6 February 2026

Alpitour World cambia immagine e affianca l’infinito allo storico gabbiano della compagnia

Da sinistra, Christian Catiello, Gabriele Burgio e Tommaso Bertini. Sopra il nuovo logo Alpitour World

Il gabbiano che rappresenta i 75 anni di storia della compagnia, armonicamente inserito nelle pieghe del simbolo dell’infinito. “Infinito come le infinite emozioni di una vacanza; infinito come il nostro infinito amore per il mondo; e infinito come l’infinito impegno dei nostri team”.  Così Tommaso Bertini descrive la nuova immagine di Alpitour World recentemente presentata a Milano insieme al neonato sito corporate, che intende raccogliere tutte le molteplici anime della compagnia. “In fondo – prosegue l’head of corporate & tour operating marketing della compagnia – l’unica costante in natura è proprio il cambiamento. Solo così un’azienda come la nostra può continuare a prosperare e ad avere successo”.

Un’evoluzione che oggi si basa su tre pilastri fondamentali, quasi specchio della Trevolution lanciata poco più di un anno fa per riorganizzare i brand del tour operating della compagnia: “In primis abbiamo la tecnologia – racconta il managing director organization Alpitour, Christian Catiello -: con il progetto inNova abbiamo investito 50 milioni di euro in tre anni e dall’anno prossimo il nostro team It sarà composto da 135 risorse, per una crescita di circa il 50% rispetto a oggi. Poi c’è il tema della sostenibilità, su cui ci impegniamo da tempo e che recentemente ha tra l’altro per esempio visto l’introduzione dei saponi solidi all’interno delle nostre strutture ricettive, mentre la flotta Neos è la più giovane d’Europa, garantendoci così sensibili risparmi sui consumi di carburante. Infine, ma non per ultime, ci sono le persone. Proprio in questi giorni la rivista Forbes ci ha posizionato all’ottavo posto in Italia tra le aziende migliori in cui lavorare e siamo stati inclusi nella top 300 del Vecchio continente: un risultato che ci riempie d’orgoglio e che credo sia il frutto della nostra attenzione verso la formazione, la crescita e le esigenze personali”.

“Le difficoltà di questi anni ci hanno portato a riflettere a lungo e profondamente – conclude il presidente e ceo di Alpitour World, Gabriele Burgio -. Abbiamo quindi semplificato la nostra proposta di prodotto con la Trevolution; siamo riusciti a rifinanziare un’azienda che durante la pandemia perdeva il 75% del proprio fatturato; abbiamo puntato sull’innovazione e abbiamo continuato lungo percorsi che avevamo intrapreso già prima della pandemia. Ora abbiamo una macchina più snella, in grado di gestire migliaia di transazioni al giorno con una velocità prima impensabili. Un’efficienza che tra le altre cose dà alle nostre risorse umane la possibilità di impegnarsi in attività a maggiore valore aggiunto. L’azienda insomma è cambiata molto. Abbiamo quindi ritenuto naturale mutarne anche l’identità visiva. Ma tutto ciò ovviamente non può e non deve essere un punto d’arrivo, bensì l’inizio e il continuo di un percorso verso una sempre maggiore flessibilità“.

 

