Mounir Fakhry: «Italiani, venite in Egitto»
28 febbraio 2011 11:07
«Il Cairo è sicuro, come tutto l’Egitto. I turisti italiani possono venire senza preoccupazioni. L’Italia è il nostro quarto mercato di riferimento: nel 2010 sono stati quasi un milione 200 mila i turisti italiani. Vi chiediamo di superare questa cifra nel 2011» dice H. E. Mounir Fakhry, nuovo ministro del turismo egiziano, che continua: «Noi abbiamo bisogno del turismo per la nostra economia. Ma non svenderemo il nostro prodotto, anzi, più avanti i costi dei pacchetti turistici aumenteranno, per sostenere l’aumento di redditto degli addetti al settore turistico. Scuramente il turismo riprenderà dal nostro mar Rosso, ma c’è bisogno di incrementare anche le altre destinazioni, per questo stiamo lavorando ad un nuovo piano marketing’».
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[post_content] => Volotea ha aperto le vendite per la stagione primavera-estate 2027: tra il 18 marzo e il 30 ottobre 2027, il vettore offrirà complessivamente oltre 10,5 milioni di posti su più di 60.000 voli.
L'operativo della primavera-estate 2027 include alcune delle mete più amate d’Europa: tra questi collegamenti da 23 scali italiani verso isole mediterranee, città d’arte e destinazioni dal forte richiamo gastronomico.
Tra le destinazioni Sardegna, Sicilia e Grecia, ma anche numerose città europee ricche di storia, cultura e vivacità, come Barcellona, Madrid, Firenze e Venezia. Non mancheranno anche le mete celebri per la loro tradizione culinaria e per l’atmosfera autentica dei loro quartieri storici, come Napoli, Palermo e Bordeaux, perfette per vivere esperienze legate al territorio tra cucina locale, mercati tipici e tradizioni regionali.
“Con l’apertura delle vendite per la primavera-estate 2027 vogliamo offrire ai nostri clienti la possibilità di organizzare le proprie vacanze con anticipo – ha commentato Valeria Rebasti, international market director del vettore spagnolo –. Continuiamo a puntare su collegamenti diretti verso destinazioni molto amate dai viaggiatori italiani, proponendo un’offerta ampia e competitiva pensata per soddisfare sia la domanda leisure sia quella dei city break europei”.
Inoltre, i passeggeri iscritti a Megavolotea, il programma fedeltà della compagnia, potranno beneficiare di un’esperienza di viaggio ancora più flessibile e conveniente, grazie ad agevolazioni dedicate, offerte esclusive e servizi pensati per rendere ogni spostamento semplice e confortevole.
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Il mercato dei viaggiatori provenienti dalla Cina si fa largo nei desiderata di Trenitalia, intenzionata a rafforzare la propria presenza nei principali hub economici cinesi e a intercettare una domanda in crescita verso il turismo ferroviario in Italia.
La società ha dunque siglato un accordo di cooperazione commerciale con la Camera di commercio italiana in Cina per sostenere la crescita nel mercato cinese: l'intesa prevede attività integrate di promozione, comunicazione, eventi e supporto operativo sul territorio. L’obiettivo è consolidare il posizionamento dei servizi Trenitalia presso il pubblico cinese e rafforzare la promozione dell’esperienza di viaggio in Italia attraverso il sistema ferroviario e i servizi integrati del Gruppo Fs.
I risultati ottenuti già nel 2025 sono esemplificativi di questo trend: le vendite di Trenitalia in Cina sono raddoppiate rispetto all’anno precedente, mentre nel primo trimestre del 2026 anche il numero dei passeggeri ha registrato un raddoppio rispetto allo stesso periodo del 2025.
«Attraverso questa intesa vogliamo sostenere lo sviluppo delle attività di Trenitalia in Cina, facilitando il dialogo con stakeholder e operatori locali e contribuendo alla promozione dell’eccellenza italiana nei settori della mobilità, dei trasporti e del turismo» ha dichiarato Gianni Di Giovanni, presidente della Camera di commercio italiana in Cina.
