3 giugno 2026 14:44

El Capitolio, La Habana
Meliá Hotels International è la seconda catena spagnola a cessare la gestione di hotel appartenenti al gruppo Gaviota a Cuba, come riporta Hosteltur. Questa decisione è dettata dall’inasprimento delle sanzioni statunitensi contro le società straniere legate a entità controllate da Gaesa. Le misure dell’amministrazione Trump entreranno in vigore venerdì 5 giugno e si prevede un effetto domino tra le aziende che operano sull’isola.
Meliá è una delle catene alberghiere con la maggiore presenza nel Paese, con un portfolio di oltre 30 strutture e 13.800 camere. Secondo le informazioni riportate da Hosteltur, la catena avrebbe deciso di interrompere la fornitura di servizi di gestione e marketing, nonché la concessione in licenza dei suoi marchi alberghieri, in 15 hotel, “attivando e attuando piani specifici per effettuare una disaffiliazione ordinata“. Inoltre, sono in corso di attuazione protocolli per informare fornitori e clienti.
Gli hotel coinvolti
I 15 hotel che lascerebbero il portfolio di Melià sarebbero Gran Hotel Bristol Habana Vieja, Innside Catedral Habana, Meliá Buena Vista, Meliá Cayo Santa María, Meliá Jardines del Rey, Meliá Las Dunas, Meliá Península Varadero, Paradisus Los Cayos, Paradisus Princesa Mar, Paradisus Río de Oro, Paradisus Varadero, Sol Caribe Beach, Sol Cayo Santa María, Sol Río de Luna y Mares, Sol Varadero Beach.
La decisione di Meliá Hotels International , comunicata ai proprietari degli hotel e confermata oggi, è una risposta a una serie di circostanze impreviste, al di fuori del controllo di Meliá, che hanno avuto un impatto significativo sul funzionamento dei servizi offerti da questi hotel.
Già a febbraio la società aveva annunciato una riduzione della propria capacità operativa, limitando l’attività a tre hotel aperti e adeguando quindi la propria offerta ai livelli di occupazione effettivi. La stragrande maggioranza degli hotel di Gaviota era già chiusa e inattiva a causa di problemi energetici e del calo della domanda, pertanto l’impatto dell’annuncio è stato limitato.
Prima di Melià, Iberostar aveva già interrotto i rapporti con Gaviota, cessando le attività in 12 dei suoi 18 hotel a Cuba. La società continua a operare in altri sei hotel collegati a gruppi non colpiti allo stesso modo dalle nuove restrizioni..
Per le catene alberghiere, il problema non si limita alla gestione quotidiana delle strutture e alle difficoltà causate dalla carenza di forniture. L’impatto va ben oltre, poiché l’esposizione alle sanzioni statunitensi può ripercuotersi sui finanziamenti, sui rapporti bancari, sul marketing internazionale e sulla reputazione aziendale.
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[post_content] => Nel corso del primo trimestre, il settore alberghiero statunitense aveva buoni motivi per aspettarsi un 2026 tutt'altro che brillante. Secondo Oxford Economics, le tensioni geopolitiche, l'impennata dei prezzi del petrolio e l'inflazione hanno pesato notevolmente sul settore, portando ad aprile la fiducia dei consumatori al livello più basso degli ultimi 75 anni. Nonostante queste condizioni, il primo trimestre si è rivelato migliore del previsto e gli analisti hanno reagito con previsioni decisamente più ottimistiche per l'anno a venire.
CoStar Group e Tourism Economics hanno dichiarato di prevedere ora una crescita del ricavo per camera disponibile negli Stati Uniti del 2,8% nel 2026, in aumento rispetto alla modesta crescita dello 0,6% prevista a febbraio.
