13 May 2026

Moby: in vista un accordo con i creditori?

Si profila una soluzione felice per la vicenda che in questi mesi ha visto coinvolta Moby nella difficile gestione dei rapporti con i creditori. Secondo quanto trapela dalle colonne del Messaggero, si starebbe infatti giungendo a un accordo per un piano di concordato ext articolo 182 bis della legge fallimentare. Si arriverebbe in questo modo a una composizione negoziale della crisi d’impresa, grazie a una regolamentazione stragiudiziale tra il debitore e una maggioranza qualificata dei creditori.

L’idea è quella di dividere la compagnia Moby in due, così costituendo, sulla falsa riga di quanto succede per molte imprese dell’ospitalità, una cosiddetta shipco, titolare degli asset navali, e una opco a cui rimarrebbe invece la gestione dell’operatività. Quest’ultima prenderebbe quindi in affitto tutte le unità della flotta, tranne cinque destinate a essere vendute per fare cassa immediata. Vincenzo Onorato assumerebbe quindi la guida della società operativa, che beneficerebbe tra l’altro del conferimento dei debiti alla shipco. Non solo: l’ammontare delle passività, al momento corrispondenti a 166 milioni di euro verso le banche e 322 milioni verso i bondholder, verrebbe stralciato di un terzo, scendendo così a 110 milioni nei confronti degli istituti e a 210 milioni dovuti ai detentori delle obbligazioni.

La shipco dovrebbe quindi ripagare i debiti nel tempo, grazie ai canoni ricevuti dalla società operativa, nonché agli incassi ottenuti tramite la vendita di cinque navi. Nel 2025 la opco avrebbe infine l’opzione di riacquisire la flotta. Se così non fosse, ai creditori verrebbe data l’opportunità di rivalersi tramite la cessione di ulteriori unità. Al momento fervono gli incontri multilaterali per il raggiungimento dell’accordo. La presidente della sezione fallimentare del tribunale di Milano, Alida Palukowsky, ha fissato il termine del prossimo 20 gennaio per le adesioni al piano.

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