In un contesto segnato da crescente attenzione per mobilità sostenibile, innovazione infrastrutturale e qualità dei servizi, aggiunge Di Giovanni, il know-how italiano può offrire un contributo concreto al rafforzamento della cooperazione economica tra Italia e Cina.
Un'intesa che rappresenta «un passo concreto» anche per Francesco Cacciapuoti, direttore sales Trenitalia, per rafforzare la presenza dell’azienda in un mercato ad alto potenziale. La collaborazione con la Camera di commercio italiana in Cina, spiega, consentirà di ampliare la rete di relazioni locali, sviluppare nuove partnership e promuovere in modo più efficace l’esperienza di viaggio in Italia.
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[post_content] => Il Messico è una destinazione di primo piano in casa Viva Resorts by Wyndham, pari a circa un terzo dell’offerta complessiva della catena. Con le due strutture Viva Maya by Wyndham e Viva Azteca by Wyndham, a pochi minuti a piedi di distanza l’una dall’altra, la catena consolida la presenza in una destinazione long haul di riferimento per il mercato italiano, soprattutto sul target family.
L’avvio del 2026, dal punto di vista delle prenotazioni, si colloca in una traiettoria positiva in continuità con i risultati del 2025. A sostenere la domanda concorrono il richiamo dell’area caraibica, anche in considerazione dell’attuale scenario internazionale, la presenza di collegamenti diretti e il valore della posizione fronte mare, a 4 chilometri da Playa del Carmen.
Giuliana Carniel, vp sales & revenue manager di Viva Resorts by Wyndham, spiega: «Il mercato italiano continua a rappresentare un bacino di primaria importanza per Viva Resorts by Wyndham, posizionandosi tra i primi tre di riferimento. I dati confermano la solidità del nostro posizionamento e la capacità della proposta di mantenere attrattività e rilevanza commerciale nel tempo. In un comparto sempre più proiettato all’inseguimento delle cinque stelle, Viva Resorts by Wyndham continua a presidiare con coerenza il segmento 4 stelle e 4 stelle plus, facendo leva su un valore percepito elevato e su un rapporto qualità-prezzo molto competitivo. Anche sotto il profilo commerciale, il binomio Viva Resorts by Wyndham e Bravo esprime una formula efficace, perché coniuga la forza di un prodotto consolidato, il valore di un presidio italiano e una proposta accessibile, chiara e rassicurante sia per la distribuzione sia per il cliente finale».
A rafforzarne la presenza delle strutture messicane sul mercato italiano contribuiscono asset ben riconoscibili: la presenza di staff e direzione italiana, l’attenzione alla cucina, alla qualità del servizio e alla relazione con l’ospite, oltre a una dimensione delle strutture ancora equilibrata, a misura di persona. Anche l’entertainment, attraverso format dedicati e i party tematici Viva Vibe, arricchisce ulteriormente l’esperienza di soggiorno.
I plus del prodotto
Sul fronte della distribuzione, la proposta della Riviera Maya firmata Viva Resorts by Wyndham continua a rappresentare un prodotto riconoscibile e competitivo dal punto di vista commerciale. Negli ultimi anni le aspettative delle famiglie si sono evolute: Viva Maya e Viva Azteca rispondono con una proposta che unisce soggiorno mare, servizi inclusi e una componente esperienziale sempre più rilevante. Proprio sul fronte delle escursioni la destinazione esprime uno dei suoi punti di forza, grazie alla possibilità di affiancare alla vacanza balneare esperienze culturali e naturalistiche tra siti archeologici come Tulum, Cobá e Chichén Itzá, cenote, riserve naturali e parchi della penisola dello Yucatán.
Quest'anno Viva Maya by Wyndham raggiunge il traguardo dei 30 anni, confermando la continuità di una presenza storica nella destinazione e il valore di un posizionamento costruito nel tempo.
