27 April 2026

Amadeus: primo profitto trimestrale dopo la crisi pandemica

Luis Maroto

Amadeus ha annunciato venerdì i risultati finanziari del terzo trimestre. Grazie al costante miglioramento dei volumi di viaggio, l’azienda ha registrato il suo primo profitto trimestrale dall’inizio della pandemia di Covid-19.

L’utile rettificato si attesta a 23,8 milioni di euro, il 92,6% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Questo dato rappresenta un aumento di 14,5 punti percentuali rispetto al tasso di crescita del secondo trimestre. 

Il free cash flow è stato pari a  83,6 milion di euro, ovvero  103,5 milioni escluse le spese di esecuzione del programma di cost saving (56,5 milioni di € nei nove mesi, escluse le spese di esecuzione ipotizzate). Al 30 settembre 2021 l’indebitamento finanziario netto era pari a 3.173,9 milioni di euro.

“Durante il terzo trimestre, abbiamo continuato a vedere miglioramenti nei volumi e trend positivi, sia nelle prenotazioni aeree che nei passeggeri imbarcati, in tutte le regioni. Questa tendenza si estende al nostro segmento Hotel, dove abbiamo registrato risultati migliori sull’intero portafoglio di soluzioni, in particolare nelle linee di ricavo che dipendono dalle transazioni, come prenotazioni e clic multimediali”, ha affermato Luis Maroto, ceodi Amadeus.

“Grazie a questo, abbiamo registrato i nostri primi benefici trimestrali da quando è stata dichiarata la pandemia, di 23,8 milioni di euro. Anche il nostro flusso di cassa disponibile ha chiuso positivamente, con flussi in entrata di 83,6 milioni di euro nel trimestre”, ha aggiunto.

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Andamenti differenziati Anche sul piano territoriale emergono andamenti differenziati. I tassi più elevati sono rilevati nel Nord Est e nel Nord Ovest, entrambi all’83%, trainati in particolare da Trentino-Alto Adige e Lombardia. Il Centro si attesta all’80%, con la Toscana in evidenza, mentre Sud e Isole si fermano al 75%, con risultati migliori per Sardegna, Puglia e Sicilia. Il quadro resta però segnato da una forte incertezza. Le tensioni geopolitiche, la crisi energetica e la volatilità dei prezzi dei trasporti stanno incidendo sulle scelte dei viaggiatori e potrebbero ridisegnare i comportamenti turistici nei prossimi mesi. La tendenza già visibile è quella di soggiorni più brevi, maggiore attenzione al budget e preferenza per mete considerate più sicure e raggiungibili anche con mezzo proprio. Pianificazione In questo scenario, le imprese turistiche e della ristorazione sono già impegnate nella pianificazione della stagione estiva, in particolare nell’organizzazione dei servizi e nel reclutamento del personale. Secondo i dati Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior, su oltre 224mila imprese horeca con dipendenti interpellate, il 36,2% prevede nuove entrate di personale e collaboratori nel trimestre aprile-giugno 2026: in totale 418mila unità, oltre 20mila in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Nella ricettività le entrate previste sono 22,5mila. Le figure più richieste sono addetti alla reception, circa il 78% del totale, portieri notturni, portieri d’albergo, responsabili del ricevimento e della portineria, addetti al customer service, responsabili delle prenotazioni alberghiere e addetti alla pulizia delle camere. 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