13 May 2026

Dante a Forlì, oltre 40 mila visitatori in due mesi

Oltre 40mila presenze in appena due mesi e nonostante le tante restrizioni imposte dalla pandemia, per Dante. La visione dell’arte, la grande mostra organizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì insieme alle Gallerie degli Uffizi per raccontare, nel settecentenario della morte, il mito del Sommo Poeta durante il trascorrere dei secoli. E un futuro “cinematografico”: l’esposizione infatti adesso si trasforma, diventando un vero e proprio documentario d’arte che verrà diffuso a partire da settembre. Sarà realizzato come una visita guidata e commentata virtuale nella rassegna monstre, forte di oltre 300 opere, grazie alla collaborazione di grandi maestri della ripresa cinematografica e della fotografia; l’obiettivo è metterla a disposizione del grande pubblico, pensando in particolare a quanti non hanno potuto sperimentare, con una visita reale, le stesse emozioni del grande viaggio dantesco raccontato nella mostra forlivese. A cominciare dalle scuole e dagli studenti, gravemente penalizzati nelle loro attività dalla pandemia.

Ricchissimo il percorso espositivo creato ai Musei San Domenico dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì insieme alle Gallerie degli Uffizi. Per la prima volta è stata proposta al pubblico un’esclusiva pinacoteca dantesca di 300 opere, collocate in un arco temporale ampio dal Duecento al Novecento, e che ha offerto una nuova lettura della figura di Dante e della sua opera in rapporto all’arte.

Un vero e proprio catalogo di capolavori, provenienti dai più grandi musei del mondo, dove si sono incontrati Cimabue, Giotto, Lorenzetti, Andrea del Castagno, Beato Angelico, Botticelli, Signorelli, Beccafumi, Michelangelo, Lorenzo Lotto, Tintoretto, Brueghel il Vecchio, Guido Reni, Canova, Bouguereau, Picasso, Arnolfo di Cambio. Tra i manoscritti dell’antica vulgata Pacino da Buonaguida e Niccolò di ser Sozzo, tra le fonti di Dante Le Roman de la Rosee il Liber figurarum di Gioachino da Fiore; poi le prime edizioni a stampa.

Non si è trattato di una mostra didascalica e neppure celebrativa, ma interpretativa della relazione tra Dante e l’arte. Un grande percorso espositivo che comprende pittura, scultura, disegni, incisioni, manoscritti, edizioni rare.

Il progetto, nato da un’idea di Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, e di Gianfranco Brunelli, Vice-presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e direttore delle grandi mostre da essa organizzate, è stato coadiuvato dal Professor Antonio Paolucci e dal Professor Fernando Mazzocca, con un numeroso e prestigioso comitato scientifico. La scelta di Forlì come scenario dell’esposizione mirava a ribadire la centralità di Forlì e del suo territorio nel percorso storico-esistenziale dantesco. Non città di passaggio, Forlì, ma città dantesca.

«Abbiamo sfidato con coraggio l’inimmaginabile – dichiara Gianfranco Brunelli – per poter realizzare e aprire una mostra di queste dimensioni e di questa qualità. Il progetto scientifico è stato interamente realizzato. Le opere tutte presenti. La mostra forlivese su Dante ci ha anche restituito una visione di normalità, che vorremmo affrettata».

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: «Questa mostra è un grande successo, a partire dal punto di vista scientifico. Ciò è documentato dallo stesso catalogo: per le generazioni a venire, un manuale per l’università ma anche per le scuole medie e superiori. Questa esposizione è davvero una pietra miliare, che illustra non solo tutto Dante, la sua opera, ma l’immensa influenza culturale che ha esercitato dai suoi tempi fino al ‘900».

 

 

 

 

 

 

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