12 July 2026

Bene Garibaldi Hotels nel 2022 anche grazie al trade. Sul 2023 pesa la questione rincari

Garibaldi Hotels chiude il 2022 con una crescita di fatturato del 29% rispetto all’anno precedente e si presenta ai nastri di partenza del 2023 con ottimismo, anche grazie ai risultati molto positivi della stagione invernale. All’orizzonte però aleggia il fantasma dei rincari, che potrebbero in parte minare il trend positivo della compagnia. “Abbiamo lavorato in modo oculato per arrivare a questo traguardo. Dopo quest’ultimi anni difficili volevamo tornare a guardare al futuro ripartendo dai risultati del 2019 che erano l’obiettivo per fine anno”, spiega il direttore generale di Garibaldi Hotels, Fabrizio Prete.

Destagionalizzazione, investimenti, accordi commerciali sono in particolare i punti chiave della strategia del gruppo alberghiero pugliese che hanno permesso sia di incrementare le vendite dirette, sia di migliorare le performance del comparto gruppi, in aumento su tutte le strutture di circa il 10%. Inoltre, a portare una ventata di ottimismo e fiducia è la montagna: “La stagione invernale partita circa un mese fa ci sta gratificando molto con risultati importanti – prosegue Prete -. Ottime performance in termini di prenotazioni sulle tre strutture del Trentino (Monzoni, Piaz e Fratazza) con un incremento medio delle tariffe medie dell’8% circa. Sta crescendo inoltre a doppia cifra percentuale anche il segmento trade, grazie a nuovi accordi con to specializzati che ci hanno permesso di spingere su questo canale”.

I risultati positivi rischiano però di essere vanificati dai continui aumenti di prezzo che rappresentano una spada di Damocle: “Avvertiamo questa minaccia incombente visti i rincari con cui ogni giorno dobbiamo confrontarci – conclude Prete -. Abbiamo calcolato un aumento di quasi l’80% medio sui costi energetici, del 50% sulle lavanderie industriali, del 30% sulle materie prime (in particolar modo alimentari). Questi incrementi vanno a colpire tutti gli sforzi commerciali fatti per crescere poiché erodono la marginalità. Noi siamo ottimisti sul 2023 perché ogni nostra scelta è ben ponderata per garantire la sostenibilità aziendale ma certamente i costi sono un deterrente importante per lo sviluppo”.

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