25 June 2026

La Thailandia riparte da Phuket: le norme previste dalla Sandbox

La Thailandia riparte con Phuket: l’isola è infatti la destinazione pilota che da oggi, 1° luglio, torna ad accogliere i turisti internazionali. 

Di seguito le informazioni e le raccomandazioni generali che la Tourism Authority of Thailand ha diffuso in vista della riapertura.

Consigliamo ai viaggiatori di evitare aree a rischio o luoghi affollati nei 14 giorni precedenti della data del viaggio per la Thailandia. Il paese/regione di provenienza dei viaggiatori in arrivo deve essere tra quelli approvati dal Ministero della Salute Pubblica (MoPH) come proposto dal Ministero del Turismo e dello Sport (MoTS) e da Tourism Authority of Thailand (Tat). I turisti in arrivo devono essere rimasti in questi paesi per non meno di 21 giorni prima della data del viaggio. Devono registrare il proprio viaggio tramite il sistema o il sito web designati ed essere in possesso dei seguenti documenti: un certificato di ingresso (COE); un certificato medico con un risultato di laboratorio (metodo RT-PRC) che indichi la non positività al Covid-19 nelle 72 ore precedenti alla data del viaggio. Copia, per ciascun viaggiatore, di una polizza assicurativa in inglese che copra le spese sanitarie e terapeutiche per Covid-19 per l’intera durata della permanenza in Thailandia con una copertura chiaramente identificata in non meno di 100.000 dollari statunitensi.

Copia della conferma di pagamento per un soggiorno di 14 notti e test RT-PCR presso hotel approvati da MoTS o TAT. Nel caso in cui la durata del soggiorno sia inferiore a 14 giorni, i viaggiatori devono presentare un biglietto confermato per il volo di ritorno dalla Thailandia. Un certificato di vaccinazione contro Covid-19 con un vaccino approvato dal MoPH o dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ottenuto non meno di 14 giorni prima della data del viaggio. I viaggiatori di età inferiore ai 18 anni, che viaggiano con genitori o tutori, devono avere un certificato medico con risultato di laboratorio di test RT-PRC che indichi la non positività Covid-19 nelle 72 ore precedenti al viaggio.

I viaggiatori devono essere sottoposti a screening in uscita prima della partenza.

All’arrivo in Thailandia, i viaggiatori devono essere sottoposti a screening di ingresso e procedure di immigrazione e doganali: i dettagli relativi ai requisiti per i viaggiatori su voli diretti o non diretti saranno presto disponibili.

Scaricare e installare un’applicazione di allerta e mantenerla attiva in qualsiasi momento per l’intera durata della permanenza in Thailandia. Raggiungere direttamente l’hotel prenotato con transfer aeroportuale approvato. Sottoporsi a un test Covid-19 (metodo RT-PCR) a proprie spese rispettando le seguenti modalità: sostenere il primo test all’arrivo e attenderne i risultati presso il proprio alloggio. Esecuzione di ulteriori test RT-PCR che rispettino i seguenti requisiti:

I viaggiatori che hanno prenotato soggiorni inferiori ai 7 giorni sono tenuti a sostenere un nuovo test al giorno 6 o 7 della loro permenenza nel Paese, o quanto altirmenti prescritto dalle linee guida del MoPH.

I viaggiatori che hanno prenotato soggiorni di durata compresa tra 10 e 14 giorni devono sostenere il secondo test al giorno 6 o 7 della loro permanenza e il terzo test al giorno 12 o 13 della loro permanenza, o quanto altrimenti prescritto dalle linee guida del MoPH.

Nel caso in cui i viaggiatori risultino positivi al test per il Covid-19 saranno indirizzati verso specifiche strutture sanitarie per cure mediche a proprie spese.

Se negativi al test, i viaggiatori possono visitare qualsiasi area di Phuket. I viaggiatori che hanno prenotato un soggiorno di durata inferiore a 14 giorni devono lasciare Phuket (Thailandia) immediatamente su un volo internazionale verso altro paese entro la data di partenza prevista. I viaggiatori che abbiano completato 14 notti a Phuket potranno continuare il loro viaggio verso altre destinazioni thailandesi.