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Anantara Hotels & Resorts celebra il 25° anniversario con una campagna globale: "25 Years of unforgettable journeys". Da un singolo resort in Thailandia a oltre 50 hotel e resort in 24 Paesi nel mondo: un traguardo che festeggia le destinazioni, le persone e gli ospiti che hanno dato vita al brand.
Il brand è stato fondato nel 2001 da William Heinecke, chairman e founder di Minor International, con l’obiettivo di rispondere alla necessità di un marchio alberghiero di lusso capace di offrire soggiorni immersivi e basati sull’esperienza. La sua visione: un brand capace di valorizzare la scoperta culturale attraverso design ispirati alle tradizioni locali, cucina del territorio ed esperienze uniche. Il nome Anantara viene dal sanscrito e significa “senza fine“: un richiamo alla scoperta, ai nuovi orizzonti e al viaggio come esperienza di vita.
«Creare Anantara resta uno dei traguardi professionali di cui vado più fiero - spiega William Heinecke -. Costruire il brand da zero ci ha dato l’opportunità di applicare quanto appreso gestendo hotel in Thailandia per oltre 20 anni e di soddisfare la crescente domanda di viaggiatori esigenti, alla ricerca di esperienze locali memorabili e avventure autentiche, senza rinunciare a sistemazioni di lusso in cui tornare ogni sera».
La storia
Il primo resort, Anantara Hua Hin Resort, ha aperto le sue porte il 4 marzo 2001 nella località balneare di Hua Hin, a tre ore da Bangkok. Da Hua Hin, il brand si è espanso in tutta la Thailandia con Anantara Golden Triangle Elephant Camp & Resort nel nord del Paese e Anantara Bophut Koh Samui Resort nel sud, entrambe strutture firmate dal paesaggista Bill Bensley. L’espansione internazionale è iniziata nel 2006 con Anantara Dhigu Maldives Resort, primo progetto del marchio al di fuori della Thailandia e vera prova del suo potenziale globale, aprendo la strada allo sviluppo in Medio Oriente, Africa, Asia e, negli anni successivi, Europa. Nel 2015, il rebranding di una storica proprietà di Bangkok come Anantara Siam Bangkok Hotel ha rappresentato un traguardo personale per William Heinecke e un passaggio strategico per il brand, segnando la sua evoluzione da brand legato ai resort a realtà dell’hospitality presente anche nelle grandi metropoli internazionali.
Negli ultimi anni, Minor Hotels ha ampliato la presenza di Anantara Hotels & Resorts nelle più iconiche destinazioni europee, aggiungendo nuove proprietà ad Amalfi, Amsterdam, Budapest, Dublino, Nizza, Roma e Vienna. L’espansione proseguirà con nuove aperture previste in Australia, Giappone, Egitto, Argentina, Croazia, Turks e Caicos e Stati Uniti. Nel 2026 il brand lancerà inoltre i Tented Camps, a partire da Anantara Tented Camp Kafue River, situato accanto al Kafue National Park, la più grande e antica riserva naturale del Paese.
«Anantara ha svolto un ruolo determinante nello sviluppo del portfolio luxury di Minor Hotels negli ultimi 25 anni - ha dichiarato Dillip Rajakarier, group ceo di Minor International -. Il nostro obiettivo resta una crescita attenta e disciplinata, fedele ai valori fondanti di Anantara, dove esperienze immersive, forte senso del luogo e autentica connessione culturale guidano il modo e i luoghi in cui il brand evolve».
Al centro delle celebrazioni per l’anniversario del brand c’è la serie People Who Inspire, che racconta le storie di 25 collaboratori il cui talento e la cui passione definiscono l’esperienza degli ospiti nelle diverse proprietà del gruppo. Ogni profilo darà voce ad artigiani, esperti di conservazione, guide spirituali e figure storiche dell’ospitalità — persone che rendono unici gli hotel Anantara nel mondo e ci ricordano che il cuore dell’hospitality è la connessione umana.
