4 giugno 2021 11:09
In Val d’Ega a veder le stelle. Il cuore del Patrimonio dell’Umanità Unesco batte infatti anche per il cielo, meta degli avventurosi viaggi nello spazio con partenze programmate da Collepietra, piccola capitale del primo Villaggio Stellare d’Europa. Per la qualità della volta stellata, l’impegno nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio celeste e per i servizi di ospitalità, l’Astrovillaggio – composto anche dalle località di San Valentino in Campo, Cornedo all’Isarco e Cardano – ha ottenuto il riconoscimento “I cieli più belli d’Italia” – Gold.
Riaperto ufficialmente nel maggio del 2021, il Planetarium Alto Adige di San Valentino in Campo (BZ) si è rimesso in moto con un programma di iniziative che si arricchisce grazie a passeggiate notturne con osservazione delle stelle, laboratori di costruzione di razzi per bambini e famiglie e passeggiate guidate sul “Sentiero dei Pianeti”.
Alle 10:00 di ogni giovedì mattina, il Planetarium Alto Adige soddisfa invece (in italiano e in tedesco) tutte le curiosità dei bambini a partire dai sei anni intorno a razzi e simili. A coronamento dell’attività, il team mostrerà inoltre un razzo ad acqua e, con un numero sufficiente di partecipanti, lancerà dall’osservatorio Max Valier un razzo professionale. Il costo è di 10 euro a bambino, con iscrizione obbligatoria entro il giorno precedente.
Le escursioni guidate in tedesco e italiano con osservazione pomeridiana del cielo sono previste ogni venerdì di luglio e agosto a partire dalle ore 10:00. Necessaria l’iscrizione entro il giorno precedente all’indirizzo di cui sopra. L’originale e idilliaco Sentiero dei Pianeti, che parte da Collepietra, permette a chi lo percorre di spostarsi attraverso un sistema solare riflesso in scala 1:1 miliardo su prati, boschi e biotopi, saltando da Marte e Saturno. Grazie a izi. TRAVEL, l’audioguida per smartphone, sarà inoltre come avere sempre un astronomo personale in tasca.
Da non perdere infine le Serate di Luna Piena, vere e proprie esperienze con l’universo nel piatto e le stelle sopra la testa negli astrovillaggi del comune di Cornedo: ogni venerdì delle settimane di luna piena nei mesi di ottobre e novembre, il programma prevede specialità culinarie, musica dal vivo, cocktail full moon e osservazioni del cielo.
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La partecipazione è gratuita, così come tutte le attività alla scoperta del territorio.
Lago di Garda, Monte Baldo, Val di Gresta, Monte Stivo, Vallagarina, Lago di Cei, Valli del Leno: in questo incredibile contesto naturale, il Festival propone un programma pensato per ogni livello di preparazione e ogni età, senza escludere nessuno (grazie a percorsi accessibili e special bike per persone con disabilità), includendo attività quali ferrate in notturna, Nordic walking, trekking, forest bathing, yoga, MTB e cicloturismo.
Tra le novità del 2026, una mappa interattiva consultabile tutto l'anno con tutte le location geolocalizzate.
Dall’anno scorso l'appuntamento propone un approccio al benessere outdoor multidimensionale, certificato dal marchio Five Dimensions Wellness® di Paola Rizzitelli, esperta di marketing e branding per la wellness economy. Un approccio che valorizza i benefici di ogni attività nelle cinque dimensioni dell'essere umano - Fisica, Mentale, Spirituale, Relazionale e Ambientale - attraverso lo strumento del Passaporto del Benessere.
«Portare il Festival a Mori significa aprire una porta su un Trentino più ampio, più connesso, più ricco - commenta Nicola Cimonetti, presidente Associazione Trentino destination, l’ente organizzatore -. Vogliamo creare un filo verde che unisca la Vallagarina al Lago di Garda: insieme sono una visione di futuro per un turismo che coniuga un territorio già conosciuto con aree ad alto potenziale come il Monte Baldo e la Val di Gresta, scrigni di biodiversità, agricoltura sostenibile e paesaggi sensazionali».