«Abbiamo rivisto le nostre previsioni al rialzo in modo significativo - ha dichiarato in un intervento riportato da Travelweekly Jan Freitag, direttore nazionale delle analisi per il settore alberghiero di CoStar Group -. Il cauto ottimismo che aveva caratterizzato le nostre prospettive all'inizio dell'anno ha lasciato il posto a previsioni più solide». Freitag ha affermato che le prenotazioni di gruppo e individuali si sono rafforzate e che l'aumento della domanda ha restituito agli hotel parte del potere di determinazione dei prezzi che avevano perso. Ha stimato che la domanda di camere sia aumentata di oltre 8 milioni di pernottamenti su base annua nei primi quattro mesi del 2026, contribuendo a utili del primo trimestre superiori alle aspettative.
«L'impulso iniziale è stato più forte di quanto ci aspettassimo» ha affermato Freitag, aggiungendo che il RevPar statunitense è aumentato di circa il 5% nei primi 20 giorni di maggio. In particolare, Freitag ha affermato che la Coppa del Mondo Fifa, iniziata la scorsa settimana, non ha influito sulla revisione, poiché CoStar aveva già incluso il torneo di calcio nelle sue previsioni precedenti.
Il presidente di Tourism Economics, Adam Sacks, ha parlato delle condizioni favorevoli che hanno determinato una performance migliore del previsto, tra cui un mercato del lavoro relativamente stabile. Nonostante il rallentamento della crescita occupazionale, Sacks ha affermato che è improbabile che il tasso di disoccupazione, attualmente intorno al 4,3%, superi il 5% quest'anno. «Il mercato del lavoro si sta comportando in modo piuttosto impressionante", ha affermato Sacks.
Nonostante la fiducia dei consumatori abbia toccato un minimo storico, la spesa ha continuato a crescere, ha affermato Sacks. «Questa dissociazione tra come le persone si sentono e come agiscono è una realtà», ha affermato, aggiungendo che gli hotel continuano a beneficiare di un cambiamento più ampio nel modo in cui i consumatori scelgono di spendere i propri soldi. «Per i consumatori statunitensi le esperienze restano fondamentali. Continuiamo a osservare una priorità data ai viaggi e alle esperienze rispetto al consumo di beni».
Il trend
In particolare, non sono più solo le persone con redditi più elevati a mostrare questo potere d'acquisto. Dopo anni di un'economia in cui gli hotel di lusso e di fascia alta prosperavano mentre le strutture di fascia media ed economica ristagnavano, l'amministratore delegato di Hilton, Christopher Nassetta, ha sostenuto che il settore si sta spostando verso quella che ha definito un'economia a "C", dove la "C" sta per "convergenza". «Non è politicamente vantaggioso parlare di un miglioramento delle cose - ha affermato Nassetta -. Sto solo presentando dati concreti che dimostrano come le persone in quelle altre fasce di prezzo viaggino di più. Viaggiano di più nei fine settimana, viaggiano di più nei giorni feriali, viaggiano di più per vacanza, viaggiano di più per lavoro». Nassetta ha attribuito questo cambiamento in parte ai massicci cicli di investimenti in infrastrutture e intelligenza artificiale che starebbero mettendo denaro nelle tasche dei lavoratori della classe media.
Anche CoStar e Tourism Economics prevedono un miglioramento in tutte le fasce di prezzo. Sebbene si preveda che gli hotel di lusso guideranno tutti i segmenti con una crescita del RevPar del 5,3% quest'anno, Freitag ha affermato che i progressi saranno generalizzati.
«È positivo constatare che le previsioni indicano una crescita diffusa della domanda, soprattutto nella fascia media della catena alberghiera», ha aggiunto Freitag, citando la crescita prevista della domanda nei segmenti di lusso, medio-alto e medio. Anche il segmento economico, ha aggiunto, dovrebbe registrare una crescita del RevPardello 0,2%. A rafforzare ulteriormente il quadro della domanda contribuisce il fatto che quest'anno gli americani viaggiano più vicino a casa. Secondo Sacks, il numero di americani che viaggiano all'estero è diminuito di anno in anno per la prima volta da diversi anni, con un calo dei viaggi in uscita di circa il 2% nel 2026.
