.
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[post_content] => Air France-Klm ha centrato il suo primo risultato operativo superiore ai 2 miliardi di euro, grazie alla crescita dei ricavi e ai minori costi del carburante che hanno compensato l’aumento delle tariffe aeroportuali e delle spese per il personale.
Il risultato dell'esercizio 2025 è superiore per 403 milioni di euro rispetto al dato del 2024, mentre i ricavi hanno raggiunto i 33 miliardi di euro, con un incremento del 4,9% su base annua. Il margine operativo è migliorato di 1 punto percentuale al 6,1%.
«Nel 2025, Air France-Klm ha ottenuto una performance solida in un contesto difficile - ha commentato il ceo del gruppo, Benjamin Smith -. Le nostre compagnie aeree hanno trasportato oltre 100 milioni di passeggeri e generato un risultato operativo di oltre 2 miliardi di euro, per la prima volta nella nostra storia».
Più precisamente, il gruppo franco-olandese ha trasportato 102,8 milioni di passeggeri nel 2025, pari ad una crescita del 5%. La capacità è cresciuta del 4,9% in chilometri-posti disponibili mentre il ricavo unitario a valuta costante è aumentato dell’1%, sostenuto da una strategia high-end che ha favorito rendimenti più elevati nelle cabine premium. I costi del carburante dopo la copertura sono diminuiti del 7%, contribuendo con 394 milioni di euro al miglioramento degli utili.
Da evidenziare come Air France-Klm abbia riscontrato un "miglioramento" dell'attività nel Nord Atlantico. Sebbene il tasso di occupazione delle cabine sia sceso dello 0,5% all'88% durante il 2025, negli ultimi tre mesi dell'anno lo yield sulle rotte transatlantiche, che misura i ricavi generati per cliente per miglio, è aumentato del 6%.
Il traffico in transito verso gli Stati Uniti è stato «più complesso» lo scorso anno, ha affermato il direttore finanziario Steven Zaat, ma le vendite di biglietti dagli Stati Uniti sono rimaste «molto forti perché sempre più persone vengono in Europa. Tutto sommato... è ancora molto, molto forte».
Ora, le previsioni per il 2026 indicano una crescita della capacità del 3%-5%, un aumento dei costi unitari dello 0%-2% e spese in conto capitale nette di circa 3 miliardi di euro.
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La Francia rilancia sul mercato italiano con un calendario 2026 che unisce grandi anniversari culturali, appuntamenti internazionali e un’offerta territoriale sempre più orientata a sostenibilità, esperienze immersive e turismo lento.
Il filo conduttore resta l’art de vivre, declinata in modo contemporaneo: città creative, territori rurali valorizzati, patrimonio reinterpretato e una mobilità dolce sempre più centrale. “Una strategia che guarda chiaramente al pubblico italiano, attratto da una destinazione vicina, facilmente accessibile e in continua evoluzione” - ha dichiarato Sandrine Buffenoir, direttrice Atout France Italia.
Il palinsesto culturale sarà dominato dal centenario della morte di Claude Monet, celebrato tra Normandia e Parigi ma diffuso in tutto il Paese, affiancato dal bicentenario della fotografia con le Rencontres di Arles. A questi si aggiungono i grandi eventi mediatici: Festival di Cannes, Roland Garros e Tour de France, strumenti di richiamo anche per il turismo esperienziale sportivo.
Parallelamente si rafforza il racconto del patrimonio. Il Centre des Monuments Nationaux – con oltre 110 siti – punta su mostre immersive, arte contemporanea e riaperture importanti come il Palais du Tau a Reims.
La Francia investe dunque su una proposta turistica sempre più diffusa e sempre meno concentrata sulle destinazioni iconiche. La Valle della Gastronomia diventa un itinerario strutturato di 620 km tra tre regioni, mentre ciclovie come ViaRhôna e Belle Via confermano la crescita del cicloturismo. Anche le montagne si trasformano in destinazioni quattro stagioni, con attività outdoor, natura e approccio ambientale certificato. Il posizionamento dell’offerta francese si amplia così dai city break alla vacanza esperienziale: atelier artigianlai aperti al pubblico, visite aziendali, percorsi enogastronomici, trekking transfrontalieri e nuove esperienze “dalla fattoria al piatto”. Il risultato è una proposta modulare, facilmente costruibile dal trade e adattabile a diversi target.