Grande spazio al mondo bici (corsa, enduro, e-MTB) e al cicloturismo, con tour che collegano il Castello di Avio alle sponde del Garda e percorsi in e-MTB sulle orme dei dinosauri.
Nel parco di Mori, le famiglie trovano nell’area kids uno spazio verde pensato appositamente per loro con 24 attività (3.300 bambini coinvolti nella scorsa edizione).
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Cuore culturale del Festival, l'Agorà del Benessere. Paola Rizzitelli modera sul palco principale quattro panel dinamici, tra sabato 23 e domenica 24 maggio, con esperti, medici e professionisti per affrontare aree del benessere che richiedono oggi una nuova interpretazione: la longevità come qualità della vita, non solo durata; la salute della donna 40+; la spiritualità come strumento pratico di consapevolezza; il benessere degli adolescenti in un mondo che corre troppo veloce.
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Una «notizia positiva in uno scenario complicato». Parte da qui l'analisi della situazione attuale messa a punto dal ceo di Idee per Viaggiare, Danilo Curzi, che ha recentemente annunciato l'acquisizione dello storico marchio Cts Viaggi. «Un'operazione dettata più dal cuore che dal business - ha spiegato il manager a Milano -, voluta per mettere il marchio in sicurezza». Il futuro del brand Cts è ancora da scrivere, ma potrebbe portare alla creazione di una linea di prodotto ad hoc, che vada a intercettare quella fascia di viaggiatori che ha vissuto "l'effetto Cts" nel periodo del suo massimo splendore, a cavallo degli anni Ottanta.
L'analisi di Curzi
Cts Viaggi a parte, Idee per Viaggiare si trova come tutti i player del turismo organizzato a fare i conti con gli effetti di una crisi internazionale che si fatica a contenere. «Nei giorni immediatamente successivi allo scoppio del conflitto abbiamo istituito una task force per rimpatriare e fornire assistenza ai nostri clienti in giro per il mondo. Siamo andati ben oltre il dovuto, investendo una cifra importante per provvedere al rientro di tutti nel più breve tempo possibile. Nel periodo seguente abbiamo lasciato sul campo qualcosa come 3,5-4 milioni di euro in cancellazioni, da sommarsi ai 5 milioni di mancate conferme persi negli ultimi due mesi lato t.o.».
Inoltre, l'effetto domino creato dai problemi registrati dai tre principali vettori mediorientali - Emirates, Qatar Airways ed Etihad - ha avuto ripercussioni importanti in tutte le rotte a est, «con ad esempio cali dell'80% sulle Maldive» sottolinea Curzi. In verità, uno dei nodi principali ancora da sciogliere riguarda proprio la condotta delle compagnie aeree: «sono fuori controllo. In alcuni casi il costo dei biglietti è raddoppiato.; si è arrivati a spendere 2.500 euro per un biglietto in economy per la Repubblica Dominica. Con questi prezzi, è chiaro che il mercato ha registrato una battuta d'arresto, indipendentemente dalle tensioni geopolitiche e dalle informazioni spesso allarmistiche che hanno finito per danneggiare anche destinazioni che nulla avevano a che vedere con le zone teatro del conflitto».
Al momento, una lenta ripresa è cominciata. «Cina, Giappone ma anche l'America Latina con il Perù stanno ottenendo risultati brillanti. Anche il Canada sta riscuotendo grande interesse. Gli Stati Uniti, nostra prima destinazione, già da tempo erano in calo, anche se in numeri assoluti continuano a essere un nostro prodotto di punta. Stiamo invece spingendo sui Caraibi con attività in collaborazione con enti del turismo e vettori».
Tutto è però proiettato a dopo l'estate. «Sarà il vero spartiacque per capire come andremo a chiudere il 2026. Per intanto, confermo un'accelerazione di preventivi e prenotazioni per il prossimo inverno, che riguarda anche destinazioni attualmente un po' ferme come Emirati o Maldive». Cresce anche la quota media pratica, attualmente pari a circa 3.800 euro a persona, che potrebbe contribuire a migliorare ulteriormente il giro d'affari totale, nel 2025 pari a 160 milioni di euro
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Ci sono luoghi che non si limitano a esistere: raccontano storie. La Costa degli Dei è uno di questi. Un litorale di 55 chilometri che si estende da Pizzo Calabro a Nicotera.