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Una visione condivisa da Enzo Carella, presidente di Filiera Turismo Italia, per il quale «il turismo deve produrre economia nei territori, preservandoli», puntando su competenze, rete e “intelligenza artigianale”.\r\nA proposito di competenze, la professoressa Tassinari del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari UNIBO ha evidenziato la necessità di ripensare la formazione universitaria “ancora molto verticale sulle tematiche legate ai corsi di studio; è fondamentale invece sviluppare una formazione interdisciplinare, per potersi inserire nel mondo del lavoro”. \r\n\r\nLa riflessione di Domenico Scordari, CEO e founder di Naturalis Bio Resort, ha invitato a spostare il focus «dalla sostenibilità all’economia rigenerativa». «Il primo investimento deve essere sulle persone che lavorano in azienda: se stanno bene loro, anche il servizio e l’esperienza dell’ospite saranno all’altezza», ha spiegato, sottolineando come le imprese turistiche abbiano oggi «un impatto sociale altissimo sui territori» e come la scelta di lavorare con personale e prodotti locali possa generare sviluppo, occupazione e persino il ritorno dei giovani nelle aree interne.\r\n\r\nAmpio spazio anche al tema del benessere come fattore di sviluppo. «Non esiste sostenibilità del territorio senza sostenibilità umana», ha ricordato Annamaria Acquaviva, direttrice scientifica del resort, presentando gli Health & Wellness Retreats basati sul Metodo Acquaviva. 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La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 45 milioni di euro per la riqualificazione delle strutture ricettive, confermando – come sottolineato anche da Andrea Guizzardi, presidente Clust-ER Turismo – che «il turismo è l’industria che garantisce la ricaduta più duratura sui territori», soprattutto quando pubblico e privato lavorano in modo interconnesso per destagionalizzare e distribuire i flussi.\r\n\r\nUna visione che trova riscontro anche nel percorso di Palazzo di Varignana, recentemente certificato Green Key e UNI/PdR 125. «Per noi le certificazioni non sono un punto di arrivo, ma uno strumento», ha concluso Cecilia Bortolotti, Corporate Communications & Sustainability Manager. «La sostenibilità è un patto tra visione imprenditoriale e persone: solo così può tradursi in azioni concrete e lasciare un’impronta positiva e duratura sul territorio».\r\n\r\n[gallery ids=\"506484,506485,506486,506487,506488,506489,506490,506491,506492\"]","post_title":"Palazzo di Varignana accende il confronto sulla sostenibilità che crea valore","post_date":"2026-02-04T09:40:19+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["palazzo-di-varignana","sostenibilita"],"post_tag_name":["Palazzo di Varignana","sostenibilità"]},"sort":[1770198019000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"506365","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Si chiude in positivo il 2025 della destinazione Turchia: secondo i dati ufficiali resi noti dal ministro della Cultura e del Turismo Mehmet Nuri Ersoy, il Paese ha accolto 63.941.000 visitatori internazionali, sfiorando la soglia dei 64 milioni, e ha generato 65 miliardi e 231 milioni di dollari di ricavi turistici, il dato più alto mai registrato.\r\n\r\nRispetto al 2024, gli arrivi internazionali sono cresciuti del +2,7%, mentre i ricavi hanno registrato un incremento del +6,8%. Numeri che rispecchiano non solo una crescita quantitativa senza precedenti, ma soprattutto il consolidamento di un modello turistico maturo, diversificato e resiliente, capace di generare valore economico, culturale e reputazionale nel lungo periodo.\r\n\r\nL’analisi di medio-lungo periodo evidenzia una trasformazione strutturale del comparto: tra il 2017 e il 2025 gli arrivi turistici sono aumentati del +68%, mentre i ricavi complessivi hanno segnato una crescita del +109%.\r\n\r\nUn indicatore particolarmente significativo di questa evoluzione è rappresentato dalla spesa media per notte, che nel 2025 ha raggiunto i 100 dollari, con un aumento del +3,6% rispetto al 2024 e del +36% rispetto al 2017. \r\n\r\nNel 2025 i principali mercati di provenienza dei visitatori internazionali sono stati: Federazione Russa con 6,90 milioni, Germania con 6,75 milioni e Regno Unito con 4,27 milioni. Accanto a questi mercati consolidati, si registra una crescita significativa di diversi bacini europei.\r\n\r\nParticolarmente rilevante il dato relativo al mercato italiano: nel 2025 la Turchia ha accolto 810.998 visitatori dall’Italia, con un +12,69% rispetto all’anno precedente.\r\n\r\nIl nuovo obiettivo strategico fissato dal ministero del turismo punto ai 68 miliardi di dollari di ricavi turistici nel 2026.\r\n\r\nIl ministro Ersoy ha sottolineato come il settore turistico turco abbia progressivamente superato il modello tradizionale basato esclusivamente sul balneare, ampliando l’offerta in numerosi ambiti: turismo culturale e religioso, natura ed ecoturismo, archeologia, turismo sanitario e termale, enogastronomia, turismo congressuale e fieristico, crocieristico e invernale.\r\n\r\nIn questo percorso si inseriscono progetti strategici come “Heritage for the Future” e le “Night Museums”, considerati tra le iniziative più avanzate a livello internazionale per la valorizzazione del patrimonio culturale. 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