Nel complesso la Francia 2026 si presenta come una destinazione-ecosistema: grandi eventi per generare desiderio, territori per prolungare la permanenza, mobilità slow per distribuire i flussi.
«Una strategia che punta meno sulla singola attrazione e più sulla narrazione continua del viaggio — esattamente il tipo di prodotto oggi più richiesto dal mercato italiano» ha commentato Sandrine Buffenoir.
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L'hotel dispone di 121 camere ed è situato sulla costa nord-occidentale di Maiorca. Offrendo viste panoramiche sul mar Mediterraneo e sulla catena montuosa della Serra de Tramuntana, patrimonio nesco, la struttura ha ottenuto la certificazione Leed Platinum a conferma del suo impegno verso la sostenibilità e le elevate performance ambientali.
La strategia del gruppo
L’acquisizione riflette la strategia di Dubai Holding di investire in asset di alta qualità nei principali mercati internazionali, sostenendo la visione di lungo periodo del gruppo volta a costruire un portafoglio globale diversificato e resiliente. Amit Kaushal, group chief executive officer di Dubai Holding, ha dichiarato: «Questa acquisizione rappresenta un’aggiunta strategica al nostro crescente portafoglio globale nel settore dell’ospitalità e sottolinea il nostro impegno a investire in asset di alta qualità in grado di generare valore nel lungo periodo per Dubai Holding. Jumeirah Mallorca incarna gli elevati standard e l’esperienza di ospitalità eccezionale associati sia a Dubai Holding Hospitality sia a Jumeirah. Mentre continuiamo a espandere la nostra presenza in destinazioni di livello mondiale, restiamo focalizzati sull’ottimizzazione delle performance del nostro portafoglio e sulla creazione di valore sostenibile attraverso una crescita disciplinata».
Con questa ultima acquisizione a Maiorca, Dubai Holding Hospitality amplia il proprio portafoglio di proprietà a 34 hotel e resort, inclusi cinque hotel Jumeirah in Europa. Il portafoglio della società comprende una selezione di brand alberghieri di livello mondiale, tra cui il Bvlgari Hotel Dubai, un’offerta f&b distintiva e il suo brand di punta di lusso, Jumeirah, che gestisce 29 strutture nelle principali destinazioni.
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[post_content] => Michaeler Tourism Group assumerà da febbraio la gestione operativa dell’Arbatax Park Resort. La partnership a lungo termine prevede un ampio programma di sviluppo, restyling e riposizionamento, sostenuto da investimenti per circa 30 milioni di euro, interamente finanziati come Capex.
Attualmente l’Arbatax Park Resort dispone di circa 900 camere, distribuite tra gli hotel all’interno del complesso. L’obiettivo è una modernizzazione graduale e un riposizionamento qualitativo secondo gli standard di servizio Falkensteiner, nel pieno rispetto dell’identità culturale e della sensibilità ecologica del sito.
«Per dimensioni, diversità, posizione e orientamento ecologico, l’Arbatax Park Resort è un progetto straordinario e rientra tra i resort più storici della Sardegna. Si integra perfettamente nei nostri obiettivi strategici e rappresenta un asset di grande attrattività all’interno del nostro portafoglio internazionale - sottolinea Otmar Michaeler, ceo di Fmtg -. In particolare, la lunga esperienza della famiglia proprietaria guidata da Giorgio Mazzella, pioniere del turismo vacanziero in Sardegna e da decenni coinvolto nello sviluppo di concept alberghieri orientati al futuro, confluirà nella strategia futura del resort».