Il buen retiro in Calabria
Un tratto di Calabria affacciato sul Tirreno, che si mostra come un paesaggio che sembra avere una voce propria, fatta di vento, luce e mare. Qui le scogliere si alzano come pagine di pietra scolpite dal tempo, mentre l’acqua cambia colore di ora in ora, passando dall’azzurro lattiginoso dell’alba al blu profondo del tramonto. In questo scenario, il Baia del Sole Resort non appare come un semplice punto d’appoggio, ma come una presenza naturale, quasi inevitabile, che si fonde con le meraviglie che la natura offre. Si inserisce, quindi, nel paesaggio con discrezione, rispettandone i ritmi e amplificandone la bellezza. Dalle sue terrazze lo sguardo si perde senza ostacoli, seguendo la linea dell’orizzonte che sembra sempre un po’ più lontana.
Ideale per ritemprarsi
Chi ha voglia di staccare la spina, dopo mesi di lavoro in ufficio, frenetici e stressanti, nel resort sulla Costa degli Dei in Calabria troverà il suo buen retiro. La giornata inizia lentamente, con la luce che filtra tra le palme e il suono del mare che accompagna ogni gesto. Il tempo si dilata: una colazione con vista sul mare, una passeggiata sulla sabbia ancora fresca, il primo tuffo quando il sole è appena alto. Ogni momento è scandito da una semplicità rara, quella che non ha bisogno di essere costruita.
Anche la cucina diventa parte di questo sogno diventato realtà. Il pesce appena pescato porta in tavola il sapore autentico del luogo, senza artifici. È un’esperienza che coinvolge i sensi ma anche la memoria, perché certi sapori restano impressi come immagini.
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[post_content] => Nuovo cda per Bwh Hotels Italia. L’assemblea dei soci, riunita in Sicilia per la Spring Convention, per il triennio 2026-28 ha confermato Walter Marcheselli nel ruolo di presidente, giunto al suo quarto mandato consecutivo, confermando la stabilità e la continuità nella visione strategica intrapresa dal gruppo.
«Sono onorato della fiducia rinnovatami dai soci - dichiara Marcheselli - Il nuovo consiglio lavorerà in continuità per il successo dei progetti avviati e sarà capace, con rinnovato entusiasmo, di cogliere le opportunità di un mercato dinamico».
Il board
Il nuovo board vede la riconferma di Giovanni Simonetto e Francesco Incerti nel ruolo di vicepresidente. Il nuovo consiglio di amministrazione è dunque così composto da una compagine di imprenditori che rappresentano le diverse aree geografiche e tipologie di strutture del network: Andrea Boccardi, Fabio Borio, Ludovica Clarioni, Maria De Scrilli, Camilla Doni, Francesco Incerti, Walter Marcheselli, Gina Primavera, Giovanni Simonetto, Fulvio Soave.
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“Un quarto di secolo dopo l’emanazione del decreto 231 (8 giugno 2001) le attività di controllo per prevenire e contrastare ogni forma di violazione delle regole devono fare i conti con i rischi legati all’uso scorretto di uno strumento come l’Intelligenza Artificiale – ha sottolineato Sanga - La sfida in cui siamo ormai coinvolti è la capacità di impostare le chiavi dell’Intelligenza Artificiale in modo tale che non produca interferenze sulla liceità del modo prescritto di operare.
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Nel corso del convegno è stata richiamata la necessità di procedere al censimento e all’analisi dettagliata dei sistemi di intelligenza artificiale implementati nelle varie funzioni aeroportuali, ed è emerso quanto fondamentale sia lo sviluppo delle competenze della popolazione aziendale al fine di governare consapevolmente sistemi basati sull’IA. In questo scenario, l’Organismo di Vigilanza è depositario dei principi etici che governano l'uso dei sistemi di Intelligenza Artificiale.
