27 June 2026

Patanè: «Riscrivere NextgenerationItalia e dare spazio al turismo»

Il 2020 ha bruciato 77,5 milioni di arrivi, 234 milioni di presenze e 100 miliardi di valore della produzione in soli 10 mesi, e l’inizio del 2021, con la stagione invernale e le vacanze di Pasqua di fatto azzerate, ha visto bloccata una possibile ripartenza del turismo.

«Bene rimettere mano al documento NextgenerationItalia, approvato dal Governo Conte il 12 gennaio, – ha affermato il presidente di Confturismo Luca Patanè durante l’audizione al Senato – perché in quel Piano il turismo praticamente non c’era. Il miliardo e mezzo di euro previsto non basta neanche per partire. Ma per essere coerenti con l’istituzione del Ministero del turismo, il nuovo schema di riferimento dovrà individuare esplicitamente il settore tra quelli a cui si dedica maggiore spazio e rimuovere punti di blocco che ci impediscono di accedere a importanti risorse disponibili per la riqualificazione, la formazione, la digitalizzazione e la riorganizzazione delle imprese”.

E conclude “Completeremo nei prossimi giorni l’elaborazione di schede progettuali focalizzate tanto sugli investimenti quanto sulle riforme necessarie, con le quali intendiamo contribuire al lavoro del Governo ma la condizione fondamentale è che vengano subito istituiti, con tutta la trasparenza che occorre, tavoli ai quali i nostri progetti possano essere presentati, valutati e messi a sistema con gli altri, per non perdere l’occasione fondamentale che il pacchetto NextgenerationEU rappresenta”.

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Scivoli estremi e attrazioni adrenaliniche si collocano solo al quarto posto.\r\n\r\nSul fronte dei prezzi, AssoParchi chiede da tempo che agli sforzi delle imprese si associ anche l’intervento del Governo, attraverso semplificazioni sui processi di vendita e la riduzione dell’Iva sui biglietti, sul modello della Gran Bretagna, che ha recentemente deciso di abbattere l’imposta per i mesi estivi portandola al 5% sui biglietti per parchi divertimento, parchi avventura, zoo, musei e attrazioni.\r\n\r\nMaurizio Crisanti, direttore AssoParchi, spiega: “La scelta britannica dimostra che la leva fiscale può essere utilizzata in modo concreto per sostenere l’accessibilità dell’offerta turistica, culturale e ricreativa. È esattamente il principio che sosteniamo da anni, insieme a Rete Imprese di Spettacolo/AGIS. Ridurre l’IVA significa creare le condizioni perché le famiglie possano uscire di più e generare più domanda. Una misura di politica economica per stimolare i consumi interni, favorire l’occupazione stagionale e produrre benefici anche per i territori”.\r\n\r\nLuciano Pareschi, Presidente AssoParchi, dichiara: “Il settore arriva a questo appuntamento con un’offerta che non ha nulla da invidiare ai migliori parchi europei. Le imprese hanno continuato a investire nonostante l’aumento dei costi energetici, la spinta inflazionistica e un quadro regolatorio che non sempre favorisce la crescita. Per i parchi tematici i primi mesi dell’anno sono sostanzialmente in linea con il 2025.\r\n\r\n\"La stagione appena iniziata per i parchi acquatici è tutta da scrivere anche se le aspettative, clima permettendo, sono di crescita. Ora guardiamo con attenzione a una domanda che potrebbe essere favorita dalla tendenza delle famiglie a viaggiare meno all’estero e a scegliere mete di prossimità. 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