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[post_content] => Un momento di riflessione sulla situazione regionale, nonché sulla resilienza del comparto turistico, sulle prospettive di crescita per la seconda metà del 2026 e per accelerare l’attuazione dell’Agenda Economica di Dubai D33: questo l'intento del City Briefing che nei giorni scorsi ha riunito a Dubai oltre 1.700 rappresentanti dei settori turismo, aviazione, ospitalità, retail ed eventi, insieme a esponenti delle istituzioni e dei media.
Issam Kazim, ceo della Dubai Corporation for Tourism and Commerce Marketing, ha sottolineato come la collaborazione tra settore pubblico e privato, insieme a una strategia internazionale diversificata, abbia rafforzato la capacità di Dubai di affrontare le sfide e sostenere la crescita a lungo termine.
E' stato ribadito come per fronteggiare la crisi indotta dal conflitto in Iran, il Det e i partner del settore abbiano attivato rapidamente piani di emergenza, coordinandosi con l’aeroporto e con le compagnie aeree Emirates e flydubai per garantire la continuità dei collegamenti e fornire aggiornamenti costanti agli operatori turistici.
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La città è partita nel 2026 da una posizione favorevole, grazie ai risultati record ottenuti nel 2025: forte crescita degli arrivi internazionali, incremento del Pil del 6,4% nell’ultimo trimestre dell’anno e oltre 95,2 milioni di passeggeri transitati attraverso il Dubai International Airport.
Negli ultimi mesi, hotel e ristoranti hanno dimostrato capacità di adattamento introducendo offerte promozionali, pacchetti speciali e condizioni di prenotazione più flessibili. Questa collaborazione tra operatori è stata indicata come uno dei principali punti di forza del modello turistico di Dubai.
Guardando al futuro, il settore alberghiero sta investendo in programmi di ristrutturazione e ammodernamento per sostenere il prossimo ciclo di crescita e mantenere standard internazionali elevati.
Tra gli eventi principali della seconda metà del 2026 figurano il ritorno del Dubai Summer Surprises a luglio e la decima edizione del Dubai Fitness Challenge, prevista dal 31 ottobre al 29 novembre.
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[post_content] => Come la prossima generazione sarà destinata a trasformare il lusso, l’ospitalità e i modelli di leadership? Se ne è parlato al Bulgari Hotel durante la tavola rotonda organizzata da Glion Institute of Higher Education dal titolo “Gen Alpha: la generazione che reinventerà il lusso”.
Moderato da Sara Magro, il dibattito ha esplorato come la Generazione Alpha - i nati dopo il 2010 - sia destinata a ridefinire profondamente i codici, le aspettative e i modelli di business del lusso nei prossimi anni.
Secondo Bain & Company, le generazioni più giovani, tra cui Gen Z e Gen Alpha, rappresenteranno fino all’80% degli acquisti globali di beni di lusso entro il 2030, mentre la Gen Alpha è destinata a diventare la più grande generazione della storia, con oltre 2 miliardi di individui a livello globale. Cresciuta interamente nell’era dell’intelligenza artificiale, dell’iperconnessione e dell’immersione digitale permanente, la Gen Alpha sta già influenzando la percezione dei brand, la cultura digitale e i comportamenti d’acquisto molto prima di diventare una generazione di consumatori pienamente attiva.
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Ridefinire il lusso
Nel corso della discussione, i relatori hanno analizzato come le giovani generazioni stiano ridefinendo il lusso attraverso nuove aspettative legate ad autenticità, sostenibilità, personalizzazione, valore emotivo e rilevanza culturale. Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alla crescente tensione tra accessibilità ed esclusività in un’epoca dominata dalla visibilità sui social media e dall’esposizione digitale permanente.