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[post_content] => Il 22, 23 e 24 maggio alla Spezia torna l’appuntamento con il primo festival italiano dell’ostrica: l’Italian Oyster Fest che, giunto quest’anno alla quarta edizione, punta a diffondere la conoscenza e il consumo dell’ostrica italiana ponendo l’accento su gusto, sostenibilità, salute e prospettive di sviluppo della filiera.
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[post_content] => Evolution Travel ha rinnovato il proprio portale dedicato all'arcipelago dell'Oceano Indiano, grazie all’apporto di Monia Dionigi, consulente di viaggi online con una specializzazione maturata nel tempo sulle destinazioni di quest'area del globo, che si affianca a Cristina Giro già promotrice di riferimento della destinazione.
Un progetto nato dalla passione prima ancora che dalla professione. «Ho visitato le Seychelles per la prima volta nel 2018 e me ne sono follemente innamorata - spiega Monia Dionigi -. Ho iniziato a investire in prima persona per far conoscere le Seychelles sui miei social, guidata semplicemente dalla passione. Da lì è stato un percorso naturale, costruito passo dopo passo: il tour operator interno ha riconosciuto questo impegno e, quando si è resa disponibile l’opportunità, è stato naturale che venissi coinvolta. Un ruolo che sento profondamente mio fin dall’inizio».
Le Seychelles non sono una meta commerciale. Vanno proposte in maniera emozionale, sono adatte a chi ama la natura, non vuole la movida, l'animazione o il classico villaggio italiano. La clientela ideale è composta da coppie, famiglie con bambini, viaggiatori in cerca di relax attivo tra trekking, snorkeling e passeggiate nella natura. «Non c'è il villaggio con il giochino pre-aperitivo - precisa Dionigi -. Il lusso qui è il contesto stesso. Per questo ai miei clienti dico sempre di non puntare troppo sulla struttura: meglio scegliere bene la posizione e la costa, che fa tutta la differenza».
Le isole principali sono Mahé, dove si trova una delle capitali più piccole al mondo, Praslin, la più suggestiva per natura e spiagge, e La Digue, la più piccola, esplorabile in bicicletta.
«A chi non è mai stato alle Seychelles, di solito propongo un itinerario di 7 notti e 9 giorni: le prime quattro a Praslin e le ultime tre a Mahé. L’altra isola si può visitare comodamente in giornata con il traghetto - aggiunge Dionigi - Il trattamento consigliato è la mezza pensione. Chi prenota solo la colazione ha l’illusione di risparmiare, ma poi si ritrova a spendere molto di più. Mangiare alle Seychelles è costoso. È esattamente questo il valore del consulente di viaggi: dare suggerimenti che il cliente da solo non può immaginare».
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Il noleggio veicoli si conferma un asset strategico per il turismo: il 25° Rapporto Aniasa descrive un settore in piena salute e sempre più centrale per la mobilità dei viaggiatori, ma non privo di nubi all’orizzonte legate soprattutto alle sfide legislative e a obblighi europei sull'elettrificazione ritenuti troppo rigidi. Da qui si leva un monito sul "futuro sbagliato" della mobilità.
Il dato più significativo riguarda il noleggio a breve termine (rent-a-car), con un fatturato di 1,6 miliardi di euro (+6,4%) nel 2025 che vede negli aeroporti il suo vero traino: il 60% dei contratti viene infatti siglato negli scali aeroportuali, con una crescita dell'11%. Un segnale chiaro per chi gestisce flussi internazionali: il 51% dei clienti del noleggio sono stranieri.
Le sfide: fiscalità e transizione energetica
Se da un lato la flotta sfiora gli 1,5 milioni di veicoli, dall'altro pesa l'incognita dei costi e delle normative europee. Aniasa ha lanciato l'allarme sul target UE che impone il 45% di auto elettriche nei parchi aziendali entro il 2030: un vincolo che rischia l'aumento dei prezzi del noleggio, riduzione dell'offerta e un invecchiamento del parco circolante.
