27 March 2026

C’è anche l’Italia nei piani di espansione della Emerald Collection

Simone Scarapicchia, insieme alla branding & communication manager, Greta Scarapicchia

Non solo Maldive, dove ha appena aperto il secondo resort lo scorso 1° di ottobre, nonché Zanzibar, in cui l’inaugurazione è invece prevista per il prossimo 1° dicembre. C’è anche il Mediterraneo e soprattutto l’Italia tra gli obiettivi di sviluppo della Emerald Collection: la compagnia di proprietà a 5 stelle lusso lanciata nel 2013 dalla famiglia Scarapicchia (le tre attualmente operative sono affiliate al soft brand The Leading Hotels of the World, ndr).

Stiamo valutando tutte le opportunità che ci si possono presentare – spiega il chief commercial officer, Simone Scarapicchia -. Al momento guardiamo a Sicilia, Sardegna, Puglia e Toscana ma non solo. In Italia centrale stiamo peraltro già valutando un’importante opzione per un country resort di lusso, mentre a Palermo ci hanno recentemente offerto un validissimo progetto di conversione per la realizzazione un city hotel. Certo, in quest’ultima ipotesi non sappiamo ancora, nel caso, se far rientrare tale proprietà in Emerald, oppure creare un nuovo marchio ad hoc, o ancora agire da white label company e affiliare la struttura a un brand internazionale. Vedremo. Quello che conta è che vogliamo espanderci nell’area mediterranea, in Italia come altrove”.

I piani della compagnia prevedono al momento almeno tre – quattro aperture nei prossimi cinque anni, in aggiunta al nuovo Emerald Zanzibar Resort & Spa da 250 chiavi (commercializzato Valtur Escape nel nostro Paese, ndr), che sarà operativo da dicembre. “Tra i progetti già in fase avanzata c’è infatti un’ulteriore proprietà a Zanzibar da circa 500 camere che dovrebbe sorgere nei pressi del primo – aggiunge Scarapicchia -. Abbiamo inoltre intenzione di aprire anche un terzo indirizzo alle Maldive. Negli ultimi due casi pensiamo a un sub-brand della Emerald Collection posizionato a un livello leggermente inferiore rispetto al marchio originario. Alle Maldive, per intenderci, ciò significherebbe collocarci nel segmento dei 700-750 dollari a camera a notte con un accentuato taglio family, mentre le altre due nostre proprietà nel Paese viaggiano oltre i mille dollari di tariffa media”.

Obiettivi ambiziosi insomma per questa compagnia italiana a conduzione familiare che punta su un’offerta luxury all inclusive a vocazione internazionale. “Per ora procediamo per acquisizioni dirette – conclude Scarapicchia -. Ma per il futuro siamo aperti anche ad altre soluzioni, come i contratti di gestione. Non escludiamo inoltre di aprire il capitale della nostra società a gruppi, fondi o investitori esterni, che ci consentirebbero di accelerare le nostre strategie di espansione”.

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