Un percorso pluriennale
Sviluppato da Giorgio e Angela Mazzella, il resort è stato più volte premiato – da ultimo nel 2025 – come miglior eco-resort al mondo, a conferma di un percorso pluriennale orientato alla sostenibilità ambientale, alla tutela della biodiversità e all’integrazione con il paesaggio naturale. Falkensteiner Michaeler Tourism Group porterà avanti con coerenza l’esperienza e il know-how costruiti nel corso di decenni dal proprietario Giorgio Mazzella.
«Con Fmtg abbiamo trovato un partner che condivide i nostri valori e la nostra visione di turismo sostenibile. L’accordo di lungo periodo, il piano di investimenti e il nuovo riconoscimento come miglior eco-resort del 2025 confermano la solidità e la prospettiva futura del resort - dichiara Giorgio Mazzella - .Insieme attueremo misure chiaramente definite in ambito ambientale e di tutela della natura, sviluppando ulteriormente il posizionamento internazionale della struttura».
«Investiamo dove crediamo in una prospettiva comune a lungo termine: in luoghi forti, valori chiari e partnership affidabili. L’Arbatax Park Resort incarna tutto questo in modo unico» aggiunge Erich Falkensteiner, presidente del consiglio di sorveglianza di Fmtg.
Per consentire la riapertura nel maggio 2026, già nel corso del 2025 sono già state realizzate parte delle misure di investimento previste, tra cui la ristrutturazione di tutte le camere nell’area meridionale di Telis con oltre 500 camere rinnovate. Nel 2026 il resort sarà gestito come white label. Entro il 2027, i quattro hotel esistenti – Ville del Parco, Telis, Cottage e Dune – saranno unificati e, a partire dalla stagione estiva 2027, opereranno come “Club Funimation by Falkensteiner” con 620 camere e suite.
Borgo Cala Moresca
Anche nell’area del Borgo Cala Moresca sarà completato un restyling entro la riapertura di maggio 2026, nel rispetto dell’architettura e dell’identità sarda: all’interno di questo borgo di ispirazione autenticamente sarda, è prevista entro il 2028 la realizzazione di un hotel Falkensteiner con circa 250 camere. In questo progetto sarà integrato anche Monte Turri, che con le sue attuali 17 suite diventerà l’elemento più iconico ed esclusivo del borgo: un boutique hotel in posizione panoramica che unisce radicamento locale, design contemporaneo e gli elevati standard di servizio Falkensteiner. Inserito nel contesto di Cala Moresca ma dotato di una propria identità, si rivolgerà a un pubblico adulto e orientato alla qualità.
L’Arbatax Park Resort rappresenta il secondo asset di Fmtg in Sardegna e rafforza la presenza del gruppo sull’isola con due strutture complementari: il Falkensteiner Hotel Capo Boi a 5 stelle e l’Arbatax Park Resort come grande resort integrato.
«Con il secondo presidio in Sardegna rafforziamo in modo significativo la nostra presenza sul mercato. La partnership di lungo periodo ci consente inoltre di espandere ulteriormente il nostro brand club Club Funimation by Falkensteiner e di consolidare in modo sostenibile il nostro posizionamento nel segmento internazionale dei resort» chiude Otmar Michaeler.
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Hnh Hospitality archivia l’anno fiscale al 31 ottobre 2025 con un fatturato che ha superato i 121 milioni di euro, in crescita del 7% rispetto al 2024. Stabile l’Ebitda, che si attesta vicino al 15%, mentre l’occupazione media delle camere è cresciuta dal 77% nel 2024 al 78,4% nel 2025. In netta crescita anche il prezzo medio per camera che registra 169,10 euro rispetto ai 164,7 dello scorso anno.
Focus sul 2025
Il 2025 è stato un anno caratterizzato da investimenti e nuovi progetti che confermano il posizionamento del gruppo nel segmento dell’ospitalità di alto livello. Da un lato, la nuova fase strategica di Almar Resorts & Spa, volta a rafforzare l’identità distintiva delle tre strutture; dall’altro, le diverse operazioni di gestione alberghiera: l’ultimo annuncio riguarda la gestione del Grand Hotel Trento, iniziata lo scorso 1° dicembre, a cui si affiancano i progetti strategici in Nord Italia.
