11 March 2026

Astoi: ristori ancora bloccati; inaccettabili i ritardi Inps e del ministero

Pochi, maledetti e neppure subito. Ancora niente ristori per gli operatori del turismo organizzato, bloccati dai ritardi dell’Inps e del ministero del Turismo. Un fatto “gravissimo”, lo definisce Astoi, “che rende in pratica inefficaci le già esili misure di ristoro previste”.

“Può sembrare un paradosso – prosegue la nota – ma il tanto agognato supporto, approvato dal governo a inizio 2022, non solo non ha risposto, in termini di capienza e di tipologia di intervento, alle richieste delle associazioni del turismo organizzato, ma oggi sono addirittura bloccate per inaccettabili ritardi imputabili all’Inps (per quanto attiene l’esonero dal versamento della contribuzione datoriale sui dipendenti in forza) e al ministero del Turismo, per quanto concerne la notifica alla Commissione europea volta all’ottenimento dell’autorizzazione relativa all’erogazione dei 39,3 milioni di euro stanziati per il comparto”.

Il settore esce da due anni terribili; di fatto, solo a marzo, con la rimozione del divieto di viaggiare per turismo verso i Paesi extra Schengen, si è iniziata a vedere una lenta ripresa “ma, purtroppo – sottolinea sempre Astoi – permangono le cicatrici operative e finanziarie causate dalla pandemia e le misure devono immediatamente trovare efficacia e concretezza, tanto più dopo essere già state approvate”.

Siamo pertanto a chiedere con assoluta tempestività e immediatezza all’Inps di emanare la circolare con le istruzioni per l’effettiva fruizione da parte di tour operator e agenzie di viaggio della decontribuzione sui rapporti di lavoro in essere, per il periodo aprile-agosto 2022. Le aziende non hanno potuto beneficiare di tale agevolazione fino a oggi e, qualora l’ente non diramasse celermente le istruzioni, ci sarebbe il rischio di non potere godere interamente di tale misura, in quanto fruibile solo fino a dicembre 2022; al ministero del Turismo di provvedere all’immediata notifica alla Commissione europea dell’aiuto di 39,3 milioni di euro per tour operator e agenzie di viaggio. Tra l’altro, questo aiuto si pone fuori dal quadro temporaneo, ormai scaduto lo scorso 30 giugno, e verrà certamente notificato sulla base degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Tfue), portando così a una negoziazione con la Commissione molto lunga, complessa e dagli esiti incerti“.

È davvero difficile – conclude la nota – comprendere come la politica possa risultare così insensibile alla crisi finanziaria che sta vivendo il settore. L’aver approvato misure per quasi 100 milioni, tra decontribuzione e risorse a fondo perduto, e non aver ancora fatto quanto necessario per poterle attuare dimostra una distanza e uno scollamento totale dalla vita delle imprese e dei loro dipendenti che, francamente, lascia poco spazio alla comprensione“.

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Non è passata nemmeno una settimana dall’inizio del conflitto in Medio Oriente che i primi “falchi del turismo nazionale” hanno già fatto capolino. Almeno durante il Covid ci è voluto qualche mese; qui, senza memoria per quell’evento (che evidentemente non ha insegnato niente) sono comparsi i primi commenti a difesa delle vacanze domestiche rispetto a quelle all’estero. Qualcuno si è anche avventurato a dire che è persino più sicuro. E allora dai, che i francesi restino in Francia, gli svizzeri in Svizzera, i tedeschi in Germania e gli americani in America se così deve essere. Almeno per coerenza. E, sempre per coerenza, smettiamola di desiderare o comprare macchine tedesche, orologi svizzeri e borse francesi. Inchiniamoci alla sovranità nazionale”. Un copione che si ripete “Da bambino - prosegue Ezhaya - ricordo che durante le festività natalizie trasmettevano un film, “The Time Machine”, tratto dal romanzo di H.G. 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