13 May 2026

Hnh: un primo semestre ancora difficile, ma da un mese a questa parte arrivano segnali positivi

Primo semestre dell’anno fiscale ancora difficile per Hnh Hospitality, che paga la seconda ondata della pandemia, soprattutto al confronto con lo stesso periodo dell’esercizio precedente, per molta parte ancora poco toccato dalla crisi sanitaria. Tra novembre 2020 e aprile 2021, le performance del gruppo hanno infatti visto l’occupazione scendere dal 53,7% al 17,4%, mentre le tariffe medie hanno sostanzialmente tenuto, calando appena dell’1,4%: da 69,7 a 68,8 euro. A pesare sui conti della compagnia, anche l’inattività di molte delle sue strutture: solo sette hotel dei 14 indirizzi complessivi del portfolio Hnh sono infatti rimasti ininterrottamente aperti nei mesi invernali (al totale si è aggiunto lo scorso aprile il nuovo DoubleTree by Hilton Rome Monti, ndr).

In concomitanza con l’analisi del primo semestre, la compagnia ha inoltre approvato il bilancio d’esercizio 2019-2020, senza sostanziali
scostamenti da quanto già annunciato alla fine dell’anno scorso: dal 1° novembre 2019 al 31 ottobre 2020, il gruppo ha quindi registrato ricavi totali dalle gestioni dirette pari a 21,4 milioni, in calo del 34,3% se confrontati con l’esercizio precedente (-47,5% a perimetro costante), quando tuttavia il periodo era stato ridotto a dieci mesi per il cambio di data di chiusura dello stesso esercizio. Il margine operativo lordo (ebitda) si è poi fermato a -4,75 milioni.

Ciò detto, lo scenario sta ora progressivamente mutando: il progredire della campagna vaccinale, il calo dei contagi, ma soprattutto l’impegno assunto a metà maggio circa dal premier Mario Draghi in tema di green pass ha infatti garantito un vero e proprio cambio di passo delle prenotazioni, che si protrae ormai da circa un mese: «La ripresa è stata netta, costante e distribuita su tutti i mercati – spiega l’amministratore delegato di Hnh Hospitality, Luca Boccato -. Nel segmento mare, in particolare, fino alle prime due settimane del mese scorso il nostro on the book era a -40% rispetto al 2019. Oggi siamo al -15%. Un bel balzo in avanti. Certo, nelle città d’arte a forte vocazione internazionale la ripresa è più lenta. Ma anche qui negli ultimi giorni si è decisamente rafforzata».

Alla luce di tali evoluzioni, al momento dell’approvazione della semestrale, il gruppo ha previsto per il 2021 un giro d’affari complessivo del 30% circa inferiore rispetto a quello del 2019, a perimetro costante. Un dato che segnerebbe già un miglioramento rispetto a quanto ottenuto l’anno scorso, ma che potrebbe essere verosimilmente corretto verso l’alto, grazie proprio alla ripresa registrata nelle ultime settimane, sottolinea sempre Boccato.

 

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