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Welcome Travel Group annuncia con soddisfazione il riconoscimento ricevuto in occasione dei Tap Awards 2026, l’appuntamento internazionale con cui Tap Air Portugal celebra i partner che si sono distinti a livello globale per risultati commerciali, collaborazione e sviluppo del business.
L’edizione 2026 dell’evento si è svolta a Porto presso il cruise terminal del Porto di Leixões, iconica struttura affacciata sull’oceano Atlantico e tra i simboli più rappresentativi della moderna riqualificazione del waterfront cittadino. La serata ha riunito operatori e protagonisti del settore turistico provenienti da diversi mercati internazionali.
Il premio conferma il valore della collaborazione tra Tap Air Portugal e Welcome Travel Group e premia il contributo del network nello sviluppo delle vendite long haul, segmento sempre più strategico per il mercato italiano.
A rappresentare Welcome Travel Group durante la cerimonia è stato Vittorio Amato, responsabile commerciale vettori del network, che ha commentato: «Ricevere questo riconoscimento da Tap Air Portugal è motivo di orgoglio e rappresenta la conferma del lavoro quotidiano svolto dalle agenzie del nostro metwork. La sinergia con partner di valore come Tap ci consente di offrire ai clienti soluzioni di viaggio sempre più competitive e di qualità, consolidando al tempo stesso il ruolo consulenziale delle nostre agenzie. Questo premio appartiene a tutta la rete Welcome Travel Group».
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[post_content] => Il vino italiano continua a trovare nell’enoturismo uno dei suoi asset più redditizi. Non solo promozione del territorio o storytelling rurale: oggi le visite in cantina incidono direttamente sui bilanci aziendali, alimentando vendite, investimenti e nuovi modelli di ospitalità. È quanto emerge dall’Osservatorio ilGolosario Wine Tour sul turismo in cantina, realizzato su un campione di 1.700 aziende italiane, che fotografa un comparto sempre più centrale nelle strategie del sistema vitivinicolo nazionale.
Il dato che colpisce maggiormente riguarda l’impatto commerciale: oltre il 60% delle cantine dichiara infatti di aver incrementato le vendite dirette grazie alle attività enoturistiche, mentre quasi un’azienda su quattro segnala crescite comprese tra l’11% e il 30%. Un indicatore che conferma come l’esperienza in cantina sia diventata un vero driver di business, capace di trasformare il visitatore in cliente fidelizzato.
Nuovi target in crescita e investimenti
A cambiare è anche il profilo del pubblico. Secondo quasi il 70% delle aziende intervistate, sono i Millennials il segmento che registra la crescita più marcata nella domanda di esperienze legate al vino. Un target che cerca autenticità, relazione con il territorio e formule sempre meno standardizzate.
Non sorprende allora che l’82% dei visitatori privilegi oggi esperienze integrate: tour tra vigne e barricaie, degustazioni abbinate alla cucina locale, soggiorni in campagna e attività outdoor stanno progressivamente sostituendo la degustazione tradizionale come proposta principale. Il vino diventa così parte di un ecosistema esperienziale più ampio, in cui ospitalità e lifestyle assumono un peso strategico.
Le aziende sembrano aver colto pienamente il cambio di paradigma. Il 40% delle cantine prevede infatti nuovi investimenti dedicati all’accoglienza, con focus su sale degustazione, strutture ricettive e ristorazione. Un segnale che racconta l’evoluzione del vigneto italiano verso modelli sempre più vicini all’hôtellerie diffusa e al turismo esperienziale.
ilGolosario Wine Tour
Dentro questo scenario si inserisce l’uscita de ilGolosario Wine Tour 2026, la guida firmata da Paolo Massobrio e Marco Gatti, disponibile in libreria dal 27 maggio e giunta alla quinta edizione. Il volume recensisce 1.775 cantine distribuite in 75 territori del vino lungo tutta la Penisola, restituendo la mappa di un’Italia enologica sempre più orientata all’ospitalità.