Giovanni Manfredini ha commentato: «Per la Gen Alpha il lusso non sarà più soltanto sinonimo di esclusività, ma un’esperienza profondamente personale, costruita attorno all’identità, alle emozioni e ai valori individuali. Oggi i consumatori più giovani chiedono autenticità, trasparenza e connessioni significative con i brand: non basta più il prodotto, conta soprattutto come un’esperienza ti fa sentire. L’evoluzione del settore passerà quindi dalla capacità dei brand di creare ecosistemi esperienziali coerenti, umani e personalizzati».
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[post_content] => Il Giubileo ha fatto volare le presenze dei turisti stranieri a Roma nel 2025 e la loro spesa è balzata a oltre 10 miliardi di euro. E' quanto emerge dal rapporto sull'economia del Lazio della Banca d'Italia.
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[post_content] => C'è una nuova rotta per Caracas nel futuro di Ita Airways, che porta avanti l'ampliamento del network internazionale, con un particolare focus sul Sud America. La conferma arriva dall'ad e direttore generale del vettore, Joerg Eberhart, a Rio de Janeiro per l'assemblea annuale generale della Iata.
«Stiamo concretizzando un piano per Caracas - ha dichiarato Eberhart - la settimana scorsa ho visto l’ambasciatore venezuelano a Roma, sta avendo colloqui con tutti gli stakeholder per l’apertura di questa nuova tratta, ma io sono abbastanza fiducioso sul fatto che questo sia realizzabile per ottobre-novembre».
I piani di espansione, ha aggiunto l'ad, sono legati all’arrivo di nuovi aeromobili, in particolare gli Airbus A350. «L’espansione dipende dalle capacità che abbiamo in più. Nel 2028 abbiamo individuato due macchine di lungo raggio, gli A350. Se si realizza questo piano con queste due nuove macchine, possiamo pensare a una maggiore crescita in Sud America: abbiamo dei piani per Lima e Santiago del Cile. Stiamo parallelamente guardando il Giappone e al rafforzamento sulle tratte attuali verso Rio e Buenos Aires. E poi ci sono sempre Stati Uniti».
Obiettivo pareggio operativo nel 2026
Nel frattempo, Eberhart traccia l'andamento dei prossimi mesi, che mira ad un pareggio operativo per fine anno: a sostenere i conti, si legge da Il Corriere.it, oltre all’acquisto anticipato dell’80% della quantità del carburante necessario per il 2026, c’è anche l’incremento delle tariffe, in media del 5-10%, spiega il manager. Questo aumento «dovrebbe bastare quest’anno a compensare l’effetto del costo del jet fuel. Per questo sono ancora molto positivo che anche quest’anno possiamo raggiungere il budget nonostante questa situazione» con l'obiettivo di «andare vicini al pareggio operativo».
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[post_content] => La Camera di commercio di Salerno ha ufficialmente avviato la fase operativa del Destination Management Plan, il nuovo piano strategico per il turismo. Dalla costiera al Cilento, la provincia unisce le forze e parte alla conquista dei mercati con l’obiettivo di superare la storica frammentazione dell'offerta locale, unendo Salerno, Paestum, la Piana del Sele, il Cilento e il Vallo di Diano sotto un'unica regia. Questa svolta rappresenta un'opportunità senza precedenti per fare rete, innalzare la spesa media dei visitatori, valorizzare asset strategici come la cultura, il relax, l'enogastronomia basati su "prodotti-esperienza" e rendere la provincia una destinazione maggiormente attrattiva.
Andrea Prete, presidente di Uunioncamere e della Camera di commercio di Salerno si è così espresso: «Il futuro turistico delle destinazioni salernitane non è più semplice promozione di luoghi, ma governo del sistema, sviluppo di prodotti-destinazione e promozione integrata. Con il piano strategico passiamo da una visione frammentata a una regia coordinata. L'obiettivo è puntare su accessibilità e narrazione autonoma, affinché la nostra provincia possa competere stabilmente sui mercati internazionali durante tutto l'anno».