A Verona, il gruppo ha assunto la gestione dell’hotel Leon d’Oro, destinato a diventare un DoubleTree by Hilton, e ha inaugurato Homy Livia, il complesso di 23 appartamenti pensati per soggiorni prolungati in città. A Torino Hnh Hospitality gestirà il 5 stelle nato dalla riqualificazione di una porzione della Cavallerizza Reale di Torino sotto il marchio Radisson Collection. Infine, a Milano Linate il gruppo sarà presente con DoubleTree by Hilton all’interno dell’aeroporto, rafforzando la propria presenza nelle principali città italiane e diversificando le formule di ospitalità.
«Il 2025 conferma la solidità e l’efficacia della nostra strategia. Con 19 strutture operative e quattro in apertura, siamo in linea con l’obiettivo di raggiungere 25 strutture entro il 2027. La crescita del fatturato, dell’occupazione delle camere e del prezzo medio per camera ci danno ulteriore conferma delle direzioni intraprese, con gli investimenti su Almar Resorts & Spa e i nuovi accordi di gestione che ci consentono di rafforzare la nostra presenza in nuovi centri strategici proponendo un concetto di ospitalità autentico, legato al territorio e attento all’evoluzione delle necessità esigenze dei nostri ospiti. Lo sviluppo guarda già al 2026 con l’obiettivo di superare i 140 milioni di euro di fatturato anche grazie alle operazioni di mergers & acquisitions sulle quali stiamo lavorando» ha dichiarato Luca Boccato, ceo di Hnh Hospitality.
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[post_content] => Un 2025 da 16.800.000 passeggeri, con un lieve calo - come previsto - del 3,5% per poi tornare, nel 2026, attorno ai 17.400.000 del 2024. Sacbo, società di gestione dell'aeroporto di Milano Bergamo, tira le somme dell'anno ormai concluso e guarda al prossimo quando lo scalo toccherà anche il record di aeromobili basati: 24. E saranno spesso più grandi: l’Airbus 321 porterà 50 passeggeri in più, il Boeing Max 8002 passerà da 181 a 197.
In fieri il potenziamento della viabilità e il parcheggio multipiano, di cui nel 2026 sarà realizzato il progetto esecutivo da sottoporre a Enac: una struttura di cinque piani per 2.000 auto e 30 milioni di euro di costo. «Per dare un motivo ai passeggeri per usare l’accesso a est la cosa migliore è la realizzazione del parcheggio - spiega Amelia Corti, direttore generale, ripresa da Il Corriere di Bergamo -. Che è più piccolo e quindi di realizzazione più veloce di quello previsto a ovest. Dove un cantiere sarebbe stato anche complicato dalla presenza dei lavori del treno».
Il 2025 ha visto un aumento dei ricavi non-aviation, all’interno dello scalo: «Che con i nuovi spazi crescono molto anche in termini di qualità - sottolinea il presidente Giovanni Sanga -: se ne accorge chi va in altri aeroporti e ci scrive per sottolineare la differenza».
Allungando lo sguardo all’estate 2026 sono confermate 150 destinazioni e anche se Milano Bergamo non è fra gli scali ufficiali delle Olimpiadi, conta sulla sua posizione geografica per un aumento di traffico. Tanto che Sacbo sta facendo una pianificazione per i voli di Stato e le delegazioni, con flussi facilitati per le squadre e le tifoserie. E se Ryanair e Wizz Air continuano a rappresentare l’85% del traffico, Sacbo è sempre in cerca di nuove collaborazioni: «Ci avete visto crescere adeguandoci come un calzino alle esigenze delle compagnie», riassume Corti. Gli interventi «più soddisfacenti», in prospettiva per i numeri, sono i nuovi contatti verso il Golfo Persico: «Sono impressionati dalla nostra vicinanza con Milano e a breve potremmo avere novità».
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