Mentre il rent-a-car regge, il car sharing vive una crisi profonda, con noleggi crollati da 13 a meno di 4 milioni a causa di costi operativi alle stelle (furti e vandalismi) e scarso supporto normativo. Parallelamente, si assiste a una rivoluzione nel parco auto: i brand cinesi hanno conquistato il 20% delle immatricolazioni a breve termine. Un'avanzata spinta dal divario tra i prezzi delle auto nuove (saliti del 50% in 10 anni) e i redditi reali, rendendo i marchi orientali l'opzione accessibile per molti operatori e privati.
Il presidente di Aniasa, Italo Folonari, ha ribadito la necessità di un supporto istituzionale che riconosca il valore del noleggio: «Auspichiamo che possa essere adottata l'IVA agevolata del 10% per i noleggi di veicoli a breve termine. Il contesto fiscale continua a penalizzare le aziende del settore, frenando lo sviluppo e gli investimenti». Folonari ha poi sottolineato il ruolo del noleggio nel rinnovo del parco circolante italiano (4 anni di vita media contro i 13 della media nazionale), definendolo un motore di innovazione.
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Nonostante i numeri positivi, il settore esprime forti dubbi sulla velocità della transizione ecologica imposta da Bruxelles. La ricerca condotta con Bain & Company evidenzia uno scollamento tra gli annunci normativi e la realtà del mercato. Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company, ha commentato duramente le previsioni mancate degli ultimi anni: «La promessa di una “nuova mobilità”, fatta di 100% elettrico e sharing al posto dell’auto privata, si scontra con una realtà più lenta e meno accessibile. Per rimettere il settore in carreggiata occorre rimettere “il cliente al volante”, con una transizione energetica meno ideologica e più pragmatica. Una mobilità fatta solo di sharing ed elettrico si scontra con una realtà di redditi stagnanti e accessibilità economica».
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(Anna Morrone)
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[post_content] => Genova rafforza il proprio posizionamento nel turismo culturale internazionale con un doppio riconoscimento firmato Guida Michelin. Da Parigi arriva infatti l’inserimento della città nella selezione “Vale il viaggio” della Guide Michelin Voyage & Culture, accompagnato dalle tre stelle attribuite al sistema dei Musei di Strada Nuova. Un risultato che consolida il percorso di valorizzazione dell’offerta culturale e dell’esperienza turistica, sempre più orientata a un pubblico internazionale e di qualità.
A sottolineare il valore strategico del traguardo è il Sindaco, Silvia Salis: «il riconoscimento premia il grande lavoro di promozione che ha reso la città più inclusiva, sia dal punto di vista culturale sia turistico, proiettando Genova nel firmamento delle destinazioni di eccellenza».
Dal lato Michelin emerge una valutazione sempre più centrata sull’esperienza del visitatore. Il direttore generale delle Guide Michelin - Philippe Orain - ribadisce che «le stelle Michelin sono pensate per i visitatori» e che le tre stelle assegnate ai Musei di Strada Nuova premiano «non solo la ricchezza patrimoniale, ma anche la qualità dell’accoglienza e della visita, cioè il modo in cui questo patrimonio viene raccontato e valorizzato».
Un approccio che conferma come, nella competizione tra destinazioni, non sia più sufficiente il contenuto culturale, ma diventi determinante la capacità di trasformarlo in esperienza.
Sul fronte istituzionale, il significato del premio viene letto anche come leva di posizionamento competitivo. Silvia Salis evidenzia come si tratti di «una vera e propria medaglia d’oro, il massimo riconoscimento possibile», sottolineando la necessità di «proteggere il patrimonio, ma al tempo stesso aprirlo al mondo, trovando un equilibrio tra tutela e accessibilità».
Una visione che trova continuità nelle parole dell’assessore al Turismo Tiziana Beghin, che individua nella filiera locale uno degli asset strategici: «L’accoglienza e l’esperienza sono state le leve su cui abbiamo lavorato di più, coinvolgendo musei, botteghe storiche, artigiani e commercianti. Genova non è solo una città che vale il viaggio, ma una destinazione da vivere».
