27 June 2026

Ezhaya, Alpitour: «In estate tornata la normalità. La macchina è più tonica»

A livello di cifre assolute l’anno resta al di sotto dei numeri del 2019. Ma per Alpitour l’ultima estate ha segnato finalmente il ritorno ai livelli pre-pandemia. «Anzi, se si parla di fondamentali – racconta il general manager tour operating, Pier Ezhaya – le performance sono state persino migliori. E questo grazie a un’occupazione voli stabilmente al 90%, a un’ottima capacità di indirizzare la domanda verso il prodotto core (steering, in termine tecnico, ndr). Ma anche alla buona abilità dimostrata nel trasferire al mercato gli aumenti tariffari dell’ultimo periodo. Tutto ciò ci ha quindi consentito di generare marginalità addirittura superiori al 2019, seppur parametrate a volumi non ancora paragonabili. Dopo due anni di crisi. E dopo la riorganizzazione aziendale segnata dall’operazione Trevolution, possiamo dire di avere una macchina in grado di darci molte soddisfazioni. Più tonica e più veloce che mai».

E il lungo raggio?

«Complessivamente è ripartito. Al contempo è indubbio che le destinazioni che hanno riaperto prima, quelle dei corridoi per intenderci, ne hanno beneficiato parecchio: Maldive, Dominicana e Mauritius, su tutte. Molto bene anche gli Stati Uniti, nonostante il cambio euro-dollaro in deterioramento. Un po’ sottotono invece Messico e Cuba, mentre l’Estremo Oriente sconta ancora l’apertura solamente parziale dei suoi confini e ha fatto segnare risultati a macchia di leopardo. Buoni soprattutto i numeri di Indonesia e Thailandia».

Inverno prudente

Quali le prospettive per l’inverno?

«Il trend delle prenotazioni è onestamente un po’ più prudente rispetto all’estate. Il mercato rimane in attesa di capire l’andamento della pandemia ma soprattutto la questione prezzi, che rischia di erodere parte del potere di acquisto degli italiani»

A che punto è infine il nuovo contratto con le agenzie? Ci sono novità in arrivo?

«Lo stiamo ultimando proprio in queste settimane. Ma posso anticipare che non ci saranno grandi stravolgimenti, perché siamo molto contenti di come ha funzionato quello dell’anno scorso. Mi riferisco allo One, che ha unificato le condizioni di vendita sulle linee di prodotto e non più in base ai brand. Ci sarà solo del fine tuning, con la parte variabile che cercherà di spingere sui prodotti e sulle destinazioni che ne hanno più bisogno».

 

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