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Una struttura dotata di 68 camere modulabili per formare appartamenti con cucina e bagno su richiesta, con un’attenzione per tutte le esigenze alimentari. Un hotel che accoglie fino a 6000 ospiti nei mesi più affollati e oggi si riempie anche a gennaio grazie al World Economic Forum della vicina Davos. «La storia del Kurhaus Hotel Bergün inizia nel 1903, con la costruzione della Ferrovia Retica. - racconta Christof Steiner, managing director dell’hotel -. Il paese di Bergün, a 1400 metri di altitudine, era un importante punto di passaggio per le carrozze che attraversavano il passo dell’Albula trasportando beni e persone. Ma quando venne costruita la ferrovia tutti i trasporti a cavallo si fermarono, perché il treno era più conveniente e rapido. Un gruppo di imprenditori locali capì, però, l’importanza del passaggio di una rete ferroviaria internazionale: bisognava dare a chi arrivava a Bergün un motivo per fermarsi».\r\nAnno 1906\r\n«Venne allora costruito il Kurhaus Hotel: era il 1906. Inizialmente venne aperto come Grand Hotel di lusso destinato all’alta borghesia. C’erano la luce elettrica e l’acqua calda corrente, un sistema di riscaldamento centralizzato e anche qualche camera oscura per sviluppare le fotografie. Ma le cose non andarono bene: il treno era troppo conveniente, poi esplose la Prima Guerra Mondiale, seguita dalla Depressone degli anni Venti e dalla Seconda Guerra Mondiale. Bergün non riuscì mai a decollare. Nel 1949 un incendio devastò parte dell’hotel e fu la sua fine. Allora la comunità di Bergün acquistò l’edificio, lo rimise in ordine e lo vendette a una compagnia specializzata in family-holiday. L’hotel venne suddiviso in appartamenti di diverse dimensioni. C’erano addirittura 200 letti e, per aggiungerne altri, venne eliminato anche il ristorante; il progetto ha funzionato per 50 anni, fino al 2002».\r\n\r\n«A causa della mancanza di fondi, non è mi stata fatta manutenzione, quindi l’edificio si è ben preservato - continua Steiner –. Risale al 2002 la trasformazione successiva: i proprietari non erano più in grado di mantenere l’hotel e lo vendettero agli ospiti che lo frequentavano con le loro famiglie. Questi formarono una s.p.a. e vendettero le azioni. Ancora oggi il Kurhaus Hotel è una s.p.a. condivisa da 900 azionisti che prendono insieme ogni decisione. L’obiettivo comune è quello di preservare una forma di accoglienza fondata su tre pilastri: l’Hotel, i Family Apartments e la Location dove organizzare per eventi di ogni tipo. Le nostre 68 camere, che possiamo trasformare in appartamenti da 3,4 spazi, sono le stesse di 120 anni fa: semplici ma autentiche. Abbiamo poi 30 cucine che si possono aggiungere alle camere. Durante le vacanze scolastiche lavoriamo soprattutto con ospiti che usano l’hotel come family-apartments: possono accedere al nostro ristorante o servirsi della cucina (nelle vicinanze c’è un supermercato); è come avere un appartamento, ma all’interno di un hotel di cui si possono usare i servizi. Abbiamo per l’86% ospiti svizzeri, per il resto olandesi, italiani e britannici; per la maggior parte sono ospiti europei - conclude Steiner -. Durante l’anno chiudiamo solo ad aprile - perché il tempo non è bello - e due settimane a novembre».\r\n(Chiara Ambrosioni)\r\n\r\n[gallery ids=\"517156,517163,517165\"]","post_title":"Svizzera: un viaggio nel tempo al Kurhaus Hotel Bergün","post_date":"2026-06-22T13:16:53+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1782134213000]}]}}