25 August 2026

Leonardo Hotels (Fattal): pronti 150 mln di investimenti in Italia

Da sinistra, Jan Heringa, la vice president sales & marketing Central Europe, Sandra Dreher, e il cluster general manager Leonardo Hotels Italia, Austria e Ungheria, Rafi Carmon

Cinque hotel presto in arrivo, un’altra quindicina in prospettiva da qui a cinque anni, oltre a nuovi brand che saranno presto annunciati. Ma soprattutto la forza di un fondo già sottoscritto per 315 milioni di euro, espandibile fino a 400 milioni e potenzialmente in grado di attivare investimenti per 1 miliardo. I grandi progetti del gruppo israeliano Fattal, che in Europa Centrale, Italia inclusa, opera con la divisione Leonardo Hotels, toccano da vicino anche la nostra Penisole. Oltre che l’intero Vecchio continente, con prospettive di approdo imminente in Nord Africa (Marocco ed Egitto) e un inizio di interessamento persino verso gli Stati Uniti. A rivelare una parte dei piani della compagnia, è stato oggi a Milano il vice president development, innovation, project management di Leonardo Hotels Central Europe, Jan Heringa.

I piani nella Penisola

Già presente in Italia con cinque strutture a Milano (due), a Venezia, Roma e Verona, Fattal si appresta dunque a breve ad aggiungerne altrettante. Il focus della compagnia è praticamente a 360 gradi, coinvolgendo destinazioni urbane primarie e secondarie, ma anche location leisure sui laghi e lungo le coste. Le cinque prossime aperture sono ancora in fase di pre-contratto, quindi il management ha lasciato trapelare solo qualche indizio: si parla di un Leonardo Royal (upper upscale – upscale) a Milano , ma anche di un Nyx (lifestyle) a Roma, nonché di possibili approdi a Bologna e Torino. A questi si dovrebbe quindi aggiungere un resort nella regione dei laghi, in cui ci si aspetta campeggi uno dei nuovi marchi del gruppo: una vera e propria Collection destinata a includere le strutture leisure in portfolio e che la compagnia prevede di dotare fin da subito di alcune proprietà già esistenti, tra cui tre indirizzi in Germania, il Paese europeo in cui Fattal oggi vanta la presenza più consistente (63 hotel).

L’Italia una destinazione vitale per il gruppo, ma non è sempre facile investirvi

“D’altronde svilupparsi in Germania è onestamente un po’ più semplice che in Italia – ha ammesso sempre Heringa -. Non è solo o tanto una questione di burocrazia. Spesso sono le stesse proprietà con cui ci interfacciamo a non avere le idee chiarissime. Noi siamo un gruppo aperto a qualsiasi modalità di sviluppo, dall’acquisizione, all’affitto, fino ai contratti di management e prossimamente anche ai franchising. E questo è un grande vantaggio. Anche perché siamo anche molto veloci nel concludere i deal. Se tutto va come deve andare, nel giro di 12 settimane possiamo firmare il contratto. In Italia, però, i titolari delle strutture a conduzione familiare a volte non sono neppure sicuri delle loro intenzioni: può capitare che nello stesso nucleo ci sia chi pensa di vendere e chi invece non ha nessuna intenzione di concludere alcun accordo… Ciononostante noi crediamo moltissimo in questa destinazione. Tutti vogliono venire in Italia. E lo dimostra il fatto che, per i cinque hotel pre-contrattualizzati, abbiamo già messo a budget investimenti per 150 milioni di euro“.

La forza di un modello di espansione flessibile

Tra i punti di forza della compagnia c’è sicuramente la disponibilità all’acquisizione diretta delle strutture: una strategia oggi poco seguita dai grandi gruppi più propensi a seguire policy strettamente asset-light. Ma anche la garanzia di contratti di affitto particolarmente affidabili: “Per stipulate i leasing – ha rivelato infatti Heringa – non ci serviamo di special purpose vehicles ad hoc, ma impegniamo direttamente la nostra holding. Il che significa dare maggiori garanzie alla proprietà”.

Alla conquista di nuovi segmenti di mercato

Infine, una parola sui nuovi concept in arrivo: oltre alla Collection, il gruppo Fattal sta pensando anche a un brand economy (al momento la compagnia vanta già due strutture a 2 stelle in Germania e in Israele), nonché a un marchio per spazi di co-working chiamato Rooms già lanciato in Israele, ma che presto approderà pure in Europa. Sul solco delle ultime evoluzioni di mercato è poi in fase di espansione Master: un marchio dedicato ai serviced apartments già attivo a oggi in tre città per un totale di 53 unità abitative. Ci sono però già contratti in essere per un centinaio di appartamenti in Germania ed è pure previsto il suo sbarco in Italia.

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