13 May 2026

Quarto indirizzo sulle rive del Tamigi per CitizenM: apre a luglio il London Victoria

Dieci anni dopo l’apertura del primo hotel londinese (il Bankside, seguito dai Tower of London e Shoreditch), CitizenM si espande ancora nella capitale britannica con il nuovo indirizzo di Vauxhall Bridge Road, 292, in apertura il prossimo mese di luglio. La struttura sorge nei pressi degli snodi delle stazioni dei treni e degli autobus di Victoria su Vauxhall Bridge Road, con facili collegamenti con l’aeroporto di Gatwick e con Greater London, ed è vicino alle principali attrazioni turistiche di Londra, come Buckingham Palace e la Tate Britain.

Le 226 camere del citizenM London Victoria sono distribuite su dieci piani. Il design degli interni è caratterizzato da linee pulite, dagli arredi moderni e dai colori brillanti tipici dei citizenM. A progettarli insieme agli esterni è stato Concrete, partner collaudato della compagnia, in collaborazione con lo studio di architettura esecutiva e interior design Ica.

Come vuole lo stile del brand, gli spazi comuni saranno aperti alla città. La Living room è stata progettata in particolare come una casa a sé stante; uno spazio accogliente con angoli e nicchie per lavorare, oziare, leggere e rilassarsi. Al centro dell’edificio si troverà poi la canteenM aperta 24 ore su 24 e sette giorni su sette, che fungerà da punto di ristoro in qualsiasi momento della giornata: dalla prima colazione allo spuntino di mezzanotte. Parte integrante di ogni struttura citizenM, l’arte in-room del London Victoria è stata curata in modo attento e giocoso, dando spazio a giovani talenti londinesi. Nella sua serie di fotografie, Luke Stephenson ripercorre la storia del cono gelato da 99 pence attraverso un viaggio in auto in Inghilterra; mentre Julie Cockburn, che si è formata come scultrice alla Central Saint Martins e ha già numerose mostre al suo attivo in Europa e Stati Uniti, utilizza oggetti trovati e fotografie d’epoca, riconfigurandoli con colori contemporanei. Infine, Lorenzo Vitturi, londinese, porta le sue colorate composizioni del Ridley Road Market di Dalston, Hackney, la frutta e la verdura e le luci di quel quartiere multiculturale, sulle pareti delle camere da letto di citizenM.

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Bruxelles ha infatti previsto deroghe temporanee alle regole del programma ReFuelEu Aviation, in particolare all’obbligo di imbarcare almeno il 90% del carburante previsto negli aeroporti di partenza. L’obiettivo è alleggerire la pressione sugli scali che stanno registrando carenze di cherosene e consentire alle compagnie di gestire con maggiore flessibilità le rotte considerate più critiche.\r\n\r\nSecondo l’Easa il problema non riguarda tanto l’utilizzo del Jet A in sé, quanto il rischio di confusione in un sistema europeo costruito da anni attorno al Jet A-1. Se equipaggi, tecnici o operatori aeroportuali dovessero pianificare un volo pensando di avere a bordo un carburante con determinate caratteristiche, mentre nei serbatoi fosse presente un prodotto diverso, potrebbero emergere problemi operativi e di sicurezza.\r\n\r\nL’Agenzia parla apertamente di possibili criticità legate all’aeronavigabilità, alla comunicazione tra operatori e ai cosiddetti “fattori umani”, cioè errori derivanti da procedure non aggiornate o da informazioni incomplete.\r\n\r\nLe compagnie aeree preparano ogni volo utilizzando dati estremamente precisi relativi alla densità del carburante, all’autonomia prevista, ai pesi e alle temperature operative. Anche piccole variazioni nelle caratteristiche del combustibile possono modificare i calcoli del raggio d’azione dell’aereo o delle prestazioni del motore. Per questo motivo l’introduzione del Jet A richiede aggiornamenti nei software di pianificazione, nelle checklist operative e nelle comunicazioni tra aeroporti, equipaggi e società di rifornimento. Il rischio evidenziato dall’Easa è quello di un disallineamento tra il carburante realmente presente nei serbatoi e quello che i sistemi di bordo credono di avere.\r\nLa maggiore disponibilità del carburante negli Stati Uniti potrebbe aiutare il continente a superare i mesi estivi, ma non rappresenta una soluzione strutturale alla crisi del cherosene. Restano infatti i limiti legati ai trasporti transatlantici, alla capacità di stoccaggio negli aeroporti e alla necessità di mantenere separati i due tipi di carburante nei depositi e nei sistemi di distribuzione. \r\n ","post_title":"Crisi carburante: l'Ue apre al jet fuel Usa, ma l'Easa avverte sui rischi","post_date":"2026-05-11T10:18:17+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1778494697000]}]}}