L'aeroporto come apripista
A dare un'accelerazione decisiva al piano interviene l'avvio della programmazione dei voli di linea sullo scalo di Salerno. Il debutto, operato da Aeroitalia , fa da apripista allo sviluppo dello scalo in stretta sinergia con la Camera di commercio e la società di gestione aeroportuale. L'infrastruttura si inserisce nel progetto territoriale con collegamenti nazionali strategici. La stretta alleanza commerciale con Aeroitalia consente di connettere la provincia alle principali città italiane collegando l'Aeroporto Salerno Costa d'Amalfi e del Cilento a mercati chiave come Milano, Torino, Genova e Trieste e rotte stagionali internazionali verso le isole greche e le Baleari (tra cui Mykonos, Santorini, Palma e Ibiza), rispondendo alla necessità di connettere stabilmente l'area ai flussi turistici europei.
Dalla cabina di regia del partner aereo arriva una conferma chiara sul valore strategico dell'operazione: «Abbiamo intercettato un forte potenziale in quest'area e c'è una grandissima voglia di fare. Aeroitalia crede fermamente nel potenziale di questa infrastruttura come volano di sviluppo turistico, capace di accorciare le distanze e favorire l'arrivo di passeggeri alla scoperta dell'essenza mediterranea del territorio - ha affermato Alfredo Pischedda, chief strategy officer di Aeroitalia -. L’aereo scelto, un Embraer 195 da 118 posti, è il mezzo giusto per fare da apripista al mercato. La vera sfida non è solo far partire i voli, ma mantenerli nel tempo creando valore insieme al territorio»
(Anna Morrone)
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[post_content] => Il turismo italiano continua a raccogliere buoni risultati anche nel 2026: a maggio, stando alle analisi dell’Ufficio statistica del ministero del turismo, l’Italia si colloca al di sopra di Grecia, Francia e Spagna per tasso di saturazione ota, mentre, a marzo, è al primo posto per incremento annuo di presenze e al secondo per permanenza media rispetto ai principali competitor europei.
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Come si legge su TraveWeekly, il tour operator, fondato a Londra nel 1758 e ora di proprietà di Abercrombie & Kent Travel Group, riemerge con una rinnovata attenzion all'esplorazione culturale.
Il nuovo logo
Il logo rinnovato rende omaggio alla storia di Cox & Kings, pur vantando un design contemporaneo. L'emblema del cavallo si ispira alle origini settecentesche dell'azienda.
Aktg ha acquisito il marchio Cox & Kings nel 2019 dopo che la società aveva sospeso le proprie attività. Cox & Kings si è recentemente espansa dal mercato britannico a quello australiano. Prevede di avviare le operazioni negli Stati Uniti a settembre, concentrandosi su viaggi per piccoli gruppi e tour privati su misura.
Peter Chipchase, responsabile del marchio Aktg, ha guidato la campagna di branding, che comprende un sito web riprogettato, una strategia aggiornata per i social media e attività di marketing rivolte sia al settore commerciale che ai consumatori.
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[post_content] => Air Canada, WestJet e Air Transat hanno annunciato la sospensione a tempo indeterminato dei loro voli su Cuba. Analogamente, non è stata ancora fissata una data di ripresa per i loro pacchetti vacanza.
Incertezza economica
Secondo quanto riportato da Preferente, il portavoce di Air Canada, Peter Fitzpatrick, ha dichiarato che la sospensione a tempo indeterminato dei voli per Cuba è dovuta alla «persistente incertezza politica ed economica».
WestJet avrebbe dichiarato che «in qualità di importante compagnia aerea canadese a Cuba, WestJet riconosce la portata di questa notizia per i viaggiatori e i partner del settore turistico. La compagnia aerea rimane ottimista sulla ripresa a lungo termine dell'isola e sul suo ritorno a essere una delle mete di vacanza preferite dai canadesi».
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