27 March 2026

Halldis ammessa al concordato preventivo. Pronto il piano di rilancio

Michele Diamantini

Halldis spa, la prima a portare in modo strutturato in Italia il modello americano dello short rental, è stata ammessa alla procedura di concordato preventivo in continuità aziendale dal Tribunale di Milano, sulla base di un piano attestato di rilancio di Halldis che prevede la prosecuzione dell’attività della società.

«La pandemia – afferma Michele Diamantini, ceo di Halldis – e il conseguente calo degli spostamenti per finalità turistiche e di lavoro avevano aggravato precedenti difficoltà finanziarie. Per questo un anno fa circa abbiamo avviato un procedimento, sotto il controllo del Tribunale, volto a consentire la ristrutturazione della società, preservandone il patrimonio “immateriale” – portafoglio contratti, esperienza nel settore e posizionamento di mercato – e garantendo la continuità della gestione e il mantenimento degli standard qualitativi dell’azienda».

«L’ammissione alla procedura di concordato in continuità – prosegue Diamantini – e dunque l’accoglimento del piano di rilancio è una bella notizia, oltre che per noi, per tutto il settore italiano degli affitti brevi, che ha notevoli ambiti di miglioramento e può dare il suo significativo apporto al comparto turistico e all’economia del Paese. Procediamo col nostro modello, che è stato imitato da tanti, ma al contempo attueremo nuove scelte di distribuzione e gestione dei servizi con l’obiettivo, da un lato, di migliorare l’offerta per i clienti finali, molti dei quali provengono anche dall’estero, e dall’altro di innalzare ulteriormente la qualità della gestione, già riconosciuta dai proprietari».

Oggi Halldis, 8,5 milioni di euro di fatturato nel 2020, gestisce oltre mille, tra appartamenti, palazzi e ville, per conto di proprietari privati e istituzionali, in più di 120 località italiane ed europee. E’ presente nelle principali città nazionali (Bologna, Firenze, Milano e Roma) e in Europa a Bruxelles, Parigi e in Costa Azzurra. Sempre in Italia, nei migliori siti di mare, in Sardegna, Sicilia e Versilia, di montagna (Gressoney e Ponte di Legno,) come sui Laghi di Como, d’Iseo e Maggiore e nella più bella campagna Toscana, nelle provincie di Arezzo, Lucca, Firenze e Pistoia, ma anche nel Chianti e in Valle d’Orcia.

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Secondo i media neozelandesi, la maggior parte di questi adeguamenti riguarda il network domestico e i voli a minore domanda, piuttosto che la chiusura di linee complete.\r\n\r\nLa decisione di Air New Zealand è direttamente collegata all'impennata del prezzo del cherosene dopo il nuovo aggravarsi del conflitto in Medio Oriente: il prezzo del carburante per l'aviazione, che oscillava tra gli 85 e i 90 dollari al barile, ora si attesta tra i 150 e i 200 dollari, livelli che non si vedevano dall'inizio della guerra in Ucraina nel 2022. \r\n\r\n“I prezzi del carburante hanno raggiunto livelli senza precedenti per la compagnia”, ha ammesso la direzione, aggiungendo che se la situazione dovesse persistere, Air New Zealand “dovrà continuare ad adeguare le sue tariffe e il suo programma di voli”.\r\nTariffe al rialzo\r\nDi fronte a questa volatilità, il vettore ha sospeso le sue previsioni di risultato per l'esercizio in corso, ritenendo che non siano “più appropriate” fino a quando i mercati del carburante e le condizioni operative non si saranno stabilizzati. Di conseguenza, la compagnia ha annunciato un aumento generalizzato delle tariffe: circa 10 dollari neozelandesi in più sui voli nazionali, 20 dollari sui voli internazionali a corto raggio e 90 dollari sui voli a lungo raggio. Questo aumento fa parte di una tendenza regionale: anche Qantas e la sua controllata low cost Jetstar hanno aumentato i prezzi dei biglietti in risposta allo shock petrolifero, con aumenti stimati intorno al 5% su alcune rotte internazionali.\r\n\r\nNonostante queste decisioni, Air New Zealand ricorda che i suoi collegamenti con gli Stati Uniti continuano a essere considerati “strategici”, poiché fungono da ponte verso l'Europa, mentre alcune rotte aeree sopra il Medio Oriente rimangono perturbate o richiedono lunghe deviazioni. Il mantenimento di questi corridoi intercontinentali è considerato una priorità per l'economia neozelandese, anche se la redditività a breve termine ne risente.","post_title":"Air New Zealand e il caro carburante: network ridotto e tariffe più alte","post_date":"2026-03-13T10:49:49+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1773398989000]}]}}