A completare il quadro è l’intervento dell’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, che lega il riconoscimento a un percorso di lungo periodo e a una visione di sviluppo: «Genova viene finalmente riconosciuta, agli occhi dei visitatori, al livello dei grandi centri internazionali dell’arte». Un risultato che, aggiunge, rappresenta «un punto di arrivo ma anche una sfida per il futuro», con la cultura vista come «motore di sviluppo capace di incidere non solo sul turismo, ma sull’intera società». Montanari sottolinea inoltre il valore del lavoro corale alla base del traguardo: «È il risultato di uno staff straordinario e di una città che ha imparato a condividere il proprio patrimonio, rendendolo vivo e partecipato». E conclude con una lettura strategica del riconoscimento: «Queste stelle non sono un premio per noi, ma un’indicazione per chi viaggia: un invito a scoprire e vivere Genova».
A fare da cornice istituzionale al riconoscimento anche il ruolo della Camera di Commercio, con il vicepresidente vicario Alessandro Cavo che evidenzia l’impatto sul sistema economico locale: «Questo risultato dimostra come turismo e cultura siano leve strategiche per lo sviluppo del territorio. Il riconoscimento Michelin rafforza l’attrattività di Genova e genera valore per tutta la filiera, dal commercio all’accoglienza, contribuendo a posizionare la destinazione su mercati di qualità».
Il doppio riconoscimento Michelin si inserisce così in una più ampia strategia di sviluppo turistico che punta sulla qualità dell’offerta, sull’integrazione tra cultura ed economia locale e sulla capacità di attrarre nuovi flussi internazionali, rafforzando il brand Genova nel panorama competitivo europeo.
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Il direttore generale delle Guide Michelin - Philippe Orain - ribadisce che «le stelle Michelin sono pensate per i visitatori» e che le tre stelle assegnate ai Musei di Strada Nuova premiano «non solo la ricchezza patrimoniale, ma anche la qualità dell’accoglienza e della visita, cioè il modo in cui questo patrimonio viene raccontato e valorizzato».\r\nUn approccio che conferma come, nella competizione tra destinazioni, non sia più sufficiente il contenuto culturale, ma diventi determinante la capacità di trasformarlo in esperienza.\r\n\r\nSul fronte istituzionale, il significato del premio viene letto anche come leva di posizionamento competitivo. Silvia Salis evidenzia come si tratti di «una vera e propria medaglia d’oro, il massimo riconoscimento possibile», sottolineando la necessità di «proteggere il patrimonio, ma al tempo stesso aprirlo al mondo, trovando un equilibrio tra tutela e accessibilità».\r\n\r\nUna visione che trova continuità nelle parole dell’assessore al Turismo Tiziana Beghin, che individua nella filiera locale uno degli asset strategici: «L’accoglienza e l’esperienza sono state le leve su cui abbiamo lavorato di più, coinvolgendo musei, botteghe storiche, artigiani e commercianti. Genova non è solo una città che vale il viaggio, ma una destinazione da vivere».\r\n\r\nA completare il quadro è l’intervento dell’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, che lega il riconoscimento a un percorso di lungo periodo e a una visione di sviluppo: «Genova viene finalmente riconosciuta, agli occhi dei visitatori, al livello dei grandi centri internazionali dell’arte». Un risultato che, aggiunge, rappresenta «un punto di arrivo ma anche una sfida per il futuro», con la cultura vista come «motore di sviluppo capace di incidere non solo sul turismo, ma sull’intera società». Montanari sottolinea inoltre il valore del lavoro corale alla base del traguardo: «È il risultato di uno staff straordinario e di una città che ha imparato a condividere il proprio patrimonio, rendendolo vivo e partecipato». E conclude con una lettura strategica del riconoscimento: «Queste stelle non sono un premio per noi, ma un’indicazione per chi viaggia: un invito a scoprire e vivere Genova».\r\n\r\nA fare da cornice istituzionale al riconoscimento anche il ruolo della Camera di Commercio, con il vicepresidente vicario Alessandro Cavo che evidenzia l’impatto sul sistema economico locale: «Questo risultato dimostra come turismo e cultura siano leve strategiche per lo sviluppo del territorio. 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