La fotografia del settore è eloquente: 423 cantine propongono servizi di ristorazione, 716 consentono soggiorni in vigna e 91 si presentano come Relais di Charme, a conferma di un investimento crescente nell’accoglienza di qualità. E cresce anche la vocazione internazionale: 121 aziende hanno scelto di integrare contenuti e approfondimenti in lingua inglese, intercettando un turismo straniero sempre più interessato alle esperienze wine&food italiane.
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[post_content] => L’arte contemporanea come leva di posizionamento, il legame con il territorio come driver esperienziale e una strategia sempre più orientata al lifestyle internazionale. È questa la direzione intrapresa da Avani Rio Novo Venice Hotel che, per il terzo anno consecutivo, rinnova la collaborazione con Cris Contini Contemporary presentando “Cinema Reloaded: Mosaic Visions”, la nuova mostra dell’artista Emanuele Sari.
L’esposizione, visitabile fino al 25 ottobre 2026, conferma la volontà della struttura veneziana di trasformare gli spazi comuni in luoghi aperti alla città e capaci di generare connessioni tra ospitalità, cultura e comunità locale.
«Avani è un brand di Minor Hotels che rappresenta l’anima lifestyle e contemporanea del gruppo - spiega Mariarosaria Binetti, pr, communication & social media manager di Minor Hotels -. Uno dei pillar principali del brand è quello esperienziale: il nostro obiettivo è connettere il viaggiatore con il tessuto culturale della città che ospita le strutture. A Venezia sicuramente uno dei primi touchpoint è l’arte».
Il brand è arrivato in Italia nel 2023 con due proprietà: Venezia e Milano. Un’espansione che punta su design contemporaneo, benessere e lifestyle dinamico, rivolgendosi a un target internazionale e trasversale. «In quest’ottica – prosegue Binetti – la collaborazione con Cris Contini Contemporary ci permette di portare l’arte nel cuore degli spazi comuni dell’hotel. Quest’anno abbiamo scelto di connetterci al cinema, perché Venezia è un set cinematografico naturale a cielo aperto e le opere di Emanuele Sari riflettono perfettamente questo immaginario».
Per Stefano Botteon, g.m. di Avani Rio Novo Venice, la mostra rappresenta un’estensione naturale della filosofia della struttura: «Questi spazi non vogliono essere soltanto luoghi di ospitalità, ma ambienti aperti alla città, dove le persone possano entrare, vivere esperienze, fermarsi anche semplicemente per vedere qualcosa».
L'hotel come spazio aperto
Avani Rio Novo Venice, aperto nel 2018 e affiliato al brand Avani nel 2023, punta a rafforzare il rapporto con il territorio, anche grazie alla posizione strategica nel sestiere di Dorsoduro, vicino all’università e ai principali poli culturali veneziani. «Siamo in una zona molto giovane e dinamica – sottolinea Botteon – e stiamo lavorando per costruire relazioni sempre più strette con la comunità locale e con l’università. Questa mostra si inserisce perfettamente nella nostra strategia di essere presenti sul mercato locale pur mantenendo un forte posizionamento internazionale».
Attualmente circa l’80% della clientela della struttura proviene dall’estero, con mercati chiave che includono Nord America, Europa, India e Asia. L’ingresso nel network Avani ha inoltre consentito all’hotel di intercettare nuovi flussi dal Sud-est asiatico, Australia e Nuova Zelanda. «Lavoriamo su un doppio binario – aggiunge il Botteon –: da una parte il mercato internazionale, dall’altra la necessità di essere connessi con il tessuto locale. Questo ci permette di offrire esperienze autentiche e distintive».
Accanto alla proposta artistica, la struttura ha sviluppato un portafoglio di attività immersive legate alla destinazione: workshop sul vetro di Murano, laboratori di maschere veneziane, esperienze dedicate al recupero delle briccole lagunari, running tour all’alba tra calli e canali e masterclass di cucina veneziana.
