5 February 2026

Explora Journeys: un futuro nella sostenibilità; Explora III e IV saranno alimentate a Lng

Si è svolta ieri, presso gli stabilimenti Fincantieri di Monfalcone, la cerimonia del float out, ossia della messa in acqua, di Explora I: la nave di debutto del brand luxury del gruppo Msc, Explora Journeys, il cui itinerario inaugurale è previsto da Barcellona a maggio 2023. E’ questo un passo importante per la marineria, in quanto solo dopo che il mare tocca la chiglia di una unità in costruzione la si può davvero chiamare nave: “Nonostante le sfide della pandemia siamo rimasti fedeli al nostro programma di lancio del brand Explora Journeys – ha dichiarato con una punta d’orgoglio il presidente esecutivo della divisione crociere del Gruppo Msc, Pierfrancesco Vago -. E’ stata una grande sfida in gran parte portata avanti via Zoom e Microsoft Teams. Ora però le cose sono finalmente cambiate”. E lo dimostra anche il fatto che, a partire dalla prossima settimana, il gruppo avrà in mare la propria intera flotta, dopo oltre due anni di attesa.

“Explora Journeys sta costruendo le navi di domani con la tecnologia disponibile oggi ed è pronta ad adattarsi a soluzioni energetiche alternative man mano che si renderanno disponibili – ha sottolineato Vago, al contempo annunciando che Explora III e IV saranno alimentate a Lng -. Analogamente, l’impegno del brand nei confronti della sostenibilità va oltre l’utilizzo di tecnologie ambientali e marittime adeguate, ma è integrato anche nell’esperienza di bordo. Le attività presso le destinazioni saranno pr

Il momento del float out

ogettate per lasciare un’impressione e un’impronta positiva sui luoghi e sulle comunità visitate, puntando i riflettori su talenti, artigianato, cultura, gastronomia e tradizioni locali”.

La partnership Fincantieri – Msc dura ormai dal 2015 e riguarda la costruzione di quattro navi della classe Seaside, tra cui la Seascape in consegna il prossimo novembre, nonché altrettante unità del nuovo marchio lusso, per un investimento totale di ben 6 miliardi di euro. A ciò si aggiunge anche la realizzazione del nuovo terminal crociere di Miami. Nel ricordare che Monfalcone ha costruito dal 1990 a oggi ben 42 navi da crociere e che oggi ne ha già altre sette in pipeline, delle 14 totali a carico del gruppo, il nuovo presidente di Fincantieri, Claudio Graziano, ha sottolineato come le costruzioni navali, della crocieristica e militari, generano sul territorio un moltiplicatore occupazionale pari a 5,5, mentre ogni euro investito ne produce 4,5: “il rapporto più elevato dell’intero settore manifatturiero“. Non solo: “Il nostro attuale carico di lavoro complessivo ammonta a qualcosa come 36 miliardi di euro, ossia a oltre il 2% del pil nazionale”.

La posizione di leadership dell’azienda italiana è dimostrata anche dal fatto che oggi ben un crocierista su tre naviga su unità costruite da Fincantieri, con ricadute importanti sull’intero territorio nazionale: “Nell’ultimo triennio – ha proseguito il neo amministratore delegato Pierroberto Folgiero, che a metà maggio ha sostituito Giuseppe Bono alla guida della compagnia -, l’80% dei nostri acquisti è stato fatto in Italia. Abbiamo distribuito 8,6 miliardi di euro a oltre 3 mila aziende tricolori, tra cui molte pmi altamente specializzate e localizzate nelle regioni dove sono presenti i nostri stabilimenti, compreso proprio il Friuli-Venezia-Giulia”.