Particolare attenzione anche alla sostenibilità, tema sempre più centrale nella strategia del gruppo Minor Hotels. «Stiamo lavorando per essere sempre più plastic free – conclude Botteon – anche se nel settore hospitality è un percorso complesso. Abbiamo introdotto prodotti naturali in camera e partecipiamo a iniziative di volontariato dedicate alla pulizia della laguna insieme ad altre strutture della città».
(Enzo Zcudieri)
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[post_content] => A quasi trent’anni dalle prime sperimentazioni, le tourist card continuano a rappresentare uno strumento strategico per la valorizzazione delle destinazioni italiane, ma con modelli gestionali e formule commerciali ancora estremamente eterogenei. È quanto emerge dalla mappatura realizzata da Risposte Turismo, che fotografa un ecosistema in evoluzione, sempre più orientato alla diversificazione dell’offerta e alla fidelizzazione dei visitatori.
Nel dettaglio, il 47% delle card censite propone formule con durate differenti, accompagnate da variazioni di prezzo e, spesso, da servizi inclusi diversificati. Cresce anche l’attenzione verso il mercato domestico: il 41% delle card offre infatti soluzioni dedicate ai residenti, attraverso abbonamenti di lunga durata – da sei a dodici mesi – oppure formule dedicate a tariffa agevolata. Ancora limitata, invece, la diffusione delle card tematiche ispirate a itinerari o personaggi specifici, ferme al 6% del totale.
Sul fronte della governance, prevale il modello pubblico, che rappresenta il 60% delle gestioni analizzate. Seguono le formule miste pubblico-private (34%), considerate spesso più articolate dal punto di vista dell’offerta e dell’integrazione dei servizi. Residuale, ma presente, la quota di card gestite interamente da operatori privati (6%), generalmente strutturate come prodotti commerciali con livelli differenti di integrazione territoriale.
«La grande eterogeneità che caratterizza il panorama italiano – osserva Francesco di Cesare, Presidente di Risposte Turismo – riflette la versatilità di uno strumento costruito in funzione dell’offerta disponibile e degli obiettivi del soggetto promotore. Le card turistiche possono facilitare la fruizione dell’offerta, migliorare l’esperienza di visita e rafforzare il branding territoriale. Tuttavia, la loro efficacia dipende dalla capacità di inserirle in una strategia più ampia di sviluppo e coordinamento della destinazione».
Secondo l’analisi, infatti, la tourist card non rappresenta una soluzione autonoma capace di modificare da sola le performance di una destinazione, ma uno strumento operativo che richiede progettazione condivisa, coordinamento tra stakeholder, gestione e promozione continuativa.
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[post_content] => Condor Holidays sta entrando in una nuova fase nel mercato tedesco. A partire da giugno, inizierà ufficialmente a operare come tour operator per la compagnia aerea guidata da Peter Gerber attraverso una nuova joint venture che ha avviato le attività a dicembre. La mossa, come riporta Hosteltur, si inserisce in una tendenza già adottata da altri gruppi aerei europei: conquistare una quota maggiore del mercato turistico, non solo attraverso la vendita di singoli biglietti, ma anche tramite pacchetti vacanza completi. Nel caso di Condor Holidays, l'approccio sarà diretto e digitale: vendite online, pacchetti dinamici, selezione accurata di hotel e un focus sulla ricerca basata sull'intelligenza artificiale.
La Spagna, con le isole Baleari e le Canarie in primo piano, sarà un mercato prioritario, come spiegato da Carlos Esteve, ceo dell'azienda.