 

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Un modello circolare che si sviluppa su 700 ettari, con 265 ettari di uliveti – il più grande della regione – e una produzione a km zero che alimenta i cinque ristoranti del resort, trasformando l’agricoltura in esperienza turistica ed economia reale.\r\n\r\nDal fronte istituzionale, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha evidenziato come «il binomio agricoltura e turismo abbia una potenzialità altissima e ancora inespressa», sottolineando il ruolo crescente della dop economy nella costruzione di nuove destinazioni. «Non esiste sostenibilità ambientale senza quella economica e sociale», ha aggiunto, richiamando la formazione manageriale come pilastro per la competitività del settore. Una visione condivisa da Enzo Carella, presidente di Filiera Turismo Italia, per il quale «il turismo deve produrre economia nei territori, preservandoli», puntando su competenze, rete e “intelligenza artigianale”.\r\nA proposito di competenze, la professoressa Tassinari del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari UNIBO ha evidenziato la necessità di ripensare la formazione universitaria “ancora molto verticale sulle tematiche legate ai corsi di studio; è fondamentale invece sviluppare una formazione interdisciplinare, per potersi inserire nel mondo del lavoro”. \r\n\r\nLa riflessione di Domenico Scordari, CEO e founder di Naturalis Bio Resort, ha invitato a spostare il focus «dalla sostenibilità all’economia rigenerativa». «Il primo investimento deve essere sulle persone che lavorano in azienda: se stanno bene loro, anche il servizio e l’esperienza dell’ospite saranno all’altezza», ha spiegato, sottolineando come le imprese turistiche abbiano oggi «un impatto sociale altissimo sui territori» e come la scelta di lavorare con personale e prodotti locali possa generare sviluppo, occupazione e persino il ritorno dei giovani nelle aree interne.\r\n\r\nAmpio spazio anche al tema del benessere come fattore di sviluppo. «Non esiste sostenibilità del territorio senza sostenibilità umana», ha ricordato Annamaria Acquaviva, direttrice scientifica del resort, presentando gli Health & Wellness Retreats basati sul Metodo Acquaviva. Un approccio integrato che unisce nutrizione funzionale, movimento, riposo e gestione dello stress. Un cambio di paradigma necessario anche sul piano narrativo, secondo Cinzia Galletto, giornalista esperta di turismo del benessere: «Serve un’identità coerente: una vacanza di benessere ha valore solo se genera una trasformazione autentica». Concetto rafforzato da Maria Letizia Petroni (Unibo): «Un ambiente tutelato significa migliori condizioni di salute non solo per il turista, ma anche per chi lavora e vive quei territori».\r\n\r\nIl tema delle persone come asset strategico è emerso con forza anche nella governance. Clara Gasparri, People & Culture Manager di Four Seasons Hotels and Resorts, ha posto l’accento su «autenticità, empatia e fiducia» come basi della sostenibilità sociale, indicando welfare e ascolto come leve fondamentali per attrarre e trattenere talenti, soprattutto tra le nuove generazioni.\r\n\r\nA rafforzare il quadro, gli strumenti di policy e investimento. La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 45 milioni di euro per la riqualificazione delle strutture ricettive, confermando – come sottolineato anche da Andrea Guizzardi, presidente Clust-ER Turismo – che «il turismo è l’industria che garantisce la ricaduta più duratura sui territori», soprattutto quando pubblico e privato lavorano in modo interconnesso per destagionalizzare e distribuire i flussi.\r\n\r\nUna visione che trova riscontro anche nel percorso di Palazzo di Varignana, recentemente certificato Green Key e UNI/PdR 125. «Per noi le certificazioni non sono un punto di arrivo, ma uno strumento», ha concluso Cecilia Bortolotti, Corporate Communications & Sustainability Manager. «La sostenibilità è un patto tra visione imprenditoriale e persone: solo così può tradursi in azioni concrete e lasciare un’impronta positiva e duratura sul territorio».\r\n\r\n[gallery ids=\"506484,506485,506486,506487,506488,506489,506490,506491,506492\"]","post_title":"Palazzo di Varignana accende il confronto sulla sostenibilità che crea valore","post_date":"2026-02-04T09:40:19+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["palazzo-di-varignana","sostenibilita"],"post_tag_name":["Palazzo di Varignana","sostenibilità"]},"sort":[1770198019000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"506454","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Jumeirah Mallorca in Spagna entra nel portfolio di Dubai Holding. 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