«Il marchio Condor Holidays - spiega Esteve in un'intervista rilasciata a Hosteltur - non è nuovo. Lavoravamo già con Condor e vendevamo i nostri pacchetti con il nome di Condor Holidays, ma lo facevamo come azienda esterna. La novità è che Condor ha deciso di creare un proprio tour operator insieme a noi. Fino ad ora, eravamo un fornitore esterno che collaborava con diverse compagnie. Abbiamo iniziato con Air Berlin, poi Lufthansa, poi Condor, facendo sempre la stessa cosa: offrire pacchetti vacanza per le compagnie aeree. Ma ora non siamo più un'azienda esterna. Abbiamo creato una nuova partnership con Condor e continueremo a vendere i pacchetti vacanza Condor, ma ora come tour operator della compagnia aerea. Si tratta di un cambiamento significativo, perché essere un partner esterno non è la stessa cosa che essere il tour operator di Condor. Da un lato, dimostra che la compagnia aerea prende sul serio la questione, come hanno già fatto Jet2, easyJet ed Eurowings. Dall'altro, consente una maggiore integrazione: i posti offerti da Condor sono anche i posti offerti da Condor Holidays. Non abbiamo ancora iniziato a vendere come nuova azienda. Se tutto andrà bene dal punto di vista legale e tecnico, il lancio avverrà a giugno».
Si tratterà di un modello di vendita diretto, online. «Non ci saranno intermediari o agenzie di viaggio fisiche, almeno nel prossimo futuro. L'obiettivo è convertire parte della clientela esistente di Condor, già presente sui suoi canali digitali, in acquirenti di pacchetti turistici. Vogliamo che i clienti che visitano il sito web di Condor alla ricerca di un volo possano prenotare anche hotel, trasferimenti, assicurazioni o auto a noleggio tramite Condor Holidays. Il nostro obiettivo principale è quello di concentrarci sui canali online dove Condor è già presente. Questo non significa che vogliamo sostituire tutti gli altri modelli. Alcuni clienti preferiscono il pacchetto tradizionale, l'agenzia di viaggio e un servizio più personalizzato, e va benissimo. Ci rivolgiamo a un segmento diverso: i clienti che prenotano già i voli online e sono abituati a organizzare i propri viaggi in digitale».
Pacchetto dinamico
«Non stiamo parlando di un pacchetto da catalogo vecchio stile. È un prodotto dinamico: volo, hotel e servizi aggiuntivi, come trasferimenti, assicurazione o noleggio auto, combinati in base alle esigenze del cliente. Non ho nulla contro i pacchetti tradizionali, ma si tratta di un segmento diverso. Il nostro cliente è colui che prenota già online e desidera configurare le proprie vacanze in modo flessibile. Questo segmento è in crescita ed è abituato ad acquistare in questo modo. Inoltre, vogliamo spingerci ancora oltre. Attualmente, la tecnologia ci permette di creare pacchetti che includono un aeroporto di partenza, un aeroporto di destinazione, un hotel e determinati servizi. Ma l'obiettivo è quello di arrivare a un pacchetto veramente personalizzabile: un pacchetto in cui il cliente possa, ad esempio, volare a Tenerife, trascorrervi due giorni, poi spostarsi su un'altra isola e tornare da Fuerteventura a Francoforte; oppure in cui possa fare un viaggio negli Stati Uniti con diversi soggiorni, un'auto a noleggio, attività e voli, tutto in un'unica prenotazione. L'idea è che tutti gli elementi del viaggio siano inclusi in un'unica prenotazione, ma che il cliente possa configurarli in modo molto più flessibile».
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Se tutto andrà bene dal punto di vista legale e tecnico, il lancio avverrà a giugno».\r\nSi tratterà di un modello di vendita diretto, online. «Non ci saranno intermediari o agenzie di viaggio fisiche, almeno nel prossimo futuro. L'obiettivo è convertire parte della clientela esistente di Condor, già presente sui suoi canali digitali, in acquirenti di pacchetti turistici. Vogliamo che i clienti che visitano il sito web di Condor alla ricerca di un volo possano prenotare anche hotel, trasferimenti, assicurazioni o auto a noleggio tramite Condor Holidays. Il nostro obiettivo principale è quello di concentrarci sui canali online dove Condor è già presente. Questo non significa che vogliamo sostituire tutti gli altri modelli. Alcuni clienti preferiscono il pacchetto tradizionale, l'agenzia di viaggio e un servizio più personalizzato, e va benissimo. 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